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TRAINING AUTOGENO by Drssa G. Zorzenoni 20/01/2016 17:46
TRAINING AUTOGENO -Definizione, origine e principi fondamentali del Training Autogeno Il Training Autogeno è una tecnica di rilassamento usata in ambito clinico nel controllo dello stress, nella gestione delle emozioni e nelle patologie con base psicosomatica. Viene utilizzata anche in altri ambiti quali lo sport e in tutte quelle situazioni che richiedano il raggiungimento di un alto livello di concentrazione. Il T.A. venne sviluppato negli anni trenta da Johannes Heinrich Schultz, psichiatra tedesco. I suoi studi avevano come precedenti quelli sull'ipnosi, in particolare di O. Vogt, del quale Schultz fu allievo. Di primaria importanza, in questa tecnica, è rendere i propri pazienti indipendenti dal terapeuta per sviluppare il proprio benessere. Mentre infatti nell'ipnosi è sempre necessaria la presenza dello psicoterapeuta, salvo particolari casi piuttosto rari di auto-ipnosi, nel T.A. il soggetto diviene del tutto autonomo (metodo autogeno). Il T.A. di Schultz è una tecnica di rilassamento e concentrazione universalmente conosciuta ed è da molti anni oggetto di studi e ricerche a livello mondiale per le varie applicazioni alle quali si presta. È una tecnica di rilassamento che parte dal corpo, si attua attraverso un'attività mentale e porta i risultati al corpo (psiche+soma=ORGANISMO=unità psiche-soma). La bionomia è la teoria di Schultz secondo la quale l'uomo sviluppa la propria individualità secondo le leggi della vita, l'equilibrio tra mente e corpo è ritrovato con il T.A. Gli ambiti di applicazione sono molteplici, può servire ad incrementare lo studio o il lavoro; può migliorare le nostre capacità di controllo e curare i disturbi più comuni su base psicosomatica. È molto seguito nella pratica clinica dove risulta particolarmente indicato per i seguenti disturbi: disturbi d’ansia, disturbi di somatizzazione, insonnia, stress. Con il T.A. si impara ad avere più sicurezza e fiducia, ad essere più calmi e distesi ed a scaricare meno le tensioni sui vari organi, infatti si hanno efficaci interventi sui disturbi psicosomatici. A causa di disagi psicologici, spesso si hanno i seguenti disturbi: gastro-intestinali (ulcera, colite, gastrite, stitichezza, diarrea, calcolosi); respiratori (asma, rinite, bronchite); della pelle (irritazione cutanea, eczema, psoriasi); dell'attenzione (cefalea muscolo tensiva, emicrania, insonnia); cardiocircolatori (tachicardia, ipertensione); sessuali (frigidità, impotenza, eiaculazione precoce, difficoltà al concepimento). In un'ottica preventiva e di promozione della salute, il T.A. costituisce uno strumento molto utile per perseguire i seguenti obiettivi: controllo e gestione dello stress, controllo delle reazioni emotive eccessive, autoinduzione di calma, autodeterminazione, introspezione, miglioramento delle prestazioni mentali. Il concetto fondamentale del Training Autogeno è la calma, o per meglio dire il rilassamento psicofisico, essendo mente e corpo due entità fortemente collegate. Questo stato si raggiunge progressivamente e gradualmente attraverso i sei esercizi del T.A. di base, ed eventualmente gli esercizi del T.A. Superiore. I primi e principali sono detti esercizi somatici perché l'attenzione mentale viene rivolta a particolari sensazioni corporee e producono effetti in prima istanza sul corpo (soma) ed in particolare sui muscoli, vasi sanguigni, cuore, respirazione, organi addominali e capo. Nei secondi l'attenzione viene rivolta a particolari rappresentazioni mentali. Il Training degli esercizi superiori, proprio perché rivolto alla mente ed all'inconscio, richiede la presenza di un terapeuta, mentre gli esercizi inferiori possono essere eseguiti anche da soli. Le cose di importanza fondamentale, sono REGOLARITA’ e COSTANZA nell’eseguire gli esercizi, i risultati non si faranno attendere. L'allenamento (training) deve essere quotidiano, almeno una volta al giorno, fino a tre volte al giorno di circa 10/15 minuti l'una. I sei esercizi di base o somatici sono: 1- esercizio della PESANTEZZA, che agisce sul rilassamento dei muscoli; 2- esercizio del CALORE, che agisce sulla dilatazione dei vasi sanguigni periferici; 3- esercizio del CUORE, che agisce sulla funzionalità cardiaca; 4- esercizio del RESPIRO, che agisce sull'apparato respiratorio; 5- esercizio del PLESSO SOLARE, che agisce sugli organi dell'addome; 6- esercizio della FRONTE FRESCA, che agisce a livello cerebrale. Il processo di autogenerazione prodotto dal T.A. avviene per stadi successivi. E’ quindi necessario che ogni stadio sia raggiunto e mantenuto prima di passare al successivo. Durante il periodo di apprendimento, inizialmente si percepiscono delle sensazioni di benessere diffuso, successivamente si raggiungerà la capacità di controllare alcuni processi fisici come la respirazione, l’attenzione, le emozioni, gli stati d’animo, ecc. Non bisogna aver fretta perché l’efficienza del T.A. dipende esclusivamente da “come” lo si fa e non dal tempo che si impiega per farlo. Il T.A. non richiede nessuno sforzo fisico, solamente un costante allenamento nella pratica degli esercizi che dovrebbero alla fine rientrare nelle nostre abitudini quotidiane. Prima di iniziare qualsiasi esercizio di T.A. è bene accertarsi che l’ambiente sia silenzioso e bisogna evitare di essere disturbati durante l’esecuzione degli esercizi. Nella stanza ci deve essere una luce molto soffusa; Non bisogna avere né caldo né freddo e la temperatura deve restare costante; Non bisogna indossare niente che stringa o che dia fastidio durante l’esecuzione degli esercizi; E’ preferibile svolgere gli esercizi con calma e ad occhi chiusi ed iniziare eseguendo delle respirazioni lente e profonde; Alla fine di ogni allenamento bisogna eseguire sempre gli esercizi di “ripresa”, per riprendere il tono muscolare. Le posizioni da adottare possono essere supina, a poltrona o a cocchiere. -Indicazioni e controindicazioni Il T.A. è stato definito da Schultz come “un metodo di autodistensione da concentrazione psichica” che consente di modificare situazioni psichiche e somatiche. Fondamentalmente con il T.A. si può raggiungere tutto ciò che può essere prodotto da distensione e immersione. Con l’apprendimento dell’atteggiamento psichico passivo si sviluppano spontaneamente modificazioni psichiche e somatiche di senso opposto a quelle provocate nella nostra mente e nel nostro corpo da uno stato di tensione, di ansia e di stress. Di fronte a una situazione stimolo che, sia a livello psicologico che somatico, superi una certa soglia di tolleranza, l’unità biopsichica reagisce, a seconda dell’intensità dello stimolo, con tensione muscolare, spasmo viscerale, sensazione di freddo, alterazione funzionale nei meccanismi neurovegetativi, endocrini, umorali. Si può inoltre avvertire sensazione di calore al capo, l’impressione di essere sopraffatti dalle proprie emozioni e dai pensieri che si affollano nella nostra mente. L’allenamento alla realizzazione di uno stato di sempre maggiore passività consente all’unità biopsichica di reagire gradualmente in senso opposto. Non soltanto da quando veniamo alla luce, ma già dalla vita prenatale, è un continuo susseguirsi di stimolazioni fisiche e psichiche che colpiscono la nostra unità biologica. A queste stimolazioni si reagisce: il loro incessante susseguirsi provoca innumerevoli stati di tensione realizzati dal nostro apparato psichico e dal nostro apparato somatico, allo scopo di poter mantenere il più adeguato adattamento alle situazioni ambientali. Attraverso gli anni ci alleniamo inconsapevolmente e fatalmente a queste modalità di reazione in autotensione. Non sempre però si riesce a riportarsi a uno stato di equilibrio funzionale, anche se la causa che lo aveva alterato è venuta a mancare. La tecnica di autodistensione di Schultz ci consente di realizzare, sia a livello psicologico che a livello somatico, uno stato di per sé del tutto opposto alle reazioni in autotensione, tale da migliorare, modificare, risolvere o normalizzare funzioni psichiche o somatiche che si fossero allontanate dal loro equilibrio originario. In soggetti normali si avrà: uno smorzamento della risonanza emotiva (autosedazione), un recupero delle energie fisiche e psichiche personali, catalessia, modificazioni del vissuto cenestetico, regolazione vasomotoria, modificazioni delle capacità mnemoniche, introspezione e presa di coscienza di sé. Per quanto riguarda le applicazioni in medicina si nota che il T.A. riesce a normalizzare i fattori stressanti collegati alle patologie dell’apparato digerente, tramite l’autoregolazione delle funzioni motorie, vasomotorie e secretive dell’apparato gastrointestinale. Occorre usare con prudenza le formula del calore. In pazienti emorragici è sconsigliato l’allenamento autogeno. Il T.A. agisce smantellando l’ansia e le preoccupazioni “se applicato con buona critica e con metodo”, migliora la circolazione periferica, assesta i valori pressori, induce uno stato di calma. E’ fondamentale una attenta valutazione clinica, sia prima dell’allenamento sia per la scelta degli esercizi, sia durante l’allenamento. E’ opportuno comunque usare con prudenza la formula del cuore. Gli esercizi standard ed eventuali formule d’organo specifiche influiscono sui meccanismi fisiologici del disturbo e sulle implicazioni psicodinamiche dello stesso. Nei casi cronici può essere utile associare il T.A. alle abituali terapie farmacologiche. Nelle applicazioni in psicoterapia il T.A. si presta da solo o in combinazione con altre metodiche psicoterapeutiche a spezzare quello che Kohnstamm definì il “circolo nevrotico”, producendo invece uno stato di sedazione emotiva, una riduzione dell’ansia, un ripristino del ritmo veglia-sonno, l’attenuazione della sintomatologia tipica, una maggiore sicurezza in se stessi. Quando la paura trasforma in realtà ciò di cui si ha paura, il T.A. esercita un' influenza specifica su sintomi anche già stabilizzati e, quindi, difficilmente, modificabili. Si possono ottenere buoni risultati anche nei disturbi della sfera sessuale nei quali ha un ruolo importante l’ansia da attesa. Le fobie rispondono bene all’allenamento autogeno prolungato nel tempo. Possono risultare utili le formule intenzionali, l’abreazione autogena, le visualizzazioni desensibilizzanti. Il T.A .può dare buoni risultati nelle situazioni iniziali piuttosto che in quelle avanzate. Può comunque essere inserito in un programma psicoterapeutico multifunzionale. In ogni caso è opportuno ridurre il T.A. a brevi esercizi iniziali con ripetizione limitata delle formule. L’applicabilità di questa tecnica dovrà essere decisa dopo una attenta valutazione clinica e non prima di un adeguato programma farmacologico. Si possono ottenere alcuni risultati positivi nel trattamento dei primi segni sintomatici indicanti una potenziale dinamica orientata in senso psicotico. Utile il T.A.-Group nei soggetti con buona motivazione a collaborare, il T.A. riduce la tensione, ripristina il ritmo sonno-veglia regolare, rinforza la sicurezza di sé e la motivazione. In gruppo si rinforza il sostegno reciproco. La tecnica contribuisce a ridurre l’eccessiva eccitazione e l’intensità emotiva. Può dare buoni risultati nelle forme di narcolessia e cataplessia. Favorisce una rieducazione del sonno, riduce il dolore nelle cefalee e nelle emicranie, può indurre analgesia. Il T.A. produce uno smorzamento degli affetti disturbanti, vengono eliminati il comportamento intenzionale e la conseguente predisposizione al disturbo. Alcune formule intenzionali possono risultare utili in alcune forme specifiche di tali disturbi. Il T.A. può essere applicato anche a situazioni definite non cliniche, infatti può favorire lo scaricamento dell’ansia e dell’emotività, un recupero della capacità di concentrazione, una riduzione dei riflessi psicosomatici, una maggiore serenità e distacco dai problemi. Nella scuola il T.A. può consentire un miglioramento nei casi di ansia scolastica. Al lavoro, esercitando una sedazione generale, favorisce il recupero di energie, permette la riduzione dell’aggressività, favorisce i rapporti interpersonali, migliora l’efficienza riducendo gli infortuni. Per lo sport la tecnica del T.A. può permettere il superamento della paura che precede la competizione, scarica la tensione, favorisce il recupero di energie fisiche, migliora l’affiatamento tra compagni di squadra, rende equilibrato il sonno. Possono essere utilmente previste formule intenzionali ed esercizi di visualizzazione. Il T.A. è consigliato anche come preparazione pre-parto, l’apprendimento graduale di una serie di esercizi di concentrazione psichica e tecniche di respirazione permettono il rilassamento e facilitano il controllo della situazione. Il T.A. resta comunque una tecnica che se utilizzata al fine di mantenere o ritrovare un po' di benessere viene consigliato senza problemi. Dr.ssa Giulia Zorzenoni Psicologa Specializzat

Considerazioni ed Elementi essenziali per la costituzione di un presidio ambulatoriale dedicato alla prevenzione e cura delle complicanze diabetiche 14/01/2015 22:31
Pubblichiamo un lavoro che ci ha mandato il Dr Bellavere, nome internazionale per quanto riguarda il Diabete e specialmente " Il Piede Diabetico " Considerazioni ed Elementi essenziali per la costituzione di un presidio ambulatoriale dedicato alla prevenzione e cura delle complicanze diabetiche. Il diabete mellito una malattia determinata da carenza (nel Tipo 1) o alterato utilizzo (nel tipo 2) dellormone che principalmente regola il livello di glicemia: linsulina. Esso (sia nel tipo 1 e, soprattutto, nel tipo 2) viene considerato oggi, a buona ragione, malattia epidemica risultando ora la sua prevalenza stimata a oltre il 10 % nelle popolazioni occidentali con valutazione di incremento di prevalenza a oltre il 50% nei prossimi 5 anni nelle popolazioni in via di sviluppo. Tra le motivazioni di tale diffusione di malattia, appunto considerata ora epidemica, si annovera il cambiamento di stile di vita delle popolazioni (non pi portate ad esercitare lavoro fisico) la globalizzazione alimentare, la aumentata spettanza di vita (diabete della senescenza). Pure le caratteristiche epidemiologiche tra i vari tipi di malattia diabetica sono profondamente cambiate negli ultimi 30 anni cosicche la prevalenza percentuale del diabete tipo 2 (particolarmente correlato ai fenomeni individuali appena citati), rispetto alla prevalenza percentuale del tipo 1 (determinato invece principalmente da cause infettive e/o infiammatorie), cambiata da un rapporto 30/50 a un rapporto 90/10. In pratica la quasi totalit dei diabetici attuali, contrariamente al recente passato, non insulino dipendente, obesa, presenta steatosi epatica, ipertensione arteriosa, macroangiopatia, cardiopatia, neuropatia mista, quando invece si era fino a poco tempo fa abituati a considerare la microangiopatia come maggiore complicanza di malattia perch appunto correlata al tipo 1, in passato preponderante . Il quadro clinico della malattia diabetica quindi ora del tutto mutato e divenuto assai pi complesso rispetto a prima sicch , ad esempio, si definisce in USA il diabetico CHE ( Coronary Heart Equivalent) dato che, secondo recenti studi, in circa il 50% dei diabetici si sottende una malattia coronarica significativa (nel 30 % dei casi silente!! ). Cos pure il fatto che il diabete tipo 2 sia tipicamente correlato allet pi avanzata e allobesit, lo rende pi esposto a complessit diagnostica e terapeutica non essendo pi lipoglicemizzante il solo o principale farmaco ad essere considerato nel trattamento ma, anzi, dovendosi collocare esso nel pi nutrito corollario di altri farmaci: coronarici, antiipertensivi, neurologici, spesso da introdurre con cautela per possibili interazioni negative con i presidi ipoglicemizanti (vedi il caso sulfaniluree in cardiopatici). In proposito, ci si dovuti recentemente arrendere allevidenza, emersa da accreditati studi, persino della scarsa (se non nulla) efficacia dei farmaci ipoglicemizzanti nel prevenire complicanze cardiovascolari nei diabetici tipo 2 (vale a dire in quasi il 90% dei diabetici!) quando non associati ad altri presidi terapeutici sopra citati; e si dovuto persino contemplare linefficacia dello stesso trattamento insulinico e addirittura la potenziale nocivit di alcuni ipoglicemizzanti orali (sulfaniluree) nel trattamento del diabete tipo 2 oggi , come detto di gran lunga prevalente cos da configurare un radicale capovolgimento dei canoni terapeutici che fino a poco tempo fa prevedevano come trattamento ottimale uno stretto controllo glicemico (tight control) a favore ora di un pi blando controllo basato su esigenze individuali (tailored control) ove il livello di glicemia da raggiungere viene tarato in base a una molteplice serie di valutazioni di ordine clinico. Alla citata nuova complessit clinica si associa quindi, intuibilmente, una altrettanto nuova complessit diagnostica e terapeutica della malattia tale da portare spesso il curante a un vero e proprio disorientamento professionale o a una sorta di rassegnazione nel limitarsi al trattamento alla sola glicemia (ahim, i vituperati glicemologi!) con danni anche irreparabili per la salute di questi pazienti. In effetti, il paziente diabetico assume le caratteristiche sempre pi marcate di un soggetto affetto da polipatologia in cui il dimenticato ruolo dellinternista viene spesso rievocato proprio perch, in qualche modo, rappresenta il sanitario con competenze polispecialisiche che uso a trarre sintesi da molteplici valutazioni di specialistiche aventi per grado di valenza da porre in ordine di priorit nel trattamento. Inoltre, paradossalmente, nella cura pi moderna del diabetico si ripescano antichi valori diagnostici (proprio antichi?) quali laccurata anamnesi e obiettivit, piuttosto che raffinate soluzioni tecnico-diagnostiche spesso costosissime e altrettanto poco concludenti dal punto di vista diagnostico. Qualche esempio? Una accurata anamnesi ha valenza di molto superiore a qualsiasi tecnica strumentale diagnostica nel caso di ischemia coronarica silente, che si ritiene essere presente in ben il 20% dei diabetici. Una accurata obiettivit in grado di fornire attendibile diagnosi e grado di gravit di neuropatia, principale complicanza invalidante nel diabetico, pi di qualsiasi EMG. E ancora, un recentissimo studio (DIAD Study) ha dimostrato che la semplice valutazione di variazione di ritmo cardiaco durante manovra di Valsalva standardizzata pi discriminante della costosissima scintigrafia cardiaca da sforzo nella valutazione di cardiopatia ischemica silente. Quanto le considerazioni sopra esposte vadano a riflettersi su una adeguata terapia della malattia cosa del tutto intuibile Nella buona cura del paziente diabetico occorre quindi tradurre in pratica le novit prodotte dalle dagli studi recenti sopra citati e fornire una dimensione risolutiva alla complessit raggiunta da detta patologia con un approccio diagnostico-terapeutico finalizzato alle poliedriche complicanze della malattia evitando di limitarsi al pedissequo (e vorrei dire dannoso) controllo della sola glicemia In sostanza, per costituire un servizio ambulatoriale qualificato per la diagnosi e complicanze del diabete occorre: In primis operatori di grande esperienza clinica con nozioni di varia patologia correlata al diabete che abbiano confidenza con strumentazione relativamente semplice ma essenziale ( o afferenze a dati strumentali) quale a seguito riportata: a) ECG (impensabile oggi che un buon diabetologo non abbia nozioni di Elettrocardiografia) b) Oftalmoscopio (impensabile oggi che un buon diabetologo non abbia nozioni di retino grafia) c) Ecografo con sonda addominale, per small parts e per indagini vascolari (se non utilizzato direttamente dal diabetologo egli deve avere comunque chiara confidenza con le interpretazioni dei dati provenienti da detta strumentazione) d) Set per valutazione di Neuropatia Periferica (diapason e/o biotesiometro che il diabetologo deve sapere usare personalmente con chiara affidabilit) e Autonomica (Finapres per misurazione pressoria battito a battito, Telemetria per valutazione test cardiovascolari, con relativo software, che il diabetologo, quando non coinvolto personalmente nelle procedure diagnostiche, deve saper interpretare con sicurezza). e) Strumentazione chirurgica minimale di base e strumento per termovalutazione e disposizione di microflusso zonale per cura e trattamento di piede diabetico. Qualora il diabetologo non sia in grado di soddisfare nelle procedure diagnostiche i punti sopra elencati difficilmente sar in grado di poter fornire adeguata assistenza clinica al paziente che gli si rivolge. Tale affermazione potr forse ancora sorprendere alcuno ma, invero, essa oggi incontestabile e in tutti i migliori centri di diabetologia divenuta principio inderogabile. Per altro, come pu essere notato, limpiego economico totale per costituire in ambulatorio diabetologico dedicato che ottemperi ai punti sopra esposto assi modesto dato che i relativi costi possono assumersi approssimativamente in: a) 2000 euri b) 80 euri c) 7000 euri d) 1000 (biotesiometro) + 34000 (Finometer) + 6000 (telemetria) + 0 (software nel caso di quello di propriet Thomaseth con inf. Bellavere) e) Imprecisata e comunque inferiore a 10000 n.b Quanto in c) pu essere successivamente eventualmente corredato di Tilt Test Utile anche in cardiologia) con software dedicato e necessita di uno spazio relativamente limitato ( attorno ai 10 m2) . Federico Bellavere

Terapia deldolore 15/08/2014 22:58
TERAPIA DEL DOLORE Articolo scritto dal Dr Della Pupa INTRODUZIONE La medicina del dolore una branca medica specialistica che cura il dolore come malattia e non solo come sintomo. Il dolore una manifestazione di un danno al nostro fisico, prodotto da numerose cause, per esempio traumi, ustioni, infezioni, fratture etc.. In molti casi il dolore presente anche senza una causa evidente o in assenza di danni al nostro organismo. Molto spesso, il dolore persiste anche quando si curata la patologia che lo ha generato come, per esempio dopo plastica inguinale per ernia o dopo discectomia per ernia discale. Altre volte il dolore pu ripresentarsi dopo un temporaneo periodo di benessere. In questi casi il dolore diventa una malattia a s stante, persistente e/o cronica, con importanti risvolti psichici e affettivi e invalidante in molti casi. A CHI E RIVOLTA LA TERAPIA DEL DOLORE? La cura del dolore e rivolta a tutti i pazienti per i quali il dolore diventato la caratteristica principale del loro stato di salute. Possiamo distinguere, anche se non deve essere la distinzione limitante, alcune grandi categorie di patologia dolore a cui va lattenzione del nostro ambulatorio: 1. Mal di schiena, di origine muscolare, articolare (artrosi vertebrale), dopo chirurgia vertebrale e per ernia del disco 2. Sciatalgia 3. Dolore cervicale e brachiale 4. Dolore alle grandi articolazioni, anca, ginocchio e spalla 5. Cefalee 6. Dolore da ipoperfusione degli arti inferiori e superiori 7. Dolore da danno nervoso (Herpes Zoster, trigemino, deafferentazione nervosa) Queste tipologie di algie ed altre , in passato definite, impropriamente, dolore benigno, per differenziarle dal dolore oncologico, trovano risposte e trattamenti dallo specialista di terapia del dolore. OBIETTIVI DELLA MEDICINA DEL DOLORE Limportanza della diagnosi patogenetica del dolore e fondamentale per la corretta scelta terapeutica e la messa a punto di nuove metodiche di cura. Nel 1998 Wolf C.J. ed altri eminenti Algologi , in una Consensus Conference ( PAIN editoriale) definirono il concetto che la terapia analgesica ottimale quella che contrasta i meccanismi di produzione del dolore, quindi la scelta terapeutica devessere subordinata alla diagnosi che identifica quei meccanismi ed alla conoscenza dei mezzi per contrastarli. Dopo 12 anni da questo editoriale si comincia solo ora a capire che il dolore persistente non pu essere affidato alle cure palliative e che esiste una sostanziale differenza tra questa disciplina e la Medicina del Dolore. Una diagnosi patogenetica del dolore indispensabile per unefficacie terapia, ma, purtroppo, non sempre ad essa viene attribuito il valore che le spetta. La distinzione in dolore nocicettivo, disnocicettivo e non nocicettivo non ha una valenza semantica ma prognostica e terapeutica. Cosa altrettanto importante che la medicina del dolore non una branca a s stante, ma piuttosto una disciplina che coinvolge diverse figure professionali, che tramite una collaborazione integrata possono arrivare ad una cura efficace e duratura del dolore. Pertanto specialisti quali Fisiatri, Neurochirurghi, Neurologi, Ortopedici, assieme al terapista del dolore, possono accompagnare il paziente attraverso un percorso, che, avendo alla base una diagnosi patogenetica del dolore, risolve in modo completo e soddisfacente la problematica. Diversamente, si pu creare il caso, purtroppo frequente, del paziente, che non avendo risolto il dolore, per esempio dopo un intervento chirurgico, viene abbandonato al suo destino, non essendo approfondita la diagnosi e quindi la cura del dolore stesso. La multidisciplinariet rappresenta dunque la chiave vincente della medicina del dolore. ATTIVITA DELLA MEDICINA DEL DOLORE La Medicina del dolore svolge la propria attivit erogando varie prestazioni specialistiche. 1) Visite atte a determinare la diagnosi e la possibile cura del dolore 2) Trattamenti che riguardano direttamente la cura del dolore I trattamenti sono numerosi e possono variare molto in complessit operativa. Di seguito elenchiamo la serie di prestazioni attuabili nel nostro centro. TERAPIA INFILTRATIVA In questo ambito ci sono varie metodiche. 1) mesoterapia 2) infiltrazione articolare semplice 3) infiltrazione articolare eco guidata 4) infiltrazione articolare rx guidata. 5) Infiltrazione delle faccette articolari rx guidata MESOTERAPIA E un trattamento rapido, quasi indolore e per il quale non esistono limiti di et. Tale metodica caratterizzata da piccole iniezioni di soluzione fisiologica associata a farmaci in quantit minima che determinano la riduzione completa o quasi del dolore in caso di patologie osteoarticolari (ad esempio lombalgie acute e croniche) La M. pu essere eseguita utilizzando i multiniettori (cio piastre rotonde o rettangolari, collegate ad una siringa, sulle quali si possono collocare dai 3 ai 18 aghi) oppure effettuando un certo numero di iniezioni singole. I farmaci, iniettati nella cute per mezzo di appositi aghi (aghi di Lebel), si distribuiscono nei tessuti sottostanti. Il vantaggio di tale tecnica consiste nel poter utilizzare ridotte dosi di principio attivo, che diffondono nei tessuti sottostanti l'inoculazione e persistono per pi tempo rispetto alla via di somministrazione intramuscolare, con vantaggi quali un effetto prolungato nel tempo, un ridotto coinvolgimento di altri organi e riduzione del rischio di eventi avversi o effetti collaterali. INFILTRAZIONI Le infiltrazioni riguardano in primo luogo la patologia periarticolare, tendinopatie (tendiniti infiammatorie calcificanti e no, tenosinoviti, tendiniti degenerative, tendinopatie traumatiche) ; borsiti( acute o croniche), lesioni capsulari e dei ligamenti. Le infiltrazioni intra-articolari si impiegano preferibilmente nelle artriti infiammatorie (acute o croniche: per es. artriti microcristalline ,reumatismi infiammatori cronici, anche lartrosi ,in certi casi pu beneficiare delle infiltrazioni intra-articolari. La terapia infiltrativa suppone, una diagnosi precisa sia per lesatta natura sia per la topografia della lesione da trattare. Per far s che il trattamento si meno invasivo possibile, ma che sia applicato esattamente sulla parte da trattare utilizziamo strumenti come la scopia e lecografia. BLOCCHI NERVOSI PERIFERICI La metodica prevede liniezione terapeutica e/o diagnostica perineurale di anestetici locali per determinare il blocco antalgico del nervo, o del plesso nervoso che viene individuato come fonte del dolore neuropatico. Il sito di iniezione viene individuato seguendo lanatomia e i punti di repere che rendono possibile lapproccio al plesso o fascio nervoso da trattare. L utilizzo di un neurostimolatore garantisce di non ledere il nervo ma nello stesso tempo di iniettare il farmaco nella fascia aponeurotica per ridurre al minimo la quantit utilizzata con maggior beneficio. La tecnica eco guidata, permette di individuare anche i fasci nervosi pi piccoli e garantisce un miglior confort al malato. Con queste tecniche si possono trattare i nervi periferici somatici e simpatici. Questa tecnica trova la sua indicazione principe nel trattamento del dolore da vasculopatia periferica, come la sindrome di raynaud; nella diagnostica differenziale, per stabilire se un trattamento pi radicale, come per esempio la termoablazione a radiofrequenza, potrebbe risultare efficace; nei casi in cui si renda necessario la manipolazione di un arto bloccato; nel trattamento di alcune forme di cefalea. INIEZIONI EPIDURALI Lo spazio epidurale, compreso tra il ligamento giallo vertebrale e la dura madre, uno spazio che varia cranio caudalmente da circa 1,5-2 mm fino a 5-6 mm a livello della prima vertebra lombare . In questo spazio, con la tecnica che prevede linserimento di una ago di Tuohy di 18G, possibile iniettare piccole quantit di anestetico locale o cortisonici. Questa tecnica rappresenta il primo approccio nel caso di lombo sciatalgie acute, senza deficit motorio. Rimane il trattamento di elezione nel caso di nerve trunk pain. RADIOFREQUENZA DEI NERVI PERIFERICI E DEI GANGLI SPINALI Trattamento avanzato e di scelta nelle patologie dolorose dovute a dolore persistente, con componente neuropatica. La Radiofrequenza pu avvalersi di due tipi di metodica: 1. Radiofrequenza termo ablativa, con la quale si produce una termolesione di un nervo, o di una radice nervosa sensitiva, allo scopo di interrompere la trasmissione degli stimoli dolorosi, per esempio nelle nevralgie del trigemino e nella sindrome delle faccette articolari. 2. Radiofrequenza pulsata, nuova metodica messa a punto per garantire una maggior sicurezza e duttilit della metodica, per poter trattare nervi misti, sensitivo- motori, senza produrre termolesione, che in questi casi potrebbe comportare la perdita di funzione. Questa tecnica pu essere applicata in tutti i casi in cui, dopo un blocco nervoso test, ci sia indicazione ad un trattamento che produca un effetto prolungato nel tempo, come nella sindrome della spalla congelata. Lombalgie croniche da irritazione delle faccette articolari; sindrome della spalla congelata; nevralgie di varia natura, come per esempio dopo infezione da herpes zoster, sono esempi di patologie che rispondono molto bene a questa procedura. CEFALEA La cefalea, in pazienti gi in terapia farmacologica, pu essere curata con tecniche innovative. Lutilizzo di infiltrazioni nervose specifiche eco guidate, della radiofrequenza e della tossina botulinica, rappresentano il futuro nel trattamento di questa patologia . IMPIANTO DI NEUROSTIMOLATORI SPINALI.

Un esempio di Prevenzione. L'Ictus so pu evitare 16/02/2014 20:36
Serata di eccezione sabato 15 febbraio nelle Serate della Prevenzione. Le serate da anni sono organizzate da Artiano Bodi che Presidente della Associazione Uso e Costumi del Litorale. Questa associazione che viene gestita da Artiano Bodi con tutta la famiglia mantiene vive le tradizioni della zona ma non si dimentica della salute di tutti. Da anni organizza nei periodi autunno, inverno e primavera delle serate nella sua casa Ca Bodi. Tale serate vedono la partecipazione di circa 100 persone in modo da riempire la sua sala. Questo sabato passato le persone presenti sono state 104 ma ben 35 persone non hanno potuto entrare per mancanza di posti disponibili. Le serate sono sempre piene ma ieri si avuto un pienone. Forse grazie allOspite o forse grazie allargomento era atteso, importante e attuale Grazie al fatto che in questo mese si parlato molto per lictus che ha colpito Bersani , forse la gente era incuriosita o forse aveva avuto persone in famiglia colpiti da tale patologie. Artiano Bodi offra una cena e organizza una conferenza nella quale un medico parla di una patologia frequente ponendo laccento su come si possa prevenire tale patologia Naturalmente con una prevenzone primaria o secondaria anche in questo caso La sala sempre piena; non ci sono mai posti liberi come ieri e spesso si deve dire di no a gente che vorrebbe venire ma i posti sono limitati a 100. Purtroppo spiace ma non vi era posto nemmeno a lato dei tavoli. Il Dr Paladin ha parlato in maniera semplice seguendo le regole della PREVENZIONE. In primis conoscere di cosa parliamo e poi come si fa la Prevenzione primaria e la Prevenzione secondaria. Con delel diapositive semplici ed efficaci ha mostrato come si pu evitare per quanto possibile lIctus e se non si riesce almeno a riconoscerlo nella primissima fase in modo che la terapia abbia successo in modo che i danni non ci siano o siano limitati. Non posso riportare tutto quello che ha detto. Vi sono siti che lo fanno per istituzione. Voglio solo riportare quelli che sono i consigli pert la Prevenzione I fattori di rischio possono essere classificati in: a) non modificabili, b) modificabili e c) intermedi. a) Non modificabili. Ad esempio: Et: la possibilit di avere un ictus raddoppia ogni decade di vita dopo 55 anni, sebbene lictus sia comune tra le persone pi anziane, molte persone sotto i 65 anni possono essere colpite ed anche persone ancora pi giovani. Ereditariet e storia familiare: la probabilit di avere un ictus aumenta se un genitore, un nonno, una sorella od un fratello hanno avuto un ictus. Etnia: la popolazione di colore ha un maggior rischio di avere un ictus rispetto alla popolazione caucasica. Questo dovuto al fatto che i neri hanno un alto rischio di ipertensione arteriosa, diabete, obesita; Sesso: lictus piu comune negli uomini che nelle donne, ma pi della met dei decessi per ictus si verificano nelle donne. Luso delle pillole contraccettive e la gravidanza contribuiscono a dare alle donne un rischio maggiore di sviluppare un ictus. Lo stress e lambiente in cui si vive b) Modificabili: quelli su cui pu agire efficacemente una corretta prevenzione, cio il fumo, la dieta scorretta e lassenza di moto. Ben l80% di queste morti potrebbero essere evitate se si prestasse pi attenzione ai fattori di rischio come il tabacco, lalimentazione scorretta e linattivit fisica. c) Fattori di rischio intermedi:prendono origine dal protrarsi nel tempo dei fattori di rischio modificabili, cio le cattive abitudini, e sono pertensione, diabete, obesit, aumento dei trigliceridi ed ipercolesterolemia. Ma cone fare prevenzione ? Certaente seguire i consigli del proprio medico Ma qualcosa possiamo fare noi per limitare i fattori di rischio modificabili Innanzitutto curare la dieta: mangiare almeno 400-500 g di frutta e verdura al giorno perch ,grazie al loro contenuto di anti-radicali liberi, proteggono i vasi e i tessuti del cuore e del cervello. Diminuire luso di sale da cucina: lOMS ha stimato che riducendo la quantit di sale giornaliera di 3 g farebbe scendere del 22% la mortalit da infarto e del 16% quella per malattie coronariche. Consumare pi fibre. Limitare luso dei cibi grassi e fritti: i grassi saturi e quelli idrogenati sono pi pericolosi perch aumentano il colesterolo LDL. Consumare pesce almeno 2 volte alla settimana perch contiene i grassi omega 3 protettori delle arterie, eventualmente si possono assumere integratori alimentari. Limitare il consumo di alcool, bere cio non pi di 2 bicchieri al giorno. Non meno importante tenere sotto controllo il peso sia con una dieta corretta che facendo attivit fisica. Lindicatore primario per capire se si in sovrappeso o no lindice di massa corporea (BMI) che il rapporto tra il peso ed il quadrato dellaltezza espresso in metri. Se il BMI maggiore di 25 si in sovrappeso, se maggiore di 30 si parla di obesit. Risulta essere molto pericoloso il grasso addominale: il girovita per luomo non dovrebbe oltrepassare i 120 cm e nella donna gli 88 cm. Lattivit fisica molto salutare in quanto riduce la glicemia, la pressione, i grassi nel sangue, lo stress e migliora la circolazione sanguigna e lossigenazione dei tessuti oltre a contribuire a tenere sotto controllo il peso. E sorprendente constatare che linattivit fisica porti ad accrescere il rischio cardiovascolare fino ad un 150%: sufficiente spendere 30 minuti della propria giornata in attivit fisica anche moderata come camminare, salire e scendere le scale ecc. sono i comportamenti che permettono una riduzione del rischio di ictus! importante fare ogni giorno una passeggiata con una velocit moderata per almeno circa mezzora. Lalimentazione deve essere equilibrata: la dieta deve includere soprattutto pesce (almeno 2 -3 volte alla settimana), verdura e frutta, limitando il pi possibile luso del sale e il consumo di cibi grassi, utilizzando come condimento lolio extravergine di oliva, soprattutto a crudo. La carne deve essere limitata a 2-3 volte alla settimana. Lassunzione di vino deve essere limitata ad un bicchiere al giorno nella donna e a 2 bicchieri al giorno nelluomo. necessario controllare la pressione arteriosa (che deve essere mantenuta al di sotto di 140 / 80 mmHg) e se questa alta bisogna assumere dei farmaci che labbassano. Le persone che hanno la glicemia alta devono sottoporsi a controlli periodici e assumere medicine come linsulina o altre che riducono gli zuccheri nel sangue. I soggetti che invece hanno il colesterolo alto devono seguire una dieta particolare, oltre che assumere medicine, come le statine, che abbassano i livelli dei grassi nel sangue. Se il cuore batte con un ritmo irregolare necessaria una valutazione medica per poter scegliere quale trattamento fare. Queste e altre notizie il Dr Paladin ha detto che si possono trovare sulla pagina Face Book di alice venezia e sui siti dedicati allictus e in modo su alice allindirizzo http://www.aliceitalia.org che abbiamo consultato per riportare meglio quello che il Dr Paladin ci ha detto Mi ha promesso che mi mander un suo lavoro che sar pubblicato su questo sito e sul sito www.lasalute.org che si occupa della Prevenzione. Numerose sono state le domande che hanno seguito la relazione fino a mezzanotte . Sempre in allegria Bisogna anche fare i complimenti al Dr Paladin che riumasto fino a tardi e sempre con il sorriso come piace a noi tutti e a me in partioclare E un ringraziamento al Artiano Bodi perch senza di lui non ci sarebbe nulla e nemmeno la serata di ieri

Perch gli anziano di fratturano e come prevenire il problema 05/02/2014 16:16
Presentiamo un interessante articolo del Dott. Alessandro Francescon, che prendendo spunto da un Simposio Osteoporosi e fratture nellanziano svoltosi nellambito di un recente Congresso Nazionale di Geriatria organizzato dalla Societ Italiana di Geriatria e Gerontologia (SIGG), espone alcune riflessioni sulla malattia Osteoporotica analizzandone aspetti epidemiologici, terapeutici e gestionali, condividendo anche quanto riportato dagli Autorevoli Cattedratici Relatori del Simposio. Perch lanziano si frattura? Quali le possibilit di terapia e di prevenzione? A cura di: Dott. Alessandro Francescon, Specialista in Geriatria e Gerontologia Ambulatorio di Osteoporosi- Casa di Cura Sileno e Anna Rizzola, San Don di Piave (Ve)- Il problema dellOsteoporosi riveste in Italia un ruolo molto importante essendo il nostro uno dei paesi pi vecchi del mondo. Lattenzione che deve essere data a questo problema deve esser massima soprattutto in questo momento in cui la ricerca scientifica attraverso i numerosi trial clinici ci sta fornendo dati interessanti non soltanto a riguardo della densit minerale ossea ma soprattutto sullefficacia dei farmaci nel ridurre lincidenza di fratture osteoporotiche. Tra gli elementi da considerare come principali cause di fratture nellanziano vanno annoverate le cadute che certamente sono il fattore di rischio pi importante, facilitate dalla ridotta stabilit, alterazioni dellequilibrio, ridotta forza muscolare, calo della vista, patologie concomitanti come lictus e altri disturbi neurologici, le cadute possono essere dovute a cali pressori o allazione di farmaci, in particolare psicofarmaci. Altro fattore predominante e concausa di una frattura la fragilit ossea. Cadute e fragilit ossea sono influenzati da altri molteplici fattori, tra questi rilevante lentit della massa muscolare e questo perch quando non c armonia tra osso e muscolatura, pu aumentare il rischio di frattura , vuoi per le cadute, vuoi per altri meccanismi pi complessi, a prescindere dalla massa ossea, che comunque nellanziano di solito ridotta. Attualmente i criteri per la diagnosi di Osteoporosi sono basati sulla esecuzione della Densitometria ossea (ad ultrasuoni o a raggi X), sulla valutazione della presenza di fattori di rischio e su una imprescindibile valutazione clinica multidimensionale, in particolare nei soggetti di et avanzata. Dati recenti evidenziano per la necessit di valutare oltre che la misurazione della densit minerale ossea che come gi detto con lavanzare dellet si riduce progressivamente, altri parametri, tra questi, di peculiare rilevanza risulta la distribuzione geometrica dellosso. La distribuzione geometrica e il tessuto osseo si modificano con linvecchiamento, losso riduce sia il suo contenuto minerale che la matrice proteica, perde elasticit e diventa sempre pi porotico. Nella popolazione pi giovanile, ma anche in un soggetto affetto da Osteoporosi, attraverso il processo di rimodellamento osseo, si assiste ad una prima fase in cui losso va incontro ad un riassorbimento, poi a una seconda fase in cui attraverso un processo di apposizione di nuovo osso periostale, losso si rigenera e pu diventare anche pi resistente ai traumi. Tale processo sembra essere pi efficace nel sesso maschile rispetto a quello femminile. Se il rimodellamento osseo non avviene in maniera come sul dirsi armonicalosso pu perdere le sue caratteristiche strutturali e geometriche che da un punto di vista fisico meccanico si traducono in perdita di elasticit e robustezza, con facilit quindi a fratturarsi in relazione ai traumi a volte anche di lieve entit. LOsteoporosi, cos come tutte le patologie et dipendenti, assai importante nel soggetto anziano gi di per s fragile in quanto pu favorire la perdita dellautosufficenza. LOsteoporosi e le fratture ad essa correlate rappresentano uno dei temi cardine della Geriatria anche se, questi argomenti sono stati per anni un po trascurati. Molto deve essere ancora fatto per la prevenzione dellOsteoporosi a cominciare dalla correzione dellintroito di Calcio e Vit D nella popolazione Italiana, i cui livelli sono ancora sotto i valori minimi. Solo da poco tempo emerso il concetto che la prevenzione ed il trattamento di questa Patologia debbono essere prioritari al fine di migliorare la qualit di vita del soggetto anziano oltre che ridurre i costi socio sanitari. Un recente studio ha mostrato come la densitometria ossea sia in grado di fornire una indicazione del rischio di frattura pari a quello dato dai valori pressori per il rischio di ictus cerebrale. Oltre ai farmaci che gi hanno dimostrato efficacia nella riduzione del numero di eventi fratturativi, come i Bifosfonati, da sottolineare che sono in fase di studio alcune molecole nuove per la terapia dellOsteoporosi, tra queste gli Estreni. Molto promettente, infine, risulta per i pazienti affetti da Osteoporosi una nuova modalit di approccio denominata Osteoporosis school della quale per parleremo pi in dettaglio, prossimamente, in un altro articolo ad essa dedicato.

DENSITOMETRIA OSSEA CON TECNICA AD ULTRASUONI A LIVELLO CALCANEARE 20/01/2014 20:09
Riportiamo un interessante articolo del Dott. Alessandro Francescon, nel quale Egli descrive la tecnica Densitometrica ad Ultrasuoni di cui si avvale nellAmbulatorio di Osteoporosi della Clinica Rizzola di San Don di Piave nella Valutazione Clinica dei pazienti Osteoporotici o in prevenzione. Attraverso lanalisi di rilevanti Studi Internazionali descrive le caratteristiche fisiche, le indicazioni e i campi di applicazione dellultrasuonografia ossea quantativa (QUS) con studio del calcagno. Questa tecnica viene confrontata con altre tecniche diagnostiche altrettanto conosciute che utilizzano invece le radiazioni ionizzanti. I risultati e le conclusioni sono molto interessanti e promettenti . DENSITOMETRIA OSSEA CON TECNICA AD ULTRASUONI A LIVELLO CALCANEARE A cura di : Dott.Alessandro Francescon, Specialista in Geriatria e Gerontologia Ambulatorio di Osteoporosi-Casa di Cura Sileno e Anna Rizzola, San Don di Piave (Ve)- LUltrasuonografia ossea quantificativa (QUS), stata introdotta nella pratica clinica per lo studio del tessuto osseo ormai da pi di 20 anni. Le caratteristiche pi significative di tale metodica riconosciute sono: semplicit di esecuzione, bassi costi, non utilizzo di radiazioni ionizzanti etc , tutti fattori che la rendono ben accettata ai pazienti. La metodica consente di ottenere informazioni sia sulla densit dellosso, fattore questultimo correlato con il rischio di frattura, sia sulla struttura e sulla resistenza meccanica del tessuto osseo. Le sedi di studio piu usate sono le falangi e il calcagno anche se possono essere esaminate ossa piatte, metacarpo, tibia, radio e omero. Il calcagno, che costituito quasi completamente da osso trabecolare, cos come le vertebre, ha il vantaggio di avere delle superfici esterne piatte, omogene e parallele, adeguate quindi allo studio geometrico di propagazione del fascio di ultrasuoni. Il principio fisico su cui si base questa tecnica che londa meccanica rappresentata dal fascio ultrasuonografico quando attraversa il tessuto osseo subisce delle modificazioni (frequenza, intensita, velocit di propagazione e attenuazione etc) a seconda delle caratteristiche strutturali, elasticit o porosit dellosso. Londa ultrasonora viene prodotta tramite speciali sonde, una trasmittente e laltra ricevente, ben distinte, tra le quali viene posizionato il segmento osseo da valutare. Vengono determinati pertanto alcuni parametri: la velocit di propagazione (SOS,Speed of sound), lattenuazione dellonda (BUA, Broadband Ultrasound Attenuation). Dallelaborazionedi questi due parametri viene ricavato un altro indice denominato QUI( Quantitative Ultrasound Index) che si dimostrato utile in modo particolare nella diagnosi di osteoporosi in quanto consente di identificare i soggetti con bassa densit minerale ossea e quindi a rischio di frattura. La validit delle misure densitometriche periferiche, ampiamente dimostrata come predizione del rischio di frattura, viene documentata anche dal recente Studio Americano NORA, eseguito su una popolazione di oltre 200.00 donne . Diverse altre ricerche hanno dimostrato una stretta associazione tra la densit, le caratteristiche strutturali dellosso trabecolare come la porosit e lelasticit e gli indici densitometrici. Per quanto riguarda il confronto della metodica ad Ultrasuoni con altre a raggi X (DEXA, QCT assiale e periferica, radiogrammetria metacarpale) va riferito come lo Studio Multicentrico Europeo (PhOS), condotto su pi di 10.000 donne ha ampiamente dimostrato come la metodica QUS abbia una elevata precisione. Ad una analisi approfondita dei risultati delle due metodiche non sono state riscontrate differenze significative della misura della densit ossea. Hart e collaboratori nello Studio BOS, hanno dimostrato che le misurazioni a livello del calcagno e della falange sono sovrapponibili a quelli ottenuti con la DEXA assiale. Continuando ad esaminare la tecnica ad ultrasuoni, risulta anche che Gluer et.al. in uno Studio Europeo sulle fratture vertebrali ha concluso che i parametri ultrasonografici sono associati ad alterazioni osteopeniche vertebrali. Altri Autorevoli Studi condotti mediante ultrasonografia al calcagno hanno rilevato la capacit della metodica di valutare gli effetti delle terapie antiosteoporotica a determinati intervalli temporali. Tra i farmaci sono stati studiati:calcitonina,HRT,Bifosfonati, terapia ormonale sostitutiva e la calcitonina.Molteplici altri studi sono stati condotti sullosteoporosi indotta da corticosteroidi, artrite reumatoide, osteodistrofia renale, sindrome di Cusching, osteomalacia, talassemia, fibrosi cistica. Dato assai interessante che la QUS, in considerazione dellassenza delle radiazioni ionizzanti, stata proposta come strumento di indagine sulla popolazione infantile, neonati e prematuri per studiare alterazioni del tessuto osseo diverse dallosteoporosi, con le disposizioni Europee quali la 97/43 Euratom, recepita anche in italia con il decreto Legislativo in materia di protezione sanitaria delle persone connessa allesposizine a radiazioni che prevede di utilizzare tecniche alternative disponibili che si propongono lo stesso obiettivo,ma che non comportano unesposizione alle radiazioni ionizzanti (.). Va citata, infine, che la nota AIFA 79 del Ministero della Sanit, che consente la prescrivibilit da parte del S.S.N e quindi gratuitamente , secondo precisi criteri, di alcuni farmaci contro losteoporosi valutata anche con la metodica strumentale ad Ultrasuoni QUS al calcagno , mentre altre ne sono state escluse. In conclusione, si pu osservare che levoluzione tecnologica permette attualmente di valutare la densit ossea con strumenti sempre meno invasivi. La tecnica che utilizza gli ultrasuoni rappresenta una metodica equilibrata tra lassenza di invasivit e la precisione diagnostica. Pertanto, poich lobiettivo clinico primario della diagnosi di osteoporosi si fonda sulla necessit di prevenire le fratture, le persone a rischio di osteoporosi ( donne in menopausa, anziani spesso affetti da polipatologia), possono sottoporsi con fiducia a questo esame strumentale sia a fini preventivi che terapeutici. Per maggiori approfondimenti: Rosenthal et.al.: A correlative study of ultrasound calcaneal and dual X-ray absorptiometry bone measurament of the lumbar spine and femur in 1000 women Eur J Nucl Med 1995 22:402-406 Hartl et al: Result of the Bbasel Osteoporosis Study J Bone Miner Res 17:321-330,2002 Rubinacci etal.: QUS investigation of Bone in Preterm Infant Ann Meeting Amer Soc for Bone Toronto 2001 C.C Gluer The OPUS Study-Annual Meeting of American Society of Bone Mineral Research October 2001

SCIENTIFIC ELEMENTS OF LOCAL OXYGEN THERAPY AND MEANS OF APPLICATION TO PATIENTS 29/12/2013 11:43
SCIENTIFIC ELEMENTS OF LOCAL OXYGEN THERAPY AND MEANS OF APPLICATION TO PATIENTS Given that Ulcers of the lower limbs constitute a frequent pathology (1% of the population and 3.5% of the population over 65 years) It mainly affects the female population with a rapport of about 3 to 1. It is a chronic invalidating illness where the therapy is not standardized and it presents both medical and social problems. In fact the treatment has elevated problems, not only medical but particularly social and among these particular relevance must be attached to the cost to the patient, to the collective and the cost to the National Health System. Etiology of ulcerative injuries of the lower limbs In outline they can be: -phlebostatic: like complications of superficial venous sufficiency (varicose) or profound venous insufficiency (post-phlebitic syndrome) -arterial (ischemic) -diabetic -Traumatic -in collagenopathy for causes intrinsic to the illness or for habitual cortisone therapy Types of therapy available Medical: which includes pharmacological treatment (general and local) and combined treatment given with medications and medicines. Surgical: both to eliminate the causes and to deal with complications up to plastic surgery. Hyperbaric Chamber: based on the principle of oxygen therapy in hyperbarism. Comparable therapies Local hyperbaric therapy represents the evolutionary stage of that used in the last thirty years for the treatment of different pathologies linked to circulatory deficit or infective pathologies. The oxygen administered acts on the devitalized or, however, suffering tissues with a contact mechanism and through the action of the component dissolved in the blood in part linked to the hemoglobin, in part dissolved in the blood as a free component (the latter represents the active component of the substance). In the general hyperbaric chamber an increase of environmental pressure (hyperbarism) is obtained while the concentration or partial pressure of oxygen remains unchanged. All this determines an increase in the availability of oxygen on the part of the tissues both as regards the contact component and that dissolved in the plasma. There are side-effects that limit the use of the hyperbaric chamber. These are medical, personal and social. They can be summarized as follows: Medical: cardiovascular, respiratory and cochleovestibulary illnesses Personal : Psychological problems besides claustrophobia Social: difficult availability (little or private), lack of bed-places, high costs of production and use and difficulty of hospital structure or of subjects at home in reaching the chamber with an increase in social and personal costs. Oxygen therapy in normobarism The solution to many problems of the hyperbaric chamber can be found in oxygen therapy in normobarism applied locally. The main concept is that of enabling local application of the therapy performed in the hyperbaric chamber to pathologies of limited extension with the advantage of having absolutely no side-effects. The concept of local normobaric therapy applies empirically in the principles and applications in different general Surgery Departments aimed at vascular treatment and in dermatology departments. The work is not in hyperbarism but in normobarism and therefore not all the body is introduced in the hyperbaric chamber but just the part of the body requiring oxygen therapy. Thus all the side effects are removed and both personal and social costs come down. Differences In the chamber for local oxygen therapy the percentage of oxygen internally (in contact with the injury) is about 95% compared with the 21-23% present in the general hyperbaric chamber. On the other hand the oxygen dissolved in the plasma increases to 2% volume with respect to the 6% which for the effect of hyperbarism is in the hyperbaric chamber. We obtain these values placing the mask on the patient and giving oxygen with this via the nose and mouth. In this way (minor oxygen dissolved in the plasma, but increase in oxygen in contact with the ulcer) a therapeutic effect is obtained not unlike that obtained in the traditional hyperbaric chamber, since reduced hyperbarism is compensated by the increase in availability of oxygen, (in many surgical and dermatological departments and surgeries this type of therapy has been applied for years in an empirical and non-standardized manner, the oxygen being supplied through a polyethylene tube connected to the source, the environment is created through a plastic bag closed around the limb being treated). Criticism that may be made to such a therapy applied up to now was that of it being an empirical, artisan therapy: there was no precision regarding the concentration of oxygen, the concentration of humidity and the time taken was therefore subjective. And the there was a problem of image and aesthetics The good results of the method led us to look for a more rational, repeatable and aesthetically pleasant application that guaranteed at the same time concentrations of oxygen, degree of humidity, known pressure values with predictable times of use. We are also aware that fundamental elements that obstruct the therapies of phlebostatic ulcers and in general devitalized tissues are the reduction in tension of oxygen and the presence of exudate and necrotic tissue. To resolve these difficulties optimization of oxygen therapy is being studied with the aid of active medicines introduced by nebulizer which reach the open injuries. Better oxygenation of the cells incentivated by medicines which act directly on the cell-cell mechanisms can be used in all devitalized tissues and also in diabetic injuries. Advantages Elevated compliance Documented effectiveness Low cost of purchase and use Easy availability of therapy Absolute absence of side-effects Rapid training of personnel CLINIC PROTOCOL Recruitment of patients 1) Patients with phlebostatic ulcers 2) Patients with diabetic ulcers Age: patients aged between 50 and 90 are eligible, sub-divided into classes a) Between 50 and 60 years b) Between 60 and 70 years c) Between 70 and 90 years Sex : males are distinct from females Accompanying pathologies: must be indicated on the prospectus with the medicines being taken Correlated or favoured pathologies: must be indicated if there is a component *arterial *phlebostatic *arterial and phlebostatic mix *diabetic *traumatic *of collagen with associated cortisone therapy Evaluation and controls Presence of necrotic tissue Ease of bleeding Quantity and composition of exudate Presence and type of pathogens PH of the injury Deterioration of gradient of O2 Peripheral neurological damage (in particular for diabetic pathology) Diameter of injury Depth of injury Incorrect handling of the illness Pain or burning or irritation of patient Every 7 days the following data will be collected 1) Variations in the quantity of secretion 2) Variations in the type of secretion 3) Pain of the patient 4) Comfort of the patient 5) Ease of bleeding 6) Diameter of the injury 7) Depth of the injury 8) Tissue of granulation Duration and method of treatment Variable depending on the pathology and the results and the course, (from two to six months), the data will be collected weekly and there will be an evaluation at between three and six months) The patient will have treatment daily 6 days out of 7 The treatment will be for 1 or 2 hours per day (separated by 6 hours) The barometric pressure inside the chamber is not considered as it is not influential However one should evaluate the degree of humidity and the comfort of the patient depending on the degree of humidity which is varied adding water to the interior. results acquired until today Given that this concerns a chronic pathology the phlebostatic and the ischemic ulcer cannot reach definitive healing if the cause is not removed, thus a better quality of life must be aimed at; all cases treated have seen secretion diminish (100%), the subjective symptomatology improve (90%) while objective improvement has seen 85% of cases. In these a cleansing of the injury and a reduction of the diameter and marked evidence of the tissue of granulation have been noticed from the third day of application. Over the course of the years we have experimented with extensive methods on the use of the device for the application of local normobaric therapy, on average dealing with 3 cases a week in our structure (Casa di Cura Rizzola in San Don di Piave) and these cases have been followed personally over time. To this we add patients followed in other structures like Codivilla Putti in Cortina and private structures and hospitals in other parts of Italy: The type of ulcers treated were the following: phlebostatic ulcers ischemic ulcers in ASO + mixed osteomyelitis traumatic injuries burns microfractures preparations for dermo-epidermal transplants or injuries requiring reconstruction or patients who have undergone dermo-epidermal transplants The chamber mod. CID 700/A and following models has been distributed to some hospital facilities and private nursing homes, and considering the ease of use (treatment of subjects can take place both in hospital and inside the home), in this last period we have developed a simplified portable model defined as for the home. This model can be hired directly by the patient, who with the aid of a family member can provide their own therapy in the tranquility of the home and with the continuity that only this facility of application can permit. This experience is producing very positive results, both from the therapeutic point of view and from that of the comfort of the patient, all harmonized with an extremely low social cost, both for the patient and for the health service. Conclusions We maintain that use of the local chamber for oxygen therapy for local use, can be a useful instrument, of low cost and without side-effects for a significant number of subjects affected by various pathologies but in particular for those who present devitalized injuries of the lower limbs. The ease of application and the absence of risk during use (the machine is absolutely independent from the electricity supply, and the flow of oxygen from 3 to 5 LT a minute does not alter the percentage of this in the environment) make it suitable for the widest variety of applications both in hospital, in the ambulance and in the home.

REPORT ON THE SCIENTIFIC EFFECTIVENESS AND ECONOMIC ADVANTAGES OF TOPICAL/LOCAL NORMOBARIC OXYGEN THERAPY FOR THERAPY ON TROPHIC ULCERS OF THE LOWER L 29/12/2013 11:36
REPORT ON THE SCIENTIFIC EFFECTIVENESS AND ECONOMIC ADVANTAGES OF TOPICAL/LOCAL NORMOBARIC OXYGEN THERAPY FOR THERAPY ON TROPHIC ULCERS OF THE LOWER LIMBS The pathology: what we are speaking about Vascular problems connected with arterial deficit and venous insufficiency at the expense of the lower limbs constitute the main cause of trophic injuries of the lower limbs. The causes of these injuries are in order of frequency: Venous insufficiency Arterial deficit Diabetes, trauma Decubitus Iatrogenic and neoplastic Epidemiology: statistical frequency and numbers This pathology represents a great problem both medical and socio-medical. It is estimated that in Italy this pathology affects 1.5% of the population and 5% of the population over 65 years old, with an approximate calculation of about two million individuals connected with the problem (P.D.L. N4409/2003). The distribution of this illness is strictly correlated as much to the ageing of the population as to the living conditions and the basic cultural level of the individuals potentially concerned. An ill person with these injuries, which by definition are chronic, is often incapable, suffering, depressed since this pathology makes his existence problematic, causes a reduction in the quality of life and weighs heavily on the family environment for the continuous need for assistance, accompanied by a slow and not well defined deterioration The problem for society: the costs Ulcers of the lower limbs are among the pathologies that most greatly affect the health cost since: they are difficult to take care of as often their cause cannot be eliminated; their improvement depends on individual responses, age and the associated pathologies apart from the causes and contributory causes; Costs can be : 1. direct (cures and materials used, departments and public services or those within the National Health Service, basic medicine, integrated domestic assistance and homes for the elderly, costs of diagnoses. 2. Indirect with working days lost both by the patient and family members concerned and possible insurance costs. And such costs apart from being chronic are increasing and will continue so given the ageing population Current therapies available THESE ARE: primary therapies aimed at resolving or improving the causes and the contributory causes (vasoactive medicines, diabetics, medicines that act on the viscosity of the blood, vasodilators etc ) medicines and aids for the medication (creams, gauzes, bandaging, medicating aids etc ..) and medicines for complications (anticoagulants, antibiotics) surgical therapies aimed at cleansing injuries or repairing them (plastic surgery) oxygen therapy carried out in the hyperbaric chambers which give good results but are difficult to perform for their scarce availability and the general side-effects (organic and psychological) which limit use. Socio-medical consequences of unsuitable treatment The potentially negative outcome of insufficient treatment can have grave implications for the patient (infections, gangrene, amputations and in any case sanitary and relational complications) but also for the family (the life of the family, psychological effects and costs for assistance and help) and for the National Health System (greater costs for complications). Current possible alternative therapy In the last few years we have experimented with normobaric oxygen therapy applied locally, which as a traditional therapy of proven effectiveness but of empirical use is affirming itself as a therapy without any side effects, modest in cost, easy to use and within reach of everybody, with advantages both for the patient (excellent results) and for the National Health System (minimal costs as it can also be effected at home by non-medical people). Difference in costs between oxygen therapy with a hyperbaric chamber and oxygen therapy with a normobaric chamber Costs are calculated both for the patient and family and for the National Health System. For the patient and family this means costs tied to the transport of the patient to the Hyperbaric Chamber which on average takes half a day between journey and therapy time; it means transport of a live person and social costs for the work of one person for half a day. As regards the National Health System we must consider that the patient can be transported by public means (hospital or council) to the Hyperbaric Chamber and this transport implies the costs of the means of transport, the driver and paramedical personnel who by law must accompany them. In any case the cost for the NHS is that tied to the use of the structure accommodating the Hyperbaric Chamber; the Hyperbaric Chambers, except in a few cases, are the property of private structures operating within the National Health Service. Normally the structure running the Hyperbaric Chamber is paid 90 a sitting and a cycle of 60 sittings is normally foreseen; these sittings are carried out for reasons contingent to the structure 5 days out of 7 (from Monday to Friday). The cost of 90 includes the use of the Hyperbaric Chamber, the medical and paramedical staff who must by law be present; to this must be added the cost of transport of the patient which may be at the expense of the National Health Service or the family. The cost of the Normobaric Chamber if treatment is carried out at home means resetting or cancelling the cost of transporting the patient. Thus only the costs of the use of the Normobaric Chamber and the oxygen remain. The costs of medication and medical checks are in theory not varied but in practice it will be shown that the type and modality of treatment can also reduce the costs of medication and of medical and paramedical staff. The cost to the patient of the Normobaric Chamber currently used by us is 160 monthly + VAT (with 30 days use out of 30 per month) to which is added 90 of oxygen: to sum up 250 a month or a total of 8 per day. The pro/therapy cost for the National Health Service is 90 per sitting with the Hyperbaric Chamber and would be just 8 with the Normobaric Chamber, which works out at a saving application/patient of 82 with further advantages such as: The saving of health service transport costs; Therapeutic continuity without interruption for 30 days per month in the tranquility of ones own living environment and without trauma; The facility of widespread use with the possibility to reach all those eligible patients (200,000 calculated in Italy), who at present cannot be treated with oxygen because of the scarce availability of Hyperbaric Chambers in the country, (the latter used for about 80% to treat chronic ulcers). It should be noted that at present the number of patients receiving therapy in the Hyperbaric Chamber for these pathologies varies between 20,000 and 30,000 per year in our country, this reduced number with respect to the 200,000 eligible cases is determined by limitations for medical side effects and for economic-social problems (availability of the Hyperbaric Chambers, distances, costs of transfers). However the saving that can be made is even greater. In fact it can be seen (see Progetto di Legge N4409) that the greater costs are absorbed by the expense of the medical and paramedical personnel followed by the various costs of medication. In the case of topical/local* therapy with oxygen, the protocols reduce to the minimum the use of medical and paramedical personnel and the use of various medical aids (like medicated gauzes, antibiotics, creams etc) since it has been scientifically shown that: Oxygen by topical/local* means: dries the injury, stimulates granulation of the tissues and incentivates vascularization the therapy can also be administered by a family member. Further savings COST OF PERSONNEL As regards the paramedic personnel (currently the greatest cost) assistance is reduced in collaboration with the doctor during the single surgery or domestic check-up which is recommended once every 15 days. The same applies for the medical or specialist personnel who check every 15 days how the pathology is going and judge its course. COST OF MEDICATION As regards medication this can be divided into simple medication, that which reduces the exudate and active medication which does not just protect the injury controlling the exudate but which contributes to the process of tissue regeneration. The costs are variable and one is often induced to use medication with lower costs without considering that improvement or healing of an injury foresees further cost to the National Health Service. The guidelines of the Royal College of General Practitioners of April 2000 in the U.K. suggest that health operators, even if there is not sufficient proof to recommend one medication rather than another, have to use medication which satisfies clinical demands, the costs and needs of the patient and the location of the injury. In the same United Kingdom treatment is usually at home to reduce the expense to the National Health institutions. Thus in the protocol of topical oxygen-therapy all this advice found in the guidelines for the treatment of these injuries is summarized, so that: The cost of the hospital and medical and paramedical personnel is reduced. Effective treatment in compliance with the patient and family is used with not just objective advantages (progress of the injury) but subjective (clear reduction of symptoms and so the well-being of the patient, at costs which are clearly lower than other treatment. Medication is simplified since no passive or active medication is used to reduce exudation and over-infection or to stimulate the tissue of granulation; in fact only simple medication is used physiologically with the advantage of cleansing the injury for better use of topical oxygen, leaving the same oxygen the task of reducing infection, exudation and stimulating the tissue of granulation. In substance considerable savings are achieved on the health costs of medical and paramedical personnel and on the cost of medication. Both these parameters and savings are difficult to calculate since at present there are no standardized protocols of diagnosis, therapy and assistance. However it is easy to calculate a saving from 30 to 50% on the cost of medical and paramedical personnel and a greater saving of 50% as regards the cost of medicines. To these savings should be added the saving calculated for the patient who uses the normobaric chamber with respect to the hyperbaric chamber. M.P.SYSTEMS S.R.L. Madeyski Dr Paolo

INDICATIONS OF PROTOCOL IN USING THE TOPICAL OXYGEN THERAPY CHAMBER AND FOR CONTINUING THERAPY ALSO IN THE POST HOSPITALIZATION PHASE 29/12/2013 11:34
INDICATIONS OF PROTOCOL IN USING THE TOPICAL OXYGEN THERAPY CHAMBER AND FOR CONTINUING THERAPY ALSO IN THE POST HOSPITALIZATION PHASE For correct application of this therapy with positive results the following should be considered: a) Indications b) Method of treatment c) Duration of treatment d) Evaluation of treatment Indications For all trophic injuries situated in the lower limbs which have solutions of continuity of the skin, the main place is the leg. Injury to the thigh is rare since it has not been taken into consideration. Therapy is applied to injuries with various causes or contributory causes even if with varying results. For the following pathologies: Phlebostatic ulcers (frequent and with varying percentages of healing between 60 and 80% depending on contributory causes and associated pathological factors). Diabetic ulcers (diabetic foot). These injuries include both trophic injuries of skin and below-skin tissues and those with a relevant exposed bone. These injuries are frequent with percentages of healing which vary from 70% to 90%. Ulcers in arteriopaths. Not frequent. Lower results both subjectively and objectively. Traumatic injuries. Discreetly frequent with good results but which vary greatly for the associated general and local conditions. Iatrogenic injuries and on a neoplastic basis. Rare with results varying greatly from case to case. Method of treatment The experience matured over the last few years has seen a modification in approach and the method of treatment of trophic ulcers in the lower limbs since: these injuries are chronic (apart from post-traumatic injuries). these injuries were treated in the course of their chronicity with various and varying methods depending on the health service operators. We maintain that on the basis of the experience obtained and the general principles we have shown the therapeutic course these directives can follow 1) Precise indications, as far as possible, for oxygen therapy. These indications must be set by a doctor specializing in therapy, vascular therapy, dermatology, diabetology or by a doctor who has the experience and competence in this pathology and knowledge of the pathologies correlated to the etiology of such injuries. 2) The injury to benefit from the oxygen therapy must be cleansed. The cleansing can be done with simple medical cleansing or with surgical cleansing removing scabs and necrotic tissue in such a way as to bring the oxygen into contact with the tissues with the possibility of granulation. 3) The possibility of the oxygen therapy and the method of administration must be tested and evaluated by medical or paramedical personnel since the sensitivity to the dosage, the time and the humidity are individual. 4) The only substances used by medication are physiological solution for cleansing before and after the application of oxygen. Neither betadine nor Vaseline medications are used nor whatever does not allow the passage of oxygen. 5) If the injury is painful, besides increasing the humidity the injury can be bathed with marcaina or other local anesthetic. The correct procedure in sequence is the following: Bandaging of the injury Cleansing with a wet gauze with fisiologic water (do not cover the injury with any medication) Introduction of the limb in the oxygen chamber Closing the same possibly above the knee Supplying the oxygen near the injury in accordance with the sensitivity of the patient with a flow between 3 and 4 LT a minute for 10 minutes and then at 2 LT a minute The total duration save for particular cases is one hour At the end carry out cleansing with a wet physiological gauze and then cover it with gauze with the same solution or with a local anesthetic if the injury is painful. Duration of the treatment The duration of the treatment per day is indicated by the doctor who sets the indication and follows the patient and the progress of the injury; in any case we advise the following directives: The treatment must be followed daily It is preferable to carry out two applications a day, each for one hour. Improvement is noted generally after 10-15 days and becomes evident on the third week of application; each case, however, presents individual variables given by the subject who presents etiological factors and accompanying variable pathologies. There are no side-effects even for the treatment, even for 4 hours per day, from the experience of several cases for which the therapy for this duration was prescribed. Evaluation of the results It is useful and should be the case that the injury is photographed at the moment of the first visit and before surgical or medical cleansing. The injury will then be photographed at regular intervals decided by the medical team. With the right software the diameters of the injury, the depth, the surface and its circumference can be measured. With the same software one can carry out and register the graphics that show the behaviour of the injury and the effectiveness or otherwise of the therapy. On one card it is advisable to note the objective variations but also the subjective impressions that refer to the patient. Taken into consideration are: - The patients data - The causes - The contributory factors - Associated pathologies - Medicines in use - The birth and duration of the injury - Symptoms declared by the patient - Secretion - The characteristics of the injury and the granulation tissue Possibility of treating the patient at home The peculiarity of oxygen applied locally, are identifiable, in the absence of side-effects, in the low cost, the simplicity of application, but above all in the need for a certain duration and continuity (this therapy produces better results after about three weeks of regular application). The duration of the therapeutic cycle of oxygen applied locally is difficult to match to the period of hospitalization (in other European countries P.D.L. 4409/2003 chronic ulcers are treated at the patients home). For this direct experience a course of therapy is indicated coupled with a brief stay in hospital (5-7 days). Over the course of the years we have obtained the first certification for our domestic model which was then renewed in accordance with the regulations in force. This model used at the patients home for therapies of medium long duration enables social costs to come down and guarantees the continuity of application required. In this way we have already treated patients with various types of ulcer with excellent results and minimum cost. At present the cost of hire applied to patients is 160 (VAT 4%) monthly; this charge is generally accepted and also includes assistance by telephone and at home for any problem concerning the therapy. These costs are still not reimbursable by the N.H.S. but the invoice is deductible. A public or private structure in this way can offer a complete service to various patients, increasing the degree of satisfaction and constantly monitoring the development of the pathology with weekly visits but without rigidly committing the structure and the personnel (guidelines already provided by a proposal of law under discussion in the Chamber and applied in many countries in the European Union).

Una nuova terapia per le ulcere degli arti inferiori e del piede diabetico. La ossigenoterapia normobarica topica 29/12/2013 11:34
Una nuova terapia per le ulcere degli arti inferiori e del piede diabetico. La ossigenoterapia normobarica topica Premessa Le ulcere degli arti inferiori rappresentano una patologia frequente (1% della popolazione e 3,5% della popolazione over 65 anni). Colpisce maggiormente la popolazione femminile con un rapporto circa di 3 a 1. Trattasi di malattia cronica invalidante la cui terapia non standardizzata e presenta vari problemi sia medici sia sociali. Il trattamento comporta, infatti, elevati problemi non solo medici ma in modo particolari sociali e tra questi assume particolare rilevanza il costo a carico del paziente, della collettivit e delle spesa a carico del sistema sanitario nazionale. Eziologia delle lesioni ulcerative degli arti inferiori. Schematicamente possono essere -flebostatiche: come complicanza di insufficienza venosa superficiale (varici) o di insufficienza venosa profonda (sindrome postflebitica) -Arteriose (ischemiche) -Diabetiche -Traumatiche -Nelle collagenopatie per causa intrinseca alla malattia o per la terapia cortisonica abituale -Neoplastiche Tipi di terapia a disposizione Medica: che comprende il trattamento farmacologico (generale e topica) e il trattamento combinato dato da medicazioni e farmaci. Chirurgica: sia per eliminare le cause che per trattare le complicanze arrivando fino alla chirurgia plastica. Camera iperbarica. Che si basa sul principio dellossigenoterapia in iperbarismo. Terapie a confronto Lossigenoterapia iperbarica locale rappresenta la tappa evolutiva di quellutilizzata negli ultimi trentanni per il trattamento di diverse patologie legate a deficit circolatori o a patologie infettive Lossigeno somministrato agisce sui tessuti devitalizzati o, comunque, sofferenti, con meccanismo da contatto e mediante lazione della componente disciolta nel sangue in parte legata alla emoglobina, in parte disciolta nel sangue come componente libera (questultima rappresenta la componente attiva della sostanza). Nella camera iperbarica generale si ottiene un aumento della pressione ambientale (iperbarismo) mentre rimane invariata la concentrazione o pressione parziale di ossigeno. Tutto questo determina un aumento della disponibilit di ossigeno da parte dei tessuti sia per quanto riguarda la componente da contatto che quella disciolta nel plasma. Vi sono delle controindicazioni che limitano luso della camera iperbarica. Queste sono mediche, personali e sociali. E si possono cos riassumere: Mediche: malattie cardiocircolatorie, respiratorie e cocleovestibolari Personali: problemi psicologici oltre alla claustrofobia Sociali: difficile reperibilit (poche e private), mancanza di posti letto, costi alti di produzione e di utilizzo e difficolt di strutture ospedaliere o dei soggetti domiciliari al raggiungimento delle camere stesse con aumento dei costi sociali e personali. Ossigenoterapia in normobarismo La soluzione a tanti problemi della camera iperbarica si possono trovare nella ossigenoterapia in normobarismo applicata in maniera distrettuale. Il concetto sostanziale quello di consentire lapplicazione locale della terapia eseguita in camera iperbarica a patologie ad estensione limitata con il vantaggio di non avere controindicazioni assolute. Il concetto di terapia normobarica distrettuale trova applicazione empirica nei principi e nelle applicazioni in diversi Reparti di Chirurgia generale ad indirizzo vascolare che in Reparti di dermatologia. Non si lavora in iperbarismo ma in normobarismo e non si lavora quindi introducendo tutto il corpo nella camera iperbarica ma soltanto la parte del corpo che abbisogna della ossigenoterapia. Vengono quindi a cadere tutte le controindicazioni e si abbattono i costi sia personali sia sociali. differenze Nella camera per ossigenoterapia distrettuale la percentuale di Ossigeno allinterno (a contatto con la lesione) circa del 95% rispetto al 21-23 % presente nella camera iperbarica generale. Daltra parte lossigeno disciolto nel plasma aumenta a 2% volumi rispetto al 6% che per effetto delliperbarismo si ha nella camera iperbarica. Noi otteniamo tali valori ponendo al paziente la mascherina e dando ossigeno tramite questa per via naso-orale. In tale maniera (minor ossigeno disciolto nel plasma, ma aumento dellossigeno a contatto con lulcera) si ottiene un effetto terapeutico poco dissimile da quello che si ottiene nella camera iperbarica tradizionale, in quanto liperbarismo ridotto viene compensato dallaumento della disponibilit di ossigeno, (In molti reparti e ambulatori chirurgici e dermatologici questo tipo di terapia viene da anni applicata in modo empirico e non standardizzabile, lossigeno viene fornito attraverso un tubo di polietilene collegato alla sorgente, lambiente viene creato attraverso un sacchetto di plastica chiuso attorno allarto da trattare). La critica che si pu portare a tale terapia applicata fino ad ora era quella di essere una terapia empirica, artigianale: non vi era una precisione per quanto riguardava la concentrazione dellossigeno, la concentrazione dellumidit e il tempo di utilizzo era quindi soggettivo. I buoni risultati della metodica hanno portato a cercarne unapplicazione pi razionale, ripetibile ed esteticamente gradevole che garantisse nello stesso tempo concentrazioni dossigeno, grado dumidit, gradienti pressori noti con tempi dutilizzo prevedibili e per tale motivo siamo passati ad un dispositivo ( ULCOSAN ) che registrato al Ministero della Salute. vantaggi Elevata compliance Efficacia documentata Basso costo dacquisto e desercizio Facile disponibilit della terapia Assenza di controindicazioni assolute Rapida formazione del personale. PROTOCOLLO CLINICO: quali pazienti trattarli e come trattarli Reclutamento dei pazienti 1) Pazienti con ulcere flebostatiche 2) Pazienti con ulcere diabetiche Et: sono eleggibili pazienti con et compresa dai 50 ai 90 anni suddivisi in classi sia di sesso maschile che femminile a) Tra i 50 e i 60 anni b) Tra i 60 e i 70 anni c) Tra i 70 e i 90 anni Patologie correlate o favorenti: si deve distinguere se presente una componente *arteriosa *flebostatica *mista arteriosa e flebostatica *diabetica *traumatica *del collageno con terapia cortisonica associata valutazioni e controlli Deve essere valutato al momento dellinserimento del paziente Presenza di tessuto necrotico, Facilit al sanguinamento Quantit e composizione dellessudato, Presenza e tipologia dei patogeni, PH della ferita, Compromissione del gradiente di O2, Danno neurologico periferico (in particolare per la patologia diabetica), Diametro della lesione Profondit della ferita Non corretta gestione della malattia. Dolore o bruciore o fastidio del paziente Ogni 7 giorni saranno raccolti i seguenti dati 1) Variazioni della quantit della secrezione 2) Variazioni del tipo della secrezione 3) Dolore del paziente 4) Gradimento del paziente 5) Facilit al sanguinamento 6) Diametro della lesione 7) Profondit della lesione 8) Tessuto di granulazione durata e modalit del trattamento Variabile a secondo la patologia e i risultati e il decorso, (da due a sei mesi, i dati saranno raccolti settimanalmente e vi sar una valutazione a tre e a 6 mesi) Il paziente avr un trattamento quotidiano 6 giorni su 7 Il trattamento sar di 1 o 2 ore il giorno (distanziati di 6 ore) Non si tiene conto della pressione barometrica allinterno della camera distrettuale in quanto ininfluente Si dovr invece valutare il grado umidit e il gradimento del paziente secondo il grado di umidit che viene variata aggiungendo acqua allinterno risultati a tuttoggi acquisiti Dato che si tratta di patologia cronica lulcera flebostatica e quella ischemica non possono giungere ad una guarigione definitiva se non viene tolta la causa, si deve tendere allora ad una migliore qualit di vita, tutti i casi trattati hanno visto diminuire la secrezione (100%), migliorare la sintomatologia soggettiva (90%) mentre il miglioramento obiettivo si visto nel 85 % dei casi. In questi si notata una detersione della lesione e una riduzione dei diametri e uno spiccata evidenza del tessuto di granulazione dal terzo giorno di applicazione. La Tipologia delle ulcere trattate fino ad ora stata la seguente ulcere flebostatiche ulcere ischemiche in ASO + miste osteomieliti lesioni traumatiche Ustioni Microfratture preparazioni a trapianti dermo-epidermici o lembi ricostruttivi. O pazienti che avevano subito trapianti dermo-epidermici Il dispositivo ULCOSAN ( mod. CID 700/A e modelli seguenti ) presente in alcuni Presidi Ospedalieri e Case di Cura private, e considerando la sua semplicit di utilizzo (la cura dei soggetti si pu svolgere sia in ospedale sia tra le mura domestiche), stato sviluppato un modello portatile semplificato definito domiciliare, certificato anche esso dal Ministero della Salute. Tale modello pu essere noleggiato direttamente dal paziente, il quale con lausilio di un familiare pu provvedere alla propria terapia, tra la tranquillit delle pareti domestiche e con la continuit che solo tale facilit di applicazione permette. Questesperienza sta producendo risultati molto positivi, sia dal punto di vista terapeutico, che da quello del gradimento del paziente, tutto ci armonizzato con un bassissimo costo sociale, sia per il privato, sia per le strutture sanitarie. Conclusioni. Dalla esperienza di questi anni riteniamo che lutilizzo della camera distrettuale per ossigenoterapia per uso topico, possa essere uno strumento utile, a basso costo e privo di controindicazioni per un numero rilevante di soggetti affetti da varie patologie ma in particolare per coloro che presentano lesioni devitalizzate degli arti inferiori. La facilit di applicazione e lassenza di rischio nellutilizzo, (la macchina assolutamente indipendente dallenergia elettrica, ed il flusso di ossigeno da 3 a 5 LT. il minuto, non altera la percentuale dello stesso nellambiente) la rendono adatta alle pi svariate applicazioni sia negli ospedali, negli ambulatori, sia tra le pareti domestiche.

Una nuova terapia per le ulcere degli arti inferiori e del piede diabetico. La ossigenoterapia normobarica topica 29/12/2013 11:29
Una nuova terapia per le ulcere degli arti inferiori e del piede diabetico. La ossigenoterapia normobarica topica Le ulcere degli arti inferiori rappresentano una patologia frequente (1% della popolazione e 3,5% della popolazione over 65 anni).Colpisce maggiormente la popolazione femminile con un rapporto circa di 3 a 1.Trattasi di malattia cronica invalidante la cui terapia non standardizzata e presenta vari problemi sia medici sia sociali. Il trattamento comporta, infatti, elevati problemi non solo medici ma in modo particolari sociali e tra questi assume particolare rilevanza il costo a carico del paziente, della collettivit e delle spesa a carico del sistema sanitario nazionale Eziologia : -flebostatiche: come complicanza di insufficienza venosa superficiale (varici) o di insufficienza venosa profonda (sindrome postflebitica); Arteriose (ischemiche); Diabetiche; Traumatiche; collagenopatie Tipi di terapia a disposizione Medica: che comprende il trattamento farmacologico (generale e topica); Chirurgica: sia per eliminare le cause che per trattare le complicanze arrivando fino alla chirurgia plastica; Camera iperbarica. Terapie a confronto Lossigenoterapia iperbarica locale rappresenta la tappa evolutiva di quellutilizzata negli ultimi trentanni per il trattamento di diverse patologie legate a deficit circolatori o a patologie infettive . Lossigeno somministrato agisce sui tessuti devitalizzati o, comunque, sofferenti, con meccanismo da contatto e mediante lazione della componente disciolta nel sangue in parte legata alla emoglobina, in parte disciolta nel sangue come componente libera (questultima rappresenta la componente attiva della sostanza). Nella camera iperbarica generale si ottiene un aumento della pressione ambientale (iperbarismo) mentre rimane invariata la concentrazione o pressione parziale di ossigeno. Tutto questo determina un aumento della disponibilit di ossigeno da parte dei tessuti sia per quanto riguarda la componente da contatto che quella disciolta nel plasma. Vi sono delle controindicazioni che limitano luso della camera iperbarica. Queste sono mediche, personali e sociali. E sono principalmente: Mediche: malattie cardiocircolatorie, respiratorie e cocleovestibolari ; Personali: problemi psicologici oltre alla claustrofobia; Sociali: difficile reperibilit (poche e private), mancanza di posti letto, costi alti di produzione e di utilizzo e difficolt di strutture ospedaliere o dei soggetti domiciliari al raggiungimento delle camere stesse con aumento dei costi sociali e personali. Ossigenoterapia in normobarismo La soluzione a tanti problemi della camera iperbarica si possono trovare nella ossigenoterapia in normobarismo applicata in maniera distrettuale.Il concetto sostanziale quello di consentire lapplicazione locale della terapia eseguita in camera iperbarica a patologie ad estensione limitata con il vantaggio di non avere controindicazioni assolute. Non si lavora in iperbarismo ma in normobarismo e non si lavora quindi introducendo tutto il corpo nella camera iperbarica ma soltanto la parte del corpo che abbisogna della ossigenoterapia. Vengono quindi a cadere tutte le controindicazioni e si abbattono i costi sia personali sia sociali. Nella camera per ossigenoterapia distrettuale la percentuale di Ossigeno allinterno (a contatto con la lesione) circa del 95% rispetto al 21-23 % presente nella camera iperbarica generale. In tale maniera (minor ossigeno disciolto nel plasma, ma aumento dellossigeno a contatto con lulcera) si ottiene un effetto terapeutico poco dissimile da quello che si ottiene nella camera iperbarica tradizionale, in quanto liperbarismo ridotto viene compensato dallaumento della disponibilit di ossigeno. Vantaggi: Elevata compliance; Efficacia documentata; Basso costo dacquisto e desercizio; Facile disponibilit della terapia; Assenza di controindicazioni assolute; Rapida formazione del personale. PROTOCOLLO CLINICO: quali pazienti trattarli e come trattarli Pazienti con ulcere flebostatiche; Pazienti con ulcere diabetiche; Paziente con lesioni traumatiche o neoplastiche o ustioni parcellari o in attesa di innesto dermoepidermico di qualsiasi et anche se la patologia si riscontra maggiormente tra i 50 e 80 anni. Si deve considerare le patologie correlate o favorenti: arteriopatia,flebopatia; diabete, trauma , osteomielite aperta o chiusa, collagenopatia in terapia con cortisone Deve essere valutato al momento dellinserimento del paziente l la presenza di tessuto necrotico, la facilit al sanguinamento, la quantit e composizione dellessudato, la presenza e tipologia dei patogeni, il PH della ferita,la compromissione del gradiente di O2, il danno neurologico periferico (in particolare per la patologia diabetica),, il diametro della lesione, la profondit della ferita , la non corretta gestione della malattia e il dolore o bruciore o fastidio del paziente Durata e modalit di trattamento: Variabile a secondo la patologia e i risultati e il decorso Il paziente avr un trattamento quotidiano 7 giorni su 7 e sar di 1 o 2 ore il giorno (distanziati di 6 ore) Non si tiene conto della pressione barometrica allinterno della camera distrettuale in quanto ininfluente , mentre si dovr invece valutare il grado umidit e il gradimento del paziente secondo il grado di umidit che viene variata aggiungendo acqua allinterno Conclusioni e risultati : Dato che si tratta di patologia cronica lulcera flebostatica e quella ischemica non possono giungere ad una guarigione definitiva se non viene tolta la causa, si deve tendere allora ad una migliore qualit di vita, tutti i casi trattati hanno visto diminuire la secrezione (100%), migliorare la sintomatologia soggettiva (90%) mentre il miglioramento obiettivo si visto nel 85 % dei casi. Sono stati trattati ulcere flebostatiche; ulcere ischemiche in ASO + miste ; osteomieliti; lesioni traumatiche; Ustioni; Microfratture Il dispositivo ULCOSAN ( mod. CID 700/A e modelli seguenti ) presente sia in Presidi Ospedalieri e Case di Cura private, ma vi anche in versione domiciliare . La sua semplicit di utilizzo (la cura dei soggetti si pu svolgere sia in ospedale sia tra le mura domestiche pu essere noleggiato direttamente dal paziente, il quale con lausilio di un familiare pu provvedere alla propria terapia, tra la tranquillit delle pareti domestiche e con la continuit che solo tale facilit di applicazione permette. Questesperienza sta producendo risultati molto positivi, sia dal punto di vista terapeutico, che da quello del gradimento del paziente, tutto ci armonizzato con un bassissimo costo sociale, sia per il privato, sia per le strutture sanitarie. Si tratta quindi di uno strumento utile, a basso costo e privo di controindicazioni per un numero rilevante di soggetti affetti da varie patologie ma in particolare per coloro che presentano lesioni devitalizzate degli arti inferiori. La facilit di applicazione e lassenza di rischio nellutilizzo la rendono adatta sia negli ospedali, negli ambulatori, sia tra le pareti domestiche.

INDICAZIONE DI PROTOCOLLI DI UTILIZZO PER LA CAMERA PER OSSIGENOTERAPIA TOPICA, E PER LA PROSECUZIONE DELLA TERAPIA ANCHE NELLA FASE DI POST-DEGENZA 29/12/2013 11:28
INDICAZIONE DI PROTOCOLLI DI UTILIZZO PER LA CAMERA PER OSSIGENOTERAPIA TOPICA, E PER LA PROSECUZIONE DELLA TERAPIA ANCHE NELLA FASE DI POST-DEGENZA DEL PAZIENTE Per una corretta applicazione con risultati positivi di tale terapia si devono considerare: a) indicazioni b) metodologia di trattamento c) Durata di trattamento d) Valutazione dei risultati Indicazioni Tutte lesioni trofiche localizzate agli arti inferiori che abbiano soluzioni di continuo della cute, la sede principale la gamba. La lesione alla coscia rara e al momento non stata presa in considerazione. La terapia viene applicata a lesioni con cause o concause varie anche se con risultati variabili. Per le seguenti patologie: Ulcere flebostatiche (frequenti e con percentuali di guarigioni variabile dal 60 all80% secondo le concause e fattori patologici associati). Ulcere diabetiche (piede diabetico) .Tali lesioni comprendono sia le lesioni trofiche dei tessuti cutanei e sottocutanei che quelle con osso esposto e interessato. Tali lesioni sono frequenti con percentuali di guarigioni variabili dal 70% al 90% Ulcere in arteriopatici. Non frequenti . Risultati inferiori sia soggettivamente che oggettivamente Lesioni traumatiche. Discretamente frequenti con risultati buoni ma molto variabile per le condizioni generali e locali associate. Lesioni iatrogene e su base neoplastica. Rare con risultati molto variabili da caso a caso. Metodologia del trattamento Lesperienza maturata nel corso degli ultimi anni ha visto modificare lapproccio e la metodologia del trattamento delle ulcere trofiche degli arti inferiori in quanto; tali lesioni sono croniche (a parte le lesioni postraumatiche). tali lesioni sono state trattate nel corso della loro cronicit con metodologie varie e variabili a secondo gli operatori sanitari. Riteniamo in base alla esperienza maturata e ai principi generali che abbiamo esposto il percorso terapeutico possa seguire queste direttive 1) Indicazione, per quanto possibile, precisa alla ossigenoterapia. Tale indicazione deve essere posta da un medico specialista in chirurgia, chirurgia vascolare, dermatologia, diabetologia o da un medico che abbia unesperienza e competenza su tale patologia e con conoscenze sulle patologie correlate alla etiologia di tali lesioni. 2) La lesione per trarre vantaggio dalla ossigenoterapia deve essere detersa . La detersione pu essere fatta con semplice detersione medica o con detersione chirurgica rimuovendo escare e tessuto necrotico in modo da far venire lossigeno a contatto dei tessuti con possibilit di granulazione. 3) La possibilit della ossigenoterapia e la modalit di somministrazione deve essere saggiata e valutata da personale medico o paramedico in quanto la sensibilit alla dose, al tempo e alla umidit sono individuali. 4) Le uniche sostanze usate dalla medicazione sono rappresentate da soluzione fisiologica per la detersione prima e dopo lapplicazione dellossigeno. Non vengono usate betadine o medicazioni vasellinate o che non lasciano passare lossigeno. 5) Se la lesione dolente , oltre ad aumentare lumidit si pu bagnare la lesione con marcana o altro anestetico locale. La procedura corretta in sequenza la seguente. Sfasciatura della lesione Sua detersione con garza bagnata con fisiologica (non coprire la lesione con nessuna medicazione); Introduzione dellarto nella camera per ossigeno Chiusura della stessa possibilmente sopra al ginocchio Erogazione dellossigeno in prossimit della lesione a secondo la sensibilit del paziente con un flusso tra i 3 e i 4 LT al minuto per 10 minuti e quindi a 2 LT al minuto La durata complessiva salvo casi particolari di unora. Alla fine eseguire detersione con garza bagnata di fisiologica e quindi coprirla con garza con la stessa soluzione o con anestetico locale se la lesione dolorosa. Durata del trattamento La durata del trattamento per giorno indicata dal medico che pone lindicazione e che segue il paziente e levoluzione della ferita, in ogni modo consigliamo le seguenti direttive: Il trattamento deve essere eseguito giornalmente. E preferibile eseguire due applicazioni al d di unora ciascuna Il miglioramento viene constatato generalmente dopo 10-15 giorni e diviene evidente alla terza settimana di applicazioni, ogni caso comunque presenta delle variabili individuali date dal soggetto che presenta fattori etiologici e patologie concomitanti variabili. Non ci sono controindicazioni anche per il trattamento anche di 4 ore al giorno secondo lesperienza di diversi casi ai quali era stata prescritta la terapia per tale durata. Valutazione dei risultati E utile e dovrebbe essere prassi che la lesione sia fotografata al momento della prima visita e prima della detersione chirurgica o medica. La lesione sar poi fotografata ad intervalli regolari decisi dallequipe medica. Con software opportuno si possono misurare i diametri della lesione, la sua profondit, la sua superficie e la sua circonferenza. Con le stesso software si possono eseguire e registrare dei grafici che dimostrino il comportamento della lesione e lefficacia o meno della terapia. In una scheda consigliabile annotare le variazioni oggettive ma anche le impressioni soggettive riferite dal paziente. Vengono prese in considerazione - i dati del paziente - le cause - i fattori concausali - le patologie associate - i farmaci in uso - la nascita e la durata della lesione - i sintomi dichiarati dal paziente - la secrezione - le caratteristiche della lesione e del tessuto di granulazione Possibilit di domiciliazione della cura a casa del paziente Le peculiarit dellossigeno per via topica, sono individuabili, nellassenza di controindicazioni, nel basso costo, nella semplicit applicativa, ma soprattutto nella necessit di una certa durata e continuit, (tale terapia produce migliori risultati dopo circa tre settimane regolarit applicativa). La durata del ciclo terapeutico dellossigeno per via topica difficilmente si coniuga con il periodo di degenza ospedaliera (in altri paesi Europei -P.D.L. 4409/2003-, le ulcere croniche vengono curate a casa del paziente). Per questo lesperienza diretta ci ha indicato un percorso terapeutico armonizzabile con una degenza ospedaliera di breve durata (5-7 giorni). Nel corso degli anni abbiamo ottenuto la prima certificazione per il nostro modello domiciliare che poi stata rinnovata secondo le norme vigenti. Questo modello utilizzato a domicilio del paziente per terapie di medio-lunga durata, permette di abbattere i costi sociali e di garantire la continuit applicativa richiesta. In questo modo abbiamo gi curato pazienti con ulcere di vario tipo con ottimi risultati e con spesa minima. Attualmente la tariffa di nolo applicata ai pazienti di 160 (IVA 4%) mensili, questa tariffa generalmente accettata, e comprende anche lassistenza telefonica ed a domicilio per qualsiasi problematica inerente la terapia. Questi costi non sono ancora rimborsati dal S.S.N., ma la fattura detraibile. Una struttura pubblica o privata ha in questo modo la possibilit offrire un servizio completo ai vari pazienti, aumentandone il grado di soddisfazione, e monitorando costantemente levoluzione della patologia con delle visite con cadenza settimanale, ma senza impegnare pesantemente la struttura ed il personale.(linee guida gi previste da una proposta di legge in discussione all Camera, e applicate in molti paesi dellUnione Europea). M.P.SYSTEM S.R.L. MKT SCIENTIFICO

ELEMENTI SCIENTIFICi DELLOSSIGENOTERAPIA DISTRETTUALE, E MODALITA DI APPLICAZIONE AI PAZIENTI 29/12/2013 11:28
ELEMENTI SCIENTIFICi DELLOSSIGENOTERAPIA DISTRETTUALE, E MODALITA DI APPLICAZIONE AI PAZIENTI Premessa Le ulcere degli arti inferiori rappresentano una patologia frequente (1% della popolazione e 3,5% della popolazione over 65 anni). Colpisce maggiormente la popolazione femminile con un rapporto circa di 3 a 1. Trattasi di malattia cronica invalidante la cui terapia non standardizzata e presenta vari problemi sia medici sia sociali. Il trattamento comporta, infatti, elevati problemi non solo medici ma in modo particolari sociali e tra questi assume particolare rilevanza il costo a carico del paziente, della collettivit e delle spesa a carico del sistema sanitario nazionale. Eziologia delle lesioni ulcerative degli arti inferiori. Schematicamente possono essere -flebostatiche: come complicanza di insufficienza venosa superficiale (varici) o di insufficienza venosa profonda (sindrome postflebitica) -Arteriose (ischemiche) -Diabetiche -Traumatiche -Nelle collagenopatie per causa intrinseca alla malattia o per la terapia cortisonica abituale Tipi di terapia a disposizione Medica: che comprende il trattamento farmacologico (generale e topica) e il trattamento combinato dato da medicazioni e farmaci. Chirurgica: sia per eliminare le cause che per trattare le complicanze arrivando fino alla chirurgia plastica. Camera iperbarica. Che si basa sul principio dellossigenoterapia in iperbarismo. Terapie a confronto Lossigenoterapia iperbarica locale rappresenta la tappa evolutiva di quellutilizzata negli ultimi trentanni per il trattamento di diverse patologie legate a deficit circolatori o a patologie infettive Lossigeno somministrato agisce sui tessuti devitalizzati o, comunque, sofferenti, con meccanismo da contatto e mediante lazione della componente disciolta nel sangue in parte legata alla emoglobina, in parte disciolta nel sangue come componente libera (questultima rappresenta la componente attiva della sostanza). Nella camera iperbarica generale si ottiene un aumento della pressione ambientale (iperbarismo) mentre rimane invariata la concentrazione o pressione parziale di ossigeno. Tutto questo determina un aumento della disponibilit di ossigeno da parte dei tessuti sia per quanto riguarda la componente da contatto che quella disciolta nel plasma. Vi sono delle controindicazioni che limitano luso della camera iperbarica. Queste sono mediche, personali e sociali. E si possono cos riassumere: Mediche: malattie cardiocircolatorie, respiratorie e cocleovestibolari Personali: problemi psicologici oltre alla claustrofobia Sociali: difficile reperibilit (poche e private), mancanza di posti letto, costi alti di produzione e di utilizzo e difficolt di strutture ospedaliere o dei soggetti domiciliari al raggiungimento delle camere stesse con aumento dei costi sociali e personali. Ossigenoterapia in normobarismo La soluzione a tanti problemi della camera iperbarica si possono trovare nella ossigenoterapia in normobarismo applicata in maniera distrettuale. Il concetto sostanziale quello di consentire lapplicazione locale della terapia eseguita in camera iperbarica a patologie ad estensione limitata con il vantaggio di non avere controindicazioni assolute. Il concetto di terapia normobarica distrettuale trova applicazione empirica nei principi e nelle applicazioni in diversi Reparti di Chirurgia generale ad indirizzo vascolare che in Reparti di dermatologia. Non si lavora in iperbarismo ma in normobarismo e non si lavora quindi introducendo tutto il corpo nella camera iperbarica ma soltanto la parte del corpo che abbisogna della ossigenoterapia. Vengono quindi a cadere tutte le controindicazioni e si abbattono i costi sia personali sia sociali. differenze Nella camera per ossigenoterapia distrettuale la percentuale di Ossigeno allinterno (a contatto con la lesione) circa del 95% rispetto al 21-23 % presente nella camera iperbarica generale. Daltra parte lossigeno disciolto nel plasma aumenta a 2% volumi rispetto al 6% che per effetto delliperbarismo si ha nella camera iperbarica. Noi otteniamo tali valori ponendo al paziente la mascherina e dando ossigeno tramite questa per via naso-orale. In tale maniera (minor ossigeno disciolto nel plasma, ma aumento dellossigeno a contatto con lulcera) si ottiene un effetto terapeutico poco dissimile da quello che si ottiene nella camera iperbarica tradizionale, in quanto liperbarismo ridotto viene compensato dallaumento della disponibilit di ossigeno, (In molti reparti e ambulatori chirurgici e dermatologici questo tipo di terapia viene da anni applicata in modo empirico e non standardizzabile, lossigeno viene fornito attraverso un tubo di polietilene collegato alla sorgente, lambiente viene creato attraverso un sacchetto di plastica chiuso attorno allarto da trattare). La critica che si pu portare a tale terapia applicata fino ad ora era quella di essere una terapia empirica, artigianale: non vi era una precisione per quanto riguardava la concentrazione dellossigeno, la concentrazione dellumidit e il tempo di utilizzo era quindi soggettivo. Vi era poi un problema di immagine e di estetica. I buoni risultati della metodica ci hanno spinto a cercarne unapplicazione pi razionale, ripetibile ed esteticamente gradevole che garantisse nello stesso tempo concentrazioni dossigeno, grado dumidit, gradienti pressori noti con tempi dutilizzo prevedibili. Noi abbiamo anche presente che elementi fondamentali che ostacolano le terapie delle ulcere flebostatiche e in genere dei tessuti devitalizzati sono la diminuzione della tensione dossigeno e la presenza dessudato e di tessuto necrotico. Per risolvere queste difficolt allo studio lottimizzazione dellossigenoterapia con lausilio di farmaci attivi che vengano introdotti tramite nebulizzatore e che vadano a raggiungere le lesioni aperte. Una migliore ossigenazione delle cellule incentivate da farmaci che agiscano direttamente sui meccanismi cellula-cellula potranno essere utili in tutti i tessuti devitalizzati e anche nelle lesioni diabetiche. vantaggi Elevata compliance Efficacia documentata Basso costo dacquisto e desercizio Facile disponibilit della terapia Assenza di controindicazioni assolute Rapida formazione del personale. PROTOCOLLO CLINICO Reclutamento dei pazienti 1) Pazienti con ulcere flebostatiche 2) Pazienti con ulcere diabetiche Et: sono eleggibili pazienti con et compresa dai 50 ai 90 anni suddivisi in classi a) Tra i 50 e i 60 anni b) Tra i 60 e i 70 anni c) Tra i 70 e i 90 anni Sesso: sono distinti il sesso maschile da quello femminile. Patologie concomitanti: devono essere segnate sul prospetto con i farmaci in uso Patologie correlate o favorenti: si deve distinguere se presente una componente *arteriosa *flebostatica *mista arteriosa e flebostatica *diabetica *traumatica *del collageno con terapia cortisonica associata valutazioni e controlli Deve essere valutato al momento dellinserimento del paziente Presenza di tessuto necrotico, Facilit al sanguinamento Quantit e composizione dellessudato, Presenza e tipologia dei patogeni, PH della ferita, Compromissione del gradiente di O2, Danno neurologico periferico (in particolare per la patologia diabetica), Diametro della lesione Profondit della ferita Non corretta gestione della malattia. Dolore o bruciore o fastidio del paziente Ogni 7 giorni saranno raccolti i seguenti dati 1) Variazioni della quantit della secrezione 2) Variazioni del tipo della secrezione 3) Dolore del paziente 4) Gradimento del paziente 5) Facilit al sanguinamento 6) Diametro della lesione 7) Profondit della lesione 8) Tessuto di granulazione durata e modalit del trattamento Variabile a secondo la patologia e i risultati e il decorso, (da due a sei mesi, i dati saranno raccolti settimanalmente e vi sar una valutazione a tre e a 6 mesi) Il paziente avr un trattamento quotidiano 6 giorni su 7 Il trattamento sar di 1 o 2 ore il giorno (distanziati di 6 ore) Non si tiene conto della pressione barometrica allinterno della camera distrettuale in quanto ininfluente Si dovr invece valutare il grado umidit e il gradimento del paziente secondo il grado di umidit che viene variata aggiungendo acqua allinterno risultati a tuttoggi acquisiti Dato che si tratta di patologia cronica lulcera flebostatica e quella ischemica non possono giungere ad una guarigione definitiva se non viene tolta la causa, si deve tendere allora ad una migliore qualit di vita, tutti i casi trattati hanno visto diminuire la secrezione (100%), migliorare la sintomatologia soggettiva (90%) mentre il miglioramento obiettivo si visto nel 85 % dei casi. In questi si notata una detersione della lesione e una riduzione dei diametri e uno spiccata evidenza del tessuto di granulazione dal terzo giorno di applicazione. Abbiamo sperimentato nel corso degli anni con metodi estensivi lutilizzo del dispositivo per applicazione di terapia normobarica distrettuale, trattando mediamente 3 casi la settimana presso la nostra struttura ( Casa di Cura Rizzola ma San Don di Piave) e tali casi sono stat seguiti personalmente nel tempo A questi si aggiungono pazienti seguiti in altre strutture come il Codivilla Putti a Cortina e presso strutture private o Ospedali in altre zone di Italia : La Tipologia delle ulcere trattate stata la seguente ulcere flebostatiche ulcere ischemiche in ASO + miste osteomieliti lesioni traumatiche Ustioni Microfratture preparazioni a trapianti dermo-epidermici o lembi ricostruttivi. O pazienti che avevano subito trapianti dermo-epidermici La Camera mod. CID 700/A e modelli seguenti stata diffusa in alcuni Presidi Ospedalieri e Case di Cura private, e considerando la sua semplicit di utilizzo (la cura dei soggetti si pu svolgere sia in ospedale sia tra le mura domestiche), in questultimo periodo abbiamo sviluppato un modello portatile semplificato definito domiciliare. Tale modello pu essere noleggiato direttamente dal paziente, il quale con lausilio di un familiare pu provvedere alla propria terapia, tra la tranquillit delle pareti domestiche e con la continuit che solo tale facilit di applicazione permette. Questesperienza sta producendo risultati molto positivi, sia dal punto di vista terapeutico, che da quello del gradimento del paziente, tutto ci armonizzato con un bassissimo costo sociale, sia per il privato, sia per le strutture sanitarie. Conclusioni. Riteniamo che lutilizzo della camera distrettuale per ossigenoterapia per uso topico, possa essere uno strumento utile, a basso costo e privo di controindicazioni per un numero rilevante di soggetti affetti da varie patologie ma in particolare per coloro che presentano lesioni devitalizzate degli arti inferiori. La facilit di applicazione e lassenza di rischio nellutilizzo, (la macchina assolutamente indipendente dallenergia elettrica, ed il flusso di ossigeno da 3 a 5 LT. il minuto, non altera la percentuale dello stesso nellambiente) la rendono adatta alle pi svariate applicazioni sia negli ospedali, negli ambulatori, sia tra le pareti domestiche.

RELAZIONE SULLA EFFICACIA SCIENTIFICA E SUI VANTAGGI ECONOMICI DELLA OSSIGENOTERAPIA TOPICA NORMOBARICA PER LA TERAPIA DELLE ULCERE TROFICHE DEGLI AR 29/12/2013 11:26
RELAZIONE SULLA EFFICACIA SCIENTIFICA E SUI VANTAGGI ECONOMICI DELLA OSSIGENOTERAPIA TOPICA NORMOBARICA PER LA TERAPIA DELLE ULCERE TROFICHE DEGLI ARTI INFERIORI La patologia: di cosa si parla I problemi vascolari legati a deficit arterioso e allinsufficienza venosa a carico degli arti inferiori rappresentano la causa principale delle lesioni trofiche degli arti inferiori. Le cause di tale lesioni sono in ordine di frequenza: insufficienza venosa, deficit arterioso, diabete, traumi decubiti iatrogeniche e neoplastiche Epidemiologia: frequenza statistica e numeri Tale patologia rappresenta un grosso problema medico ma anche sociosanitario. Si stima che in Italia tale patologia colpisca l1,5% della popolazione e il 5% della popolazione sopra i 65 anni, con un calcolo approssimativo di circa due milioni dindividui coinvolti nel problema (P.D.L. N 4409/2003). La diffusione di tale malattia strettamente correlata tanto allinvecchiamento della popolazione, quanto alle condizioni di vita e al livello di cultura di base degli individui che ne sono potenzialmente soggetti. Il malato con tali lesioni, che per definizioni sono croniche, spesso inabile, sofferente, depresso, in quanto tale patologia rende problematica la sua esistenza, ne provoca uno scadimento della qualit della vita, e coinvolge pesantemente lambiente familiare per la continua necessit dassistenza, accompagnata da un decorso lento e non ben definito. Il problema per la societ: i costi Le ulcere degli arti inferiori sono tra le patologie che incidono maggiormente sul costo della sanit: in quanto; sono di difficile cura perch spesso non si pu eliminare la loro causa; il loro miglioramento dipende dalle risposte individuali, dallet e dalle patologie associate oltre dalle cause e concause. I costi possono essere; 1. diretti (cure e materiali utilizzati, reparti e servizi pubblici o convenzionati, medicina di base, assistenza domiciliare integrata e residenze sanitarie per anziani, spese per diagnosi 2. indiretti con giornate lavorative perse sia dal paziente sia dai familiari coinvolti ed eventuali costi per assicurazioni. E tali costi oltre ad essere cronici sono e saranno in aumento dato linvecchiamento della popolazione. Terapie attualmente a disposizione TALI SONO: terapie primarie rivolte a risolvere o a migliorare le cause e le concause (farmaci vasoattivi, diabetici, farmaci che agiscono sulla viscosit del sangue, vasodilatori ecc) farmaci e presidi per le medicazioni (pomate, garze, fasciature, presidi medicati ecc) e farmaci per le complicanze (anticoagulanti, antibiotici) terapie chirurgiche volte alla detersione delle lesioni o alla riparazione delle stesse (chirurgia plastica) ossigenoterapia attuata nelle camere iperbariche che da buoni risultati, ma di difficile attuazione per la scarsa reperibilit e per le controindicazioni generali (organiche e psicologiche) che ne limitano lutilizzo. Conseguenze sociosanitarie di trattamenti inadeguati Lesito potenzialmente negativo di un trattamento insufficiente comporta implicazioni gravi per il paziente (infezioni, cancrena, amputazioni e in ogni caso complicanze sanitarie e relazionali) ma anche per i familiari (vita di relazione, effetti psicologici e costi per assistenza e aiuti) e per il sistema sanitario nazionale (maggiori costi per le complicanze. Terapia alternativa possibile attualmente Negli ultimi anni abbiamo sperimentato lossigenoterapia normobarica per via topica, che da terapia tradizionale di comprovata efficacia ma duso empirico, si sta affermando come terapia senza alcuna controindicazione, a costi modesti, duso facile e alla portata di tutti, con vantaggi sia per il paziente (risultati ottimali) sia per il Sistema Sanitario Nazionale (costi minimi in quanto praticabile anche a domicilio da personale non medico). Differenza di costi fra ossigenoterapia con camera iperbarica e ossigenoterapia con camera normobarica. I costi vanno quantificati sia il paziente sia per la famiglia che per il Sistema Sanitario Nazionale. Per il paziente e la famiglia si tratta di spese legate al trasporto del paziente alla Camera Iperbarica che mediamente impegna mezza giornata tra viaggio e tempo della terapia; trattasi di spesa viva di trasporto e di spesa sociale per impegno di una persona per mezza giornata. Per quanto riguarda il SSN dobbiamo considerare che il paziente pu essere trasportato da mezzo pubblico (ospedale o Comune) alla Camera iperbarica e che tale trasporto implica la spesa del mezzo, dellautista e del personale paramedico che per legge lo deve accompagnare. Il costo comunque a carico del SSN quello legato alluso della Struttura che ospita la Camera Iperbarica, le Camere Iperbariche, salvo poche eccezioni, sono di propriet di strutture private convenzionate con il SSN. Normalmente alla Struttura che gestisce la camera Iperbarica viene riconosciuto un costo di 90 a seduta e normalmente sono previsti cicli di 60 sedute; tali sedute vengono eseguite per motivi contingenti alla Struttura 5 giorni su sette (dal luned al venerd). Il costo di 90 Euro comprende luso della Camera Iperbarica comprensivo del personale medico e paramedico che deve essere presente per legge, a questo costo deve essere aggiunto il costo del trasporto dellassistito che pu essere a carico del SSN o della famiglia. Il costo della Camera Normobarica se eseguita a domicilio comporta lazzeramento delle spese di trasporto del paziente. Rimangono quindi solo i costi delluso della Camera Normobarica e dellossigeno. I costi delle medicazioni e dei controlli medici sono in teoria invariati ma in pratica verr dimostrato come il tipo e le modalit di trattamento possano far diminuire anche i costi di medicazione e personale medico e paramedico. I costo delluso della Camera Normobarica da noi attualmente praticato al paziente di 160 mensili + IVA (con uso di 30 giorni su 30 il mese) a quali vanno aggiunti 90 dossigeno: in sintesi 250 il mese per una cifra di 8 il giorno. Il costo pro/terapia per il S.S.N. di 90 a seduta con la Camera Iperbarica e sarebbe di soli 8 con la Camera Normobarica, si evince un risparmio applicazione/paziente di 82 con ulteriori vantaggi quali; il risparmio dei costi sociosanitari del trasporto; la continuit terapeutica senza interruzioni per 30 gg il mese, tra la tranquillit del proprio ambiente di vita e senza traumi; la facilit di diffusione con la possibilit di raggiungere tutti quei pazienti eleggibili (si calcola 200.000 in Italia), che al momento non possono curarsi con lossigeno per la scarsa disponibilit di Camere Iperbariche nel territorio, (questultime utilizzate circa all 80% per curare ulcere croniche) Si fa presente che attualmente sono in terapia in Camera Iperbarica per tali patologie un numero variabile tra i 20.000 e i 30.000 pazienti annui nel nostro paese, questo numero ridotto rispetto ai 200.000 casi eleggibili determinato da limitazioni per controindicazioni mediche e per problemi economico-sociali(disponibilit delle Camere Iperbariche, distanze, costo dei trasferimenti.) Ma il risparmio che si pu ottenere ancora maggiore. Infatti si potuto vedere (vedi Progetto di Legge N 4409) che i costi maggiori sono assorbiti dalle spese da parte del personale medico e paramedico seguiti dalle spese per le medicazioni varie. Nel caso delle terapia con Ossigeno per via topica, i protocolli riducono al minimo luso di personale medico e paramedico e luso di vari presidi medici (come garze medicate, antibiotici, pomate ecc), in quanto stato scientificamente dimostrato che: lossigeno per via topica: asciuga le ferite, stimola la granulazione dei tessuti ed incentiva la vascolarizzazione la terapia gestibile anche da un familiare del paziente stesso. Ulteriori risparmi COSTO DEL PERSONALE Per quanto riguarda il personale paramedico, (la spesa maggiore attualmente) lassistenza si riduce alla collaborazione con il medico durante il solo controllo ambulatoriale o domiciliare che viene consigliato una volta ogni 15 giorni. Lo stesso diconsi per il personale medico o specialistico che controlla ogni 15 giorni landamento della patologia e ne giudica il decorso. COSTO DELLE MEDICAZIONI Per quanto riguarda le medicazioni queste si possono dividere i medicazioni semplici, quelle che riducono lessudato e quelle attive che non solo proteggono la lesione controllando lessudato ma contribuiscono anche al processo di rigenerazione tissutale. I costi sono variabili e spesso si indotti ad usare medicazioni con costi inferiori senza considerare che il miglioramento o la guarigione di una lesione previene ulteriori spese a carico del SSN. La linea guida del Royal College of General Practitioners dellaprile del 2000 in U.K. suggerisce che gli operatori sanitari anche se non vi sono prove sufficienti a raccomandare una medicazione piuttosto che unaltra, devono usare le medicazioni che soddisfino esigenze cliniche, costi e esigenze del paziente e situazione della lesione. Nella stessa Inghilterra il trattamento avviene generalmente a domicilio per ridurre la spesa delle istituzioni sanitarie, Orbene nel protocollo della ossigenoterapia topica si sommano tutti questi consigli che troviamo nelle linee guida per il trattamento di tale lesioni nel Regno Unito, ovvero; Si riduce la spesa Ospedaliera e quella del personale medico e paramedico. Si usa un trattamento con efficacia e compliance del paziente e dei familiari con vantaggi non solo oggettivi (andamento della lesione) ma soggettivi (netta diminuzione dei sintomi e quindi con benessere del paziente, a costi nettamente inferiore ad altri trattamenti. La medicazione viene semplificata in quanto non si usa alcuna medicazione passiva o attiva per ridurre o eliminare la essudazione e la sovrainfezione o stimolare il tessuto di granulazione; si usa infatti solo una medicazione semplice con fisiologica che ha il vantaggio di detergere la lesione per una utilizzazione migliore dellossigeno topico, lasciando allossigeno stesso il compito di ridurre la infezione, la essudazione e stimolare il tessuto di granulazione. In sostanza si ottengono risparmi considerevoli sulla spesa sanitaria del personale medico e paramedico e sul costo delle medicazioni. Entrambi questi parametri e questi risparmi sono difficilmente quantificabili in quanto attualmente non ci sono protocolli standardizzati di diagnosi e di terapia e di assistenza. Ma si pu quantificare facilmente un risparmio dal 30 al 50% sulla spesa di personale medico e paramedico ed un risparmio superiore al 50% per quanto riguarda la spesa per medicinali. A questi risparmi si deve sommare il risparmio quantificabile per paziente che utilizzi la camera normobarica rispetto alla camera iperbarica. M.P.SYSTEM S.R.L. MKT SCIENTIFICO

INDICACIONES DE PROTOCOLOS PARA LA UTILIZACIN DE LA CMARA PARA OXIGENOTERPIA TPICA Y PARA LA PROSECUCIN DE LA TERAPIA TAMBIN EN LA FASE DE HOSPIT 29/12/2013 11:25
INDICACIONES DE PROTOCOLOS PARA LA UTILIZACIN DE LA CMARA PARA OXIGENOTERPIA TPICA Y PARA LA PROSECUCIN DE LA TERAPIA TAMBIN EN LA FASE DE HOSPITALIZACIN DEL PACIENTE Para una correcta aplicacin con resultados positivos de tal terapia se deben considerar; a) indicaciones b) metodologa de tratamiento c) duracin del tratamiento d) evaluacin de los resultados Indicaciones Todas las lesiones tpicas localizada en las extremidades inferiores que tengan soluzioni di continuo de la piel, la sede principal es la pierna. La lesin en el muslo es rara y por el momento no ha sido tomada en consideracin. La terapia se aplica a lesiones con causas o concausas varias an con resultados variables. Para las siguientes patologas: lceras flebostticas (frecuentes y con porcentajes de curacin variable del 60 al 80 % segn las concausas y factores patolgicos asociados) lceras diabticas (pie diabtico) Tales lesiones comprenden sea las lesiones trficas de los tejidos cutneos y subcutneos que las del hueso expuesto y comprometido. Tales lesiones son frecuentes con porcentajes de curacin variable del 70 al 90 %. lceras en arteriopticos. No frecuentes. Resultados inferiores sea subjetivamente que objetivamente. Lesiones traumticas. Discretamente frecuentes con resultados buenos pero muy variable para las condiciones generales y locales asociadas. Lesiones iatrognicas y su base neoplstica. Raras con resultados muy variables segn el caso. Metodologa del tratamiento La experiencia madurada durante los ltimos aos ha visto modificar el enfoque y la metodologia en el tratamiento de las lceras trficas de las extremidades inferiores en cuanto, Tales lesiones son crnicas ( a parte las lesiones postraumticas) Tales lesiones han sido tratadas durante su periodo crnico con metodologas varias y variables segn los operatores sanitarios. Consideramos en base a la experiencia madurada y a los principios generales que hemos expuesto, que el tratamiento teraputico pueda seguir estas directivas: 1) Indicaciones, en lo posible, precisa a la oxigenoterapia. Tal indicacin debe ser hecha por un mdico especialista en ciruga, ciruga vascular, dermatologa, diabetologa o por un mdico que tenga experiencia y competencia en esta patologa y con conocimiento sobre las patologas relacionadas a la etiologa de tales lesiones. 2) La lesin para obtener ventaja de la oxigenoterapia debe estar limpia. La limpieza puede ser hecha con simple limpieza mdica o con limpieza quirrgica, removiendo escaras y tejidos muertos de modo de hacer llegar el oxigeno en contacto con los tejidos con posibilidad de granulacin. 3) La posibilidad de la oxigenoterapia y la modalidad de suministracin, debe ser examinada y evaluada por el personal mdico o paramdico en cuanto, la sensibilidad a la dosis, al tiempo y a la humedad, son individuales. 4) Las nicas sustancias usadas por el material descartable para curacin estn representadas por soluciones fisiolgicas para la limpieza, antes y despus de la aplicacin del oxgeno. No se usan antispticos yodados(betadine) o vendas con vaselina que no dejen pasar el oxgeno. 5) Si la lesin produce dolor, ms all de aumentar la humedad, se puede mojar la misma con marcana o lidocana u otro anestsico local. El procedimiento correcto en secuencia es el siguiente Sacar el vendaje de la lesin. Limpiar con gasa mojada con solucin fisiolgica (no cubrir la lesin con ningn vendaje) Introduccin de la extremidad en la cmara oxigenada. Cierre de la misma posiblemente sobre la rodilla. Suministro del oxgeno en proximidad de la lesin de acuerdo a la sensibilidad del paciente con un flujo entre el 3 y el 4 LT al minuto por 10 minutos y por lo tanto a 2 LT al minuto. La duracin total, salvo casos particulares, es de una hora. Al final continuar la higiene con gasa mojada con fisiolgica y por ende, cubrirla con gaza con la misma solucin o con anestsico local si la lesin es dolorosa. Duracin del tratamiento La duracin del tratamiento por da es indicado por el mdico que establece la indicacin y que sigue al paciente y la evolucin de la herida; en cada caso, aconsejamos las siguientes directivas: El tratamiento debe ser seguido diariamente. Es preferible seguir dos aplicaciones al da, de una hora cada una. La mejora se observa, generalmente, despus de 10-15 das y se hace evidente a la tercera semana de aplicacin. Cada caso, presenta variables individuales dadas por el sujeto que presente factores etiolgicos y patologas concomitantes variables. No hay contraindicaiones para el tratamiento an de 4 horas al da de acuerdo a la experiencia de diversos casos a los cuales haba sido prescripta la terapia con dicha duracin. Evaluacin de los resultados Es til y debera ser una costumbre que la lesin sea fotografiada al momento de la primera visita y antes de la higiene (detersiones) quirrgica o mdica. La lesin ser luego fotografiada a intervalos irregulares decididos por el equipo mdico. Con un oportuno software se pueden medir los dimetros de la lesin, su profundidad, su superficie y su circunferencia. Con el mismo software, se pueden hacer y registrar grficos que demuestren el comportamiento de la lesin y la eficacia o no de la terapia. En una ficha, es aconsejable anotar las variaciones objetivas pero tambin las impresiones subjetivas referidas al paciente. Se toman en consideracin: - los datos del paciente - las causas - los factores concausales - las patologas asociadas - los frmacos en uso - el nacimiento y la duracin de la lesin - los sntomas declarados por el paciente - la secrecin - las caractersticas de la lesin y del tejido de granulacin Posibilidad de seguir la cura en el domicilio del paciente Las peculiaridades del oxgeno por va tpica, se pueden individualizar, en ausencia de contraindicaciones, en el bajo costo, en la simplicidad aplicativa, pero sobre todo en la necesidad de una cierta duracin y continuidad, (tal terapia produce mejores resultados despus de unas tres semanas de aplicacin regular). La duracin del ciclo teraputico del oxgeno por va tpica, difcilmente se conjuga con el perodo de hospitalizacin (en otros pases europeos P.D.L. 4409/2003, las lceras crnicas se curan en la casa del paciente). Por esto, la experiencia directa nos ha indicado un seguimiento teraputico en armona con una hospitalizacin de breve duracin (5-7 das) En el transcurso del 2003, hemos obtenido la certificacin por nuestro modelo domiciliario; este modelo utilizado en el domicilio del paciente por terapias de medio- larga duracin, permite achicar los costos sociales y garantizar la continuidad aplicativa requerida. Tal certificacin ha sido actualizada de ao en ao. M.P.SYSTEM S.R.L. MKT SCIENTIFICO

Informe sobre la eficacia cientfica y sobre las ventajas econmicas de la oxigenoterapia tpica normobrica para la terapia de las lceras trficas d 29/12/2013 11:16
Informe sobre la eficacia cientfica y sobre las ventajas econmicas de la oxigenoterapia tpica normobrica para la terapia de las lceras trficas de las extremidades inferiores La patologa: de qu se habla Los problemas vasculares ligados al dficit arterial? y a la insuficiencia venosa a cargo? de las extremidades inferiores representan la causa principal de las lesiones trficas??? de las extremidades inferiores. Las causas de tales lesiones son en orden de frecuencia: insuficiencia venosa, dficit arterial?, diabetes, traumas, decbitos, iatrognicas y neoplsticas Epidemiologa: frecuencia estadstica y nmeros Tal patologa representa un gran problema mdico aunque tambin socio sanitario. Se estima que en Italia, tal patologa afecte al 1,5% de la poblacin y el 5% de la poblacin que supera los 65 anios, con un clculo aproximado de alrededor de dos millones de individuos involucrados en el problema (P.D.L. N 4409/2003). La difusin de tal enfermedad est estrechamente relacionada tanto al envejecimiento de la poblacin, como a las condiciones de vida y al nivel de cultura de base, de los individuos que son potencialmente sujetos a la misma. El enfermo con tales lesiones, que por definicin son crnicas, generalmente est incapacitado, deprimido, en cuanto tal patologa torna problemtica su existencia., ya que le provoca una disminucin de su calidad de vida, y compromete con un cierto peso el ambiente familiar por la contnua necesidad de asistencia, acompaniada de una evolucin lenta y no bien definida. El problema para la sociedad: los costos Las lceras de las extremidades inferiores estn entre las patologas que inciden mayormente en los costos de la sanidad en cuanto; . son difciles de curar porque frecuentemente no se puede eliminar la causa de las mismas . la mejoria depende de las respuestas individuales, de la edad y de las patologas asociadas, ms all de las causas y concausas. Los costos pueden ser; 1. directos (cuidados y materiales utilizados, repartos y servicios pblicos o convencionados, medicina de base, asistencia domiciliaria integrada y residencias sanitarias para ancianos, gastos para diagnosticar; 2. indirectos con jornadas de trabajo perdidas sea por el paciente, los familiares involucrados y eventuales gastos de seguros. Y tales costos ms alla de ser permanentes, irn en aumento dado el envejecimiento de la poblacin. Terapias actualmente a disposicin Tales como: terapias primarias dirigidas a resolver o mejorar las causas y las concausas (frmacos vasoactivos, diabticos, frmacos que actan sobre la viscosidad de la sangre, vasodilatadores, etc.) frmacos y material mdico (gazas, vendajes, etc) y frmacos para las complicaciones (anticuagulantes, antibiticos) terapias quirrgicas dirigidas a la limpieza de la lesin o a la reparacin de las mismas (ciruga plstica) oxigenoterapia realizada en las cmaras hiperbricas que da buenos resultados, pero es de difcil aplicacin debido a la escasa disponibilidad y por las contraindicaciones generales (orgnicas y psicolgicas) que limitan su utilizacin. Consecuencias socio sanitarias de tratamientos inadecuados El resultado potencialmente negativo de un tratamiento insuficiente implica consecuencias graves para el paciente (infeccin, gangrena, amputaciones y en cada caso complicaciones sanitarias y de relacin) tambin para los familiares (vida de relacin, efectos psicolgicos y costos de asistencia y ayudas) y para el sistema sanitario (mayores costos por las complicaciones). Terapia alternativa posible actualmente En los ltimos dos aos hemos experimentado la oxigenoterapia normobrica por va tpica que de terapia tradicional de comprobada eficacia pero de uso emprico, se est confirmando como terapia sin alguna contraindicacin, de costos modestos, de fcil uso y al alcance de todos, con ventajas sea para el paciente (ptimos resultados) sea para el Sistema Sanitario Nacional (costos mnimos en cuanto se pueden realizar a domicilio por personal no mdico). Diferencia de costos entre oxigenoterapia con cmara hiperbrica y oxigenoterapia con cmara normobrica Los costos se cuantifican tanto para el paciente como para la familia y el Sistema Sanitario Nacional. Para el paciente y la familia se trata de gastos relacionados al transporte del paciente a la Cmara Hiperbrica que insume un medio da entre viaje y tiempo de la terapia; se trata de un gasto de transporte y de un gasto social por empear a una persona un medio da. En lo que respecta al SSN debemos considerar que el paciente puede ser transportado por un medio pblico (hospital o Ayuntamiento) a la Cmara Hiperbrica y que dicho transporte implica el gasto del medio utilizado, del conductor y del personal paramdico que por ley lo debe acompaar. Normalmente a la Estructura que EMPLEA la cmara hiperbrica se le reconoce un costo de 90 por sesin y normalmente se preveen ciclos de 60 sesiones; estas sesiones se efectan por motivos contingentes a la Estructura, 5 das, de los siete de la semana (de lunes a viernes). El costo de 90 euros comprende el uso de la Cmara Hiperbrica includo el personal mdico y paramdico que debe estar presente por ley; a este costo se debe agregar el costo del transporte del asistido que puede ser a cargo del SSN o de la familia. El costo de la Cmara Normobrica, si se realiza en el domicilio del asistido, elimina los gastos de transporte del paciente. Quedan por lo tanto, slo los gastos del uso de la Cmara Normobrica y del oxgeno. Los costos del material descartable para curacin y de los controles mdicos, son en teora invariables pero en la prctica quedar demostrado cmo el tipo y las modalidades de tratamiento pueden disminuir tambin los costos de material descartable y personal mdico y paramdico. El costo por el uso de la Cmara Normobrica que actualmente nosotros aplicamos al paciente es de 240 mensuales + IVA (usndolo los 30 das del mes) a los que se agregan 90 de oxgeno: en resumen 330 al mes, es decir 11 por da. El costo pro/terapia para el S.S.N. es de 90 por sesin con la Cmara Hiperbrica y sera slo de 11 con la Cmara Normobrica, se deduce un aborro aplicacin/paciente de 79 con ulteriores ventajas como: Aborro de los costos sanitarios de transporte; Continuidad teraputica sin interrupciones por 30 das en el mes, en la tranquilidad del propio ambiente de vida y sin traumas; Facilidad de difusin, con la posibilidad de llegar a todos los pacientes posibles (se calculan 200.000 en Italia), que por el momento no se pueden curar con el oxgeno por la escasa disponibilidad de Cmaras Hiperbricas en el territorio, ( estas ltimas utilizadas en un 80% para curar lceras crnicas) Se hace presente que actualmente realizan terapia con la Cmara Hiperbrica por tales patologas un nmero variable entre 20.000 y 30.000 pacientes anuales en nuestro pas. Este nmero reducido respecto a los 200.000 casos posibles est determinado por limitaciones dadas por contraindicacioes mdicas y por problemas econmico-sociales (disponibilidad de las Cmaras Hiperbricas, distancias, costo de las trasnferencias). Pero el aborro que se puede obtener es todava mayor. En efecto, se puede ver (ver Proyecto de Ley N 4409) que los costos mayores son absorbidos por los gastos de parte del personal mdico y paramdico, seguidos de los gastos de material descartable vario. En el caso de terapias con Oxgeno por via tpica, los protocolos reducen al mnimo el uso de personal mdico y paramdico y el uso de varios materiales mdicos (como gazas, antibiticos, pomadas, etc.) en cuanto se ha demostrado cientficamente que: El oxgeno por va tpica: Seca las heridas, estimula la granulacin de los tejidos e incentiva la vascularizacin La terapia puede ser seguida tambin por un familiar del paciente mismo. Ulteriores ahorros Costo del personal En lo que respecta al personal paramdico, (el gasto mayor actualmente), la asistencia se reduce a la colaboracin con el mdico slo durante el control ambulatorio o domiciliario que se aconseja una vez cada 15 das. Lo mismo tambin, para el personal mdico o especializado que controla cada 15 das el desarrollo de la patologa y juzga su evolucin. Costo de los elementos usados para las curaciones En lo que hace a estos elementos se pueden dividir en simples, los que reducen la secrecin y los activos que no slo protegen la lesin controlando la secrecin sino que tambin contribuyen al proceso de regeneracin de los tejidos. Los costos son variables y habitualmente se es inducido al uso de los mismos, con costos inferiores sin considerar que la mejora o la cura de una lesin previene ulteriores gastos a cargo del SSN. La lnea gua del Royal College of General Practitioners de abril de 2000 en Gran Bretaa sugiere que los operadores sanitarios, aunque si no hay pruebas suficientes para recomendar algunos de estos materiales en lugar de otros, deben usar los que satisfagan las exigencias mdicas, costos y exigencias del paciente y estado de la lesin. En Inglaterra misma, el tratamiento se lleva a cabo generalmente en el domicilio del paciente para reducir el gasto de las instituciones sanitarias. Entonces en el protocollo de la oxigenoterapia tpica se suman todos estos consejos que encontramos en las lneas gua para el tratamiento de tales lesiones en el Reino Unido, o sea; Se reduce el gasto hospitalario y el del personal mdico y paramdico. Se usa un tratamiento con eficacia y consentimento del paciente y de los familiares, con ventajas no slo objetivas (evolucin de las lesiones) sino subjetivas (neta disminucin de los sntomas y por lo tanto, con bienestar del paciente, a costos netamente inferiores a otros tratamientos. Los materiales usados para las curaciones se simplifican ya que no se usan ni elmentos pasivos ni activos para reducir o eliminar la secrecin y evitar que se vuelva a infectar la lesin, o estimular el tejido de granulacin; se usa en efecto, slo uno de estos elementos simples con fisiolgica que tiene la ventaja de limpiar la lesin para una mejor utilizacin del oxgeno tpico, dejando al oxgeno mismo la tarea de reducir la infeccin, la secrecin y estimular el tejido de granulacin. Sustancialmente se logra un ahorro considerable en el gasto sanitario del personal mdico y para mdico y en el costo de los materiales usados para las curaciones. Ambos parmetros y el ahorro son difcilmente cuantificables en cuanto actualmente no hay protocolos estandarizados de diagnstico, de terapia y de asistencia. Pero se puede cuantificar fcilmente un ahorro del 30 al 50% sobre el gasto de personal mdico y para mdico y un ahorro superior al 50% en lo que respecta al gasto de los medicamentos. A estos ahorros se deben sumar el ahorro cuantificable por cada paciente que utilice la cmara normobrica respecto a la cmara hiperbrica. M.P.SYSTEM S.R.L. MKT SCIENTIFICO

OSSIGENOTERPIA NORMOBARICA PER USO TOPICO: UNA SERIE CLINICA DI CASI 29/12/2013 11:11
OSSIGENOTERPIA NORMOBARICA PER USO TOPICO: UNA SERIE CLINICA DI CASI Dipartimento di chirurgia, Madeyski Paolo, Babbo Andrea, Bartelloni Antonio Corezzola Antonio, Servizio di Terapia Antalgica Amato Giuseppe, Casa di Cura Rizzola, San Don di Piave (VE) ESTRATTO I problemi vascolari legati a deficit arterioso e allinsufficienza venosa a carico degli arti inferiori rappresentano la causa principale delle lesioni trofiche degli arti inferiori. Tale patologia rappresenta un grosso problema medico ma anche sociosanitario. Si stima che in Italia tale patologia colpisca l1% della popolazione e il 5% della popolazione over 65 anni.. La spesa sanitaria stimata superiore al miliardo deuro lanno. Lossigenoterapia un elemento importante per la guarigione delle ferite. Lossigenoterapia iperbarica nel trattamento delle ferite croniche ha evidenziato che liperossigenazione della ferita aumenta la sua granulazione, la formazione del tessuto, ed accelera la diminuzione dei diametri della ferita e la chiusura secondaria. Tuttavia la base fisiologica di questa modalit rimane in gran parte sconosciuta. Va rilevato ad ogni modo che lossigenoterapia iperbarica presenta dei rischi derivanti dalla tossicit dellossigeno, delle controindicazioni generali e dei costi non trascurabili.. Lossigenoterapia per uso topico pur rappresentando un metodo poco studiato per la cura delle ferite rileva indiscutibili vantaggi, quali: Un basso costo, Mancanza di tossicit sistemica Facilit di ricevere il trattamento domiciliare e tutto ci rende possibile ottenere benefici dellossigenoterapia per molti pazienti. Per pi di un anno unequipe composta da 4 chirurghi e da un anestesista specialista in terapia antalgica hanno trattato 72 pazienti che presentavano ulcere di varia origine agli arti inferiori con ossigenoterapia per uso topico, con un periodo di cura variabile da 1 a 8 mesi; i dati qui presentati sono unanalisi retrospettiva dei risultati acquisiti usando ossigeno topico su ferite complesse. risultati: 51 ferite sono guarite durante la cura, in 2 pazienti le ferite si sono ripresentate dopo la guarigione e in 2 pazienti sono comparse lesioni sullarto controlaterale a distanza di tempo, in 13 ferite lossigeno per uso topico non ha avuto effetto e due di questi pazienti hanno richiesto lamputazione dellarto: infine 8 pazienti hanno mostrato miglioramenti soggettivi e oggettivi pur non arrivando alla guarigione Non ci sono stati effetti collaterali attribuibili allossigeno topico, in quanto il decesso di 2 pazienti durante e dopo la terapia stato determinato da cause assolutamente non collegate. Due pazienti inoltre hanno abbandonato le cure durante la terapia. conclusioni: In tutta questa serie di casi lossigeno per uso topico, non ha avuto effetti negativi ed ha evidenziato positive indicazioni nella guarigione delle ferite. INTRODUZIONE INTRODUZIONE Le ulcere trofiche degli arti inferiori rappresentano una delle patologie che pi frequentemente si riscontrano nei pazienti anziani. Vari studi evidenziano una frequenza variabile tra lo 0.4% e il 4-5% tra gli ultrasessantenni; la cronicit della malattia comporta, secondo gli autori inglesi, costi elevati valutabili tra le 200 e le 4000 sterline (pari a 300-6000 euro) per il trattamento di un solo malato per 4 mesi. A tali cifre vanno ovviamente aggiunti i costi familiari e sociali. I tempi necessari per ottenere la guarigione di tali lesioni sono molto lunghi e variabili secondo la malattia di base: la durata media di un ulcera varia di circa 26 settimane con un range variabile tra le 4 settimane e i 30 anni e in molti casi non possibile ottenere la completa chiusura della lesione. Nel 46% dei pazienti il decorso supera le 26 settimane e nel 15% i due anni. Le sedi pi colpite sono in ordine di frequenza le facce mediale, laterale, anteriore della caviglia, i piedi e la superficie posteriore della caviglia . La storia evolutiva di tali lesioni caratterizzata da decorso cronico ed ingravescente,da facili recidive,da una prognosi quo ad valetudinem severa con pesanti ripercussioni sulla vita lavorativa di tutti i giorni e sulla vita di relazione con pesanti costi sociali. Per ulcera sintende una perdita di sostanza legata a modificazioni emodinamiche, emoreologiche e coagulative:nella sua genesi fondamentale limpegno del microcircolo che pu essere primitivo o secondario e che determina una compromissione del trofismo tissutale. Le ulcere rappresentano spesso un epifenomeno di numerose patologie che hanno alla base un apporto ematico insufficiente con conseguente ipossia ed infezione(Bimonte). Comunque indipendentemente dalla patologia di base, la ossimetria-transcutanea ha evidenziato che a livello delle lesioni vasculopatiche la pO2 arriva a valori di 5-10 mm di Hg che sono incompatibili con la vita delle cellule.Inoltre i leucociti proliferano e svolgono la loro attivit fagocitica a pO2 di 30-40 mm di Hg ed evidente che una situazione di ipossia facilita la scarsa attivit dei leucociti con pericolo di infezioni. Anche la sintesi del collageno a partenza dai fibroblasti non pu prescindere dallossigeno: solo in presenza di ossigeno infatti si pu formare un collagene ottimale partendo da una tripletta di amoniacidi idrossilati. In condizioni di ipossia avremo dunque un collagene immaturo e poco stabile con inevitabili problemi di cicatrizzazione (Bi-monte,Oriani,Petrolati,Marrone). Quindi indipendentemente dalle cause che hanno provocato la formazione dell'ulcera,traumi,turbe del circolo sia arterioso che venoso,per ottenere la riepitelizzazione sono necessari: a)un ottimale apporto di Ossigeno, b)una completa detersione della piaga, c)una stimolazione cellulare, d)una buona perfusione ematica. Allo scopo di raggiungere queste quattro condizioni vengono proposte ed utilizzate numerose terapie ma tutti noi sappiamo quanto i risultati siano molto spesso deludenti per il medico ed il paziente: i tempi necessari per ottenere la chiusura della lesione sono sempre molto lunghi e in molti casi non possibile ottenere la completa guarigione della lesione. Una terapia che si molto affermata in questi ultimi anni la cosiddetta ossigenoterapia in camera iperbarica che basata sulla respirazione di ossigeno ad alta pressione in apposite camere dette iperbariche. Essa agisce con due meccanismi (Oriani, Marrone): a) aumento della quota di O2 disciolto che si sostituisce funzionalmente all'ossigeno legato alla Hb quando questo sia in difetto per mancanza della stessa (anemia) o per incapacit funzionale (intossicazione da CO), b) ripristino della diffusione dell'O2 dai capillari alle cellule laddove questa impedita o per diminuzione della perfusione ematica o per ispessimento dei mezzi di transito. Il fine ultimo dunque quello di portare ossigeno in quantit adeguate alle necessit metaboliche dei tessuti. Tale terapia si certamente rivelata efficace in molte sindromi ma purtroppo la sua pratica presenta numerosi svantaggi e precisamente: l'esistenza di pochi centri, problemi di trasporto per i pazienti, incapacit di molti pazienti a sopportare la terapia per motivi psicologici o per altre patologie, costi elevati. Rifacendosi alla bibliografia esistente (Van, Padberg, Williams, Fisher, Kaufman, Ignacio, Hammarlund,)e nel tentativo di ovviare a tali problematiche, abbiamo studiato e messo a punto una piccola camera, la camera distrettuale normobarica di Madeyski Tale apparecchiatura, cos chiamata per la "somiglianza" con la camera total body, nata allo scopo di poter sottoporre allossigenoterapia solo l'arto interessato mantenendo lo stesso in unatmosfera dossigeno in elevata concentrazione monitorizzando inoltre la pressione, l'umidit della miscela gassosa e se necessario la concentrazione dell'ossigeno all'interno della camera stessa. La camera costituita da un contenitore in Petg trasparente termoformato a forma di parallelepipedo, della dimensioni di cm 70 per 30 per 35, diviso in due parti, la superiore e linferiore, scorrevoli lungo un braccio che possono essere chiuse tramite un apposito fermo; l'arto viene introdotto da un lato attraverso un'apertura circolare all'interno della quale possiamo applicare delle guarnizioni circolari intercambiabili, con foro di diametro variabile, di materiale validato per uso medicale allo scopo di dare un tenuta ermetica a tutto il dispositivo. Sulla superficie superiore della camera troviamo un igrometro per misurare l'umidit all'interno della camera.. Da notare infine che nella camera esiste una valvola ad acqua che ha lo scopo di far uscire il gas quando la pressione all'interno della camera supera quella prefissata dall'ope-ratore: questo perch pressioni elevate comprometterebbero il circolo gi di per se deficitario. L'ossigeno umidificato, introdotto tramite un ugello posto all'estremit opposta dell'apertura suddetta, viene insufflato sulla lesione tramite un condotto flessibile e orientabile dotato di una punta con diffusore del gas e posto a 5 cm di distanza dalla lesione stessa. A livello della lesione si ottiene cos una concentrazione di O2 del 95% mentre lossigeno disciolto nel sangue non si modifica a meno che non si faccia respirare il malato con una mascherina dossigeno. Numerosi sono i vantaggi di tale dispositivo e precisamene: a) il basso costo con conseguente elevato numero di macchine, b) le dimensioni e il peso ridotti e conseguente facilit di trasporto della camera anche al domicilio dei pazienti, c) nessuna controindicazione locale e sistemica, d) ottima compliance dai parte dei pazienti. In effetti l'uso di tale camera sia presso la nostra casa di cura, sia presso altri centri ospedalieri nellanno 2003 e nella versione domiciliare con la quale abbiamo eseguito e seguito le terapia sui casi che sono oggetto del presente lavoro si rivelato molto soddisfacente. Con questo studio ci proponiamo: a) di determinare in quali condizioni pu essere impiegato lossigeno per uso topico, b) di suggerire delle indicazioni precise pur nel rispetto della decisionalit di ogni medico, c) di standardizzare la metodica di tale terapia, d) di valutarne lefficacia anche confrontandola con altre terapie, e) di spiegarne, se possibile, il meccanismo di azione. 2. PATOLOGIE TRATTATE 2.1 materiali e metodi 2.1.1 selezione dei pazienti Tutti i pazienti sono stati seguiti da equipe multidisciplinare composta: da tre chirurghi generali con indirizzi vascolari, da un chirurgo plastico da un anestesista specialista in terapia antalgica che fanno parte del Comparto di Chirurgia Generale della Casa di Cura Rizzola accreditata dal SSN a San Don di Piave ( ULS N 10 Veneto Orientale I pazienti selezionati dopo una valutazione per la loro eleggibilit a tale terapia, hanno eseguito lossigenoterapia per via topica per un periodo variabile da mesi 1 a mesi 9 dal gennaio 2003, quando questa metodica stata standardizzata nel nostro Istituto con proseguimento di terapia a domicilio. Non ci sono stati criteri specifici predeterminati desclusione od inclusione, n alcuna controindicazione per lutilizzo dellossigeno per via topica salvo il fatto di principio che si trattassero di lesioni trofiche. Tutti i soggetti selezionati erano a conoscenza del tipo di terapia, della possibilit o meno della sua efficacia, dei costi che tale terapia comporta e si erano impegnati a farsi seguire regolarmente con le cadenze da noi designate. La selezione non ha incluso piccole ferite acute che potevano guarire normalmente senza terapia specifica o con presidi tradizionali. I soggetti in esame presentavano ferite che generalmente non erano guarite con i metodi tradizionali, o vi era un alto rischio di problemi generali legati a possibilit chirurgiche o a patologie che controindicavano liperbarismo. Per questi pazienti, lossigeno topico stato considerato come alternativa ai metodi di cura tradizionali. 2.1.2 LOSSIGENOTERAPIA Lossigeno per via topica stato somministrato direttamente sulle ferite con il dispositivo da noi brevettato e del quale si allega la descrizione e le foto. Tale dispositivo chiamato Camera iperbarica distrettuale di Madeyski solo per analogia alla Camera Iperbarica Tradizionale lavora in normobarismo. stato somministrato ossigeno al 100% ad 1 atmosfera di pressione per un tempo di 60 minuti due volte al giorno sette giorni sui sette sia in ambiente ospedaliero che domicialiare Tale terapia stata ripetuta fino a che la ferita non ha dimostrato segni di guarigione, o con la cicatrizzazione chirurgica, o fino a che risultava evidente che il trattamento non stava avendo successo (evidenziato da una aumento della ferita, o da nessun progresso dopo settimane di trattamento). Questo trattamento con ossigeno, non stato affiancato dai metodi tradizionali. Le medicazioni erano eseguite solo da detersione del materiale essudato con garza imbevuta da soluzione fisiologica prima di ogni seduta di ossigeno . A Carico del paziente vi era il costo del noleggio del dispositivo 2.1.3 DOCUMENTAZIONE DELLO STATO DELLE FERITE Fotografie sono state fatte prima, durante ed alla fine della terapia con una camera digitale, e un programma appositamente studiato ha permesso di comparare le modifiche riguardanti la superficie, i diametri e la circonferenza, oltre a valutare il tipo di superficie e la granulazione della superficie. Le ferite sono state considerate guarite quando completamente coperte con epitelio. 2.1.4 ANALISI DEI PARAMETRI I dati dei pazienti sono stati archiviati per singola patologia, data della presenza della ferita prima di iniziare lossigenoterapia, cause della ferita, localizzazione e dimensione, durata del trattamento, e risultato finale. 2.1.2 STATISTICHE Lanalisi di questi casi viene riassunta da grafici che mostrano le varie percentuali di guarigione e di miglioramenti dei vari parametri considerati. RISULTATI Per un anno (il periodo preso in esame per questo studio) lequipe composta dai chirurghi generali, dal chirurgo plastico e dallanestesista hanno trattato a secondo le loro competenze ma sempre collegialmente 72 pazienti con ossigenoterapia per via topica, con cure di durata da 1 a 9 mesi. Non ci sono state complicazioni associate allossigenoterapia topica, Tale terapia stata usata per trattare ferite post-chirurgiche, ulcere da decubiti, ulcere flebostatiche, ulcere neuropatiche del piede, ulcere del piede diabetico, ed ulcere indotte da traumi acuti e ulcere iatrogene e farmacologiche. Le lesioni erano localizzate nelle estremit inferiori. Nella maggior parte dei pazienti era presente almeno un evento morboso, quali: (tab. n.1) Tabella 1 Condizioni di patologie associate correlate o meno alla patologia delle ferite dei pazienti CONDIZIONI N. DI PAZIENTI DIABETE 10 MALNUTRIZIONE 2 INFEZIONI ATTIVE 4 MALATTIE VASCOLARI PERIFEREICHE 53 OBESITA 8 IMMUNODEFICIENZE 2 LINFEDEMA 5 3.1 RISULTATI SUI PAZIENTI Delle 72 ferite, 51 (il 70%) sono guarite durante il trattamento con ossigenoterapia per via topica. Delle rimanenti 21 ferite, 8 sono guarite dopo un intervento chirurgico di trapianto associato a successiva ossigenoterpia, 13 non sono guarite; di queste 3 pazienti sono morti durante il trattamento e 3 pazienti hanno abbandonato la cura. Se includiamo le guarigioni postoperatorie la percentuale di ferite completamente guarite con trattamento dossigenoterapia per via topica sale al 81%. La percentuale di guarigioni sincrementa al 86% se non vengono compresi nel numero totale i pazienti che hanno abbandonato la cura, in quanto lo stato finale delle loro ferite non stata determinata e quelle deceduti per cause non correlate alla malattia di base. I pazienti che hanno interrotto la terapia non sono inclusi in alcunanalisi elencata nelle successive tabelle. 3.2 PAZIENTI CON FERITE SOTTOPOSTE A TRAPIANTO Otto pazienti sono stati sottoposti a trapianto di cute dopo trattamento con ossigenoterapia. Su tutti e otto i pazienti vi stato un ottimo attecchimento dellinnesto cutaneo. Solamente su due pazienti, a distanza di due mesi, si manifestata uniniziale recidiva dellulcera che per stata efficacemente contrastata dallutilizzo dellossigenoterapia. Lalta percentuale di successo dellintervento dinnesto cutaneo, su pazienti con ulcere distrofiche, deve essere imputata alleccellente qualit del tessuto di granulazione sul quale stato posizionato linnesto e allattenuazione dei fattori causali dellulcera (infezione, stasi, etc.). 3.3 Terapia del dolore nelle vasculopatie Certamente il sintomo dolore presente nelle malattie vascolari in genere e nelle lesioni trofiche in particolare rappresentando anzi il sintomo che pi spesso porta il paziente dal medico. La terapia di questo sintomo rientra in un approccio globale al problema della patologia ulcerosa che deve mirare innanzitutto ad eliminare tutti i fattori di rischio (fumo, ipercolesterolemia, miglioramento del microcircolo e del ritorno venoso, ecc) al fine di creare a livello della lesione un ambiente ideale per la cicatrizzazione (asepsi, buona per- fusione ed ossigenazione, ecc). Il ruolo dellantalgologo in generale sar quello di impostare una terapia del dolore razionale non solo ricorrendo ai vari farmaci, ad azione periferica e/o centrale,ma anche consigliandone un uso corretto sia in termini di dosaggio che di modalit di somministrazione. Pi specificamente il terapista del dolore potr intervenire anche con metodiche pi invasive quali blocchi anestetici singoli o continui allo scopo di agire sul microcircolo in maniera selettiva e sullo spasmo che sempre presente in quei tessuti coinvolti nelle varie sindromi dolorose. Nella nostra esperienza nel corso dellanno 2003 siamo intervenuti 12 volte con blocchi anestetici , mentre in altri 18 casi si ricorso a dosaggi valutati caso per caso di farmaci ad azione antalgica. PAZIENTI CON FERITE NON GUARITE Due pazienti con ferita non guarita, hanno richiesto lamputazione dellarto. Questi pazienti sono stati catalogati nel nostro protocollo tra quelli che non hanno beneficiato della guarigione con lossigenoterapia; lamputazione ha permesso la guarigione e la remissione della sintomatologia in entrambi i pazienti. La morte di 3 pazienti durante la terapia, non ha relazione con lossigenoterapia, e nel nostro protocollo sono catalogati come non guariti. Tutti 3 i pazienti erano diabetici e cardiopatici e avevano gravi problemi respiratori. Sono deceduti per complicanze cardiache 3.2 DURATA DEL TRATTAMENTO E RISPOSTA DELLE FERITE La durata del trattamento variata da mesi 1 a mesi 9. Questo significa che il tempo di terapia stato da 60 ore 540 ore. La durata del trattamento stata mediamente da 1 a 4 mesi con due soli casi di 5 mesi, uno di 7 mesi e uno di 9 mesi.. La durata del trattamento per le ferite che sono guarite 30 a 120 giorni Inizialmente le dimensioni delle ferite variavano da 0.29 a 92.2 cm con una media di 13,5 21,4 cm. Per le ferite che sono guarite la dimensione iniziale era da 8.111,1 cm, e per le ferite che non sono guarite la media iniziale era 25.3 32 cm. Tra le ferite che non sono guarite il decremento medio nelle dimensioni stato 6.5 15.9 cm e la percentuale media di decremento nelle dimensioni stata da 71 63.3%. Quattro ferite sono aumentate di dimensioni durante il trattamento. Il paziente che in terapia da 9 mesi stato incluso ma razionalmente per le dimensioni e le cause che concorrono alla sua genesi e al suo perdurare non offre possibilit di guarigione anche se sono apprezzabili miglioramenti soggettivi e obiettivi. 3.3 TEMPO DI PRESENZA DELLA FERITA Al momento dellinizio della terapia con ossigeno per via topica, la genesi della ferita datava approssimativamente da giorno 15 (postraumatica) a 3 anni con un tempo medio di 10 mesi ( escluso un caso che era presente da 12 anni) I pazienti con ferite acute hanno avuto il 100% di guarigioni, comparate con l93% di guarigione presenti nei trattamenti con durata inferiore ai 4 mesi e con il 80% di guarigioni nei trattamenti con durata superiore ai 4 mesi. Con le ferite croniche la terapia chirurgica stata usata in combinazione con lossigenoterapia topica nel 80% dei pazienti prima della ossigenoterapia e nel 12% dopo e in combinazione con la ossigenoterapia e sono guariti. 3.4 LOCALIZZAZIONE DELLA FERITA La sede considerata delle ferite che sono state elegibili del nostro trattamento e poste in osservazione stata circoscritta agli arti inferiori e pi precisamente alla gamba. Tale localizzazione stata presa in considerazione in relazione al dispositivo che abbiamo brevettato e che stato pensato per tale sede in considerazione della frequenza di sede delle lesioni trofiche ( vascolari e diabetiche) Per le ferite croniche abbiamo notato una risposta migliore alla ossigenoterapia nelle lesioni localizzate nella faccia mediale della gamba ( in genere ulcere flebostatiche) e in quelle del piede ( piede diabetico). Risultati meno confortanti sono stati quelli con localizzazione nella faccia laterale della gamba forse in relazione alla loro genesi arteriosa. Tra le ferite croniche, una buona risposta allossigenoterapia si avuta nei pazienti con ulcere flebostatiche e ulcere diabetiche con una percentuale di guarigione rispettivamente del 85% e90% . Daltra parte dobbiamo notare che le ulcere in soggetti arteriopatici la guarigione stata pi lenta e in modo particolare il beneficio soggettivo stato meno evidente specie per quanto riguarda il sintomo dolore. La figura 6 importante in quanto dimostra come la presenza di pi eventi morbosi abbia un rilievo significativo sulla risposta e questo chiaro confrontando le ulcere acute che hanno una risposta in percentuale maggiore : generalmente le ferite meno sensibili a guarire con lossigeno per via topica sono state le ferite post-chirurgiche e post traumatiche alle estremit inferiori, seguite dalle ulcere flebostatiche e da quelle diabetiche. FIG. 3 AREA DELLA FERITA Le ferite trattate con ossigeno per via topica sono diminuite nelle dimensioni; in questanalisi 51 delle 72 ferite sono diventate pi piccole con il solo trattamento dossigenoterapia. I 7 pazienti non inclusi in questanalisi sono i tre che hanno abbandonato la terapia,i tre deceduti e ed il paziente che aveva una ferita molto ampia. La media delle dimensioni delle ferite non guarite stata sostanzialmente pi grande di quelle che sono guarite Si deduce che la dimensione unimportante variabile nel determinare se e quando usare questa terapia, alternativa ai metodi tradizionali. Le ferite guarite di dimensione media di 10 cm2 si sono cicatrizzate in media in 70gg., quelle non guarite di dimensione media di 30 cm2, si sono ridotte del 30% con una durata media della terapia di 120 gg. CONCLUSIONI Questa stata unanalisi sullefficacia terapeutica dellossigeno per via topica per le ferite croniche o con scarse possibilit di una completa guarigione localizzate agli arti inferiori. Abbiamo considerato varie di lesioni trofiche con diverse eziologie per valutare quali lesioni rispondessero pi efficacemente al trattamento, e premesso che, pur avendo rilevato come risposta negativa, solo un aspetto soggettivo dato da fastidio al trattamento, rileviamo che non vi stato alcun effetto collaterale con lossigenoterapia.Anzi in genere la compliance dei pazienti stata ottima, mentre i risultati oggettivi sono discussi nella relazione. Questanalisi pur se relativamente limitata dimostra che la maggior parte delle ferite croniche e tutte le ferite acute localizzate agli arti inferiori diminuiscono di dimensione durante la terapia, e dimostra che lossigeno per via topica utile supporto per la guarigione. E presumibile che anche le ferite localizzate agli arti superiori e le lesioni da decubito possano avere beneficio da tale terapia La completa guarigione stata acquisita in 59/72 ferite, ma la chirurgia complementare stata necessaria per 8 ferite croniche per completare la chiusura, mentre in tutti casi la pulizia chirurgica ha sempre preceduto la ossigenoterapia. Per le estremit inferiori lossigeno topico pu essere di aiuto alla chirurgia, come nella terapia iperbarica per la preparazione allinnesto od al trapianto e noi lo abbiamo visto in tutti i casi nei quali tale metodica stata applicata ( 8 casi su 72). Tutto ci necessita di indicazioni standardizzate e precise pur nella libert decisionale del medico nel determinare dei limiti specifici alla terapia. Il medico curante ha unampia discrezione nel prescrivere questa tecnica come alternativa a quelliperbarica ma deve attenersi ai principi di efficacia dimostrata.. Il raggiungimento del giusto equilibrio tra luso dellossigeno topico per la completa guarigione con luso dello stesso come terapia coadiuvante al trattamento chirurgico importante per ottimizzare gli effetti ed i costi di questa procedura. Ottenere questo tipo di informazioni aiuter ad affinare la selezione dei pazienti e migliorare il tasso di guarigione delle ferite Comparando l'ossigeno topico con gli altri metodi di cura delle ferite, riteniamo importante considerare il tempo di guarigione . E' difficile determinare la frequenza di guarigioni delle ferite usando l'ossigeno iperbarico e le opinioni nei lavori pubblicati controversa . Negli ultimi dieci anni, sono stati fatte tre prove con controlli casuali e solo uno di questi studi riporta la completa guarigione come dato di fatto. Nello studio statistico controllato a doppio cieco con placebo da Bouachour e. comparando l'efficacia della camera iperbarica con la terapia standard per le ferite da schiacciamento, essi riportano un 94,4 % di tasso di guarigione in pazienti trattati nella camera iperbarica (100 % dO2 a 2.5 atm) contro un 55,5 % di tasso di guarigione di pazienti che avevano ricevuto il placebo (21 % O2 a 1.1 atm.). E' importante notare come questi studi valutino solo i casi acuti. Un maggiore chiarezza sui risultati pu essere ottenuta comparando il tasso di guarigione delle ferite al Wound Care Centre diretta dal National Healing Corporation (NHC). Controllando i dati di 6 mesi appare un tasso globale di guarigione delle piaghe pari a 91 % su 16 settimane che include, ma non limitato al solo uso dellossigenoterapia iperbarica. Il periodo di sedici settimane frequentemente usato come punto di riferimento per valutare un piano terapeutico. Lo studio da noi fatto ha un valore non solo osservazionale ma anche prospettico. E ci promettiamo in un prossimo futuro uno studio comparativo tra lefficacia dellossigenoterapia normobarica distrettuale e quella iperbarica nelle camera tradizionale sui trattamenti delle lesioni trofiche degli arti inferiori. E non solo sullefficacia ma anche sui costi e sullimpatto sociosanitario ed economico. Il nostro tempo medio di trattamento con solo ossigeno topico stato di 12 settimane con un tasso di guarigione del 68 %. Se includiamo quei pazienti trattati con metodologie chirurgiche aggiuntive ( trapianto o innesto) il nostro tasso di guarigione sale al 80 %. Facendo una selezione pi accurata dei pazienti ( come indicazione) pensiamo di raggiungere tassi di guarigione migliori con la ossigenoterapia topica distrettuale. Tale miglioramento sar raggiunto con un accorgimento che abbiamo potuto osservare nel corso di questo anno; la sola ossigenoterapia raggiunge migliori risultati se la ferita medicata giornalmente da personale competente . Tenendo presente il limitato numero di pazienti che possono usufruire della camera iperbarica tradizionale e il largo spettro di controindicazioni per questa terapia combinata con una limitata disponibilit di centri, determina che molti pazienti non possono ricevere questo trattamento. Recentemente il dispositivo per ossigeno topico domiciliare ha permesso ad un numero certamente maggiore di pazienti di usufruire di questa terapia seppure modificata. Lunica limitazione attualmente presente data dal costo, seppur modesto, che al momento a carico del paziente. Si spera che il SSN riconoscendo tale terapia come efficace possa contribuire tenendo presente in modo particolare il rilevante risparmio che ne deriverebbe al SSN stesso. I vantaggi dell'ossigeno topico consistono anche nella possibilit per i pazienti di ricevere il trattamento in casa propria associata al fatto che non ci sono rischi o controindicazioni conseguenie all'uso del dispositivo. Tuttavia tale terapia soffre della stessa sfiducia dovuta all'empirismo, come per la camera iperbarica, nel determinare quale sia il migliore utilizzo. I nostri dati rappresentano uno dei primi lavori osservazionali su una serie di pazienti dove si usata la terapia dell'ossigeno topico per la cura delle ferite. Fino a quando il meccanismo dell'ossigenoterapia non sar meglio compreso, siamo costretti a fidarci delle analisi critiche delle nostre esperienze attraverso revisioni di serie di casi come questi, e valutazioni cliniche di statistiche per ottimizzare l'uso di questa nuova opportunit. NORMOBARIC OXYGEN THERAPY FOR LOCAL USE: A CLINICAL SERIES OF CASES Surgery Department : Madeyski Paolo, Babbo Andrea, Bartelloni Antonio, Corezzola Antonio, Analgesic Therapy Service Amato Giuseppe, Casa di Cura Rizzola, San Don di Piave (VE) EXTRACT The vascular problems tied to arterial deficit and venous insufficiency at the expense of the lower limbs represent the main cause of trophic injuries to the lower limbs. This pathology represents a great medical problem but also a health and social one. It is estimated that in Italy this pathology affects 1% of the population and 5% of the population over 65 years of age. The health cost is estimated to be greater than one billion euros a year. Oxygen therapy is an important element in the healing of injuries. Hyperbaric oxygen therapy in the treatment of chronic injuries has shown that hyperoxygenation of the injury increases its granulation, the formation of tissue, and accelerates the reduction in the diameters of injuries and secondary closure. Nevertheless the physiological basis of this method remains largely unknown. It has been revealed that in any case hyperbaric oxygen presents risks deriving from the toxicity of the oxygen, general side effects and costs that cannot be neglected. Oxygen therapy for local use, although representing a method which has not been well studied in the treatment of injuries does reveal indisputable advantages such as: Low cost Lack of systemic toxicity Facility of receiving treatment at home and all this makes it possible to obtain benefits from oxygen therapy for a lot of patients. For more than a year a team composed of 4 surgeons and an anesthesiologist specialized in analgesic therapy treated 72 patients with ulcers of various origins in the lower limbs with oxygen therapy for local use, with a period of treatment ranging between 1 and 8 months; the data presented here is a retrospective analysis of results acquired using topical oxygen on complex injuries. Results: 51 injuries were cured during the treatment, in 2 patients the injuries represented themselves after healing and in 2 patients injuries appeared to the contralateral limb after some time, in 13 injuries oxygen for local use had no effect and two of these patients requested amputation of the limb: finally 8 patients showed subjective and objective improvement though not being healed. There were no collateral effects attributable to the topical oxygen, since the death of 2 patients during and after the therapy was determined by causes totally unrelated. In addition two patients abandoned treatment during the therapy. conclusions: In all this series of cases the oxygen for local use did not have negative effects and showed positive indications in the healing of the injuries. INTRODUCTION INTRODUCTION Trophic ulcers of the lower limbs represent one of the pathologies most frequently found in elderly patients. Various studies show a variable frequency between 0.4% and 4-5% among over sixty year-olds; the chronicity of the illness involves high costs, according to English authors, evaluated at between 200 and 4000 pounds (equal to 300-6000 euros) for the treatment of just one sick person for 4 months. To these costs obviously the costs of family and companions must be added. The time necessary to reach healing of these injuries is very long and variable depending on the basic illness: the average length of an ulcer varies and is about 26 weeks with a range varying between 4 weeks and 30 years and in many cases it is not possible to obtain complete closure of the injury. In 46% of patients the course exceeds 26 weeks and in 15% two years. The places most affected are, in order of frequency, the medial faces, side, front of the ankle, the feet and the rear surfaces of the ankle. The evolutive history of such injuries is characterized by the chronic and worsening course, with easy recurrence, with a severe quo ad valetudinem prognosis. with heavy repercussions on everyday working life and on family life with heavy social costs. Ulcer means a loss of substance connected to hemodynamic, hemorheologic and coagulative modifications: in its origin the commitment of the microcirculation is fundamental, which may be primitive or secondary and determines an impairment of the tissue trophism. The ulcers often represent an epiphenomenon of numerous pathologies which have an insufficient hematic supply with consequent hypoxia and infection (Bimonte). However independently of the basic pathology, the transcutaneous oximetry has shown that at the level of vasculohepatic injuries p02 reaches values of 5 10 mm of Hg which are incompatible with the life of the cells. In addition the leukocytes proliferate and carry out their phagocytic activity at p02 with 30-40mm of Hg and it is evident that a situation of hypoxia facilitates the scarce activity of the leukocytes with a risk of infection. Even the synthesis of collagen starting from the fibroblasts cannot take away the importance of oxygen; only in the presence of oxygen in fact can an optimal collagen form starting with a treble of hydroxilated amoniacids. In conditions of hypoxia we shall thus have an immature, unstable collagen with inevitable healing problems (Bi-monte, Oriani, Petrolati, Marrone). Therefore independently of the causes that have led to the formation of the ulcer, traumas, circulation disorders both arterial and venous, in order to obtain re-epithelialization, the following are necessary: a) An excellent oxygen supply; b) Complete cleansing of the sores; c) Good blood perfusion. In order to attain these four conditions numerous therapies are proposed and used but we all know how results are very often disappointing for the doctor and the patient: the time necessary to obtain closure of the injury is often very long and in many cases it is not possible to obtain complete healing of the injury. One therapy that has been highly acclaimed in recent years is the so-called oxygen therapy in the hyperbaric chamber which is based on breathing oxygen at high pressure in specific hyperbaric chambers. They act with two mechanisms (Oriani, Marrone): a) Increase in the rate of dissolved 02 which functionally substitutes oxygen connected to Hb when there is a defect through lack of the same (anemia) or for functional incapacity (intoxication of 02); b) Recovery of the distribution of 02 from the capillaries to the cells where this is prevented either for reduction of blood perfusion or for thickening of the means of transit. The last aim is that of taking oxygen in suitable quantities to the metabolic needs of the tissues. This therapy has certainly proved to be effective in many syndromes, however its practice presents numerous disadvantages which more specifically are: There are few centres; Transport problems for the patients Incapacity of many patients to bear the therapy for psychological reasons or for other pathologies High costs. Returning to the existing bibliography (Van, Padberg, Williams, Fisher, Kaufman, Ignacio, Hammerlund) and in the attempt to get round such problems, we have studied and set up a small chamber, Madeyskis normobaric local chamber. This equipment, so called for the similarity to the total body chamber, was born with the aim of being able to submit to oxygen therapy only the limb concerned keeping this in an atmosphere of high concentration oxygen while monitoring the pressure, the humidity of the gassy mix and if necessary the concentration of oxygen inside the chamber itself. The chamber consists of a transparent Petg container thermoformed in a parallelepiped form, measuring 70 cm by 30 by 35, divided in two parts, the upper and the lower, running along an arm which can be closed by means of a special lock; the limb is introduced from one side through a circular opening inside which we can apply circular interchangeable seals, with a hole of differing diameters, with material convalidated for medical use in order to give a hermetic hold to the whole device. On the upper surface of the chamber we find a hygrometer to measure the humidity inside the chamber. Finally it should be noted that inside the chamber there is a water valve to let the gas out when the pressure inside the chamber exceeds that prefixed by the operator: this is because high pressures would compromise the circulation which is already in deficit. The humidified oxygen introduced through a flexible tube which can be orientated and fitted with a tip with a gas diffuser and placed 5 cm from the injury itself. At the level of the injury a concentration of 02 of 95% is thus obtained while the dissolved oxygen in the blood is not modified unless the patient is made to breathe with an oxygen mask. There are numerous advantages with this device, namely: a) The low cost and consequent high number of machines; b) The reduced size and weight and consequent ease of transport of the chamber even to the home of the patient; c) No local and systemic side effects; d) Excellent compliance on the part of the patients. In effect the use of this chamber both in our care home and in hospitals in the year 2003 and in the domestic version with which we have carried out and followed the therapy on cases which are the object of this current work and have proved to be very satisfying. With this study we propose: a) To determine in what conditions oxygen for local use can be used; b) To suggest precise indications with respect for the decision making of each doctor; c) To standardize the method of each therapy; d) To evaluate the effectiveness even comparing it with other therapies; e) To explain, if possible, the mechanism of action. 2. PATHOLOGIES TREATED 2.1 Materials and methods 2.1.1 selection of patients All the patients were followed by multi-disciplinary teams composed of: by three general surgeons in the vascular field, by a plastic surgeon by an anesthetist specialized in analgesic therapy, part of the Department of General Surgery of the Casa di Cura Rizzola, recognized by the National Health Service, in San Don di Piave (ULS N10 Veneto Orientale). The patients selected from an evaluation of their eligibility for such therapy, underwent oxygen therapy locally applied for a period varying from 1 to 9 months from January 2003, when this method was standardized in our institute followed by therapy at home. There were no specific pre-determined criteria of exclusion or inclusion, nor other side effects for the use of oxygen applied locally save for the principle that it concerns trophic injuries. All subjects selected were aware of the type of therapy, of the possibility or otherwise of its effectiveness, of the costs that such therapy entails and they undertook to be followed regularly at a pace designed by us. The selection did not include small acute injuries that could heal normally without specific therapy or with traditional remedies. The subjects under examination presented injuries that generally were not healed by traditional methods or there was another risk of general problems connected to surgical possibilities or pathologies that indicated against Hyperbarism. For these patients topical oxygen was considered as an alternative to methods of traditional treatment. 2.1.2 OXYGEN THERAPY Oxygen by local means was administered directly on the injury with the device patented by us and for which we attach the descriptions and the photos. This device, called Madeyskis local (topical) hyperbaric chamber only for the analogy with the traditional hyperbaric chamber works in normobarism. 100% oxygen was administered to 1 atmospheric pressure for a period of 60 minutes twice a day for seven days out of seven both in a hospital and at home. This therapy was repeated until the injury showed signs of healing either with surgical healing or until it was evident that the treatment was having no success (shown by a worsening of the injury, or by no progress after weeks of treatment). This treatment with oxygen was not supported by traditional methods. The medication was carried out only by cleansing of the material exudated with a gauze soaked in saline solution before each oxygen sitting. The cost of the hire of the device was borne by the patient. 2.1.3 DOCUMENTATION OF THE STATE OF THE INJURY Photographs were taken before, during and at the end of the therapy with a digital camera, and a carefully studied programme enabled comparison with the modifications regarding the surface, the diameters and the circumference besides evaluating the type of surface and the granulation of the surface. The injuries were considered healed when completely covered with epithelium. 2.1.4 ANALYSIS OF PARAMETERS The patients data has been filed by single pathology, date of presence of the injury before beginning oxygen therapy, causes of injury, location and dimension, duration of treatment and final result. 2.1. 2 (5??) STATISTICS The analysis of these cases is summarized by graphs which show the various percentages of healing and improvement of the various parameters considered. RESULTS For a year (the period taken into examination for this study) the team composed of general surgeons, plastic surgeon and anesthetist treated 72 patients with oxygen therapy locally administered, in accordance with their competence but always collegially with treatment lasting from 1 to 9 months. There were no complications associated with the local oxygen therapy. This therapy was used to treat post-surgical injuries, decubitis ulcers, phlebostatic ulcers, neuropathic ulcers of the foot, diabetic ulcers of the foot and ulcers induced by acute trauma and iatrogenic and pharmacological ulcers. The injuries were localized in the lower extremities. In the majority of patients at least one morbid event was present, such as: (tab 1) Table 1 Conditions of associated pathologies correlated or otherwise with the patients injuries CONDITIONS No. OF PATIENTS DIABETES 10 MALNUTRITION 2 ACTIVE INFECTIONS 4 PERIPHERAL VASCULAR ILLNESSES 53 OBESITY 8 IMMUNODEFICIENCIES 2 LYMPHEDEMA 5 3.1 RESULTS ON THE PATIENTS Of the 72 injuries, 51 (70%) were healed during the treatment with oxygen therapy by local means. Of the remaining 21 injuries, 8 were healed after a surgical transplant intervention associated with subsequent oxygen therapy, 13 were not healed; of these 3 patients died during the treatment and 3 patients abandoned the treatment. If we include post operation healing the percentage of injuries completely healed with oxygen therapy treatment by local means rises to 81%. The percentage of healing increases to 86% if the patients who abandoned treatment in the total number since the final state of their injuries was not determined and those deceased for causes not correlated with the basic illness are not included. The patients who interrupted the therapy are not included in any analysis listed in the following tables. 3.2 PATIENTS WITH INJURIES UNDERGOING TRANSPLANT Eight patients underwent skin transplant after treatment with oxygen therapy. In all eight patients the skin grafting had excellent results . Only with two patients, after two months, an initial recurrence of the ulcer manifested itself which, however, was effectively dealt with by oxygen therapy. The high percentage of success in the skin grafting operation on patients with dystrophic ulcers must be attributed to the excellent quality of the tissue of granulation on which the graft was positioned and the attenuation of the factors causing the ulcer (infection, stasis etc). 3.3 Pain therapy in vascular diseases Certainly the pain symptom is present in vascular disease in general and in trophic injuries in particular, representing, in fact, the symptom which most often takes the patient to the doctor. The therapy of this symptom falls within a global approach to the problem of ulcerous pathology which should aim above all at eliminating all the risk factors (smoking, hypercholesterolemia, improvement of micro-circulation and venous recovery etc) with the goal of creating at the place of the injury an ideal environment for healing (aseptis, good for fusion and oxygenation etc). The role of the antalgologo in general will be that of imposing a therapy of rational pain not just turning to various medicines, to peripheral and/or central action but also advising correct use both in terms of dosage and mode of administration. More specifically the pain therapist could also intervene with more invasive methods such as single or continuous anesthetic blocks with the aim of acting on the micro-circulation in a selective way and on the spasm which is always present in those tissues involved in the various painful syndromes. In our experience in the course of 2003 we intervened 12 times with anesthetic blocks, while in another 18 cases we turned to dosages of analgesic action medicine evaluated case by case. ------------------------------------------------------ Table 2 RESULTS ON THE PATIENTS % OF HEALING of 72 Patients treated with topical oxygen having completed the therapy during a period of 12 months of study. A - healed only with oxygen therapy (51) 70% B - not healed with oxygen therapy (13) 19% C - patients who abandoned the treatment (3) 4% D - deaths during treatment for reasons not related to the therapy (3) 4% E healed with oxygen therapy combined with surgical skin grafting (8) 9% Summing up the data of A+E the healing percentage is 81% The duration of the treatment varied from 1 to 9 months. This signifies that the time of therapy was from 60 to 540 hours. The duration of the treatment was on average from 1 to 4 months with just two cases of 5 months, one of 7 months and one of 9 months. The duration of treatment for injuries that healed was from 30 to 120 days. Initially the sizes of injuries varied from 0.29 to 92.2 cm2 with an average of 13.5 +_ 21.4 cm. For the injuries that healed the initial size was 8.1 +_ 11.1 cm2 and for injuries that did not heal the initial average was 25.3+_ 32 cm2. Among the injuries that were not healed the average size was 6.5 +_ 15.9 cm2 and the average decrease in size was 71 +_ 63.3%+ Four injuries increased in size during the treatment. The patient who was under therapy for 9 months was included but rationally for the sizes and causes that relate to his genesis+ and his continuing do not offer the possibility of healing even if they are appreciable subjective and objective improvements. 3.3 TIME OF PRESENCE OF THE INJURY At the time of the start of the therapy with topical oxygen, the genesis of the injury dated approximately from day 15 (post traumatic) to 3 years with an average time of 10 months (excluding a case which was present for 12 years). The patients with acute injuries had 100% healing compared with 93% healing in cases with a duration of less than 4 months and with 80% healing in treatments lasting more than 4 months. With chronic injuries the surgical therapy was used in combination with topical oxygen therapy in 80% of patients before oxygen therapy and in 12% after and in combination with oxygen therapy and were healed. 3.4 LOCALIZATION OF THE INJURY The position considered of the injuries that were eligible for our treatment and placed under observation was limited to the lower limbs and more precisely to the leg. This localization was taken into consideration in relation to the device we patented and which was thought of for this position in consideration of the frequency of the position of trophic injuries (vascular and diabetic). For chronic injuries we noted a better response to oxygen therapy in injuries localized in the medial aspect of the leg (in general phlebostatic ulcers) and in the foot (diabetic foot). Less comforting results were those situated in the side aspect of the leg perhaps in relation to their arterial genesis. Among the chronic injuries a good response to oxygen therapy was in patients with phlebostatic ulcers and diabetic ulcers with a percentage of healing respectively of 85% and 90%. On the other hand we should note that with ulcers in arteriopath subjects healing was slower and in particular the subjective benefit was less evident especially as regards the pain symptom. Figure 6 is important since it shows how the presence of more morbid events has a significant effect on the response and this is clear comparing acute ulcers which have a greater response percentage: generally the injuries less sensitive to healing with topical oxygen have been post-surgical and post-traumatic injuries to the lowest extremities, followed by phlebostatic and diabetic ulcers. FIG. 3 AREA OF THE INJURY ------------------------------- AREA OF THE INJURY cm2 DAYS ------------------ The injuries treated with topical oxygen diminished in size; in this analysis 51 out of 72 injuries became smaller just with oxygen therapy treatment. The 7 patients not included in this analysis are the three who abandoned the therapy, the three deceased and the patient who had a very large injury. The average in size of the injuries that were not healed was substantially greater than those which healed. It can be deduced that size is an important variable in determining if and when to use this therapy, an alternative to traditional methods. The injuries that healed with an average size of 10 cm2 were healed, on average, in 70 days, those that did not heal with an average size of 30 cm2 were reduced by 30% with average therapy duration of 120 days. CONCLUSIONS This has been an analysis of the therapeutic effectiveness of topical oxygen for chronic injuries with scarce possibility of complete healing localized in the lower limbs. We considered various trophic injuries with different etiologies to evaluate which injuries would respond more effectively to the treatment and, provided that, although having revealed as a negative response just one subjective aspect irritated by the treatment, we can reveal that there was no collateral effect with the oxygen therapy. In fact, in general, the compliance of the patients was excellent while the objective results are discussed in the report. This analysis, while being relatively limited shows that most chronic injuries and all acute injuries localized in the lower limbs diminish in size during therapy and show that oxygen topically applied is a useful support for healing. It is presumable that even injuries localized in the upper limbs and decubitis injuries can gain benefit from this therapy. Complete healing was achieved in 59/72 injuries but complementary surgery was necessary for 8 chronic injuries to complete closure while in all cases surgical cleansing always preceded oxygen therapy. For the lower extremities topical oxygen can be of help to surgery as in hyperbaric therapy for the preparation of grafting or for transplant and we have seen this in all cases in which this method was applied (8 cases out of 72). All this necessitates standardized and precise indications also in the freedom of decision making by the doctor in determining the specific limits of the therapy. The doctor providing treatment has ample discretion in prescribing this technique as an alternative to hyperbaric but must adhere to the principles of effectiveness demonstrated. Reaching the right equilibrium between the use of topical oxygen for complete healing with the use of the same as adjuvant therapy to surgical treatment is important to optimize the effects and costs of this procedure. Obtaining this type of information will help to evaluate the selection of patients and to improve the rate of healing of injuries. Comparing topical oxygen with other methods of treatment of injuries we maintain the importance of considering the time of healing. It is difficult to determine the frequency of healing of injuries using hyperbaric oxygen and the opinions of works published is controversial. In the last ten years three tests with random checks have been made and just one of these studies has reported complete healing as a fact. In the statistical study controlled with the outcome unknown with Bouachours placebo and comparing the effectiveness of the hyperbaric chamber with standard therapy for injuries from crushing, it reports a 94.4% rate of healing in patients treated in the hyperbaric chamber(100% of O2 at 2.5 atm) against a 55.5% rate of healing in patients who received the placebo (21% O2 at 1.1atm). It is important to note how these studies evaluate only acute cases. Greater clarity on the results could be obtained comparing the rate of healing of injuries in the Wound Care Centre directed by the National Healing Corporation (NHC). Checking the data of 6 months a global rate of healing of sores appears equal to 91% over 16 weeks which includes, but is not limited to just the use of hyperbaric oxygen therapy. The period of sixteen weeks is frequently used as a point of reference in evaluating a therapeutic plan. The study we have done has a value which is not just observational but also prospective. And we promise in the near future a comparative study between the effectiveness of local normobaric oxygen therapy and the traditional hyperbaric chamber for the treatment of trophic injuries in the lower limbs. And not just on the effectiveness but also on the costs and the social-health and economic impact. Our average time of treatment with just topical oxygen was 12 weeks with a rate of healing of 68%. If we include those patients treated with added surgical methods (transplant or grafting) our rate of healing rises to 80%. Making a more accurate selection of patients (as an indication) we think we can achieve better rates of healing with local topical oxygen therapy. This improvement will be reached with what we have learned in our observations over the course of this year; just oxygen therapy achieves better results if the injury is medicated daily by competent personnel. Keeping in mind the limited number of patients that can use the traditional hyperbaric chamber and the wide spectrum of side effects for this therapy combined with limited availability of centres, determines that many patients cannot receive this treatment. Recently the device for topical oxygen at home has enabled a greater number of patients to take advantage of this modified therapy. The only limitation at present is the cost, though modest, which at present is borne by the patient. It is hoped that the SSN recognizing this therapy as effective may contribute in particular taking into consideration the relevant saving to the SSN itself. The advantages of topical oxygen also lie in the possibility for patients to receive the treatment in their own homes together with the fact that there are no consequent risks or side effects in using the device. However this therapy suffers from the same mistrust due to empiricism, as with the hyperbaric chamber in determining which is the best use. Our data represents one of the first works of observation on a series of patients where topical oxygen therapy is used for treatment of injuries. Until the mechanism of oxygen therapy is not better understood, we are compelled to trust the critical analyses of our experiences through a revision of series of cases like these and clinical evaluations of statistics to optimize the use of this new opportunity.

Curriculum Dr Madeyski ( Italiano) 10/12/2013 23:19
Curriculum del Dott Madeyski Paolo Nato a Trieste il 28.08.1946 Laureato in Medicina e Chirurgia presso lUniversit degli Studi di Padova il 19.07.1972 Abilitato alla professione medica a Padova il 02.02.1973 Dal 1973 al 1976 : Incarico annuale di Insegnamento di Anatomia Artistica presso il Liceo Artistico di Treviso Nel 1977 Specializzato in Chirurgia Generale presso lUniversit degli Studi di Trieste Nel 1978 ottiene lIdoneit di Aiuto in Chirurgia a Roma Nel 1978 partecipa al primo centro di Endoscopia Televisiva in Italia Corso pratico in Endoscopia Urologica presso il reparto di Urologia di Monaco di Baviera (Germania) Nel 1981-1982 iscritto alla specializzazione di Urologia di Verona Nel 1985 si diploma presso la Scuola Europea di Senologia di Orta San Giulio (Novara) diretta dal Prof. Umberto Veronesi Nel 1986 segue il Corso Pratico di Urologia Audiovisiva presso lUniversit degli Studi di Torino Nel 1987 ottiene lidoneit a Primario di Chirurgia Generale Nel 1992 segue un Corso di Perfezionamento alla Colecistectomia Laparoscopica presso lUniversit degli Studi di Padova Dal 1994 Responsabile del Comparto di Chirurgia della Casa di Cura Rizzola di San Don di Piave (Venezia) Dal 1994 responsabile dellUnit Operativa di Chirurgia Generale della Casa di Cura Rizzola di San Don di Piave (Venezia) Nel 1992 in collaborazione con il Comune di San Don di Piave (Venezia) e i medici del reparto di Medicina generale della citt ha organizzato la Campagna di sensibilizzazione per la Diagnosi Precoce del Tumore al Seno Nel 1993 ha dapprima ideato e quindi collaborato ai Corsi di educazione al Non Fumo nelle scuole del Basso Piave Dal 1993 Webmaster del sito internet Le Pagine della Salute che stato premiato dalla Rivista PC World nel 1994 con il terzo premio come sito medico sociale ed ha ricevuto segnalazioni da varie riviste italiane e straniere, siti universitari italiani ed esteri. Alla fine degli anni 80 ed inizi anni 90 ha coordinato la parte medico sociale della trasmissione televisiva San Don e dintorni Dal 2000 dirige la trasmissione medica Tre minuti per la Tua Salute in onda sulle televisioni regionali venete 4 giorni alla settimana Dal 1991 responsabile della trasmissione radiofonica (ad emissione locale) settimanale A tu per tu con il medico di taglio divulgativo, basata principalmente sui temi della prevenzione Dal 1999 Coordinatore per Il Comune di San Don di Piave (Venezia) della Rete Citt Sane Dal 1999 Vicepresidente della terza commissione (Sanit) del Comune di San Don di Piave Dal 2003 lascia ogni incarico politico dedicandosi solo ad attivit medica e sociale Nel 2002 ha ideato e brevettato a livello europeo la Camera Normobarica distrettuale e sta portando avanti la sua produzione industriale in Italia e allestero con il nome di ULCOSAN con lo scopo di migliorare il benessere del soggetto Negli ultimi due anni ha cominciato ad elaborare un progetto per rendere disponibili alla popolazione prodotti che aiutino a mantenere il benessere fisico-mentale. Tra questi, il T verde chiamato T Verde del Benessere che risulta lunico completamente naturale e ricco di antiossidanti con tutti i benefici del T verde.. Il 02.06.2010 stato insignito della onorificienza di Cavallieri Ordine al Merito della Repubblica per le attivit sociali svolte verso la popolazione Nellanno 2011-2012 stato Presidente del Rotary Club di San Don di Piave Nel Maggio del 2012 stato invitato dallUniversit di Santa Cruz di Tenerife a insegnare la ossigenoterapia normobarica con il proprio dispositivo Ulcosan. Nel settembre 2013 stato invitato come relatore a trattare le sue terapie con la ossigenoterpia normobarica al Congresso sul Piede diabetico a Barcellona Attualmente gestisce 4 siti in internet www.lasalute.org www.ilponte.ws www.mpsystem.info www.salusjuice.it email: paolo.madeyski@tin.it

Curriculum del Dr Madeyski ( English) 10/12/2013 23:19
Curriculum Dott Madeyski Paolo Born in Trieste on 28.08.1946 Graduated in Medicine and Surgery at Universit degli Studi di Padova (Padova University) on 19.07.1972. Qualified in the medical profession in Padova (Padua) on 02.02.1973 From 1973 to 1976: Annual position teaching Artistic Anatomy at the Liceo Artistico di Treviso In 1977 he specialized in General Surgery at Universit degli Studi di Trieste (Trieste University) In 1978 he qualified as Surgery Assistant in Rome In 1978 he participated in the first centre of Televised Endoscopy in Italy Practical course in Urological Endoscopy in the Department of Urology in Munich (Germany) !981-1982 he enrolled in Specialization in Urology in Verona In 1985 he qualified at the Scuola Europea di Senologia (European School of Senology) in Orta San Giulio (Novara) directed by Prof. Umberto Veronese In 1986 he followed the Practical Course in Audio-visual Urology at Universit degli Studi di Torino (Turin University) In 1987 he obtained the post of Head of General Surgery In 1992 he followed a Specialization Course in Laparoscopic Cholecystectomy at Universit degli Studi di Padova From 1994 he was in charge of the Department of Surgery at Casa di Cura Rizzola in San Don di Piave (Venice). From 1994 he was in charge of the Operating Unit of General Surgery at Casa di Cura Rizzola in San Don di Piave (Venice) In 1992 in collaboration with the Council of San Don di Piave (Venice) and the doctors of the department of General Medicine of the town he organized the Campaign of Sensitivity for the Early Diagnosis of Breast Tumours In 1993 he was first selected and then collaborated in the No Smoking Education Course in the schools of the Lower Piave From 1993 he has been Webmaster on the internet site Le Pagine della Salute (Health Pages) which received an award from the PC World magazine in 1994 with third prize as social medical site and received the attention of various Italian and foreign magazines, Italian and foreign university sites At the end of the 1980s and the start of the 1990s he coordinated the medical-social part of the television transmission San Don and surroundings. From 2000 he directed the medical transmission Three minutes for your health on the air on Veneto local TV stations 4 days a week. From 1991 he was responsible for the weekly radio transmission (broadcast locally) One to one with the doctor, a popular programme? , based principally on themes of prevention. Since 1999 he has been coordinator for the Council of San Don di Piave (Venice) of the Healthy Towns Network. Since 1999 he has been vice-president of the third commission (Health) of San Don di Piave. From 2003 he leaves every political commitment to dedicate himself solely to medical and social matters. In 2002 he created and patented Europe-wide the Local Normobaric Chamber and continues production in Italy and abroad with the name ULCOSAN with the aim of improving the well-being of the individual. In the last two years he has started to elaborate a project to make available to the population products which help to maintain physical-mental well-being. Among these, the green tea called T Verde del Benessere (Green Tea for your well-being) which has proved to be the only completely natural, rich anti-oxidant with all the benefits of green tea. On 02.06.2010 he received the award of Cavalliere Ordine al Merito della Repubblica (Order of Knights of the Republic) for his social work for the population. In 2011-2012 he was President of the Rotary Club of San Don di Piave In May 2012 he was invited to the University of Santa Cruz in Tenerife to teach normobaric oxygen therapy with his Ulcosan device. In September 2013 he was invited as a speaker to treat its treatment with normobaric oxygen therapy with his Ulcosan device to Congress in Barcelona on the Diabetic Foot He currently has 4 internet sites. www.lasalute.org www.ilponte.ws www.mpsystem.info www.salusjuice.it email: paolo.madeyski@tin.it

ELEMENTI SCIENTIFICi DELLOSSIGENOTERAPIA DISTRETTUALE, E MODALITA DI APPLICAZIONE AI PAZIENTI 08/12/2013 21:48
Premessa Le ulcere degli arti inferiori rappresentano una patologia frequente (1% della popolazione e 3,5% della popolazione over 65 anni). Colpisce maggiormente la popolazione femminile con un rapporto circa di 3 a 1. Trattasi di malattia cronica invalidante la cui terapia non standardizzata e presenta vari problemi sia medici sia sociali. Il trattamento comporta, infatti, elevati problemi non solo medici ma in modo particolari sociali e tra questi assume particolare rilevanza il costo a carico del paziente, della collettivit e delle spesa a carico del sistema sanitario nazionale. Eziologia delle lesioni ulcerative degli arti inferiori. Schematicamente possono essere -flebostatiche: come complicanza di insufficienza venosa superficiale (varici) o di insufficienza venosa profonda (sindrome postflebitica) -Arteriose (ischemiche) -Diabetiche -Traumatiche -Nelle collagenopatie per causa intrinseca alla malattia o per la terapia cortisonica abituale Tipi di terapia a disposizione Medica: che comprende il trattamento farmacologico (generale e topica) e il trattamento combinato dato da medicazioni e farmaci. Chirurgica: sia per eliminare le cause che per trattare le complicanze arrivando fino alla chirurgia plastica. Camera iperbarica. Che si basa sul principio dellossigenoterapia in iperbarismo. Terapie a confronto Lossigenoterapia iperbarica locale rappresenta la tappa evolutiva di quellutilizzata negli ultimi trentanni per il trattamento di diverse patologie legate a deficit circolatori o a patologie infettive Lossigeno somministrato agisce sui tessuti devitalizzati o, comunque, sofferenti, con meccanismo da contatto e mediante lazione della componente disciolta nel sangue in parte legata alla emoglobina, in parte disciolta nel sangue come componente libera (questultima rappresenta la componente attiva della sostanza). Nella camera iperbarica generale si ottiene un aumento della pressione ambientale (iperbarismo) mentre rimane invariata la concentrazione o pressione parziale di ossigeno. Tutto questo determina un aumento della disponibilit di ossigeno da parte dei tessuti sia per quanto riguarda la componente da contatto che quella disciolta nel plasma. Vi sono delle controindicazioni che limitano luso della camera iperbarica. Queste sono mediche, personali e sociali. E si possono cos riassumere: Mediche: malattie cardiocircolatorie, respiratorie e cocleovestibolari Personali: problemi psicologici oltre alla claustrofobia Sociali: difficile reperibilit (poche e private), mancanza di posti letto, costi alti di produzione e di utilizzo e difficolt di strutture ospedaliere o dei soggetti domiciliari al raggiungimento delle camere stesse con aumento dei costi sociali e personali. Ossigenoterapia in normobarismo La soluzione a tanti problemi della camera iperbarica si possono trovare nella ossigenoterapia in normobarismo applicata in maniera distrettuale. Il concetto sostanziale quello di consentire lapplicazione locale della terapia eseguita in camera iperbarica a patologie ad estensione limitata con il vantaggio di non avere controindicazioni assolute. Il concetto di terapia normobarica distrettuale trova applicazione empirica nei principi e nelle applicazioni in diversi Reparti di Chirurgia generale ad indirizzo vascolare che in Reparti di dermatologia. Non si lavora in iperbarismo ma in normobarismo e non si lavora quindi introducendo tutto il corpo nella camera iperbarica ma soltanto la parte del corpo che abbisogna della ossigenoterapia. Vengono quindi a cadere tutte le controindicazioni e si abbattono i costi sia personali sia sociali. differenze Nella camera per ossigenoterapia distrettuale la percentuale di Ossigeno allinterno (a contatto con la lesione) circa del 95% rispetto al 21-23 % presente nella camera iperbarica generale. Daltra parte lossigeno disciolto nel plasma aumenta a 2% volumi rispetto al 6% che per effetto delliperbarismo si ha nella camera iperbarica. Noi otteniamo tali valori ponendo al paziente la mascherina e dando ossigeno tramite questa per via naso-orale. In tale maniera (minor ossigeno disciolto nel plasma, ma aumento dellossigeno a contatto con lulcera) si ottiene un effetto terapeutico poco dissimile da quello che si ottiene nella camera iperbarica tradizionale, in quanto liperbarismo ridotto viene compensato dallaumento della disponibilit di ossigeno, (In molti reparti e ambulatori chirurgici e dermatologici questo tipo di terapia viene da anni applicata in modo empirico e non standardizzabile, lossigeno viene fornito attraverso un tubo di polietilene collegato alla sorgente, lambiente viene creato attraverso un sacchetto di plastica chiuso attorno allarto da trattare). La critica che si pu portare a tale terapia applicata fino ad ora era quella di essere una terapia empirica, artigianale: non vi era una precisione per quanto riguardava la concentrazione dellossigeno, la concentrazione dellumidit e il tempo di utilizzo era quindi soggettivo. Vi era poi un problema di immagine e di estetica. I buoni risultati della metodica ci hanno spinto a cercarne unapplicazione pi razionale, ripetibile ed esteticamente gradevole che garantisse nello stesso tempo concentrazioni dossigeno, grado dumidit, gradienti pressori noti con tempi dutilizzo prevedibili. Noi abbiamo anche presente che elementi fondamentali che ostacolano le terapie delle ulcere flebostatiche e in genere dei tessuti devitalizzati sono la diminuzione della tensione dossigeno e la presenza dessudato e di tessuto necrotico. Per risolvere queste difficolt allo studio lottimizzazione dellossigenoterapia con lausilio di farmaci attivi che vengano introdotti tramite nebulizzatore e che vadano a raggiungere le lesioni aperte. Una migliore ossigenazione delle cellule incentivate da farmaci che agiscano direttamente sui meccanismi cellula-cellula potranno essere utili in tutti i tessuti devitalizzati e anche nelle lesioni diabetiche. vantaggi Elevata compliance Efficacia documentata Basso costo dacquisto e desercizio Facile disponibilit della terapia Assenza di controindicazioni assolute Rapida formazione del personale. PROTOCOLLO CLINICO Reclutamento dei pazienti 1) Pazienti con ulcere flebostatiche 2) Pazienti con ulcere diabetiche Et: sono eleggibili pazienti con et compresa dai 50 ai 90 anni suddivisi in classi a) Tra i 50 e i 60 anni b) Tra i 60 e i 70 anni c) Tra i 70 e i 90 anni Sesso: sono distinti il sesso maschile da quello femminile. Patologie concomitanti: devono essere segnate sul prospetto con i farmaci in uso Patologie correlate o favorenti: si deve distinguere se presente una componente *arteriosa *flebostatica *mista arteriosa e flebostatica *diabetica *traumatica *del collageno con terapia cortisonica associata valutazioni e controlli Deve essere valutato al momento dellinserimento del paziente Presenza di tessuto necrotico, Facilit al sanguinamento Quantit e composizione dellessudato, Presenza e tipologia dei patogeni, PH della ferita, Compromissione del gradiente di O2, Danno neurologico periferico (in particolare per la patologia diabetica), Diametro della lesione Profondit della ferita Non corretta gestione della malattia. Dolore o bruciore o fastidio del paziente Ogni 7 giorni saranno raccolti i seguenti dati 1) Variazioni della quantit della secrezione 2) Variazioni del tipo della secrezione 3) Dolore del paziente 4) Gradimento del paziente 5) Facilit al sanguinamento 6) Diametro della lesione 7) Profondit della lesione 8) Tessuto di granulazione durata e modalit del trattamento Variabile a secondo la patologia e i risultati e il decorso, (da due a sei mesi, i dati saranno raccolti settimanalmente e vi sar una valutazione a tre e a 6 mesi) Il paziente avr un trattamento quotidiano 6 giorni su 7 Il trattamento sar di 1 o 2 ore il giorno (distanziati di 6 ore) Non si tiene conto della pressione barometrica allinterno della camera distrettuale in quanto ininfluente Si dovr invece valutare il grado umidit e il gradimento del paziente secondo il grado di umidit che viene variata aggiungendo acqua allinterno risultati a tuttoggi acquisiti Dato che si tratta di patologia cronica lulcera flebostatica e quella ischemica non possono giungere ad una guarigione definitiva se non viene tolta la causa, si deve tendere allora ad una migliore qualit di vita, tutti i casi trattati hanno visto diminuire la secrezione (100%), migliorare la sintomatologia soggettiva (90%) mentre il miglioramento obiettivo si visto nel 85 % dei casi. In questi si notata una detersione della lesione e una riduzione dei diametri e uno spiccata evidenza del tessuto di granulazione dal terzo giorno di applicazione. Abbiamo sperimentato nel corso degli anni con metodi estensivi lutilizzo del dispositivo per applicazione di terapia normobarica distrettuale, trattando mediamente 3 casi la settimana presso la nostra struttura ( Casa di Cura Rizzola ma San Don di Piave) e tali casi sono stat seguiti personalmente nel tempo A questi si aggiungono pazienti seguiti in altre strutture come il Codivilla Putti a Cortina e presso strutture private o Ospedali in altre zone di Italia : La Tipologia delle ulcere trattate stata la seguente ulcere flebostatiche ulcere ischemiche in ASO + miste osteomieliti lesioni traumatiche Ustioni Microfratture preparazioni a trapianti dermo-epidermici o lembi ricostruttivi. O pazienti che avevano subito trapianti dermo-epidermici La Camera mod. CID 700/A e modelli seguenti stata diffusa in alcuni Presidi Ospedalieri e Case di Cura private, e considerando la sua semplicit di utilizzo (la cura dei soggetti si pu svolgere sia in ospedale sia tra le mura domestiche), in questultimo periodo abbiamo sviluppato un modello portatile semplificato definito domiciliare. Tale modello pu essere noleggiato direttamente dal paziente, il quale con lausilio di un familiare pu provvedere alla propria terapia, tra la tranquillit delle pareti domestiche e con la continuit che solo tale facilit di applicazione permette. Questesperienza sta producendo risultati molto positivi, sia dal punto di vista terapeutico, che da quello del gradimento del paziente, tutto ci armonizzato con un bassissimo costo sociale, sia per il privato, sia per le strutture sanitarie. Conclusioni. Riteniamo che lutilizzo della camera distrettuale per ossigenoterapia per uso topico, possa essere uno strumento utile, a basso costo e privo di controindicazioni per un numero rilevante di soggetti affetti da varie patologie ma in particolare per coloro che presentano lesioni devitalizzate degli arti inferiori. La facilit di applicazione e lassenza di rischio nellutilizzo, (la macchina assolutamente indipendente dallenergia elettrica, ed il flusso di ossigeno da 3 a 5 LT. il minuto, non altera la percentuale dello stesso nellambiente) la rendono adatta alle pi svariate applicazioni sia negli ospedali, negli ambulatori, sia tra le pareti domestiche.

INDICAZIONE DI PROTOCOLLI DI UTILIZZO PER LA CAMERA PER OSSIGENOTERAPIA TOPICA, E PER LA PROSECUZIONE DELLA TERAPIA ANCHE NELLA FASE DI POST-DEGENZA 08/12/2013 21:47
Per una corretta applicazione con risultati positivi di tale terapia si devono considerare: a) indicazioni b) metodologia di trattamento c) Durata di trattamento d) Valutazione dei risultati Indicazioni Tutte lesioni trofiche localizzate agli arti inferiori che abbiano soluzioni di continuo della cute, la sede principale la gamba. La lesione alla coscia rara e al momento non stata presa in considerazione. La terapia viene applicata a lesioni con cause o concause varie anche se con risultati variabili. Per le seguenti patologie: Ulcere flebostatiche (frequenti e con percentuali di guarigioni variabile dal 60 all80% secondo le concause e fattori patologici associati). Ulcere diabetiche (piede diabetico) .Tali lesioni comprendono sia le lesioni trofiche dei tessuti cutanei e sottocutanei che quelle con osso esposto e interessato. Tali lesioni sono frequenti con percentuali di guarigioni variabili dal 70% al 90% Ulcere in arteriopatici. Non frequenti . Risultati inferiori sia soggettivamente che oggettivamente Lesioni traumatiche. Discretamente frequenti con risultati buoni ma molto variabile per le condizioni generali e locali associate. Lesioni iatrogene e su base neoplastica. Rare con risultati molto variabili da caso a caso. Metodologia del trattamento Lesperienza maturata nel corso degli ultimi anni ha visto modificare lapproccio e la metodologia del trattamento delle ulcere trofiche degli arti inferiori in quanto; tali lesioni sono croniche (a parte le lesioni postraumatiche). tali lesioni sono state trattate nel corso della loro cronicit con metodologie varie e variabili a secondo gli operatori sanitari. Riteniamo in base alla esperienza maturata e ai principi generali che abbiamo esposto il percorso terapeutico possa seguire queste direttive 1) Indicazione, per quanto possibile, precisa alla ossigenoterapia. Tale indicazione deve essere posta da un medico specialista in chirurgia, chirurgia vascolare, dermatologia, diabetologia o da un medico che abbia unesperienza e competenza su tale patologia e con conoscenze sulle patologie correlate alla etiologia di tali lesioni. 2) La lesione per trarre vantaggio dalla ossigenoterapia deve essere detersa . La detersione pu essere fatta con semplice detersione medica o con detersione chirurgica rimuovendo escare e tessuto necrotico in modo da far venire lossigeno a contatto dei tessuti con possibilit di granulazione. 3) La possibilit della ossigenoterapia e la modalit di somministrazione deve essere saggiata e valutata da personale medico o paramedico in quanto la sensibilit alla dose, al tempo e alla umidit sono individuali. 4) Le uniche sostanze usate dalla medicazione sono rappresentate da soluzione fisiologica per la detersione prima e dopo lapplicazione dellossigeno. Non vengono usate betadine o medicazioni vasellinate o che non lasciano passare lossigeno. 5) Se la lesione dolente , oltre ad aumentare lumidit si pu bagnare la lesione con marcana o altro anestetico locale. La procedura corretta in sequenza la seguente. Sfasciatura della lesione Sua detersione con garza bagnata con fisiologica (non coprire la lesione con nessuna medicazione); Introduzione dellarto nella camera per ossigeno Chiusura della stessa possibilmente sopra al ginocchio Erogazione dellossigeno in prossimit della lesione a secondo la sensibilit del paziente con un flusso tra i 3 e i 4 LT al minuto per 10 minuti e quindi a 2 LT al minuto La durata complessiva salvo casi particolari di unora. Alla fine eseguire detersione con garza bagnata di fisiologica e quindi coprirla con garza con la stessa soluzione o con anestetico locale se la lesione dolorosa. Durata del trattamento La durata del trattamento per giorno indicata dal medico che pone lindicazione e che segue il paziente e levoluzione della ferita, in ogni modo consigliamo le seguenti direttive: Il trattamento deve essere eseguito giornalmente. E preferibile eseguire due applicazioni al d di unora ciascuna Il miglioramento viene constatato generalmente dopo 10-15 giorni e diviene evidente alla terza settimana di applicazioni, ogni caso comunque presenta delle variabili individuali date dal soggetto che presenta fattori etiologici e patologie concomitanti variabili. Non ci sono controindicazioni anche per il trattamento anche di 4 ore al giorno secondo lesperienza di diversi casi ai quali era stata prescritta la terapia per tale durata. Valutazione dei risultati E utile e dovrebbe essere prassi che la lesione sia fotografata al momento della prima visita e prima della detersione chirurgica o medica. La lesione sar poi fotografata ad intervalli regolari decisi dallequipe medica. Con software opportuno si possono misurare i diametri della lesione, la sua profondit, la sua superficie e la sua circonferenza. Con le stesso software si possono eseguire e registrare dei grafici che dimostrino il comportamento della lesione e lefficacia o meno della terapia. In una scheda consigliabile annotare le variazioni oggettive ma anche le impressioni soggettive riferite dal paziente. Vengono prese in considerazione - i dati del paziente - le cause - i fattori concausali - le patologie associate - i farmaci in uso - la nascita e la durata della lesione - i sintomi dichiarati dal paziente - la secrezione - le caratteristiche della lesione e del tessuto di granulazione Possibilit di domiciliazione della cura a casa del paziente Le peculiarit dellossigeno per via topica, sono individuabili, nellassenza di controindicazioni, nel basso costo, nella semplicit applicativa, ma soprattutto nella necessit di una certa durata e continuit, (tale terapia produce migliori risultati dopo circa tre settimane regolarit applicativa). La durata del ciclo terapeutico dellossigeno per via topica difficilmente si coniuga con il periodo di degenza ospedaliera (in altri paesi Europei -P.D.L. 4409/2003-, le ulcere croniche vengono curate a casa del paziente). Per questo lesperienza diretta ci ha indicato un percorso terapeutico armonizzabile con una degenza ospedaliera di breve durata (5-7 giorni). Nel corso degli anni abbiamo ottenuto la prima certificazione per il nostro modello domiciliare che poi stata rinnovata secondo le norme vigenti. Questo modello utilizzato a domicilio del paziente per terapie di medio-lunga durata, permette di abbattere i costi sociali e di garantire la continuit applicativa richiesta. In questo modo abbiamo gi curato pazienti con ulcere di vario tipo con ottimi risultati e con spesa minima. Attualmente la tariffa di nolo applicata ai pazienti di 160 (IVA 4%) mensili, questa tariffa generalmente accettata, e comprende anche lassistenza telefonica ed a domicilio per qualsiasi problematica inerente la terapia. Questi costi non sono ancora rimborsati dal S.S.N., ma la fattura detraibile. Una struttura pubblica o privata ha in questo modo la possibilit offrire un servizio completo ai vari pazienti, aumentandone il grado di soddisfazione, e monitorando costantemente levoluzione della patologia con delle visite con cadenza settimanale, ma senza impegnare pesantemente la struttura ed il personale.(linee guida gi previste da una proposta di legge in discussione all Camera, e applicate in molti paesi dellUnione Europea).

RELAZIONE SULLA EFFICACIA SCIENTIFICA E SUI VANTAGGI ECONOMICI DELLA OSSIGENOTERAPIA TOPICA NORMOBARICA PER LA TERAPIA DELLE ULCERE TROFICHE DEGLI AR 08/12/2013 21:46
La patologia: di cosa si parla I problemi vascolari legati a deficit arterioso e allinsufficienza venosa a carico degli arti inferiori rappresentano la causa principale delle lesioni trofiche degli arti inferiori. Le cause di tale lesioni sono in ordine di frequenza: insufficienza venosa, deficit arterioso, diabete, traumi decubiti iatrogeniche e neoplastiche Epidemiologia: frequenza statistica e numeri Tale patologia rappresenta un grosso problema medico ma anche sociosanitario. Si stima che in Italia tale patologia colpisca l1,5% della popolazione e il 5% della popolazione sopra i 65 anni, con un calcolo approssimativo di circa due milioni dindividui coinvolti nel problema (P.D.L. N 4409/2003). La diffusione di tale malattia strettamente correlata tanto allinvecchiamento della popolazione, quanto alle condizioni di vita e al livello di cultura di base degli individui che ne sono potenzialmente soggetti. Il malato con tali lesioni, che per definizioni sono croniche, spesso inabile, sofferente, depresso, in quanto tale patologia rende problematica la sua esistenza, ne provoca uno scadimento della qualit della vita, e coinvolge pesantemente lambiente familiare per la continua necessit dassistenza, accompagnata da un decorso lento e non ben definito. Il problema per la societ: i costi Le ulcere degli arti inferiori sono tra le patologie che incidono maggiormente sul costo della sanit: in quanto; sono di difficile cura perch spesso non si pu eliminare la loro causa; il loro miglioramento dipende dalle risposte individuali, dallet e dalle patologie associate oltre dalle cause e concause. I costi possono essere; 1. diretti (cure e materiali utilizzati, reparti e servizi pubblici o convenzionati, medicina di base, assistenza domiciliare integrata e residenze sanitarie per anziani, spese per diagnosi 2. indiretti con giornate lavorative perse sia dal paziente sia dai familiari coinvolti ed eventuali costi per assicurazioni. E tali costi oltre ad essere cronici sono e saranno in aumento dato linvecchiamento della popolazione. Terapie attualmente a disposizione TALI SONO: terapie primarie rivolte a risolvere o a migliorare le cause e le concause (farmaci vasoattivi, diabetici, farmaci che agiscono sulla viscosit del sangue, vasodilatori ecc) farmaci e presidi per le medicazioni (pomate, garze, fasciature, presidi medicati ecc) e farmaci per le complicanze (anticoagulanti, antibiotici) terapie chirurgiche volte alla detersione delle lesioni o alla riparazione delle stesse (chirurgia plastica) ossigenoterapia attuata nelle camere iperbariche che da buoni risultati, ma di difficile attuazione per la scarsa reperibilit e per le controindicazioni generali (organiche e psicologiche) che ne limitano lutilizzo. Conseguenze sociosanitarie di trattamenti inadeguati Lesito potenzialmente negativo di un trattamento insufficiente comporta implicazioni gravi per il paziente (infezioni, cancrena, amputazioni e in ogni caso complicanze sanitarie e relazionali) ma anche per i familiari (vita di relazione, effetti psicologici e costi per assistenza e aiuti) e per il sistema sanitario nazionale (maggiori costi per le complicanze. Terapia alternativa possibile attualmente Negli ultimi due anni abbiamo sperimentato lossigenoterapia normobarica per via topica, che da terapia tradizionale di comprovata efficacia ma duso empirico, si sta affermando come terapia senza alcuna controindicazione, a costi modesti, duso facile e alla portata di tutti, con vantaggi sia per il paziente (risultati ottimali) sia per il Sistema Sanitario Nazionale (costi minimi in quanto praticabile anche a domicilio da personale non medico). Differenza di costi fra ossigenoterapia con camera iperbarica e ossigenoterapia con camera normobarica. I costi vanno quantificati sia il paziente sia per la famiglia che per il Sistema Sanitario Nazionale. Per il paziente e la famiglia si tratta di spese legate al trasporto del paziente alla Camera Iperbarica che mediamente impegna mezza giornata tra viaggio e tempo della terapia; trattasi di spesa viva di trasporto e di spesa sociale per impegno di una persona per mezza giornata. Per quanto riguarda il SSN dobbiamo considerare che il paziente pu essere trasportato da mezzo pubblico (ospedale o Comune) alla Camera iperbarica e che tale trasporto implica la spesa del mezzo, dellautista e del personale paramedico che per legge lo deve accompagnare. Il costo comunque a carico del SSN quello legato alluso della Struttura che ospita la Camera Iperbarica, le Camere Iperbariche, salvo poche eccezioni, sono di propriet di strutture private convenzionate con il SSN. Normalmente alla Struttura che gestisce la camera Iperbarica viene riconosciuto un costo di 90 a seduta e normalmente sono previsti cicli di 60 sedute; tali sedute vengono eseguite per motivi contingenti alla Struttura 5 giorni su sette (dal luned al venerd). Il costo di 90 Euro comprende luso della Camera Iperbarica comprensivo del personale medico e paramedico che deve essere presente per legge, a questo costo deve essere aggiunto il costo del trasporto dellassistito che pu essere a carico del SSN o della famiglia. Il costo della Camera Normobarica se eseguita a domicilio comporta lazzeramento delle spese di trasporto del paziente. Rimangono quindi solo i costi delluso della Camera Normobarica e dellossigeno. I costi delle medicazioni e dei controlli medici sono in teoria invariati ma in pratica verr dimostrato come il tipo e le modalit di trattamento possano far diminuire anche i costi di medicazione e personale medico e paramedico. I costo delluso della Camera Normobarica da noi attualmente praticato al paziente di 160 mensili + IVA (con uso di 30 giorni su 30 il mese) a quali vanno aggiunti 90 dossigeno: in sintesi 250 il mese per una cifra di 8 il giorno. Il costo pro/terapia per il S.S.N. di 90 a seduta con la Camera Iperbarica e sarebbe di soli 8 con la Camera Normobarica, si evince un risparmio applicazione/paziente di 82 con ulteriori vantaggi quali; il risparmio dei costi sociosanitari del trasporto; la continuit terapeutica senza interruzioni per 30 gg il mese, tra la tranquillit del proprio ambiente di vita e senza traumi; la facilit di diffusione con la possibilit di raggiungere tutti quei pazienti eleggibili (si calcola 200.000 in Italia), che al momento non possono curarsi con lossigeno per la scarsa disponibilit di Camere Iperbariche nel territorio, (questultime utilizzate circa all 80% per curare ulcere croniche) Si fa presente che attualmente sono in terapia in Camera Iperbarica per tali patologie un numero variabile tra i 20.000 e i 30.000 pazienti annui nel nostro paese, questo numero ridotto rispetto ai 200.000 casi eleggibili determinato da limitazioni per controindicazioni mediche e per problemi economico-sociali(disponibilit delle Camere Iperbariche, distanze, costo dei trasferimenti.) Ma il risparmio che si pu ottenere ancora maggiore. Infatti si potuto vedere (vedi Progetto di Legge N 4409) che i costi maggiori sono assorbiti dalle spese da parte del personale medico e paramedico seguiti dalle spese per le medicazioni varie. Nel caso delle terapia con Ossigeno per via topica, i protocolli riducono al minimo luso di personale medico e paramedico e luso di vari presidi medici (come garze medicate, antibiotici, pomate ecc), in quanto stato scientificamente dimostrato che: lossigeno per via topica: asciuga le ferite, stimola la granulazione dei tessuti ed incentiva la vascolarizzazione la terapia gestibile anche da un familiare del paziente stesso. Ulteriori risparmi COSTO DEL PERSONALE Per quanto riguarda il personale paramedico, (la spesa maggiore attualmente) lassistenza si riduce alla collaborazione con il medico durante il solo controllo ambulatoriale o domiciliare che viene consigliato una volta ogni 15 giorni. Lo stesso diconsi per il personale medico o specialistico che controlla ogni 15 giorni landamento della patologia e ne giudica il decorso. COSTO DELLE MEDICAZIONI Per quanto riguarda le medicazioni queste si possono dividere i medicazioni semplici, quelle che riducono lessudato e quelle attive che non solo proteggono la lesione controllando lessudato ma contribuiscono anche al processo di rigenerazione tissutale. I costi sono variabili e spesso si indotti ad usare medicazioni con costi inferiori senza considerare che il miglioramento o la guarigione di una lesione previene ulteriori spese a carico del SSN. La linea guida del Royal College of General Practitioners dellaprile del 2000 in U.K. suggerisce che gli operatori sanitari anche se non vi sono prove sufficienti a raccomandare una medicazione piuttosto che unaltra, devono usare le medicazioni che soddisfino esigenze cliniche, costi e esigenze del paziente e situazione della lesione. Nella stessa Inghilterra il trattamento avviene generalmente a domicilio per ridurre la spesa delle istituzioni sanitarie, Orbene nel protocollo della ossigenoterapia topica si sommano tutti questi consigli che troviamo nelle linee guida per il trattamento di tale lesioni nel Regno Unito, ovvero; Si riduce la spesa Ospedaliera e quella del personale medico e paramedico. Si usa un trattamento con efficacia e compliance del paziente e dei familiari con vantaggi non solo oggettivi (andamento della lesione) ma soggettivi (netta diminuzione dei sintomi e quindi con benessere del paziente, a costi nettamente inferiore ad altri trattamenti. La medicazione viene semplificata in quanto non si usa alcuna medicazione passiva o attiva per ridurre o eliminare la essudazione e la sovrainfezione o stimolare il tessuto di granulazione; si usa infatti solo una medicazione semplice con fisiologica che ha il vantaggio di detergere la lesione per una utilizzazione migliore dellossigeno topico, lasciando allossigeno stesso il compito di ridurre la infezione, la essudazione e stimolare il tessuto di granulazione. In sostanza si ottengono risparmi considerevoli sulla spesa sanitaria del personale medico e paramedico e sul costo delle medicazioni. Entrambi questi parametri e questi risparmi sono difficilmente quantificabili in quanto attualmente non ci sono protocolli standardizzati di diagnosi e di terapia e di assistenza. Ma si pu quantificare facilmente un risparmio dal 30 al 50% sulla spesa di personale medico e paramedico ed un risparmio superiore al 50% per quanto riguarda la spesa per medicinali. A questi risparmi si deve sommare il risparmio quantificabile per paziente che utilizzi la camera normobarica rispetto alla camera iperbarica.

Informe sobre la eficacia cientfica y sobre las ventajas econmicas de la oxigenoterapia tpica normobrica para la terapia de las lceras trficas d 08/12/2013 21:44
La patologa: de qu se habla Los problemas vasculares ligados al dficit arterial? y a la insuficiencia venosa a cargo? de las extremidades inferiores representan la causa principal de las lesiones trficas??? de las extremidades inferiores. Las causas de tales lesiones son en orden de frecuencia: insuficiencia venosa, dficit arterial?, diabetes, traumas, decbitos, iatrognicas y neoplsticas Epidemiologa: frecuencia estadstica y nmeros Tal patologa representa un gran problema mdico aunque tambin socio sanitario. Se estima que en Italia, tal patologa afecte al 1,5% de la poblacin y el 5% de la poblacin que supera los 65 anios, con un clculo aproximado de alrededor de dos millones de individuos involucrados en el problema (P.D.L. N 4409/2003). La difusin de tal enfermedad est estrechamente relacionada tanto al envejecimiento de la poblacin, como a las condiciones de vida y al nivel de cultura de base, de los individuos que son potencialmente sujetos a la misma. El enfermo con tales lesiones, que por definicin son crnicas, generalmente est incapacitado, deprimido, en cuanto tal patologa torna problemtica su existencia., ya que le provoca una disminucin de su calidad de vida, y compromete con un cierto peso el ambiente familiar por la contnua necesidad de asistencia, acompaniada de una evolucin lenta y no bien definida. El problema para la sociedad: los costos Las lceras de las extremidades inferiores estn entre las patologas que inciden mayormente en los costos de la sanidad en cuanto; . son difciles de curar porque frecuentemente no se puede eliminar la causa de las mismas . la mejoria depende de las respuestas individuales, de la edad y de las patologas asociadas, ms all de las causas y concausas. Los costos pueden ser; 1. directos (cuidados y materiales utilizados, repartos y servicios pblicos o convencionados, medicina de base, asistencia domiciliaria integrada y residencias sanitarias para ancianos, gastos para diagnosticar; 2. indirectos con jornadas de trabajo perdidas sea por el paciente, los familiares involucrados y eventuales gastos de seguros. Y tales costos ms alla de ser permanentes, irn en aumento dado el envejecimiento de la poblacin. Terapias actualmente a disposicin Tales como: terapias primarias dirigidas a resolver o mejorar las causas y las concausas (frmacos vasoactivos, diabticos, frmacos que actan sobre la viscosidad de la sangre, vasodilatadores, etc.) frmacos y material mdico (gazas, vendajes, etc) y frmacos para las complicaciones (anticuagulantes, antibiticos) terapias quirrgicas dirigidas a la limpieza de la lesin o a la reparacin de las mismas (ciruga plstica) oxigenoterapia realizada en las cmaras hiperbricas que da buenos resultados, pero es de difcil aplicacin debido a la escasa disponibilidad y por las contraindicaciones generales (orgnicas y psicolgicas) que limitan su utilizacin. Consecuencias socio sanitarias de tratamientos inadecuados El resultado potencialmente negativo de un tratamiento insuficiente implica consecuencias graves para el paciente (infeccin, gangrena, amputaciones y en cada caso complicaciones sanitarias y de relacin) tambin para los familiares (vida de relacin, efectos psicolgicos y costos de asistencia y ayudas) y para el sistema sanitario (mayores costos por las complicaciones). Terapia alternativa posible actualmente En los ltimos dos aos hemos experimentado la oxigenoterapia normobrica por va tpica que de terapia tradicional de comprobada eficacia pero de uso emprico, se est confirmando como terapia sin alguna contraindicacin, de costos modestos, de fcil uso y al alcance de todos, con ventajas sea para el paciente (ptimos resultados) sea para el Sistema Sanitario Nacional (costos mnimos en cuanto se pueden realizar a domicilio por personal no mdico). Diferencia de costos entre oxigenoterapia con cmara hiperbrica y oxigenoterapia con cmara normobrica Los costos se cuantifican tanto para el paciente como para la familia y el Sistema Sanitario Nacional. Para el paciente y la familia se trata de gastos relacionados al transporte del paciente a la Cmara Hiperbrica que insume un medio da entre viaje y tiempo de la terapia; se trata de un gasto de transporte y de un gasto social por empear a una persona un medio da. En lo que respecta al SSN debemos considerar que el paciente puede ser transportado por un medio pblico (hospital o Ayuntamiento) a la Cmara Hiperbrica y que dicho transporte implica el gasto del medio utilizado, del conductor y del personal paramdico que por ley lo debe acompaar. Normalmente a la Estructura que EMPLEA la cmara hiperbrica se le reconoce un costo de 90 por sesin y normalmente se preveen ciclos de 60 sesiones; estas sesiones se efectan por motivos contingentes a la Estructura, 5 das, de los siete de la semana (de lunes a viernes). El costo de 90 euros comprende el uso de la Cmara Hiperbrica includo el personal mdico y paramdico que debe estar presente por ley; a este costo se debe agregar el costo del transporte del asistido que puede ser a cargo del SSN o de la familia. El costo de la Cmara Normobrica, si se realiza en el domicilio del asistido, elimina los gastos de transporte del paciente. Quedan por lo tanto, slo los gastos del uso de la Cmara Normobrica y del oxgeno. Los costos del material descartable para curacin y de los controles mdicos, son en teora invariables pero en la prctica quedar demostrado cmo el tipo y las modalidades de tratamiento pueden disminuir tambin los costos de material descartable y personal mdico y paramdico. El costo por el uso de la Cmara Normobrica que actualmente nosotros aplicamos al paciente es de 240 mensuales + IVA (usndolo los 30 das del mes) a los que se agregan 90 de oxgeno: en resumen 330 al mes, es decir 11 por da. El costo pro/terapia para el S.S.N. es de 90 por sesin con la Cmara Hiperbrica y sera slo de 11 con la Cmara Normobrica, se deduce un aborro aplicacin/paciente de 79 con ulteriores ventajas como: Aborro de los costos sanitarios de transporte; Continuidad teraputica sin interrupciones por 30 das en el mes, en la tranquilidad del propio ambiente de vida y sin traumas; Facilidad de difusin, con la posibilidad de llegar a todos los pacientes posibles (se calculan 200.000 en Italia), que por el momento no se pueden curar con el oxgeno por la escasa disponibilidad de Cmaras Hiperbricas en el territorio, ( estas ltimas utilizadas en un 80% para curar lceras crnicas) Se hace presente que actualmente realizan terapia con la Cmara Hiperbrica por tales patologas un nmero variable entre 20.000 y 30.000 pacientes anuales en nuestro pas. Este nmero reducido respecto a los 200.000 casos posibles est determinado por limitaciones dadas por contraindicacioes mdicas y por problemas econmico-sociales (disponibilidad de las Cmaras Hiperbricas, distancias, costo de las trasnferencias). Pero el aborro que se puede obtener es todava mayor. En efecto, se puede ver (ver Proyecto de Ley N 4409) que los costos mayores son absorbidos por los gastos de parte del personal mdico y paramdico, seguidos de los gastos de material descartable vario. En el caso de terapias con Oxgeno por via tpica, los protocolos reducen al mnimo el uso de personal mdico y paramdico y el uso de varios materiales mdicos (como gazas, antibiticos, pomadas, etc.) en cuanto se ha demostrado cientficamente que: El oxgeno por va tpica: Seca las heridas, estimula la granulacin de los tejidos e incentiva la vascularizacin La terapia puede ser seguida tambin por un familiar del paciente mismo. Ulteriores ahorros Costo del personal En lo que respecta al personal paramdico, (el gasto mayor actualmente), la asistencia se reduce a la colaboracin con el mdico slo durante el control ambulatorio o domiciliario que se aconseja una vez cada 15 das. Lo mismo tambin, para el personal mdico o especializado que controla cada 15 das el desarrollo de la patologa y juzga su evolucin. Costo de los elementos usados para las curaciones En lo que hace a estos elementos se pueden dividir en simples, los que reducen la secrecin y los activos que no slo protegen la lesin controlando la secrecin sino que tambin contribuyen al proceso de regeneracin de los tejidos. Los costos son variables y habitualmente se es inducido al uso de los mismos, con costos inferiores sin considerar que la mejora o la cura de una lesin previene ulteriores gastos a cargo del SSN. La lnea gua del Royal College of General Practitioners de abril de 2000 en Gran Bretaa sugiere que los operadores sanitarios, aunque si no hay pruebas suficientes para recomendar algunos de estos materiales en lugar de otros, deben usar los que satisfagan las exigencias mdicas, costos y exigencias del paciente y estado de la lesin. En Inglaterra misma, el tratamiento se lleva a cabo generalmente en el domicilio del paciente para reducir el gasto de las instituciones sanitarias. Entonces en el protocollo de la oxigenoterapia tpica se suman todos estos consejos que encontramos en las lneas gua para el tratamiento de tales lesiones en el Reino Unido, o sea; Se reduce el gasto hospitalario y el del personal mdico y paramdico. Se usa un tratamiento con eficacia y consentimento del paciente y de los familiares, con ventajas no slo objetivas (evolucin de las lesiones) sino subjetivas (neta disminucin de los sntomas y por lo tanto, con bienestar del paciente, a costos netamente inferiores a otros tratamientos. Los materiales usados para las curaciones se simplifican ya que no se usan ni elmentos pasivos ni activos para reducir o eliminar la secrecin y evitar que se vuelva a infectar la lesin, o estimular el tejido de granulacin; se usa en efecto, slo uno de estos elementos simples con fisiolgica que tiene la ventaja de limpiar la lesin para una mejor utilizacin del oxgeno tpico, dejando al oxgeno mismo la tarea de reducir la infeccin, la secrecin y estimular el tejido de granulacin. Sustancialmente se logra un ahorro considerable en el gasto sanitario del personal mdico y para mdico y en el costo de los materiales usados para las curaciones. Ambos parmetros y el ahorro son difcilmente cuantificables en cuanto actualmente no hay protocolos estandarizados de diagnstico, de terapia y de asistencia. Pero se puede cuantificar fcilmente un ahorro del 30 al 50% sobre el gasto de personal mdico y para mdico y un ahorro superior al 50% en lo que respecta al gasto de los medicamentos. A estos ahorros se deben sumar el ahorro cuantificable por cada paciente que utilice la cmara normobrica

INDICACIONES DE PROTOCOLOS PARA LA UTILIZACIN DE LA CMARA PARA OXIGENOTERPIA TPICA Y PARA LA PROSECUCIN DE LA TERAPIA TAMBIN EN LA FASE DE HOSPIT 08/12/2013 21:43
Para una correcta aplicacin con resultados positivos de tal terapia se deben considerar; a) indicaciones b) metodologa de tratamiento c) duracin del tratamiento d) evaluacin de los resultados Indicaciones Todas las lesiones tpicas localizada en las extremidades inferiores que tengan soluzioni di continuo de la piel, la sede principal es la pierna. La lesin en el muslo es rara y por el momento no ha sido tomada en consideracin. La terapia se aplica a lesiones con causas o concausas varias an con resultados variables. Para las siguientes patologas: lceras flebostticas (frecuentes y con porcentajes de curacin variable del 60 al 80 % segn las concausas y factores patolgicos asociados) lceras diabticas (pie diabtico) Tales lesiones comprenden sea las lesiones trficas de los tejidos cutneos y subcutneos que las del hueso expuesto y comprometido. Tales lesiones son frecuentes con porcentajes de curacin variable del 70 al 90 %. lceras en arteriopticos. No frecuentes. Resultados inferiores sea subjetivamente que objetivamente. Lesiones traumticas. Discretamente frecuentes con resultados buenos pero muy variable para las condiciones generales y locales asociadas. Lesiones iatrognicas y su base neoplstica. Raras con resultados muy variables segn el caso. Metodologa del tratamiento La experiencia madurada durante los ltimos aos ha visto modificar el enfoque y la metodologia en el tratamiento de las lceras trficas de las extremidades inferiores en cuanto, Tales lesiones son crnicas ( a parte las lesiones postraumticas) Tales lesiones han sido tratadas durante su periodo crnico con metodologas varias y variables segn los operatores sanitarios. Consideramos en base a la experiencia madurada y a los principios generales que hemos expuesto, que el tratamiento teraputico pueda seguir estas directivas: 1) Indicaciones, en lo posible, precisa a la oxigenoterapia. Tal indicacin debe ser hecha por un mdico especialista en ciruga, ciruga vascular, dermatologa, diabetologa o por un mdico que tenga experiencia y competencia en esta patologa y con conocimiento sobre las patologas relacionadas a la etiologa de tales lesiones. 2) La lesin para obtener ventaja de la oxigenoterapia debe estar limpia. La limpieza puede ser hecha con simple limpieza mdica o con limpieza quirrgica, removiendo escaras y tejidos muertos de modo de hacer llegar el oxigeno en contacto con los tejidos con posibilidad de granulacin. 3) La posibilidad de la oxigenoterapia y la modalidad de suministracin, debe ser examinada y evaluada por el personal mdico o paramdico en cuanto, la sensibilidad a la dosis, al tiempo y a la humedad, son individuales. 4) Las nicas sustancias usadas por el material descartable para curacin estn representadas por soluciones fisiolgicas para la limpieza, antes y despus de la aplicacin del oxgeno. No se usan antispticos yodados(betadine) o vendas con vaselina que no dejen pasar el oxgeno. 5) Si la lesin produce dolor, ms all de aumentar la humedad, se puede mojar la misma con marcana o lidocana u otro anestsico local. El procedimiento correcto en secuencia es el siguiente Sacar el vendaje de la lesin. Limpiar con gasa mojada con solucin fisiolgica (no cubrir la lesin con ningn vendaje) Introduccin de la extremidad en la cmara oxigenada. Cierre de la misma posiblemente sobre la rodilla. Suministro del oxgeno en proximidad de la lesin de acuerdo a la sensibilidad del paciente con un flujo entre el 3 y el 4 LT al minuto por 10 minutos y por lo tanto a 2 LT al minuto. La duracin total, salvo casos particulares, es de una hora. Al final continuar la higiene con gasa mojada con fisiolgica y por ende, cubrirla con gaza con la misma solucin o con anestsico local si la lesin es dolorosa. Duracin del tratamiento La duracin del tratamiento por da es indicado por el mdico que establece la indicacin y que sigue al paciente y la evolucin de la herida; en cada caso, aconsejamos las siguientes directivas: El tratamiento debe ser seguido diariamente. Es preferible seguir dos aplicaciones al da, de una hora cada una. La mejora se observa, generalmente, despus de 10-15 das y se hace evidente a la tercera semana de aplicacin. Cada caso, presenta variables individuales dadas por el sujeto que presente factores etiolgicos y patologas concomitantes variables. No hay contraindicaiones para el tratamiento an de 4 horas al da de acuerdo a la experiencia de diversos casos a los cuales haba sido prescripta la terapia con dicha duracin. Evaluacin de los resultados Es til y debera ser una costumbre que la lesin sea fotografiada al momento de la primera visita y antes de la higiene (detersiones) quirrgica o mdica. La lesin ser luego fotografiada a intervalos irregulares decididos por el equipo mdico. Con un oportuno software se pueden medir los dimetros de la lesin, su profundidad, su superficie y su circunferencia. Con el mismo software, se pueden hacer y registrar grficos que demuestren el comportamiento de la lesin y la eficacia o no de la terapia. En una ficha, es aconsejable anotar las variaciones objetivas pero tambin las impresiones subjetivas referidas al paciente. Se toman en consideracin: - los datos del paciente - las causas - los factores concausales - las patologas asociadas - los frmacos en uso - el nacimiento y la duracin de la lesin - los sntomas declarados por el paciente - la secrecin - las caractersticas de la lesin y del tejido de granulacin Posibilidad de seguir la cura en el domicilio del paciente Las peculiaridades del oxgeno por va tpica, se pueden individualizar, en ausencia de contraindicaciones, en el bajo costo, en la simplicidad aplicativa, pero sobre todo en la necesidad de una cierta duracin y continuidad, (tal terapia produce mejores resultados despus de unas tres semanas de aplicacin regular). La duracin del ciclo teraputico del oxgeno por va tpica, difcilmente se conjuga con el perodo de hospitalizacin (en otros pases europeos P.D.L. 4409/2003, las lceras crnicas se curan en la casa del paciente). Por esto, la experiencia directa nos ha indicado un seguimiento teraputico en armona con una hospitalizacin de breve duracin (5-7 das) En el transcurso del 2003, hemos obtenido la certificacin por nuestro modelo domiciliario; este modelo utilizado en el domicilio del paciente por terapias de medio- larga duracin, permite achicar los costos sociales y garantizar la continuidad aplicativa requerida. Tal certificacin ha sido actualizada de ao en ao.

La Sanit nel Veneto Orientale nel prossimi 10 anni in attesa dell'Ospedale Unico 15/10/2013 19:35
In maggio abbiamo presentato come sar la Sanit nei prossimi anni. Avevamo come relatori L'Assessore al Sociale della Regione Venata Ass. Sernagiotto , il Presidente della 5 Commissione ( Sanit) della Regione Veneta Leonardo Padrin oltre al sottoscritto che anche Presidente de " Il Ponte" oltre ad essere medico. Vi abbiamo di come evolve la sanit in generale e come potrebbe evolvere anche nel Veneto. Sia per quanto riguarda la medicina negli Ospedali e nel territorio e sia per quanto riguarda il sociale La sala del Hotel Forte 48 era piena e le relazioni sono state esaurienti e utili a tutti, pubblico e operatori sanitari La Sanit cambia e non solo per questione di risparmi ma renderla migliore: come si dice spesso per ottimizzarla In questo mese sono state approvate dalla 5 commissione della Sanit nella Regione Veneta le schede del Piano sociosanitario del Veneto A noi interessano le schede del Veneto Orientale dove noi viviamo e dove dobbiamo risolvere i nostri problemi di salute Noi medici dobbiamo risolvere al meglio i vostri problemi i e voi cittadini dovete avere la possibilit in quanti vostro diritto risolvere i problemi sanitari che si presnetano. Ma anche dovete essere in grado di prevenire le malattie con una prevenzione razionale . Certamente i costi hanno il loro peso. Non ci sono soldi. Qualcuno li ha presi, qualcuno li ha mangiati. Ci dovrebbero essere se tutti i politici si fossero comportati bene. Per fortuna la Regione Veneta assieme alla Lombardia una regione virtuosa e sta meglio di altre e i tagli dovrebbero essere con minor peso. Ma vediamo alla finestra cosa succeder Intanto un passo avanti si fatto. Si sono dati delle linee guida, si sono dati dei principi ai quali attenersi. Son o state approvate le schede del piano socio sanitario. Dopo varie polemiche Abbiamo organizzato noi del " Il POnte" una riunione per esporre ai cittadini e agli operatori sanitari quale sar il fututo. Avete visto dal titolo che si parla di un periodo che si pensa sia concluso fra 10 anni. Perch. Perch nelle schede si deciso che ci sar un ospedale unico nel Veneto Orientale. Vediamo poi nella conferenza cosa si intende per Ospedale Unico e quale modifiche ci saranno per i cittadini e per gli operatori sanitari. Diciamo che attualmente i cittadini ma nemmeno gli operatori sanitari ( medici e infermieri e tecnici) sanno quale futuro li attende. Ecco che noi abbiamo invitato i massimi esponenti o anche quelli che sono al vertice della Sanit e che ci diranno come sar la nostra Sanit adesso, nei prossimi 10 anni e poi con l'Ospedale Unico. A dire il vero nelle schede si parla di 5 anni. Fra 5 anni ci sar l'Ospedale unico. Lo ha ribadito anche il Nostro Direttore Genale Carlo Bramezza. Io ci credo poco , abbiamo l'esperienza degli Ospedali Unici di Mestre, di Padova, di Pordenone ecc. o per dirla in altre parole pensiamo al Mose o allo Stretto di Messina. Nulla a che vedere con la Sanit ma sappiamo come in genere procedano i lavori.. Tutti si ricordano i tempi per il sottopasso della Ferrovia o la Bretella e il secondo Ponte e adesso il terzo ponte. Bene ne parleremo poi e diremo anche la nostra su come dovrebbe essere la sanit . Intanto sentiremo i nostri Ospiti cosa ci diranno e sar interessante se i cittadini o gli operatori sanitari faranno domande e avranno una risposta Qui sotto metto i relatori e la location Il Movimento Il Ponte presenta Il Futuro della Sanit nel Veneto Orientale nei prossimi 10 anni Relatori Carlo Bramezza : Direttore Generale ASL N10 Domenico Mantoan: Segretario Generale Sanit Regione Veneto Paolo Leonardo Padrin: Presidente 5 Commissione Regione Veneto Francesco Fidanza : Direttore Dipartimento Chirurgico ASL N 10 Giovanni Mazzanti: Direttore Dipartimento Medicina ASL N.10 Paolo Madeyski: Responsabile Chirurgia Casa di Cura Rizzola Parteciperanno Dottoressa Patrizia Benini: Direttirice Sanitaria ASL N 10 Dottoressa Carla: Direttrice Servizi Sociali ASL N 10 Moderatrice: Daniela Ribbon Si ringraziano i consiglieri delle Liste Civiche che hanno collaborato nella preparazione del convegno in luce apartitica ma solo politica ( per il bene della gente) NB: tutta la serata sar ripresa da Piave TV e un sunto di una ora e mezza andr in onda sulle televisioni regionali

Direttiva europea per i pacchetti di sigaretta e per le sigarette elettroniche 10/10/2013 22:43
Il Parlamento europeo ha deciso di approvare a larghissima maggioranza il testo della nuova direttiva tabacco dando mandato al consiglio europeo di iniziare le trattative con i singoli stati per uniformare la legislatura in merito secondo la direttiva. Le nuove norme europee sul fumo prevedono la presenza di immagini shock oltre a diverse avvertenze per la salute sui pacchetti di sigarette. Si parla di immagini shock ma io ritengo che si tratti solo di immagini veritiere. Non sono immagini disegnate ma sono fotografie che fotografano la realt e vogliono avvertire il consumatore dei danni e dei pericoli ai quali va incontro. Le normativa dicono come devono essere le immagini e che gli avvisi dovranno coprire il 65% del pacchetto e dovranno essere situati nella parte alta, sopra il logo della marca. In sostanza che vede il pacchetto dovr vedere subito la immagine forte e poi potr leggere la marca alla quale lui era affezionato. Vi saranno quindi immagini forti come polmoni anneriti o tumori alla bocca come gi avviene in Australia. E sembra da dati statistici diffusi che tale norma in Australia abbia ottenuto risultati incoraggianti. Nella stessa direttiva lUe ha deciso di vietare le confezioni con meno di 20 sigarette e di abolire laroma al mentolo, anche se in questultimo caso le aziende produttrici avranno a disposizione otto anni di tempo. Bisogna anche dire che sono in Italia e forse in qualche altro paese europeo si possono vendere confezioni con 1o sigarette. Sono state approvate anche nuove regole sulle sigarette elettroniche e nel testo approvato dal Parlamento europeo prevede con la Commissione Ue non intende riconoscere la sigaretta elettronica come un farmaco. Per tale motivo viene stabilito che le e-cig non sono considerate farmaco e quindi non saranno vendute solo in farmacia, mentre confermato il divieto di vendita ai minori e il divieto di pubblicit. La sigaretta elettronica potr essere venduta come gli altri prodotti della filiera del tabacco ma subir gli stessi divieti e dovr avere avvertenze per la salute. Lo scopo finale dichiarato infatti quello di combattere il fumo in generale e in particolare. Naturalmente non si potr fumare le sigarette elettroniche nei luoghi pubblici, e in mnodo particolare nelle scuole e negli ospedali. Non sappiamo che queste nuovo normative sulla sigaretta elettronica sia state apportata su pressione delle multinazionali del tabacco ma certamente nel complesso si fa un passo avanti. Quante volte assistiamo a persone che fumano in presenza di bambini., Vediamo spesso mamme che fumano ed hanno in braccio i bambini di pochi mesi. Tutti sanno che la legge lo vieta a difesa dei bambini, ma non abbiamo mai visto e dico mai visto un vigile fermare una donna che fuma assieme al suo bambino. Avete mai visto i responsabili dei luoghi pubblici dire qualche cosa a persone che fiumano nei giardini nelle scuole o degli ospedali. Dicono forse qualche cosa ai pazienti che fumano sulla terrazza dellospedale o nei bagni ? Il problema in Italia quello che nessuno fa rispettare le leggi salvo quelle che fanno comodo. La giustizia in Italia una casta e difficilmente si potr fare qualche cosa: basterebbe che ci fosse pi civilt, pi educazione. pi rispetto per gli altri Per concludere larticolo riposto sotto i commenti tratti da un forum allannuncio della introduzione della normativa europea sulle immagini sui pacchetti di sigaretta Li riporto integralmente ma senza mettere nessuno riferimento a chi li ha scritto rispettando la privacy . Sappiate per che sono veri e sono quindi espressione di molte personeinfatti ne riporto solo alcuni 1) Da ex fumatore (sono sanissimo) , dopo quasi 20 anni di sigarette ho smesso scommettendo che non avrei mai smesso!!!!! Le sigarette ,come la benzina e lalcool, sono per lo stato unintroito da milioni di euroAl fumatore non interessa se aumentano o fanno male!!!!!!!!!!!!!!!!!! Commento: rappresentano un grosso introito ma lo stato spende di pi di quello che incassa per curare i danni dal tabacco 2)I fumatori lo sanno benissimo cosa rischiano. Che senso ha dunque mettere foto raccapriccianti? Se davvero volessero combattere le sigarette le dovrebbero toglierle dal mercato Commento: Giusto!! Ma nessuno tiene conto che la libert di uno finisce dopo inizia la libert di un altro. Ogni persona in genere pensa a s e al proprio piacere. 3) a questo punto si dovrebbe mettere anche queste immagini sul vino, liquori, e AUTOche provocano piu morti del tabacco Commento: vi una bella differenza. Si dovrebbe avvertire i consumatori di usare macchina, alcool in giusta misura e con prudenza e rispettando le leggi. IN ogni caso il fumo causa danni e spesa pubblica di gran lunga superiore ai morti in auto o allalcool 4) C bisogno delle foto raccapriccianti per far capire alla gente che le sigarette portano al tumore. Se la gente cretina nessuno pu farci niente. ABOLIAMO LE SIGARETTE. TOGLIAMOLE DAL MERCATO Commento: pienamente daccordo ma bisogna farlo educando 5) Penso che se qualcuno vuole uccidersi nella maniera a lui pi congeniale sia opportuno lasciarlo fare; anche questa libert. Commmento: sono daccordo sula liberta di morire e di stare male ma dovrebbe pagare le conseguenze di tasca loro 6) Non penso che le immagini siano dei deterrenti, anzi buttando il pacchetto vuoto potrebbero venire in mano a dei bambini provocando seri problemi psicologici. Lo dice un non fumatore Commmento. Io mi occupo di prevenzione nelle scuole elementari da anni e mai e dico mai un bambino ha avuto problemi per aver visto tali immagini che mostro con delle diapositive. Anzi si ha un effetto buono che il bambino porta a casa 7)Si Si SI, fate solo bene! Ma per far smettere di fumare bisognerebbe alzare il prezzo di un pacchetto di sigarette a 100 (cos troviamo anche i soldi per la cassa integrazione, imu, iva ect..). E una vergogna vivere in mezzo a ciminiere ambulanti:o vai in apnea o ti giochi lesistenza Commento: sono pienamente daccordo. Chi ha il vizio paghi. Ma certamente una tassa alta su tabacco, alcool e giochi porterebbe pi soldi dellIVA e dellIMU. Chi pu compri pure le sigarette ma paghi per quelli che non devono pagare lIMU o lIVA che ricade su tutti noi !

INDICAZIONE DI PROTOCOLLI DI UTILIZZO PER LA CAMERA PER OSSIGENOTERAPIA TOPICA, E PER LA PROSECUZIONE DELLA TERAPIA ANCHE NELLA FASE DI POST-DEGENZA 10/10/2013 22:41
INDICAZIONE DI PROTOCOLLI DI UTILIZZO PER LA CAMERA PER OSSIGENOTERAPIA TOPICA, E PER LA PROSECUZIONE DELLA TERAPIA ANCHE NELLA FASE DI POST-DEGENZA DEL PAZIENTE Per una corretta applicazione con risultati positivi di tale terapia si devono considerare: a) indicazioni b) metodologia di trattamento c) Durata di trattamento d) Valutazione dei risultati Indicazioni Tutte lesioni trofiche localizzate agli arti inferiori che abbiano soluzioni di continuo della cute, la sede principale la gamba. La lesione alla coscia rara e al momento non stata presa in considerazione. La terapia viene applicata a lesioni con cause o concause varie anche se con risultati variabili. Per le seguenti patologie: Ulcere flebostatiche (frequenti e con percentuali di guarigioni variabile dal 60 all80% secondo le concause e fattori patologici associati). Ulcere diabetiche (piede diabetico) .Tali lesioni comprendono sia le lesioni trofiche dei tessuti cutanei e sottocutanei che quelle con osso esposto e interessato. Tali lesioni sono frequenti con percentuali di guarigioni variabili dal 70% al 90% Ulcere in arteriopatici. Non frequenti . Risultati inferiori sia soggettivamente che oggettivamente Lesioni traumatiche. Discretamente frequenti con risultati buoni ma molto variabile per le condizioni generali e locali associate. Lesioni iatrogene e su base neoplastica. Rare con risultati molto variabili da caso a caso. Metodologia del trattamento Lesperienza maturata nel corso degli ultimi anni ha visto modificare lapproccio e la metodologia del trattamento delle ulcere trofiche degli arti inferiori in quanto; tali lesioni sono croniche (a parte le lesioni postraumatiche). tali lesioni sono state trattate nel corso della loro cronicit con metodologie varie e variabili a secondo gli operatori sanitari. Riteniamo in base alla esperienza maturata e ai principi generali che abbiamo esposto il percorso terapeutico possa seguire queste direttive 1) Indicazione, per quanto possibile, precisa alla ossigenoterapia. Tale indicazione deve essere posta da un medico specialista in chirurgia, chirurgia vascolare, dermatologia, diabetologia o da un medico che abbia unesperienza e competenza su tale patologia e con conoscenze sulle patologie correlate alla etiologia di tali lesioni. 2) La lesione per trarre vantaggio dalla ossigenoterapia deve essere detersa . La detersione pu essere fatta con semplice detersione medica o con detersione chirurgica rimuovendo escare e tessuto necrotico in modo da far venire lossigeno a contatto dei tessuti con possibilit di granulazione. 3) La possibilit della ossigenoterapia e la modalit di somministrazione deve essere saggiata e valutata da personale medico o paramedico in quanto la sensibilit alla dose, al tempo e alla umidit sono individuali. 4) Le uniche sostanze usate dalla medicazione sono rappresentate da soluzione fisiologica per la detersione prima e dopo lapplicazione dellossigeno. Non vengono usate betadine o medicazioni vasellinate o che non lasciano passare lossigeno. 5) Se la lesione dolente , oltre ad aumentare lumidit si pu bagnare la lesione con marcana o altro anestetico locale. La procedura corretta in sequenza la seguente. Sfasciatura della lesione Sua detersione con garza bagnata con fisiologica (non coprire la lesione con nessuna medicazione); Introduzione dellarto nella camera per ossigeno Chiusura della stessa possibilmente sopra al ginocchio Erogazione dellossigeno in prossimit della lesione a secondo la sensibilit del paziente con un flusso tra i 4 e i 5 LT al minuto per 10 minuti e quindi a 3 LT al minuto La durata complessiva salvo casi particolari di unora. Alla fine eseguire detersione con garza bagnata di fisiologica e quindi coprirla con garza con la stessa soluzione o con anestetico locale se la lesione dolorosa. Durata del trattamento La durata del trattamento per giorno indicata dal medico che pone lindicazione e che segue il paziente e levoluzione della ferita, in ogni modo consigliamo le seguenti direttive: Il trattamento deve essere eseguito giornalmente. E preferibile eseguire due applicazioni al d di unora ciascuna Il miglioramento viene constatato generalmente dopo 10-15 giorni e diviene evidente alla terza settimana di applicazioni, ogni caso comunque presenta delle variabili individuali date dal soggetto che presenta fattori etiologici e patologie concomitanti variabili. Non ci sono controindicazioni anche per il trattamento anche di 4 ore al giorno secondo lesperienza di diversi casi ai quali era stata prescritta la terapia per tale durata. Valutazione dei risultati E utile e dovrebbe essere prassi che la lesione sia fotografata al momento della prima visita e prima della detersione chirurgica o medica. La lesione sar poi fotografata ad intervalli regolari decisi dallequipe medica. Con software opportuno si possono misurare i diametri della lesione, la sua profondit, la sua superficie e la sua circonferenza. Con le stesso software si possono eseguire e registrare dei grafici che dimostrino il comportamento della lesione e lefficacia o meno della terapia. In una scheda consigliabile annotare le variazioni oggettive ma anche le impressioni soggettive riferite dal paziente. Vengono prese in considerazione - i dati del paziente - le cause - i fattori concausali - le patologie associate - i farmaci in uso - la nascita e la durata della lesione - i sintomi dichiarati dal paziente - la secrezione - le caratteristiche della lesione e del tessuto di granulazione Possibilit di domiciliazione della cura a casa del paziente Le peculiarit dellossigeno per via topica, sono individuabili, nellassenza di controindicazioni, nel basso costo, nella semplicit applicativa, ma soprattutto nella necessit di una certa durata e continuit, (tale terapia produce migliori risultati dopo circa tre settimane regolarit applicativa). La durata del ciclo terapeutico dellossigeno per via topica difficilmente si coniuga con il periodo di degenza ospedaliera (in altri paesi Europei -P.D.L. 4409/2003-, le ulcere croniche vengono curate a casa del paziente). Per questo lesperienza diretta ci ha indicato un percorso terapeutico armonizzabile con una degenza ospedaliera di breve durata (5-7 giorni). Nel corso dellanno 2003 abbiamo ottenuto la prima certificazione per il nostro modello domiciliare e lultima versione stata certificata nel 2010 .Questo modello utilizzato a domicilio del paziente per terapie di medio-lunga durata, permette di abbattere i costi sociali e di garantire la continuit applicativa richiesta. In questo modo abbiamo gi curato pazienti con ulcere di vario tipo con ottimi risultati e con spesa minima. Attualmente la tariffa di nolo applicata ai pazienti di 160 (IVA esclusa) mensili, questa tariffa generalmente accettata, e comprende anche lassistenza telefonica ed a domicilio per qualsiasi problematica inerente la terapia. Questi costi non sono ancora rimborsati dal S.S.N., ma la fattura detraibile. Una struttura pubblica o privata ha in questo modo la possibilit offrire un servizio completo ai vari pazienti, aumentandone il grado di soddisfazione, e monitorando costantemente levoluzione della patologia con delle visite con cadenza settimanale, ma senza impegnare pesantemente la struttura ed il personale.(linee guida gi previste da una proposta di legge in discussione all Camera, e applicate in molti paesi dellUnione Europea). M.P.SYSTEM S.R.L. MKT SCIENTIFICO BIBLIOGRAFIA (1) OXYGEN AND WOUND HEALING, Clin. Plast. Surg. 17 (1990 ) 463 [2] K.Jonsson. J.A. Jensen, W.H.d.Goodson, H. Scheuenstuhl. J. West, H.W. Hopf, T.H.Hunt, TISSUE OXYGENATION, ANEMIA AND PERFUSION IN RELATION TO WOUND HEALING IN SURGICAL PATIENTS. Anm. Surg. 214 ( 1991 ) 605. [13] B.H. Fischer, TOPICAL HYPERBARIC OXYGEN TREATMENT OF PRESSURE SORES AND SKIN ULCERS Lancet 2 ( 1969 ) 405. [14] T.Kaufman. J.W. Alexander, B.G. MacMillan, TOPICAL OXYGEN AND BURN WOUND HEALING A REVIEW, Burns incl. Therm Inj. ) (1983) 196. [15] D.R. Ignacio. A.P. Pavot, R.N. Azer, L. Wisotsky. TOPICAL OXYGEN THERAPY TREATMENT OF EXTENSIVE LEG AND FOOT ULCERS, J.Am. Pediatre. Med. Assoc. 75 ( 1985) 196. [16] A.V. Upson, TOPICAL HYPERBARIC OXYGENATION IN THE TREATMENT OF RECALCITRANT OPEN WOUNDS. A CLINICAL REPORT, Phys Ther 66 ( 1986) 1408 [19] M.C.Heng, TOPICAL HHYPERBARIC THERAPY FOR PROBLEM SKIN WOUNDS J. Dermatol, Surg, Oncol. 19 ( 1993) 784. 35] Kaufman T. e coll.: TOPICAL OXIGEN AND BURN WOUND HEALING: A review. Burns incl. Therm.Inj. 1983, 196. [36] Ignacio D.R. e coll.: TOPICAL OXYGEN THERAPY TREATMENT OF EX-TENSIVE LEG AND FOOT ULCERS.J. Am. Pediatric. Med. Assoc. 75, 1985,196.

Uso delle calze antritrombo 10/10/2013 22:40
Seguendo lo schema del modello calze antitrombo Le calze per la profilassi venosa profonda sono da usare nei pazienti sottoposti ad interventi chirurgici maggiori, di quelli superiori a due ore di intervento e nei pazienti a rischio (vedi allegato A) . Eventuali variazioni saranno indicate dal medico e riportate nel diario medico periodo in cui le calze vengono indossate Le calze vengono indossate secondo l'allegato A il giorno prima dell'intervento se il paziente ricoverato o al momento del ricovero se il paziente si ricovera il giorno dell'intervento stesso. Le calze rimangono indossate sia il giorno che la notte per il periodo in cui il paziente a rischio (fino a che non vi una normale mobilitazione o fino a quando il paziente non viene dimesso ). Sar il medico a prescrivere scrivendo nel diario medico il momento in cui il paziente rimarr senza calze. Le calze vengono tolte almeno una volta al giorno per un tempo non superiore ai 30 minuti. Le calze vengono tolte e rimesse da personale infermieristico che seguir le norme nell'allegato B. Controindicazioni : vi sono delle contro indicazioni di carattere locale e generale che devono essere tenute presenti (edemma importante delle gambe, rischio aumentato di edema polmonare, arteriopatia periferiche importanti, neuropatie periferiche significative, dermatiti) e sar il medico a decidere quando il paziente non potr indossare le calze. Raccomandazioni fonte: Joanna Briggs Institute for Evidence Based Nursing and Midwifery misurare le calze secondo le raccomandazioni del produttore per essere certi di scegliere la taglia corretta quando si indossano le calze compressione graduata per la prima volta annotarsi la misura della taglia per avere un riferimento. Pu essere necessario misurare regolarmente gli arti inferiori per evitare possibili complicanze: l'edema della gamba determina una pressione eccessiva delle calze. Asciugare piedi e gambe prima di infilare le calze a compressione graduata. Togliere le calze una volta al giorno per la cura, l'igiene e il controllo della cute. Per alcuni pazienti con cute sofferente pu essere necessario rimuovere le calze pi spesso. Controllare regolarmente le calze a compressione graduata per verificare il posizionamento corretto e per evitare che vi siano arrotondamenti o difficolt circolatorie. Controllare regolarmente lo Stato neuromuscolare durante la cura della cute e in altri momenti tramite l'area d'ispezione delle calze a compressione graduata. Controllare i pazienti quando sono seduti fuori dal letto verificando che le calze non blocchino il flusso ematico agendo da laccio emostatico intorno al ginocchio. L'educazione del paziente una parte importante dell'assistenza e deve prevedere la spiegazione di perch usare le calze, il corretto modo di indossarle, la misura giusta, la cura della cute e la necessit di controllare l'edema delle gambe. necessaria un'adeguata formazione degli operatori sanitari per assicurare il corretto utilizzo delle calze prese dettare i protocolli d'uso scelta della taglia. Prendere la circonferenza al polpaccio, circonferenza alla coscia e la lunghezza tra pallone e piega sotto gluteo In qualiintervenenti usarle Tipi di intervento maggiori o con tempo superiore all2 ore o a pazienti a rischio 1) Addominoplastiche 2) Laparoplastiche complesse 3) Colecistectomie 4) Resezioni sul colon dx o sx Pazienti con insufficienza venosa specie se diabetici o defedati Pazienti che indosseranno le calze il giorno prima in quanto ricoverati o se ricadono in pazienti rischio secondo giudizio medico Calzare la calza nel verso giusto iniziando dal piede e salendo in maniera uniforme evitando pieghe e effetti laccio . Evitare traumatismi e accompagnare la calza evitando sfregamenti specie in zone compromesse.

Profilassi della TVP in CHIRURGIA 10/10/2013 22:40
1. Profilassi della TVP in CHIRURGIA Premessa La trombo embolia venosa (TEV) una patologia frequente che pu portare al decesso pazienti ospedalizzati e per la quale esistono ben qualificati interventi di prevenzione. Sono oggi ben definiti e disponibili linee guida nazionali e internazionali in aiuto ai clinici per garantire la protezione dei pazienti ad alto rischio. La profilassi della TEV prese avvio negli anni 60 con l'adozione di procedure fisiche mirate a prevenire la stasi venosa agli arti inferiori ; negli anni 70 si assistette all'introduzione di metodi farmacologici e in particolar modo l'impiego delle eparine; negli anni 80 furono sviluppate le eparine a basso peso molecolare successivamente utilizzate nella pratica clinica. I risultati dello studio chiave concepito per valutare il grado di compliance alle linee guida sulla prevenzione della TVE sono stati recentemente pubblicati su e The Lancet. La TVE stata valutata utilizzando le linee guida dell'America College of Chest Physicians. Si devono considerare 1) Fattori di rischio La valutazione del livello di rischio deve essere effettuata rilevando il mini seguenti fattori A) et B) obesit grave C) presenza di vene varicose D) pregressa trombo embolia venosa E) trombo figlia congenita o acquisita F) patologia neoplastica maligna G) presenza di patologie quali: infezioni gravi insufficienza cardiaca, infarto del miocardio o ictus recenti, malattie infiammatorie croniche dell'intestino, sindrome nefrosica, poli citemia, paraproteinemia, emoglobinuria parossistica notturna, insufficienza respiratoria. H) Abitudine al fumo. I) Assunzione di terapia ormonale estro progestinica. L) Gravidanza o puerperio. M) Presenza di catetere venosi centrali. N) Paresi arti inferiori e patologie che impediscono la mobilit degli arti inferiori 2) Classificazione del rischio A) rischio basso B) rischio moderato C) rischio alto D) rischio altissimo 3) Adozione delle misure preventive La profilassi individuale deve essere scelta tenendo conto dell'efficace dei rischi (in particolare di sanguinamento), delle preferenze dei pazienti, della loro compiace (autonomia motoria, livello di collaborazione, eccetera), delle contro indicazione delle singole metodica. In tutti i casi: A) necessario programmare la mobilizzazione precoce dei pazienti anche attraverso esercizi per gli arti inferiori. B) necessario assicurare tutti i pazienti una adeguata idratazione. C) Pazienti immobilizzati hanno maggiori difficolt ad assumere liquidi: necessario mettere in atto azioni opportune per assicurare loro una adeguata idratazione. Le la linea guida e disponibili sui seguenti siti Lazio sanit: www.asplazio.it Societ Italiana di Chirurgia Vascolare and endovascolare: www.sicve.it Societ Italiana di Diagnostica Vascolare: www.sidv.net Societ Italiana di Angiologia e Ppatologia Vascolare: www.siapav.it Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani: www.acoi.it Chirurgia Generale: raccomandazioni 1) paziente a basso rischio (di et inferiore quarant'anni, esente da fattori di rischio aggiuntivo individuale) in occasione di procedure chirurgiche minori si raccomanda la semplice mobilizzazione precoce 2) paziente a rischio moderato uno) soggetti che devono essere sottoposte chirurgia non maggiori di et compresa tra i 40 sessant'anni o con fattori di rischio addizionale due) soggetti che devono essere sottoposte chirurgia maggiore di et inferiore quarant'anni in assenza di fattori di rischio addizionale si raccomanda l'impiego di profilassi con eparina basso peso molecolare nella misura relativa al peso corporeo e ai fattori di rischio. In alternativa si raccomanda profilassi meccanica nei casi in cui vi siano controindicazioni alla profilassi farmacologica. 3) Pazienti ad alto rischio uno) soggetti che devono essere sottoposte chirurgia maggiori di 60 anni due) pazienti che devono essere sottoposte chirurgia i portatori di fattori di rischio individuale addizionalii, anche di et inferiore ai 40. Si raccomanda profilassi con eparina basso peso molecolare in dosi superiore a 3000 unit di 4) paziente ad altissimo rischio (fattori multipli) si raccomanda che la profilassi farmacologica venga associata a profilassi meccanica pazienti ad altissimo rischio, ad esempio chirurgia oncologica, la profilassi farmacologica pu essere proseguita dopo la dimissione. Raccomandazioni chiuse laparoscopica l'impiego routinario della profilassi anche trombotica farmacologica nei pazienti sottoposti a chirurgia laparoscopica, non indicato Si raccomanda la precoce mobilitazione postoperatorio dei pazienti sottoposti a procedura di chirurgia laparoscopica che hanno fattori di rischio aggiuntivi e che possono essere oi devono essere sottoposte profilassi con uno dei seguenti principi terapeutici: profilassi meccanica o eparina basso peso Per i pazienti in terapia con di come oggi: sospensione della terapia anticoagulante orale cinque giorni prima dell'intervento da sostituire con eparina basso peso molecolare a dosaggio terapeutico un'ultima non somministrazione la sera precedente l'intervento chirurgico ripresa della somministrazione 12 ore dopo l'intervento imbricandola con il i controllo iniziando alla seconda giornata postoperatoria fino al raggiungimento del range terapeutico ottimale Nei soggetti allergici intolleranti alla eparina basso peso molecolare si sostituisce con altre eparina basso peso molecolare iniziando sempre con gli stessi orari. Aggiungere i seguenti allegati A) Chek List Valutazione del rischio tromboembolico e monitoraggio B) Diagramma di flusso per la profilassi C) Compiti e Responsabilt

REPORT ON THE SCIENTIFIC EFFECTIVENESS AND ECONOMIC ADVANTAGES OF TOPICAL/LOCAL NORMOBARIC OXYGEN THERAPY FOR THERAPY ON TROPHIC ULCERS OF THE LOWER L 10/10/2013 22:36
REPORT ON THE SCIENTIFIC EFFECTIVENESS AND ECONOMIC ADVANTAGES OF TOPICAL/LOCAL NORMOBARIC OXYGEN THERAPY FOR THERAPY ON TROPHIC ULCERS OF THE LOWER LIMBS The pathology: what we are speaking about Vascular problems connected with arterial deficit and venous insufficiency at the expense of the lower limbs constitute the main cause of trophic injuries of the lower limbs. The causes of these injuries are in order of frequency: Venous insufficiency Arterial deficit Diabetes, trauma Decubitus Iatrogenic and neoplastic Epidemiology: statistical frequency and numbers This pathology represents a great problem both medical and socio-medical. It is estimated that in Italy this pathology affects 1.5% of the population and 5% of the population over 65 years old, with an approximate calculation of about two million individuals connected with the problem (P.D.L. N4409/2003). The distribution of this illness is strictly correlated as much to the ageing of the population as to the living conditions and the basic cultural level of the individuals potentially concerned. An ill person with these injuries, which by definition are chronic, is often incapable, suffering, depressed since this pathology makes his existence problematic, causes a reduction in the quality of life and weighs heavily on the family environment for the continuous need for assistance, accompanied by a slow and not well defined deterioration The problem for society: the costs Ulcers of the lower limbs are among the pathologies that most greatly affect the health cost since: they are difficult to take care of as often their cause cannot be eliminated; their improvement depends on individual responses, age and the associated pathologies apart from the causes and contributory causes; Costs can be : 1. direct (cures and materials used, departments and public services or those within the National Health Service, basic medicine, integrated domestic assistance and homes for the elderly, costs of diagnoses. 2. Indirect with working days lost both by the patient and family members concerned and possible insurance costs. And such costs apart from being chronic are increasing and will continue so given the ageing population Current therapies available THESE ARE: primary therapies aimed at resolving or improving the causes and the contributory causes (vasoactive medicines, diabetics, medicines that act on the viscosity of the blood, vasodilators etc ) medicines and aids for the medication (creams, gauzes, bandaging, medicating aids etc ..) and medicines for complications (anticoagulants, antibiotics) surgical therapies aimed at cleansing injuries or repairing them (plastic surgery) oxygen therapy carried out in the hyperbaric chambers which give good results but are difficult to perform for their scarce availability and the general side-effects (organic and psychological) which limit use. Socio-medical consequences of unsuitable treatment The potentially negative outcome of insufficient treatment can have grave implications for the patient (infections, gangrene, amputations and in any case sanitary and relational complications) but also for the family (the life of the family, psychological effects and costs for assistance and help) and for the National Health System (greater costs for complications). Current possible alternative therapy In the last few years we have experimented with normobaric oxygen therapy applied locally, which as a traditional therapy of proven effectiveness but of empirical use is affirming itself as a therapy without any side effects, modest in cost, easy to use and within reach of everybody, with advantages both for the patient (excellent results) and for the National Health System (minimal costs as it can also be effected at home by non-medical people). Difference in costs between oxygen therapy with a hyperbaric chamber and oxygen therapy with a normobaric chamber Costs are calculated both for the patient and family and for the National Health System. For the patient and family this means costs tied to the transport of the patient to the Hyperbaric Chamber which on average takes half a day between journey and therapy time; it means transport of a live person and social costs for the work of one person for half a day. As regards the National Health System we must consider that the patient can be transported by public means (hospital or council) to the Hyperbaric Chamber and this transport implies the costs of the means of transport, the driver and paramedical personnel who by law must accompany them. In any case the cost for the NHS is that tied to the use of the structure accommodating the Hyperbaric Chamber; the Hyperbaric Chambers, except in a few cases, are the property of private structures operating within the National Health Service. Normally the structure running the Hyperbaric Chamber is paid 90 a sitting and a cycle of 60 sittings is normally foreseen; these sittings are carried out for reasons contingent to the structure 5 days out of 7 (from Monday to Friday). The cost of 90 includes the use of the Hyperbaric Chamber, the medical and paramedical staff who must by law be present; to this must be added the cost of transport of the patient which may be at the expense of the National Health Service or the family. The cost of the Normobaric Chamber if treatment is carried out at home means resetting or cancelling the cost of transporting the patient. Thus only the costs of the use of the Normobaric Chamber and the oxygen remain. The costs of medication and medical checks are in theory not varied but in practice it will be shown that the type and modality of treatment can also reduce the costs of medication and of medical and paramedical staff. The cost to the patient of the Normobaric Chamber currently used by us is 160 monthly + VAT (with 30 days use out of 30 per month) to which is added 90 of oxygen: to sum up 250 a month or a total of 8 per day. The pro/therapy cost for the National Health Service is 90 per sitting with the Hyperbaric Chamber and would be just 8 with the Normobaric Chamber, which works out at a saving application/patient of 82 with further advantages such as: The saving of health service transport costs; Therapeutic continuity without interruption for 30 days per month in the tranquility of ones own living environment and without trauma; The facility of widespread use with the possibility to reach all those eligible patients (200,000 calculated in Italy), who at present cannot be treated with oxygen because of the scarce availability of Hyperbaric Chambers in the country, (the latter used for about 80% to treat chronic ulcers). It should be noted that at present the number of patients receiving therapy in the Hyperbaric Chamber for these pathologies varies between 20,000 and 30,000 per year in our country, this reduced number with respect to the 200,000 eligible cases is determined by limitations for medical side effects and for economic-social problems (availability of the Hyperbaric Chambers, distances, costs of transfers). However the saving that can be made is even greater. In fact it can be seen (see Progetto di Legge N4409) that the greater costs are absorbed by the expense of the medical and paramedical personnel followed by the various costs of medication. In the case of topical/local* therapy with oxygen, the protocols reduce to the minimum the use of medical and paramedical personnel and the use of various medical aids (like medicated gauzes, antibiotics, creams etc) since it has been scientifically shown that: Oxygen by topical/local* means: dries the injury, stimulates granulation of the tissues and incentivates vascularization the therapy can also be administered by a family member. Further savings COST OF PERSONNEL As regards the paramedic personnel (currently the greatest cost) assistance is reduced in collaboration with the doctor during the single surgery or domestic check-up which is recommended once every 15 days. The same applies for the medical or specialist personnel who check every 15 days how the pathology is going and judge its course. COST OF MEDICATION As regards medication this can be divided into simple medication, that which reduces the exudate and active medication which does not just protect the injury controlling the exudate but which contributes to the process of tissue regeneration. The costs are variable and one is often induced to use medication with lower costs without considering that improvement or healing of an injury foresees further cost to the National Health Service. The guidelines of the Royal College of General Practitioners of April 2000 in the U.K. suggest that health operators, even if there is not sufficient proof to recommend one medication rather than another, have to use medication which satisfies clinical demands, the costs and needs of the patient and the location of the injury. In the same United Kingdom treatment is usually at home to reduce the expense to the National Health institutions. Thus in the protocol of topical oxygen-therapy all this advice found in the guidelines for the treatment of these injuries is summarized, so that: The cost of the hospital and medical and paramedical personnel is reduced. Effective treatment in compliance with the patient and family is used with not just objective advantages (progress of the injury) but subjective (clear reduction of symptoms and so the well-being of the patient, at costs which are clearly lower than other treatment. Medication is simplified since no passive or active medication is used to reduce exudation and over-infection or to stimulate the tissue of granulation; in fact only simple medication is used physiologically with the advantage of cleansing the injury for better use of topical oxygen, leaving the same oxygen the task of reducing infection, exudation and stimulating the tissue of granulation. In substance considerable savings are achieved on the health costs of medical and paramedical personnel and on the cost of medication. Both these parameters and savings are difficult to calculate since at present there are no standardized protocols of diagnosis, therapy and assistance. However it is easy to calculate a saving from 30 to 50% on the cost of medical and paramedical personnel and a greater saving of 50% as regards the cost of medicines. To these savings should be added the saving calculated for the patient who uses the normobaric chamber with respect to the hyperbaric chamber. M.P.SYSTEMS S.R.L. Madeyski Dr Paolo

LE LESIONI TROFICHE DEGLI ARTI INFERIORI: LORO TERAPIA CON LA CAMERA DISTRETTUALE DI MADEYSKI 10/10/2013 22:36
LE LESIONI TROFICHE DEGLI ARTI INFERIORI: LORO TERAPIA CON LA CAMERA DISTRETTUALE DI MADEYSKI Autori:Amato G.*,Madeyski P.**, Babbo G.A.**, Bartelloni A**. *Servizio di Anestesia e Rianimazione Casa di cura Sileno e Anna Rizzola,San Don di P.,Respon. Dr.G.Amato ** Sezione di Chirurgia Casa di cura Sileno e Anna Rizzola, San Don di P.,Respon. Dr.P.Madeyski INTRODUZIONE Le ulcere trofiche degli arti inferiori rappresentano una delle patologie che pi frequentemente si riscontrano nei pazienti anziani (Amato). Vari studi evidenziano una frequenza variabile tra lo 0.4% e il 4-5% tra gli ultrasessantenni; la cronicit della malattia comporta, secondo gli autori inglesi, costi elevati valutabili tra le 200 e le 4000 sterline (pari a 300-6000 euro) per il trattamento di un solo malato per 4 mesi. A tali cifre vanno ovviamente aggiunti i costi familiari e sociali. I tempi necessari per ottenere la guarigione di tali lesioni sono molto lunghi e variabili secondo la malattia di base: la durata media di un ulcera varia di circa 26 settimane con un range variabile tra le 4 settimane e i 30 anni e in molti casi non possibile ottenere la completa chiusura della lesione. Nel 46% dei pazienti il decorso supera le 26 settimane e nel 15% i due anni (Amato). Le sedi pi colpite sono in ordine di frequenza le facce mediale, laterale, anteriore della caviglia, i piedi e la superficie posteriore della caviglia (Amato). La storia evolutiva di tali lesioni caratterizzata da decorso cronico ed ingravescente,da facili recidive,da una prognosi quoad valetudinem severa con pesanti ripercussioni sulla vita lavorativa di tutti i giorni e sulla vita di relazione con pesanti costi sociali. Per ulcera sintende una perdita di sostanza legata a modifi- cazioni emodinamiche, emoreologiche e coagulative:nella sua genesi fondamentale limpegno del microcircolo che pu essere primitivo o secondario e che determina una compro-missione del trofismo tissutale. Le ulcere rappresentano spesso un epifenomeno di numerose patologie che hanno alla base un apporto ematico insufficiente con conseguente ipossia ed infezione(Bimonte). Numerose sono le classificazioni delle ulcere e quella riportata in diapositiva una delle tante. Comunque indipendentemente dalla patologia di base, la os-simetria transcutanea ha evidenziato che a livello delle le-sioni vasculopatiche la pO2 arriva a valori di 5-10 mm di Hg che sono incompatibili con la vita delle cellule.Inoltre i leucociti proliferano e svolgono la loro attivit fagocitica a pO2 di 30-40 mm di Hg ed evidente che una situazione di ipossia facilita la scarsa attivit dei leucociti con pericolo di infezioni. Anche la sintesi del collageno a partenza dai fibroblasti non pu prescindere dallossigeno: solo in presenza di ossigeno infatti si pu formare un collagene ottimale partendo da una tripletta di amoniacidi idrossilati. In condizioni di ipossia avremo dunque un col-lagene immaturo e poco stabile con inevitabili problemi di cicatrizzazione(Bimonte,Oriani,Petrolati,Marrone). Quindi indipendentemente dalle cause che hanno provocato la formazione dell'ulcera,traumi,turbe del circolo sia arterioso che venoso,per ottenere la riepitelizzazione sono necessari: a)un ottimale apporto di Ossigeno, b)una completa detersione della piaga, c)una stimolazione cellulare, d)una buona perfusione ematica. Allo scopo di raggiungere queste quattro condizioni vengono proposte ed utilizzate numerose terapie ma tutti noi sap-piamo quanto i risultati siano molto spesso deludenti per il medico ed il paziente: i tempi necessari per ottenere la chiusura della lesione sono sempre molto lunghi e in molti casi non possibile ottenere la completa guarigione della lesione. Una terapia che si molto affermata in questi ultimi anni la cosiddetta ossigenoterapia in camera iperbarica che basata sulla respirazione di ossigeno ad alta pressione in apposite camere dette iperbariche. Essa agisce con due meccanismi (Oriani, Marrone): a) aumento della quota di O2 disciolto che si sostituisce funzionalmente all'ossigeno legato alla Hb quando questo sia in difetto per mancanza della stessa (anemia) o per incapacit funzionale (intossicazione da CO), b) ripristino della diffusione dell'O2 dai capillari alle cellule laddove questa impedita o per diminuzione della perfusione ematica o per ispessimento dei mezzi di transito. Il fine ultimo dunque quello di portare ossigeno in quantit adeguate alle necessit metaboliche dei tessuti. Tale terapia si certamente rivelata efficace in molte sindromi ma purtroppo la sua pratica presenta numerosi svantaggi e precisamente: l'esistenza di pochi centri, problemi di trasporto per i pazienti, incapacit di molti pazienti a sopportare la terapia per motivi psicologici o per altre patologie, costi elevati. Rifacendosi alla bibliografia esistente(Van, Padberg, Williams, Fisher, Kaufman, Ignacio, Hammarlund,)e nel tenta-tivo di ovviare a tali problematiche, presso la nostra casa di cura i colleghi chirurghi hanno studiato e messo a punto una piccola camera, la camera distrettuale normobarica di Madeyski Tale apparecchiatura, cos chiamata per la "somiglianza" con la camera total body, nata allo scopo di poter sottoporre alla ossigenoterapia solo l'arto interessato mantenendo lo stesso in una atmosfera di ossigeno in elevata concentrazione monitorizzando inoltre la pressione, l'umidit della miscela gassosa e se necessario la concentrazione dell'ossigeno al-l'interno della camera stessa. La camera costituita da un contenitore in plexigas a forma di parallelepipedo, della dimensioni di cm 70 per 30 per 35, diviso in due parti, la superiore e la inferiore, scorrevoli lungo un braccio che possono essere chiuse tramite un apposito fermo; l'arto viene introdotto da un lato attraverso un'apertura circolare all'interno della quale possiamo applicare delle guarnizioni circolari intercambiabili, con foro di diametro variabile, di polistirolo o di gomma allo scopo di dare un tenuta ermetica a tutto il dispositivo. Sulla superficie superiore della camera troviamo un indicatore di pressione ed un igrometro per misurare la pressione e l'umidit all'interno della camera. Il tutto alimentato da una batteria ricaricabile a rete tramite cavo che va rimosso durante il trattamento stesso. Da notare infine che nella camera esiste una valvola ad acqua che ha lo scopo di far uscire il gas quando la pressione all'interno della camera supera quella prefissata dall'ope-ratore: questo perch pressioni elevate comprometterebbero il circolo gi di per se deficitario. L'ossigeno umidificato, introdotto tramite un ugello posto all'estremit opposta dell'apertura suddetta, viene insuf-flato sulla lesione tramite un condotto flessibile e orientabile dotato di una punta con diffusore del gas e posto a 5 cm di distanza dalla lesione stessa. A livello della lesione si ottiene cos una concentrazione di O2 del95% mentre lossigeno disciolto nel sangue non si modifica a meno che non si faccia respirare il malato con una mascherina di ossigeno. Numerosi sono i vantaggi di tale dispositivo e precisamene: a) il basso costo con conseguente elevato numero di macchine, b) le dimensioni e il peso ridotti e conseguente facilit di trasporto della camera anche al domicilio dei pazienti, c) nessuna controindicazione locale e sistemica, d) ottima compliance dai parte dei pazienti. In effetti l'uso di tale camera sia presso la nostra casa di cura, sia presso altri centri, ospedalieri e non, si rive-lato molto soddisfacente. La nostra personale casistica comprende per il periodo 2000-giugno 2003, 196 pazienti affetti da lesioni trofiche degli arti inferiori di varia origine, sottoposti presso altri centri ai pi svariati trattamenti locali e sistemici senza successo. I pazienti erano cos divisi: 1) 140 pazienti con ulcere da stasi venosa, 2) 12 ulcere arteriose, 3) 5 ulcere traumatiche, 4) 3 ulcere collagenopatiche, 5) 22 ulcere diabetiche, 6) 1 ulcere postchemioterapia, 7) 13 pazienti con trapianti cutanei. I pazienti sono stati sottoposti a sedute giornaliere di una ora e talora a due sedute al d; il numero di sedute stato variabile da caso a caso ma mai inferiore alle trenta e superiore alle novanta. La pressione all'interno della camera stata mantenuta intorno a quella atmosferica e l'umidit intorno al 60- 80% con punte del 96% in qualche caso. I risultati sono stati pi che soddisfacenti in termini di: 1)riduzione delle secrezioni e detersione delle lesioni, 2)miglioramento della sintomatologia soggettiva(dolori, bru-ciori, prurito,ecc), 3)comparsa precoce di un buon tessuto di granulazione, 4)riduzione dei diametri della lesione fino alla chiusura completa nel 60% dei casi, 5)effetto favorente l'attecchimento di trapianti nel 20% dei pazienti. Nel rimanente 20% dei malati il risultato stato nullo. Nella diapositive seguenti potete vedere alcuni casi trattati con la camera distrettuale. Forti della esperienza positiva dei colleghi chirurghi abbiamo provato a modificare la camera distrettuale uti-lizzando non pi l'ossigeno ma una miscela di ossigeno-ozono. In pratica abbiamo pensato di sostituire la metodica del sacchetto, che tante soddisfazioni ci ha dato, ricordando an-che una relazione di un collega israeliano che, con un dispositivo analogo alla camera di Madeyski, present ad un convegno risultati estremamente brillanti. Ricordiamo che gli effetti dell'ozono locale sono duplici in base alle concentrazioni usate e precisamente: -ad alte concentrazioni,intorno ai 70-80 gamma per ml,si ha una azione di disinfezione e detersione della lesione stessa, -a basse concentrazioni,10-20 gamma per cc, si ha una sti-molazione dei processi riparativi.(Matassi, Viebahn, Bocci, Rokitansky). Lo scopo di questo nostro studio quello di valutare l'efficacia di questa camera distrettuale "modificata": da circa tre mesi infatti abbiamo quindi cominciato a trattare alcuni pazienti con la camera distrettuale ad ozono e de-sideriamo esporre con questa relazione, che vuole solo essere una nota preliminare, i primi risultati ottenuti sia pure con una casistica molto limitata. METODICA E CASISTICA Il protocollo, derivato dalle esperienze precedenti con la camera con ossigeno e dalla ozonoterapia locale con sacchetto, prevede l'esecuzione di 5 sedute settimanali cos effettuate: a) si mette l'arto dentro la camera dopo aver ben deterso e cruentato la lesione anche chirurgicamente e dopo aver bagnato la stessa con acqua bidistillata, dal mometo che ben noto che l'ozono agisce meglio in ambiente umido, b) mediante la pompa del vuoto del generatore di ozono si realizza successivamente il vuoto nella camera e quindi si riempie lo stesso con una miscela di ossigeno-ozono prodotta dalla macchina stessa. In genere nelle prime sedute si utilizzano le alte concentrazioni allo scopo, come gi detto, di disinfettare e detergere la lesione e successivamente le basse concentrazioni per sfruttare l'effetto trofico locale. Il trattamento dura circa ses-santa minuti come nella terapia con il solo ossigeno e il doppio del tempo di un trattamento con il sacchetto. L'apparecchio che noi utilizziamo il MULTIOSSIGEN MEDICAL 93 MULTITECH che risponde ai requisiti di legge stabiliti dal Ministero della Sanit e in cui variando i programmi e la pressione del gas possibile raggiungere concentrazioni di ozono che vanno da 1 gamma a cento gamma per ml. I pazienti trattati in questi tre mesi sono stati 5 di cui tre affetti da ulcere flebostatiche e 2 da ulcere diabetiche; tutti i malati erano gi stati sottoposti a numerosi tratta-menti presso altre strutture senza alcun esito positivo e la durata media della malattia era di due anni e tre mesi: Nelle diapositive potete vedere l'evoluzione delle lesioni. DISCUSSIONE E CONCLUSIONI Certamente alla luce di questi pochi casi difficile trarre delle conclusioni, ma riteniamo di poter dire che l'impiego della camera distrettuale con l'ossigeno-ozono pare mi-gliorare i risultati ottenuti con il solo ossigeno o con la stessa miscela somministrata mediante sacchetto; tale miglio-ramento riguarda sia la percentuale di successi che la rapidit della guarigione Personalmente crediamo che alla base di tale progresso ci sia a)una pi efficace azione dell'ozono rispetto al solo ossigeno, b)un potenziamento dell'azione dell'ozono dovuta sia alla umidit che si crea all'interno della camera che alla riduzione della pressione esterna sui tessuti rispetto a quella che si ottiene utilizzando il sacchetto. A fronte di tali risultati assai confortanti abbiamo per dovuto affrontare tutta una serie di problemi che speriamo di poter risolvere. Primo fra tutti il raggiungimento di una chiusura ermetica della camera essenziale a)per il raggiungimento del vuoto necessario per evitare la diluizione della miscela di ossigeno ozono, b)per evitare disturbi e malessere al personale infer-mieristico e al paziente stesso sia durante il trattamento sia al termine dello stesso all'apertura della camera. Un altro problema rappresentato dal tempo necessario per svuotare la camera dell'aria in essa contenuto e succes-sivamente per riempirla: da calcoli fornitici dalla ditta sono necessari 7 minuti circa per ognuna della due fasi suddette. Un terzo limite deriva dalla maggior complessit della metodica rispetto a quando si usa solamente l'ossigeno in quanto in questo caso necessario disporre anche di un generatore di ozono: tale necessit ne preclude l'uso domici-liare e ne aumenta notevolmente i costi. Tuttavia, qualora venisse confermata la grande efficacia del metodo, si potrebbe pensare alla creazione di appositi centri in cui trattare, almeno nelle fase iniziali, le lesioni trofiche per poi continuare a domicilio con altri presidi quali l'olio ozonizzato o la camera stessa con il solo ossigeno. BIBLIOGRAFIA Amato G.: "Ozonoterapia:15 anni di esperienze. Rel. Presenta-ta al Congresso Mondiale di Ossigeno-Ozonoterapia, Verona, 1999. Bimonte D.e coll:'Ulcere cutanee ed ossigeno iperbarico: nostra esperierienza.' Pan. San., Vol VI,6,1,1981. Oriani G, Faglia E.: "Ossigenoterapia iperbarica: applicazio-ni cliniche, Ed. SIO S.p.A Petrolati M., Dal Bene M., Ciapparelli A. :"Ossigenoterapia iperbarica nelle lesioni tegumentarie" in Idem, pag.83-95. Oriani G., Gaietta T.,: "Meccanismi e principali indicazioni" in Idem, pag. 45-55. Marroni A.: "Fisiologia e fisiopatologia dell'ossigeno iper-barico" in Idem, pag.15-43. Van F.B.: Oxigen and wound healing. Clin. Plast. Surg., 17,1990,463. Padberg F. e coll.: Transcutaneous oxigen estimates probability of healingin the ischemic extremity. J. Surg. Res. 60, 1996,365. Williams R.L.: Hyperbaric oxygen therapy and diabetic food. J. Am. Pediatric. Med. Assoc. 87,1997,279 Fisher B.H.: Topical hyperbaric oxygen treatment of pressures sores qnd skin ulcers. Lancet, 2, 1969, 405. Kaufman T. e coll.: Topical oxigen and burn wound healing:A review. Burns incl. Therm.Inj. 1983, 196. Ignacio D.R. e coll.:Topical oxygen therapy treatment of extensive leg and foot ulcers. J. Am. Pediatric. Med. Assoc. 75, 1985,196. Hammarlund c: e coll.: Hyperbaric oxygen reduced size of cronic leg ulcers:a randomised double-blind study. Plast., Re- coastr. Surg. 93,1994,829. Matassi R.: Ozonoterapia edito da O.E.M.F 1985 Viebahn R.:The use of Ozone in Medicine.Haug.F.Eds,Heidelberg.II Edition 1994. Bocci V.:Autohaemotherapy after treatment of blood with ozone. A reappraisal. The J. of Intern. Medical Research 221, 131-144,1994. 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Las ulceras de las extremidades inferiores e el Pie Diabetico 10/10/2013 22:35
Informe sobre la eficacia cientfica y sobre las ventajas econmicas de la oxigenoterapia tpica normobrica para la terapia de las lceras trficas de las extremidades inferiores La patologa: de qu se habla Los problemas vasculares ligados al dficit arterial? y a la insuficiencia venosa a cargo? de las extremidades inferiores representan la causa principal de las lesiones trficas??? de las extremidades inferiores. Las causas de tales lesiones son en orden de frecuencia: insuficiencia venosa, dficit arterial?, diabetes, traumas, decbitos, iatrognicas y neoplsticas Epidemiologa: frecuencia estadstica y nmeros Tal patologa representa un gran problema mdico aunque tambin socio sanitario. Se estima que en Italia, tal patologa afecte al 1,5% de la poblacin y el 5% de la poblacin que supera los 65 anios, con un clculo aproximado de alrededor de dos millones de individuos involucrados en el problema (P.D.L. N 4409/2003). La difusin de tal enfermedad est estrechamente relacionada tanto al envejecimiento de la poblacin, como a las condiciones de vida y al nivel de cultura de base, de los individuos que son potencialmente sujetos a la misma. El enfermo con tales lesiones, que por definicin son crnicas, generalmente est incapacitado, deprimido, en cuanto tal patologa torna problemtica su existencia., ya que le provoca una disminucin de su calidad de vida, y compromete con un cierto peso el ambiente familiar por la contnua necesidad de asistencia, acompaniada de una evolucin lenta y no bien definida. El problema para la sociedad: los costos Las lceras de las extremidades inferiores estn entre las patologas que inciden mayormente en los costos de la sanidad en cuanto; . son difciles de curar porque frecuentemente no se puede eliminar la causa de las mismas . la mejoria depende de las respuestas individuales, de la edad y de las patologas asociadas, ms all de las causas y concausas. Los costos pueden ser; directos (cuidados y materiales utilizados, repartos y servicios pblicos o convencionados, medicina de base, asistencia domiciliaria integrada y residencias sanitarias para ancianos, gastos para diagnosticar; indirectos con jornadas de trabajo perdidas sea por el paciente, los familiares involucrados y eventuales gastos de seguros. Y tales costos ms alla de ser permanentes, irn en aumento dado el envejecimiento de la poblacin. Terapias actualmente a disposicin Tales como: terapias primarias dirigidas a resolver o mejorar las causas y las concausas (frmacos vasoactivos, diabticos, frmacos que actan sobre la viscosidad de la sangre, vasodilatadores, etc.) frmacos y material mdico (gazas, vendajes, etc) y frmacos para las complicaciones (anticuagulantes, antibiticos) terapias quirrgicas dirigidas a la limpieza de la lesin o a la reparacin de las mismas (ciruga plstica) oxigenoterapia realizada en las cmaras hiperbricas que da buenos resultados, pero es de difcil aplicacin debido a la escasa disponibilidad y por las contraindicaciones generales (orgnicas y psicolgicas) que limitan su utilizacin. Consecuencias socio sanitarias de tratamientos inadecuados El resultado potencialmente negativo de un tratamiento insuficiente implica consecuencias graves para el paciente (infeccin, gangrena, amputaciones y en cada caso complicaciones sanitarias y de relacin) tambin para los familiares (vida de relacin, efectos psicolgicos y costos de asistencia y ayudas) y para el sistema sanitario (mayores costos por las complicaciones). Terapia alternativa posible actualmente En los ltimos dos aos hemos experimentado la oxigenoterapia normobrica por va tpica que de terapia tradicional de comprobada eficacia pero de uso emprico, se est confirmando como terapia sin alguna contraindicacin, de costos modestos, de fcil uso y al alcance de todos, con ventajas sea para el paciente (ptimos resultados) sea para el Sistema Sanitario Nacional (costos mnimos en cuanto se pueden realizar a domicilio por personal no mdico). Diferencia de costos entre oxigenoterapia con cmara hiperbrica y oxigenoterapia con cmara normobrica Los costos se cuantifican tanto para el paciente como para la familia y el Sistema Sanitario Nacional. Para el paciente y la familia se trata de gastos relacionados al transporte del paciente a la Cmara Hiperbrica que insume un medio da entre viaje y tiempo de la terapia; se trata de un gasto de transporte y de un gasto social por empear a una persona un medio da. En lo que respecta al SSN debemos considerar que el paciente puede ser transportado por un medio pblico (hospital o Ayuntamiento) a la Cmara Hiperbrica y que dicho transporte implica el gasto del medio utilizado, del conductor y del personal paramdico que por ley lo debe acompaar. Normalmente a la Estructura que EMPLEA la cmara hiperbrica se le reconoce un costo de 90 por sesin y normalmente se preveen ciclos de 60 sesiones; estas sesiones se efectan por motivos contingentes a la Estructura, 5 das, de los siete de la semana (de lunes a viernes). El costo de 90 euros comprende el uso de la Cmara Hiperbrica includo el personal mdico y paramdico que debe estar presente por ley; a este costo se debe agregar el costo del transporte del asistido que puede ser a cargo del SSN o de la familia. El costo de la Cmara Normobrica, si se realiza en el domicilio del asistido, elimina los gastos de transporte del paciente. Quedan por lo tanto, slo los gastos del uso de la Cmara Normobrica y del oxgeno. Los costos del material descartable para curacin y de los controles mdicos, son en teora invariables pero en la prctica quedar demostrado cmo el tipo y las modalidades de tratamiento pueden disminuir tambin los costos de material descartable y personal mdico y paramdico. El costo por el uso de la Cmara Normobrica que actualmente nosotros aplicamos al paciente es de 240 mensuales + IVA (usndolo los 30 das del mes) a los que se agregan 90 de oxgeno: en resumen 330 al mes, es decir 11 por da. El costo pro/terapia para el S.S.N. es de 90 por sesin con la Cmara Hiperbrica y sera slo de 11 con la Cmara Normobrica, se deduce un aborro aplicacin/paciente de 79 con ulteriores ventajas como: Aborro de los costos sanitarios de transporte; Continuidad teraputica sin interrupciones por 30 das en el mes, en la tranquilidad del propio ambiente de vida y sin traumas; Facilidad de difusin, con la posibilidad de llegar a todos los pacientes posibles (se calculan 200.000 en Italia), que por el momento no se pueden curar con el oxgeno por la escasa disponibilidad de Cmaras Hiperbricas en el territorio, ( estas ltimas utilizadas en un 80% para curar lceras crnicas) Se hace presente que actualmente realizan terapia con la Cmara Hiperbrica por tales patologas un nmero variable entre 20.000 y 30.000 pacientes anuales en nuestro pas. Este nmero reducido respecto a los 200.000 casos posibles est determinado por limitaciones dadas por contraindicacioes mdicas y por problemas econmico-sociales (disponibilidad de las Cmaras Hiperbricas, distancias, costo de las trasnferencias). Pero el aborro que se puede obtener es todava mayor. En efecto, se puede ver (ver Proyecto de Ley N 4409) que los costos mayores son absorbidos por los gastos de parte del personal mdico y paramdico, seguidos de los gastos de material descartable vario. En el caso de terapias con Oxgeno por via tpica, los protocolos reducen al mnimo el uso de personal mdico y paramdico y el uso de varios materiales mdicos (como gazas, antibiticos, pomadas, etc.) en cuanto se ha demostrado cientficamente que: El oxgeno por va tpica: Seca las heridas, estimula la granulacin de los tejidos e incentiva la vascularizacin La terapia puede ser seguida tambin por un familiar del paciente mismo. Ulteriores ahorros Costo del personal En lo que respecta al personal paramdico, (el gasto mayor actualmente), la asistencia se reduce a la colaboracin con el mdico slo durante el control ambulatorio o domiciliario que se aconseja una vez cada 15 das. Lo mismo tambin, para el personal mdico o especializado que controla cada 15 das el desarrollo de la patologa y juzga su evolucin. Costo de los elementos usados para las curaciones En lo que hace a estos elementos se pueden dividir en simples, los que reducen la secrecin y los activos que no slo protegen la lesin controlando la secrecin sino que tambin contribuyen al proceso de regeneracin de los tejidos. Los costos son variables y habitualmente se es inducido al uso de los mismos, con costos inferiores sin considerar que la mejora o la cura de una lesin previene ulteriores gastos a cargo del SSN. La lnea gua del Royal College of General Practitioners de abril de 2000 en Gran Bretaa sugiere que los operadores sanitarios, aunque si no hay pruebas suficientes para recomendar algunos de estos materiales en lugar de otros, deben usar los que satisfagan las exigencias mdicas, costos y exigencias del paciente y estado de la lesin. En Inglaterra misma, el tratamiento se lleva a cabo generalmente en el domicilio del paciente para reducir el gasto de las instituciones sanitarias. Entonces en el protocollo de la oxigenoterapia tpica se suman todos estos consejos que encontramos en las lneas gua para el tratamiento de tales lesiones en el Reino Unido, o sea; Se reduce el gasto hospitalario y el del personal mdico y paramdico. Se usa un tratamiento con eficacia y consentimento del paciente y de los familiares, con ventajas no slo objetivas (evolucin de las lesiones) sino subjetivas (neta disminucin de los sntomas y por lo tanto, con bienestar del paciente, a costos netamente inferiores a otros tratamientos. Los materiales usados para las curaciones se simplifican ya que no se usan ni elmentos pasivos ni activos para reducir o eliminar la secrecin y evitar que se vuelva a infectar la lesin, o estimular el tejido de granulacin; se usa en efecto, slo uno de estos elementos simples con fisiolgica que tiene la ventaja de limpiar la lesin para una mejor utilizacin del oxgeno tpico, dejando al oxgeno mismo la tarea de reducir la infeccin, la secrecin y estimular el tejido de granulacin. Sustancialmente se logra un ahorro considerable en el gasto sanitario del personal mdico y para mdico y en el costo de los materiales usados para las curaciones. Ambos parmetros y el ahorro son difcilmente cuantificables en cuanto actualmente no hay protocolos estandarizados de diagnstico, de terapia y de asistencia. Pero se puede cuantificar fcilmente un ahorro del 30 al 50% sobre el gasto de personal mdico y para mdico y un ahorro superior al 50% en lo que respecta al gasto de los medicamentos. A estos ahorros se deben sumar el ahorro cuantificable por cada paciente que utilice la cmara normobrica respecto a la cmara hiperbrica. M.P.SYSTEM S.R.L. MKT SCIENTIFICO

OLTRE LA SPERANZA. Il Dolore nei malati terminali 10/10/2013 22:15
Oltre la speranza. Oltre la speranza progetto , una idea che viene realizzata a San Don di Piave nel centro Iris-Hospice. Il centro Iris il luogo dove possono dimorare i malati terminali, ovvero i malati che non hanno pi di sei mesi di vita residua. Di questo centro abbiamo ancora parlato in quanto riteniamo che sia un gioiello della nostra Asl, del nostro territorio. localizzato all'interno della Casa di Riposo Monumento ai Caduti in Guerra ed seguita per quanto riguarda la parte medica dalla Asl numero 10. Esiste un presidente di nomina politica che attualmente il dottor Fabio Bonadio ed esistono dei medici che seguono gli ammalati che sono ospiti di questa struttura. Il responsabile dei medici il dottor Luciano Lamarca. Lui il responsabile della Unit di cure palliative e ha dei medici che collaborano con lui che sono la dottoressa Angela Chiarella e gli psicologi Dott.ssa Fabiola o Barbiero e il Dott. Stefano Bosio. La coordinatrice del Centro Iris la dottoressa Stefania Cuzzolin. Vi sono vari infermieri professionali e OSS all'interno della struttura e sono persone eccezionali che noi stessi abbiamo incontrato pi volte e abbiamo avuto la testimonianza degli ospiti ricoverati che ci hanno detto quanto questi operatori sanitari si dedicano a loro e a far s che il loro soggiorno in attesa di un momento che verr sia degno di essere vissuto in maniera serena senza sofferenze senza dolore. Come dice questo progetto " oltre la speranza" : l'alba di ogni mattino la speranza per un nuovo giorno. Pparliamo di questo progetto in quanto sabato 26 ottobre 2013 alle 10:00 all'interno della Casa di Riposo Monumento ai Caduti in Guerra in Via San Francesco 11 a San Don di Piave si terr un incontro sulle cure palliative del Centro Iris. Il titolo di questo incontro "la lotta del dolore nel rispetto della vita". Dicevamo infatti che pazienti che sono ricoverati o meglio sono ospiti della struttura devono poter vivere in maniera serena tranquilli senza dolore e la lotta al dolore deve essere per nel rispetto della vita; noi infatti sappiamo che non ci deve essere un accanimento terapeutico ma deve essere dato ad ogni ospite, ogni persona pi o meno terminale la dignit di una vita senza sofferenza senza dolore. L'incontro che ha per titolo " La lotta del dolore nel rispetto della vita" vuole parlare dei pazienti ricoverati che vengono chiamati ospiti e si vuole dire che quando non c' pi niente da fare c' ancora tanto da fare. Effettivamente noi sappiamo che spesso non sappiamo come aiutare queste persone ma dobbiamo renderci conto che ci sono tante cose che possiamo fare per queste persone per potere accompagnarle nel loro transito di questa vita. L'incontro naturalmente aperto al pubblico sia alla gente comune sia i parenti dei pazienti sia gli operatori sanitari ed rivolto quindi a tutti cittadini sia che siano medici, infermieri, psicologi, educatori, assistenti sociali, logopedisti, farmacisti, amministratori pubblici, prelati familiari che hanno avuto esperienze di assistenza palliativa presso l'hospice. Ora grazie alla ricerca medica e allo sviluppo nel campo della scienza sono stati fatti negli ultimi anni notevoli progressi nella terapia del dolore ma la squadra con le proprie risorse umane a fare la differenza. Le medicine fanno molto ma si tratta di aiutare queste persone non solo con la terapia con la pastiglia, con l'iniezione, ma queste sostanze e le terapie devono essere date al paziente con un sorriso in maniera da far la differenza tra quello che lavora presso l'ammalato e quello che aiuta l'ammalato a raggiungere la propria fine. Questa giornata sabato 26 ottobre sar una giornata di riflessione. Infatti l'incontro vuol far riflettere sull'approccio alle cure palliative. Dicevamo che quando non c' pi nulla da fare c' tanto da fare; devono essere delle considerazioni e delle riflessioni tra il progresso della medicina e la posizione della Chiesa e dei medici per non fare soffrire le persone. Noi riteniamo e speriamo che quest'incontro sia solo il primo rivolto a tutti quelli che possono aver bisogno dell'aiuto dei medici e del personale paramedico e possa quest'incontro essere utile possa per aiutare chi ha bisogno o per aiutare le persone che in un futuro possono aver bisogno di questo aiuto. Non detto che capiti sempre agli altri ma pu capitare anche a noi. Invito quindi tutti a recarsi per quanto possibile sabato 26 ottobre 10 alle alla Casa di Riposo Monumento ai Caduti in Guerra per ascoltare . Oltre ai medici e agli psicologi ci sar anche un breve intervento del Direttore Generale Carlo Bramezza , del Sindaco Andrea Cereser, del Parroco Paolo Carnio e di un Rappresentante della Regione Veneta. Riteniamo che la Casa di Riposo di San Dona di Piave e l'Iris-Hospice siano di gioielli della nostra Asl, del Nostro Comune e dobbiamo andare fieri. E' utile a tutti conoscerli e se possibile pensare di dare un aiuto in qualche mondo anche solo morale o di affetto. Noi stessi del "Il Ponte" abbiamo intenzione nel periodo natalizio di fare come abbiamo fatto due anni fa un incontro festoso conviviale con i pazienti della Casa di Riposo e dell'Hopsice per portare un po' di gioia e un po' di serenit e quindi ci sar una giornata in cui porteremo un cantante,una persona che racconter qualcosa in dialetto veneto e anche una persona che racconter qualche storiella e qualche barzelletta; tutto per far rivivere alle persone, agli ospiti quella vita che loro in parte hanno lasciato ma che deve essere sempre un ricordo piacevole fino alla fine dei loro giorni.

LE LESIONI TROFICHE DEGLI ARTI INFERIORI: LORO TERAPIA CON LA CAMERA DISTRETTUALE DI MADEYSKI 05/10/2013 19:34
LE LESIONI TROFICHE DEGLI ARTI INFERIORI: LORO TERAPIA CON LA CAMERA DISTRETTUALE DI MADEYSKI Autori:Amato G.*,Madeyski P.**, Babbo G.A.**, Bartelloni A**. *Servizio di Anestesia e Rianimazione Casa di cura Sileno e Anna Rizzola,San Don di P.,Respon. Dr.G.Amato ** Sezione di Chirurgia Casa di cura Sileno e Anna Rizzola, San Don di P.,Respon. Dr.P.Madeyski INTRODUZIONE Le ulcere trofiche degli arti inferiori rappresentano una delle patologie che pi frequentemente si riscontrano nei pazienti anziani (Amato). Vari studi evidenziano una frequenza variabile tra lo 0.4% e il 4-5% tra gli ultrasessantenni; la cronicit della malattia comporta, secondo gli autori inglesi, costi elevati valutabili tra le 200 e le 4000 sterline (pari a 300-6000 euro) per il trattamento di un solo malato per 4 mesi. A tali cifre vanno ovviamente aggiunti i costi familiari e sociali. I tempi necessari per ottenere la guarigione di tali lesioni sono molto lunghi e variabili secondo la malattia di base: la durata media di un ulcera varia di circa 26 settimane con un range variabile tra le 4 settimane e i 30 anni e in molti casi non possibile ottenere la completa chiusura della lesione. Nel 46% dei pazienti il decorso supera le 26 settimane e nel 15% i due anni (Amato). Le sedi pi colpite sono in ordine di frequenza le facce mediale, laterale, anteriore della caviglia, i piedi e la superficie posteriore della caviglia (Amato). La storia evolutiva di tali lesioni caratterizzata da decorso cronico ed ingravescente,da facili recidive,da una prognosi quoad valetudinem severa con pesanti ripercussioni sulla vita lavorativa di tutti i giorni e sulla vita di relazione con pesanti costi sociali. Per ulcera sintende una perdita di sostanza legata a modifi- cazioni emodinamiche, emoreologiche e coagulative:nella sua genesi fondamentale limpegno del microcircolo che pu essere primitivo o secondario e che determina una compro-missione del trofismo tissutale. Le ulcere rappresentano spesso un epifenomeno di numerose patologie che hanno alla base un apporto ematico insufficiente con conseguente ipossia ed infezione(Bimonte). Numerose sono le classificazioni delle ulcere e quella riportata in diapositiva una delle tante. Comunque indipendentemente dalla patologia di base, la os-simetria transcutanea ha evidenziato che a livello delle le-sioni vasculopatiche la pO2 arriva a valori di 5-10 mm di Hg che sono incompatibili con la vita delle cellule.Inoltre i leucociti proliferano e svolgono la loro attivit fagocitica a pO2 di 30-40 mm di Hg ed evidente che una situazione di ipossia facilita la scarsa attivit dei leucociti con pericolo di infezioni. Anche la sintesi del collageno a partenza dai fibroblasti non pu prescindere dallossigeno: solo in presenza di ossigeno infatti si pu formare un collagene ottimale partendo da una tripletta di amoniacidi idrossilati. In condizioni di ipossia avremo dunque un col-lagene immaturo e poco stabile con inevitabili problemi di cicatrizzazione(Bimonte,Oriani,Petrolati,Marrone). Quindi indipendentemente dalle cause che hanno provocato la formazione dell'ulcera,traumi,turbe del circolo sia arterioso che venoso,per ottenere la riepitelizzazione sono necessari: a)un ottimale apporto di Ossigeno, b)una completa detersione della piaga, c)una stimolazione cellulare, d)una buona perfusione ematica. Allo scopo di raggiungere queste quattro condizioni vengono proposte ed utilizzate numerose terapie ma tutti noi sap-piamo quanto i risultati siano molto spesso deludenti per il medico ed il paziente: i tempi necessari per ottenere la chiusura della lesione sono sempre molto lunghi e in molti casi non possibile ottenere la completa guarigione della lesione. Una terapia che si molto affermata in questi ultimi anni la cosiddetta ossigenoterapia in camera iperbarica che basata sulla respirazione di ossigeno ad alta pressione in apposite camere dette iperbariche. Essa agisce con due meccanismi (Oriani, Marrone): a) aumento della quota di O2 disciolto che si sostituisce funzionalmente all'ossigeno legato alla Hb quando questo sia in difetto per mancanza della stessa (anemia) o per incapacit funzionale (intossicazione da CO), b) ripristino della diffusione dell'O2 dai capillari alle cellule laddove questa impedita o per diminuzione della perfusione ematica o per ispessimento dei mezzi di transito. Il fine ultimo dunque quello di portare ossigeno in quantit adeguate alle necessit metaboliche dei tessuti. Tale terapia si certamente rivelata efficace in molte sindromi ma purtroppo la sua pratica presenta numerosi svantaggi e precisamente: l'esistenza di pochi centri, problemi di trasporto per i pazienti, incapacit di molti pazienti a sopportare la terapia per motivi psicologici o per altre patologie, costi elevati. Rifacendosi alla bibliografia esistente(Van, Padberg, Williams, Fisher, Kaufman, Ignacio, Hammarlund,)e nel tenta-tivo di ovviare a tali problematiche, presso la nostra casa di cura i colleghi chirurghi hanno studiato e messo a punto una piccola camera, la camera distrettuale normobarica di Madeyski Tale apparecchiatura, cos chiamata per la "somiglianza" con la camera total body, nata allo scopo di poter sottoporre alla ossigenoterapia solo l'arto interessato mantenendo lo stesso in una atmosfera di ossigeno in elevata concentrazione monitorizzando inoltre la pressione, l'umidit della miscela gassosa e se necessario la concentrazione dell'ossigeno al-l'interno della camera stessa. La camera costituita da un contenitore in plexigas a forma di parallelepipedo, della dimensioni di cm 70 per 30 per 35, diviso in due parti, la superiore e la inferiore, scorrevoli lungo un braccio che possono essere chiuse tramite un apposito fermo; l'arto viene introdotto da un lato attraverso un'apertura circolare all'interno della quale possiamo applicare delle guarnizioni circolari intercambiabili, con foro di diametro variabile, di polistirolo o di gomma allo scopo di dare un tenuta ermetica a tutto il dispositivo. Sulla superficie superiore della camera troviamo un indicatore di pressione ed un igrometro per misurare la pressione e l'umidit all'interno della camera. Il tutto alimentato da una batteria ricaricabile a rete tramite cavo che va rimosso durante il trattamento stesso. Da notare infine che nella camera esiste una valvola ad acqua che ha lo scopo di far uscire il gas quando la pressione all'interno della camera supera quella prefissata dall'ope-ratore: questo perch pressioni elevate comprometterebbero il circolo gi di per se deficitario. L'ossigeno umidificato, introdotto tramite un ugello posto all'estremit opposta dell'apertura suddetta, viene insuf-flato sulla lesione tramite un condotto flessibile e orientabile dotato di una punta con diffusore del gas e posto a 5 cm di distanza dalla lesione stessa. A livello della lesione si ottiene cos una concentrazione di O2 del95% mentre lossigeno disciolto nel sangue non si modifica a meno che non si faccia respirare il malato con una mascherina di ossigeno. Numerosi sono i vantaggi di tale dispositivo e precisamene: a) il basso costo con conseguente elevato numero di macchine, b) le dimensioni e il peso ridotti e conseguente facilit di trasporto della camera anche al domicilio dei pazienti, c) nessuna controindicazione locale e sistemica, d) ottima compliance dai parte dei pazienti. In effetti l'uso di tale camera sia presso la nostra casa di cura, sia presso altri centri, ospedalieri e non, si rive-lato molto soddisfacente. La nostra personale casistica comprende per il periodo 2000-giugno 2003, 196 pazienti affetti da lesioni trofiche degli arti inferiori di varia origine, sottoposti presso altri centri ai pi svariati trattamenti locali e sistemici senza successo. I pazienti erano cos divisi: 1) 140 pazienti con ulcere da stasi venosa, 2) 12 ulcere arteriose, 3) 5 ulcere traumatiche, 4) 3 ulcere collagenopatiche, 5) 22 ulcere diabetiche, 6) 1 ulcere postchemioterapia, 7) 13 pazienti con trapianti cutanei. I pazienti sono stati sottoposti a sedute giornaliere di una ora e talora a due sedute al d; il numero di sedute stato variabile da caso a caso ma mai inferiore alle trenta e superiore alle novanta. La pressione all'interno della camera stata mantenuta intorno a quella atmosferica e l'umidit intorno al 60- 80% con punte del 96% in qualche caso. I risultati sono stati pi che soddisfacenti in termini di: 1)riduzione delle secrezioni e detersione delle lesioni, 2)miglioramento della sintomatologia soggettiva(dolori, bru-ciori, prurito,ecc), 3)comparsa precoce di un buon tessuto di granulazione, 4)riduzione dei diametri della lesione fino alla chiusura completa nel 60% dei casi, 5)effetto favorente l'attecchimento di trapianti nel 20% dei pazienti. Nel rimanente 20% dei malati il risultato stato nullo. Nella diapositive seguenti potete vedere alcuni casi trattati con la camera distrettuale. Forti della esperienza positiva dei colleghi chirurghi abbiamo provato a modificare la camera distrettuale uti-lizzando non pi l'ossigeno ma una miscela di ossigeno-ozono. In pratica abbiamo pensato di sostituire la metodica del sacchetto, che tante soddisfazioni ci ha dato, ricordando an-che una relazione di un collega israeliano che, con un dispositivo analogo alla camera di Madeyski, present ad un convegno risultati estremamente brillanti. Ricordiamo che gli effetti dell'ozono locale sono duplici in base alle concentrazioni usate e precisamente: -ad alte concentrazioni,intorno ai 70-80 gamma per ml,si ha una azione di disinfezione e detersione della lesione stessa, -a basse concentrazioni,10-20 gamma per cc, si ha una sti-molazione dei processi riparativi.(Matassi, Viebahn, Bocci, Rokitansky). Lo scopo di questo nostro studio quello di valutare l'efficacia di questa camera distrettuale "modificata": da circa tre mesi infatti abbiamo quindi cominciato a trattare alcuni pazienti con la camera distrettuale ad ozono e de-sideriamo esporre con questa relazione, che vuole solo essere una nota preliminare, i primi risultati ottenuti sia pure con una casistica molto limitata. METODICA E CASISTICA Il protocollo, derivato dalle esperienze precedenti con la camera con ossigeno e dalla ozonoterapia locale con sacchetto, prevede l'esecuzione di 5 sedute settimanali cos effettuate: a) si mette l'arto dentro la camera dopo aver ben deterso e cruentato la lesione anche chirurgicamente e dopo aver bagnato la stessa con acqua bidistillata, dal mometo che ben noto che l'ozono agisce meglio in ambiente umido, b) mediante la pompa del vuoto del generatore di ozono si realizza successivamente il vuoto nella camera e quindi si riempie lo stesso con una miscela di ossigeno-ozono prodotta dalla macchina stessa. In genere nelle prime sedute si utilizzano le alte concentrazioni allo scopo, come gi detto, di disinfettare e detergere la lesione e successivamente le basse concentrazioni per sfruttare l'effetto trofico locale. Il trattamento dura circa ses-santa minuti come nella terapia con il solo ossigeno e il doppio del tempo di un trattamento con il sacchetto. L'apparecchio che noi utilizziamo il MULTIOSSIGEN MEDICAL 93 MULTITECH che risponde ai requisiti di legge stabiliti dal Ministero della Sanit e in cui variando i programmi e la pressione del gas possibile raggiungere concentrazioni di ozono che vanno da 1 gamma a cento gamma per ml. I pazienti trattati in questi tre mesi sono stati 5 di cui tre affetti da ulcere flebostatiche e 2 da ulcere diabetiche; tutti i malati erano gi stati sottoposti a numerosi tratta-menti presso altre strutture senza alcun esito positivo e la durata media della malattia era di due anni e tre mesi: Nelle diapositive potete vedere l'evoluzione delle lesioni. DISCUSSIONE E CONCLUSIONI Certamente alla luce di questi pochi casi difficile trarre delle conclusioni, ma riteniamo di poter dire che l'impiego della camera distrettuale con l'ossigeno-ozono pare mi-gliorare i risultati ottenuti con il solo ossigeno o con la stessa miscela somministrata mediante sacchetto; tale miglio-ramento riguarda sia la percentuale di successi che la rapidit della guarigione Personalmente crediamo che alla base di tale progresso ci sia a)una pi efficace azione dell'ozono rispetto al solo ossigeno, b)un potenziamento dell'azione dell'ozono dovuta sia alla umidit che si crea all'interno della camera che alla riduzione della pressione esterna sui tessuti rispetto a quella che si ottiene utilizzando il sacchetto. A fronte di tali risultati assai confortanti abbiamo per dovuto affrontare tutta una serie di problemi che speriamo di poter risolvere. Primo fra tutti il raggiungimento di una chiusura ermetica della camera essenziale a)per il raggiungimento del vuoto necessario per evitare la diluizione della miscela di ossigeno ozono, b)per evitare disturbi e malessere al personale infer-mieristico e al paziente stesso sia durante il trattamento sia al termine dello stesso all'apertura della camera. Un altro problema rappresentato dal tempo necessario per svuotare la camera dell'aria in essa contenuto e succes-sivamente per riempirla: da calcoli fornitici dalla ditta sono necessari 7 minuti circa per ognuna della due fasi suddette. Un terzo limite deriva dalla maggior complessit della metodica rispetto a quando si usa solamente l'ossigeno in quanto in questo caso necessario disporre anche di un generatore di ozono: tale necessit ne preclude l'uso domici-liare e ne aumenta notevolmente i costi. Tuttavia, qualora venisse confermata la grande efficacia del metodo, si potrebbe pensare alla creazione di appositi centri in cui trattare, almeno nelle fase iniziali, le lesioni trofiche per poi continuare a domicilio con altri presidi quali l'olio ozonizzato o la camera stessa con il solo ossigeno. BIBLIOGRAFIA Amato G.: "Ozonoterapia:15 anni di esperienze. Rel. Presenta-ta al Congresso Mondiale di Ossigeno-Ozonoterapia, Verona, 1999. Bimonte D.e coll:'Ulcere cutanee ed ossigeno iperbarico: nostra esperierienza.' Pan. San., Vol VI,6,1,1981. Oriani G, Faglia E.: "Ossigenoterapia iperbarica: applicazio-ni cliniche, Ed. SIO S.p.A Petrolati M., Dal Bene M., Ciapparelli A. :"Ossigenoterapia iperbarica nelle lesioni tegumentarie" in Idem, pag.83-95. Oriani G., Gaietta T.,: "Meccanismi e principali indicazioni" in Idem, pag. 45-55. Marroni A.: "Fisiologia e fisiopatologia dell'ossigeno iper-barico" in Idem, pag.15-43. Van F.B.: Oxigen and wound healing. Clin. Plast. Surg., 17,1990,463. Padberg F. e coll.: Transcutaneous oxigen estimates probability of healingin the ischemic extremity. J. Surg. Res. 60, 1996,365. Williams R.L.: Hyperbaric oxygen therapy and diabetic food. J. Am. Pediatric. Med. Assoc. 87,1997,279 Fisher B.H.: Topical hyperbaric oxygen treatment of pressures sores qnd skin ulcers. Lancet, 2, 1969, 405. Kaufman T. e coll.: Topical oxigen and burn wound healing:A review. Burns incl. Therm.Inj. 1983, 196. Ignacio D.R. e coll.:Topical oxygen therapy treatment of extensive leg and foot ulcers. J. Am. Pediatric. Med. Assoc. 75, 1985,196. Hammarlund c: e coll.: Hyperbaric oxygen reduced size of cronic leg ulcers:a randomised double-blind study. Plast., Re- coastr. Surg. 93,1994,829. Matassi R.: Ozonoterapia edito da O.E.M.F 1985 Viebahn R.:The use of Ozone in Medicine.Haug.F.Eds,Heidelberg.II Edition 1994. Bocci V.:Autohaemotherapy after treatment of blood with ozone. A reappraisal. The J. of Intern. Medical Research 221, 131-144,1994. 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05/10/2013 12:05
1. Profilassi della TVP in CHIRURGIA Premessa La trombo embolia venosa (TEV) una patologia frequente che pu portare al decesso pazienti ospedalizzati e per la quale esistono ben qualificati interventi di prevenzione. Sono oggi ben definiti e disponibili linee guida nazionali e internazionali in aiuto ai clinici per garantire la protezione dei pazienti ad alto rischio. La profilassi della TEV prese avvio negli anni 60 con l'adozione di procedure fisiche mirate a prevenire la stasi venosa agli arti inferiori ; negli anni 70 si assistette all'introduzione di metodi farmacologici e in particolar modo l'impiego delle eparine; negli anni 80 furono sviluppate le eparine a basso peso molecolare successivamente utilizzate nella pratica clinica. I risultati dello studio chiave concepito per valutare il grado di compliance alle linee guida sulla prevenzione della TVE sono stati recentemente pubblicati su e The Lancet. La TVE stata valutata utilizzando le linee guida dell'America College of Chest Physicians. Si devono considerare 1) Fattori di rischio La valutazione del livello di rischio deve essere effettuata rilevando il mini seguenti fattori A) et B) obesit grave C) presenza di vene varicose D) pregressa trombo embolia venosa E) trombo figlia congenita o acquisita F) patologia neoplastica maligna G) presenza di patologie quali: infezioni gravi insufficienza cardiaca, infarto del miocardio o ictus recenti, malattie infiammatorie croniche dell'intestino, sindrome nefrosica, poli citemia, paraproteinemia, emoglobinuria parossistica notturna, insufficienza respiratoria. H) Abitudine al fumo. I) Assunzione di terapia ormonale estro progestinica. L) Gravidanza o puerperio. M) Presenza di catetere venosi centrali. N) Paresi arti inferiori e patologie che impediscono la mobilit degli arti inferiori 2) Classificazione del rischio A) rischio basso B) rischio moderato C) rischio alto D) rischio altissimo 3) Adozione delle misure preventive La profilassi individuale deve essere scelta tenendo conto dell'efficace dei rischi (in particolare di sanguinamento), delle preferenze dei pazienti, della loro compiace (autonomia motoria, livello di collaborazione, eccetera), delle contro indicazione delle singole metodica. In tutti i casi: A) necessario programmare la mobilizzazione precoce dei pazienti anche attraverso esercizi per gli arti inferiori. B) necessario assicurare tutti i pazienti una adeguata idratazione. C) Pazienti immobilizzati hanno maggiori difficolt ad assumere liquidi: necessario mettere in atto azioni opportune per assicurare loro una adeguata idratazione. Le la linea guida e disponibili sui seguenti siti Lazio sanit: www.asplazio.it Societ Italiana di Chirurgia Vascolare and endovascolare: www.sicve.it Societ Italiana di Diagnostica Vascolare: www.sidv.net Societ Italiana di Angiologia e Ppatologia Vascolare: www.siapav.it Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani: www.acoi.it Chirurgia Generale: raccomandazioni 1) paziente a basso rischio (di et inferiore quarant'anni, esente da fattori di rischio aggiuntivo individuale) in occasione di procedure chirurgiche minori si raccomanda la semplice mobilizzazione precoce 2) paziente a rischio moderato uno) soggetti che devono essere sottoposte chirurgia non maggiori di et compresa tra i 40 sessant'anni o con fattori di rischio addizionale due) soggetti che devono essere sottoposte chirurgia maggiore di et inferiore quarant'anni in assenza di fattori di rischio addizionale si raccomanda l'impiego di profilassi con eparina basso peso molecolare nella misura relativa al peso corporeo e ai fattori di rischio. In alternativa si raccomanda profilassi meccanica nei casi in cui vi siano controindicazioni alla profilassi farmacologica. 3) Pazienti ad alto rischio uno) soggetti che devono essere sottoposte chirurgia maggiori di 60 anni due) pazienti che devono essere sottoposte chirurgia i portatori di fattori di rischio individuale addizionalii, anche di et inferiore ai 40. Si raccomanda profilassi con eparina basso peso molecolare in dosi superiore a 3000 unit di 4) paziente ad altissimo rischio (fattori multipli) si raccomanda che la profilassi farmacologica venga associata a profilassi meccanica pazienti ad altissimo rischio, ad esempio chirurgia oncologica, la profilassi farmacologica pu essere proseguita dopo la dimissione. Raccomandazioni chiuse laparoscopica l'impiego routinario della profilassi anche trombotica farmacologica nei pazienti sottoposti a chirurgia laparoscopica, non indicato Si raccomanda la precoce mobilitazione postoperatorio dei pazienti sottoposti a procedura di chirurgia laparoscopica che hanno fattori di rischio aggiuntivi e che possono essere oi devono essere sottoposte profilassi con uno dei seguenti principi terapeutici: profilassi meccanica o eparina basso peso Per i pazienti in terapia con di come oggi: sospensione della terapia anticoagulante orale cinque giorni prima dell'intervento da sostituire con eparina basso peso molecolare a dosaggio terapeutico un'ultima non somministrazione la sera precedente l'intervento chirurgico ripresa della somministrazione 12 ore dopo l'intervento imbricandola con il i controllo iniziando alla seconda giornata postoperatoria fino al raggiungimento del range terapeutico ottimale Nei soggetti allergici intolleranti alla eparina basso peso molecolare si sostituisce con altre eparina basso peso molecolare iniziando sempre con gli stessi orari. Aggiungere i seguenti allegati per seguire le norme con buon senso e razionale anche legale A) Chek List Valutazione del rischio tromboembolico e monitoraggio B) Diagramma di flusso per la profilassi C) Compiti e Responsabilt

Le calze antitrombo: protocolli di utilizzo in chirurgia 05/10/2013 12:00
Seguendo lo schema del modello calze antitrombo Le calze per la profilassi venosa profonda sono da usare nei pazienti sottoposti ad interventi chirurgici maggiori, di quelli superiori a due ore di intervento e nei pazienti a rischio (vedi allegato A) . Eventuali variazioni saranno indicate dal medico e riportate nel diario medico periodo in cui le calze vengono indossate Le calze vengono indossate secondo l'allegato A il giorno prima dell'intervento se il paziente ricoverato o al momento del ricovero se il paziente si ricovera il giorno dell'intervento stesso. Le calze rimangono indossate sia il giorno che la notte per il periodo in cui il paziente a rischio (fino a che non vi una normale mobilitazione o fino a quando il paziente non viene dimesso ). Sar il medico a prescrivere scrivendo nel diario medico il momento in cui il paziente rimarr senza calze. Le calze vengono tolte almeno una volta al giorno per un tempo non superiore ai 30 minuti. Le calze vengono tolte e rimesse da personale infermieristico che seguir le norme nell'allegato B. Controindicazioni : vi sono delle contro indicazioni di carattere locale e generale che devono essere tenute presenti (edemma importante delle gambe, rischio aumentato di edema polmonare, arteriopatia periferiche importanti, neuropatie periferiche significative, dermatiti) e sar il medico a decidere quando il paziente non potr indossare le calze. Raccomandazioni fonte: Joanna Briggs Institute for Evidence Based Nursing and Midwifery misurare le calze secondo le raccomandazioni del produttore per essere certi di scegliere la taglia corretta quando si indossano le calze compressione graduata per la prima volta annotarsi la misura della taglia per avere un riferimento. Pu essere necessario misurare regolarmente gli arti inferiori per evitare possibili complicanze: l'edema della gamba determina una pressione eccessiva delle calze. Asciugare piedi e gambe prima di infilare le calze a compressione graduata. Togliere le calze una volta al giorno per la cura, l'igiene e il controllo della cute. Per alcuni pazienti con cute sofferente pu essere necessario rimuovere le calze pi spesso. Controllare regolarmente le calze a compressione graduata per verificare il posizionamento corretto e per evitare che vi siano arrotondamenti o difficolt circolatorie. Controllare regolarmente lo Stato neuromuscolare durante la cura della cute e in altri momenti tramite l'area d'ispezione delle calze a compressione graduata. Controllare i pazienti quando sono seduti fuori dal letto verificando che le calze non blocchino il flusso ematico agendo da laccio emostatico intorno al ginocchio. L'educazione del paziente una parte importante dell'assistenza e deve prevedere la spiegazione di perch usare le calze, il corretto modo di indossarle, la misura giusta, la cura della cute e la necessit di controllare l'edema delle gambe. necessaria un'adeguata formazione degli operatori sanitari per assicurare il corretto utilizzo delle calze prese dettare i protocolli d'uso scelta della taglia. Prendere la circonferenza al polpaccio, circonferenza alla coscia e la lunghezza tra pallone e piega sotto gluteo In qualiintervenenti usarle Tipi di intervento maggiori o con tempo superiore all2 ore o a pazienti a rischio 1) Addominoplastiche 2) Laparoplastiche complesse 3) Colecistectomie 4) Resezioni sul colon dx o sx Pazienti con insufficienza venosa specie se diabetici o defedati Pazienti che indosseranno le calze il giorno prima in quanto ricoverati o se ricadono in pazienti rischio secondo giudizio medico Calzare la calza nel verso giusto iniziando dal piede e salendo in maniera uniforme evitando pieghe e effetti laccio . Evitare traumatismi e accompagnare la calza evitando sfregamenti specie in zone compromesse.

Una nuova terapia per le ulcere degli arti inferiori e del piede diabetico. La ossigenoterapia normobarica topica 05/10/2013 11:57
Premessa Le ulcere degli arti inferiori rappresentano una patologia frequente (1% della popolazione e 3,5% della popolazione over 65 anni). Colpisce maggiormente la popolazione femminile con un rapporto circa di 3 a 1. Trattasi di malattia cronica invalidante la cui terapia non standardizzata e presenta vari problemi sia medici sia sociali. Il trattamento comporta, infatti, elevati problemi non solo medici ma in modo particolari sociali e tra questi assume particolare rilevanza il costo a carico del paziente, della collettivit e delle spesa a carico del sistema sanitario nazionale. Eziologia delle lesioni ulcerative degli arti inferiori. Schematicamente possono essere -flebostatiche: come complicanza di insufficienza venosa superficiale (varici) o di insufficienza venosa profonda (sindrome postflebitica) -Arteriose (ischemiche) -Diabetiche -Traumatiche -Nelle collagenopatie per causa intrinseca alla malattia o per la terapia cortisonica abituale -Neoplastiche Tipi di terapia a disposizione Medica: che comprende il trattamento farmacologico (generale e topica) e il trattamento combinato dato da medicazioni e farmaci. Chirurgica: sia per eliminare le cause che per trattare le complicanze arrivando fino alla chirurgia plastica. Camera iperbarica. Che si basa sul principio dellossigenoterapia in iperbarismo. Terapie a confronto Lossigenoterapia iperbarica locale rappresenta la tappa evolutiva di quellutilizzata negli ultimi trentanni per il trattamento di diverse patologie legate a deficit circolatori o a patologie infettive Lossigeno somministrato agisce sui tessuti devitalizzati o, comunque, sofferenti, con meccanismo da contatto e mediante lazione della componente disciolta nel sangue in parte legata alla emoglobina, in parte disciolta nel sangue come componente libera (questultima rappresenta la componente attiva della sostanza). Nella camera iperbarica generale si ottiene un aumento della pressione ambientale (iperbarismo) mentre rimane invariata la concentrazione o pressione parziale di ossigeno. Tutto questo determina un aumento della disponibilit di ossigeno da parte dei tessuti sia per quanto riguarda la componente da contatto che quella disciolta nel plasma. Vi sono delle controindicazioni che limitano luso della camera iperbarica. Queste sono mediche, personali e sociali. E si possono cos riassumere: Mediche: malattie cardiocircolatorie, respiratorie e cocleovestibolari Personali: problemi psicologici oltre alla claustrofobia Sociali: difficile reperibilit (poche e private), mancanza di posti letto, costi alti di produzione e di utilizzo e difficolt di strutture ospedaliere o dei soggetti domiciliari al raggiungimento delle camere stesse con aumento dei costi sociali e personali. Ossigenoterapia in normobarismo La soluzione a tanti problemi della camera iperbarica si possono trovare nella ossigenoterapia in normobarismo applicata in maniera distrettuale. Il concetto sostanziale quello di consentire lapplicazione locale della terapia eseguita in camera iperbarica a patologie ad estensione limitata con il vantaggio di non avere controindicazioni assolute. Il concetto di terapia normobarica distrettuale trova applicazione empirica nei principi e nelle applicazioni in diversi Reparti di Chirurgia generale ad indirizzo vascolare che in Reparti di dermatologia. Non si lavora in iperbarismo ma in normobarismo e non si lavora quindi introducendo tutto il corpo nella camera iperbarica ma soltanto la parte del corpo che abbisogna della ossigenoterapia. Vengono quindi a cadere tutte le controindicazioni e si abbattono i costi sia personali sia sociali. differenze Nella camera per ossigenoterapia distrettuale la percentuale di Ossigeno allinterno (a contatto con la lesione) circa del 95% rispetto al 21-23 % presente nella camera iperbarica generale. Daltra parte lossigeno disciolto nel plasma aumenta a 2% volumi rispetto al 6% che per effetto delliperbarismo si ha nella camera iperbarica. Noi otteniamo tali valori ponendo al paziente la mascherina e dando ossigeno tramite questa per via naso-orale. In tale maniera (minor ossigeno disciolto nel plasma, ma aumento dellossigeno a contatto con lulcera) si ottiene un effetto terapeutico poco dissimile da quello che si ottiene nella camera iperbarica tradizionale, in quanto liperbarismo ridotto viene compensato dallaumento della disponibilit di ossigeno, (In molti reparti e ambulatori chirurgici e dermatologici questo tipo di terapia viene da anni applicata in modo empirico e non standardizzabile, lossigeno viene fornito attraverso un tubo di polietilene collegato alla sorgente, lambiente viene creato attraverso un sacchetto di plastica chiuso attorno allarto da trattare). La critica che si pu portare a tale terapia applicata fino ad ora era quella di essere una terapia empirica, artigianale: non vi era una precisione per quanto riguardava la concentrazione dellossigeno, la concentrazione dellumidit e il tempo di utilizzo era quindi soggettivo. I buoni risultati della metodica hanno portato a cercarne unapplicazione pi razionale, ripetibile ed esteticamente gradevole che garantisse nello stesso tempo concentrazioni dossigeno, grado dumidit, gradienti pressori noti con tempi dutilizzo prevedibili e per tale motivo siamo passati ad un dispositivo ( ULCOSAN ) che registrato al Ministero della Salute. vantaggi Elevata compliance Efficacia documentata Basso costo dacquisto e desercizio Facile disponibilit della terapia Assenza di controindicazioni assolute Rapida formazione del personale. PROTOCOLLO CLINICO: quali pazienti trattarli e come trattarli Reclutamento dei pazienti 1) Pazienti con ulcere flebostatiche 2) Pazienti con ulcere diabetiche Et: sono eleggibili pazienti con et compresa dai 50 ai 90 anni suddivisi in classi sia di sesso maschile che femminile a) Tra i 50 e i 60 anni b) Tra i 60 e i 70 anni c) Tra i 70 e i 90 anni Patologie correlate o favorenti: si deve distinguere se presente una componente *arteriosa *flebostatica *mista arteriosa e flebostatica *diabetica *traumatica *del collageno con terapia cortisonica associata valutazioni e controlli Deve essere valutato al momento dellinserimento del paziente Presenza di tessuto necrotico, Facilit al sanguinamento Quantit e composizione dellessudato, Presenza e tipologia dei patogeni, PH della ferita, Compromissione del gradiente di O2, Danno neurologico periferico (in particolare per la patologia diabetica), Diametro della lesione Profondit della ferita Non corretta gestione della malattia. Dolore o bruciore o fastidio del paziente Ogni 7 giorni saranno raccolti i seguenti dati 1) Variazioni della quantit della secrezione 2) Variazioni del tipo della secrezione 3) Dolore del paziente 4) Gradimento del paziente 5) Facilit al sanguinamento 6) Diametro della lesione 7) Profondit della lesione 8) Tessuto di granulazione durata e modalit del trattamento Variabile a secondo la patologia e i risultati e il decorso, (da due a sei mesi, i dati saranno raccolti settimanalmente e vi sar una valutazione a tre e a 6 mesi) Il paziente avr un trattamento quotidiano 6 giorni su 7 Il trattamento sar di 1 o 2 ore il giorno (distanziati di 6 ore) Non si tiene conto della pressione barometrica allinterno della camera distrettuale in quanto ininfluente Si dovr invece valutare il grado umidit e il gradimento del paziente secondo il grado di umidit che viene variata aggiungendo acqua allinterno risultati a tuttoggi acquisiti Dato che si tratta di patologia cronica lulcera flebostatica e quella ischemica non possono giungere ad una guarigione definitiva se non viene tolta la causa, si deve tendere allora ad una migliore qualit di vita, tutti i casi trattati hanno visto diminuire la secrezione (100%), migliorare la sintomatologia soggettiva (90%) mentre il miglioramento obiettivo si visto nel 85 % dei casi. In questi si notata una detersione della lesione e una riduzione dei diametri e uno spiccata evidenza del tessuto di granulazione dal terzo giorno di applicazione. La Tipologia delle ulcere trattate fino ad ora stata la seguente ulcere flebostatiche ulcere ischemiche in ASO + miste osteomieliti lesioni traumatiche Ustioni Microfratture preparazioni a trapianti dermo-epidermici o lembi ricostruttivi. O pazienti che avevano subito trapianti dermo-epidermici Il dispositivo ULCOSAN ( mod. CID 700/A e modelli seguenti ) presente in alcuni Presidi Ospedalieri e Case di Cura private, e considerando la sua semplicit di utilizzo (la cura dei soggetti si pu svolgere sia in ospedale sia tra le mura domestiche), stato sviluppato un modello portatile semplificato definito domiciliare, certificato anche esso dal Ministero della Salute. Tale modello pu essere noleggiato direttamente dal paziente, il quale con lausilio di un familiare pu provvedere alla propria terapia, tra la tranquillit delle pareti domestiche e con la continuit che solo tale facilit di applicazione permette. Questesperienza sta producendo risultati molto positivi, sia dal punto di vista terapeutico, che da quello del gradimento del paziente, tutto ci armonizzato con un bassissimo costo sociale, sia per il privato, sia per le strutture sanitarie. Conclusioni. Dalla esperienza di questi anni riteniamo che lutilizzo della camera distrettuale per ossigenoterapia per uso topico, possa essere uno strumento utile, a basso costo e privo di controindicazioni per un numero rilevante di soggetti affetti da varie patologie ma in particolare per coloro che presentano lesioni devitalizzate degli arti inferiori. La facilit di applicazione e lassenza di rischio nellutilizzo, (la macchina assolutamente indipendente dallenergia elettrica, ed il flusso di ossigeno da 3 a 5 LT. il minuto, non altera la percentuale dello stesso nellambiente) la rendono adatta alle pi svariate applicazioni sia negli ospedali, negli ambulatori, sia tra le pareti domestiche.

Resultados al Congreso en Barcelona sobre el Pie Diabtico 27/09/2013 00:02
El 18 y 19 de septiembre se celebr en Sitges el cuarto congreso multidisciplinar de atencin al pie diabtico. Para los que no lo conocen, Sitges es un lugar de renombre de la costa catalana a 30 Km de Barcelona. Al ser un Congreso nacional pero de importancia internacional fue elegido un Hotel perteneciente a una de las mejores cadenas hoteleras con salas especficas para congresos y adecuado para celebrar un evento de tal magnitud. Los invitados fueron mdicos prestigiosos que cuidan del pie diabtico en Espaa, Islas Canarias, Italia, Alemania, Inglaterra y en EE.UU. Representaban a Italia el Dr. Giacomo Clerici de Sesto San Giovanni y el Dr. Alberto Piagessi de Pisa, nombres de prestigio que no requieren presentacin alguna . Otro de los mdicos Italianos que asisti al congreso, fue el Dr. Paolo Madeyski de San Dona di Piave Para obtener ms informacin pueden consultar la pagina web del evento en : www.piediabetico2013.org Las presentaciones fueron en Espaol, Italiano, Alemn e Ingls, con traduccin simultnea y todas tratando el argumento de : El Pie diabtico en Espaa y su futuro. Resulta imposible mencionar la multitudinaria participacin de los mdicos locales por cuestin de espacio pero una mencin especial, visto que representaba a MPSYSTEM, la requiere el Dr. Francisco Daz Cabrera , mdico de atencin primaria y tambin onclogo reconocido que trabaja para la Universidad de Santa Cruz de Tenerife, el cual dirige los trabajos cientficos que tratan las lceras del pie diabtico en las Islas Canarias con ULCOSAN . El da 19 a las 11.30h se realiz un mini simposio sobre protocolos y terapias con oxgeno en normobarismo que tena el ttulo de " Tratamiento de las lceras con cmara normobrica local de Madeyski". Ilustr el tema con las diapositivas en espaol la experiencia de la clnica Rizzola di San Don di Piave comentando tambin su experiencia en las Islas Canarias. La exposicin fue muy completa, atrajo la atencin de la audiencia y result en un largo aplauso final. Podemos confirmar que el stand de MPSYSTEM fue uno de los ms visitados en los intervalos de pausa caf y almuerzos durante los dos das de la conferencia , y no slo por mdicos espaoles sino tambin por otros pertenecientes al resto de pases que participaban en dicho evento , tambin distribuidores de dispositivos mdicos y que han pedido nuestra colaboracin. Uno de los mdicos espaoles participantes alab el stand diciendo abiertamente " Ulcosan es la estrella del congreso", comentario que nos orgullece profundamente. El congreso precedente a ste, celebrado en el 2007 tuvo lugar en Toledo, la diferencia del congreso de este ao con respecto al precedente es que en este se quisieron comparar los resultados y la experiencia de los mdicos que trabajan este tipo de patologa en Espaa con otros grupos internacionales, mostrando los resultados de ambos grupos. Preceda por ello este congreso en Sitges el Grupo de Estudio Europeo del pie diabtico, con el objetivo de tratar de unificar los protocolos de diagnstico y de terapia con una visin lo ms global posible. Las conferencias fueron numerosas y quisiera mencionar alguna de laspresentaciones magistrales que interesaron mucho a los participantes en dicho evento, una de ellas fue la del presidente del congreso, el Dr. Javier Snchez Aragn con "Anatoma de la infeccin en el pie diabtico" en la que expuso las motivaciones y el riesgo de amputaciones mayores. La tendencia actual es amputar lo menos posible gracias al conocimiento ptimo de la anatomia del pie evitando al mismo tiempo la propagacin de la infeccin. Otra conferencia precisa y completa fue la del Dr. Giacomo Clerici con " Sustitutos drmicos en los problemas del pie diabtico " Conferencia magistral tambin la del Dr. Alberto Piaggesi quien habl sobre los resultados y la evaluacin del equipo multidisciplinario que trata el pie neuroisqumico. Visto el inters que creaba nuestra novedosa terapia fuimos llamados a mostrar algunos casos de lesiones del pie diabtico en la tarde del ltimo da de congreso, presentacin realizada con algunas diapositivas por el Dr. Francisco Daz Cabrera junto con el Dr. Madeyski. Este congreso ha sido importante, til y lleno de satisfaccin para nosotros de la MPSYSTEM . Nuestro agradecimiento a la labor de Lucio Marrone que junto al Dr. Francisco Daz Cabrera han desarrollado la organizacin de esta conferencia de MPSYSTEM en dicho congreso. Nuestro agradecimiento por la traduccin de este artculo y otras traducciones a la muy buena Estrella .

La Prevenzione e la Terapia delle complicanze del Piede Diabetico al Congresso di Barcelona 25/09/2013 22:25
Abbiamo sempre parlato della Prevenzione di tutte le malattie. In questi giorni vi stata una a importante iniziativa promossa dall'Associazione dei Diabetici per prevenire le complicanze del piede diabetico con una conferenza ma specialmente per le visite gratuite con i podologici per capire i problemi dei diabetici e dare i consigli sulla prevenzione delle complicanze. Abbiamo sempre parlato della importanza della prevenzione non solo dei tumori ma di ogni altra patologia e quindi anche del diabete. E tutti sanno che una delle complicanze pi pericolose di tale malattia quella del piede diabatico Con tale nome si intende il rischio che il paziente diabetico da lunga data e mal trattato possa incorrere in infezioni specialmente al piede in quanto manca una sensibilit data da disturbi alle terminazioni nervose e vascolari E proprio questo stata uno dei punti fondamentali del Congresso al quale abbiamo partecipato a Barcellona sul Piede Diabetico Oltre la Prevenzione , la diagnosi e poi la terapia che deve cercare di limitare le amputazioni, almeno quelle maggiori Noi siamo stati invitati perch grazie alla terapia che abbiamo messo a punto con la ossigenoterapia normobarica abbiamo ridotto le amputazioni. Nel 2012 abbiamo avuto nessuna amputazione maggiore e solo due amputazione di avampiede. Faccio qui il riassunto del Congresso al quale ho partecipato dando lustro anche a San Don di Piave avendo portato la casistica della Casa di Cura Rizzola Il 18 e 19 settembre si tenuto a Sitges il 4 congreso multidisciplinare del Piede diabetico. Per chi non lo sapesse Sitges un noto posto in riva al mare a 30 km di Barcellona. E stato scelto per la sua notoriet e perche esiste un albergo prestigioso hotel con sale congressuali prestigiose. E questo perch tale Congresso un evento nazionale con partecipazione internazionale. I relatori erano medici prestigiosi che si occupano del piede diabetico sia in Spagna che alle Canarie che in Germania, Inghilterra e USA. Per lItalia erano presenti il Dr GIacomo Clerici da Sesto San Giovanni e il Dr Alberto Piagessi da Pisa. Nomi prestigiosi che non hanno bisogno certo di presentazione. Potete avere delucidazioni su tali insigni relatori sul sito www.piediabetico2013.org Vi era un altro medico dallItalia, sicuramente pi modesto ed era il Dr Madeyski Paolo da San Don di Piave. Le relazioni erano spagnolo, italiane , tedesche e inglesi. Come sottotitolo vi era : El Pie diabetico en Espana: presente y futuro Non posso citare invece tutti relatori spagnoli in quanto erano molti e di prestigio ma porterebbe via spazio alla conclusione del congresso, ma uno merita una menzione particolare e lo devo citare perch ha rappresentato la MPSYSTEM. Si tratta del Dr Francis Diaz Cabreras che lavora allUniversit di Santa Cruz, dirige le strutture mediche collegate ed anche Oncologo di nome. Il Dr Diaz Cabreras dirige i lavori scientifici che trattano le ulcere difficili e il piede diabetico nelle Canarie con lULCOSAN. Il giorno 19 alle 11,30 stato a tenere un minisimposio sui protocolli e sulla terapia con ossigenonormabarico che aveva il titolo di Tratamiemento de las ulceras con camara normobariica local de Madeyski . Ha illustrato largomento con delle diapositive in spagnolo riportando la casistica della Casa di Cura Rizzola di San Don di Piave e parlando della sua esperienza alle Canarie. La relazione stata eseguita dal Dr Diaz Cabrera in quanto segue lui i lavori alle Canerie e perch il Dr Madeyski avrebbe avuto difficolt a fare una relazione in spagnolo e non era giusto e cortese farla in inglese con la traduzione simultanea. La relazione stata esauriente ed ha destato lattenzione della platea e un lungo applauso. Alla fine seguito un coffee breck e la dimostrazione stat che allo stand della MPSYSTEM ai tavoli del caff vi stato un interessamento particolare. Possiamo dire , e i filmati lo confermano, che lo stand della MPSYSTEM stato il pi visitato negli intervalli da coffee break e di pranzo nei due giorni del congresso. E non solo da medici spagnoli e di altri paesi m anche da distributori di dispositivi medici che chiedevano di collaborare. La frase pi bella per noi stat quella di un dottoressa spagnola che ha detto apertamente allo stand Este Ulcosan fue la estrella del da non poteva essere un commenti pi bello per noi il precedente congresso su questo argomento era stato tenuto nel 2007 a Toledo. Questanno si voleva comparare i risultati e le esperienza dei medici che lavorano su tale patologia in Spagna con altri gruppi internazionali mostrando i risultati di entrambi i tipi di gruppo.Il tutto precedeva il Congreso del Grupo de Studio Europeo de Pie Diabetico sempre a Sitges. . Lo scopo poi era di cercare di unificare i protocolli di diagnosi, e di terapia con una visione globale pi possibile. Le relazioni sono state molteplici ma vorrei citare delle conferenze magistrali che hanno colpito tutti noi presenti. il Dr Javier Aragon Sanchez , Chairman del congresso, stato magistrale nella relazione magistrale: Anatomia della infezione nel piede diabetico che metteva in luce le motivazioni e i rischi di amputazioni i maggiori e non si conosce bene tale anatomia. Adesso si cerca di amputare al minimo e tale impegno si attua con la conoscenza ottimale della anatomia del piede e delle possibilit anatomiche di diffondere la infezione. relazione precisa e esauriente dalla grande esperienza del Dr Giacomo Clerici sui Sostituti dermici nei problemi del piede diabetico Conferenza magistrale di rilievo dallaltro ospite italiano Dr Alberto Piaggesi che ha parlato dei risultati e della valutazione del team multidisciplinare che tratta il piede neuroischemico Con soddisfazione visto linteresse del nostro di terapia siamo stati chiamati ad esporre alcuni casi di lesioni al piede diabetico nel pomeriggio della giornata conclusiva . La relazione stata fatta con alcune diapositive dal Dr Francis Diaz Cabrera assieme al Dr Madeyski che ha puntualizzato i risultati ottenuti in inglese. Lincontro stato importante, utile a tutti noi e denso di soddisfazione per noi della MPSYSTEM. Grazie al lavoro anche del Dr Lucio Marrone che assieme al Dr Francis Diaz Cabrera ha messo a punto la organizzazione per la MPSYSTEM a tale convegno

Anziano fragile, patologia neoplastica multipla e Osteoporosi: limportanza della diagnosi precoce e della gestione clinica continuativa e multidiscip 14/09/2013 19:57
Anziano fragile, patologia neoplastica multipla e Osteoporosi: limportanza della diagnosi precoce e della gestione clinica continuativa e multidisciplinare. A cura di : Dott. Alessandro Francescon, Specialista in Geriatria e Gerontologia Ambulatorio di Osteoporosi- Casa di Cura Sileno e Anna Rizzola, San Don di Piave (Ve)- Questo documento nasce dallesame di un caso clinico peculiare. Si tratta di una paziente che nel corso della sua vita ha contratto ed stata operata per ben quattro forme neoplastiche diverse, ma che, grazie alladeguatezza degli interventi di diversi Specialisti Medici, riuscita, via, via, a superare le difficolt delle diverse malattie ottenendo risultati soddisfacenti nella qualit della vita. Recentemente, la Signora, una donna di 70 anni, giunta alla nostra osservazione ed stata gestita in collaborazione con approccio multidisciplinare dalle equipe di Chirurgia e di Lungodegenza Geriatrica Riabilitativa della Clinica Rizzola di San Don di Piave. Lultimo intervento, che aveva comportato successivamente il trasferimento presso la nostra struttura era stato eseguito presso la Chirurgia di unaltra Struttura Ospedaliera, con la quale erano stati concordati, inoltre, i successivi interventi. Questa la complessa storia clinica della paziente: Allet di 40 anni ha subito una mastectomia radicale destra per neoplasia mammaria. Allet di 54 anni stata operata di emicolectoma dx per un tumore del colon ascendente . Allet di 58 anni stata operata di emiucolectomia sx per un tumore al sigma A 61 anni ha subito lasportazione di polipi duodenali per via endoscopica . Nel 2013, infine, a 70 anni, a causa di un polipo duodenale che era degenerato in carcinoma, ha subito un nuovo intervento al duodeno. Lintervento, che era stato esteso anche alla regione pilorica dello stomaco, ha comportato la resezione di parte del duodeno, un anastomosi (unione) tra stomaco e digiuno, colecistectomia e, successivamente, lapplicazione di un drenaggio biliare trans cistico per detendere il cistico. Segu una colangite (infezione delle vie biliari) dovuta al corpo estraneo dato da drenaggio A seguito dellintervento e dei problemi connessi la paziente stata 20 giorni in Rianimazione .per la comparsa di una polmonite bilaterale e di un versamento pleurico importante. Dopo lultimo intervento e la successiva infezione si registrato un decadimento generale della paziente con alterazioni dello stato nutrizionale e di idratazione, una perdita del tono-trofismo muscolare, ridotta capacit deambulativa e di autosufficienza. Per tale motivo, oltre che per la ricomparsa di febbre di tipo settico, causata dalla recidiva delliinfiammazione delle vie biliari, ha continuato la degenza presso la nostra struttura per il proseguimento delle cure ed il recupero funzionale . Durante la degenza, migliorato lo stato nutrizionale e lidratazione della paziente con riequilibrio del bilancio idro elettrolitico.E stata somministrata adeguata terapia antibiotica sia per via generale che con frequenza settimanale attraverso il drenaggio inserito nelle vie bilari. Tutto ci ha consentito la scomparsa della febbre della paziente e la sua guarigione dalla Colangite , aiutata anche dalla rimozione del drenaggio transcistico. Durante la degenza ha lamentato a volte un reflusso biliare compatibile con il tipo di intervento che stato trattato con terapia sintomatica e con unalimentazione adeguata. Successivamente si avviato il recupero funzionale in Fisioterapia e, dopo circa 30 giorni, migliorato il tono trofismo muscolare, inoltre, la capacit deambulativa e l autosufficienza sono state recuperate come prima dellultimo ricovero. Il drenaggio biliare, infine, stato rimosso alcuni giorni prima della dimissione, consentendo un ulteriore miglioramento della qualit della vita della signora. A nostro avviso i fattori determinanti questo successo medico sono stati: Diagnosi precoce Professionalit equipe medica Indirizzo a centri Ultraspecialistici adeguati Adeguato follow up, cio controllo del paziente nel tempo Approccio clinico multidisciplinare La storia clinica della paziente evidenzia importanti fattori di rischio per lOsteoporosi: menopausa precoce con deficit ormonale, malassorbimento di calcio e Vitamina D a causa degli interventi di resezione gastro intestinale subiti, alterazioni della funzione della bile ed et avanzata; a tutto ci si deve associare il prolungato periodo di immobilit. Per tale motivo, la paziente andr seguita nel tempo per la prevenzione dellOsteoporosi nel nostro Ambulatorio Specialistico, affinch non accada che una eventuale frattura osteoporotica determini nuovamente la perdita dellautonomia della signora compromettendo la qualit della sua vita e inficiando ulteriormente sulla fragilit della sua salute. Abbiamo riportato questo caso per mettere in evidenza la utilit o necessit di una diagnosi precoce dei rischi della osteoporosi che pu evitare possibili complicanze che in persone debilitate e anziane rappresentano un rischio importante anche quoad vitam

INDICATIONS OF PROTOCOL IN USING THE TOPICAL OXYGEN THERAPY CHAMBER AND FOR CONTINUING THERAPY ALSO IN THE POST HOSPITALIZATION PHASE 02/07/2013 23:58
INDICATIONS OF PROTOCOL IN USING THE TOPICAL OXYGEN THERAPY CHAMBER AND FOR CONTINUING THERAPY ALSO IN THE POST HOSPITALIZATION PHASE For correct application of this therapy with positive results the following should be considered: a) Indications b) Method of treatment c) Duration of treatment d) Evaluation of treatment Indications For all trophic injuries situated in the lower limbs which have solutions of continuity of the skin, the main place is the leg. Injury to the thigh is rare since it has not been taken into consideration. Therapy is applied to injuries with various causes or contributory causes even if with varying results. For the following pathologies: Phlebostatic ulcers (frequent and with varying percentages of healing between 60 and 80% depending on contributory causes and associated pathological factors). Diabetic ulcers (diabetic foot). These injuries include both trophic injuries of skin and below-skin tissues and those with a relevant exposed bone. These injuries are frequent with percentages of healing which vary from 70% to 90%. Ulcers in arteriopaths. Not frequent. Lower results both subjectively and objectively. Traumatic injuries. Discreetly frequent with good results but which vary greatly for the associated general and local conditions. Iatrogenic injuries and on a neoplastic basis. Rare with results varying greatly from case to case. Method of treatment The experience matured over the last few years has seen a modification in approach and the method of treatment of trophic ulcers in the lower limbs since: these injuries are chronic (apart from post-traumatic injuries). these injuries were treated in the course of their chronicity with various and varying methods depending on the health service operators. We maintain that on the basis of the experience obtained and the general principles we have shown the therapeutic course these directives can follow 1) Precise indications, as far as possible, for oxygen therapy. These indications must be set by a doctor specializing in therapy, vascular therapy, dermatology, diabetology or by a doctor who has the experience and competence in this pathology and knowledge of the pathologies correlated to the etiology of such injuries. 2) The injury to benefit from the oxygen therapy must be cleansed. The cleansing can be done with simple medical cleansing or with surgical cleansing removing scabs and necrotic tissue in such a way as to bring the oxygen into contact with the tissues with the possibility of granulation. 3) The possibility of the oxygen therapy and the method of administration must be tested and evaluated by medical or paramedical personnel since the sensitivity to the dosage, the time and the humidity are individual. 4) The only substances used by medication are physiological solution for cleansing before and after the application of oxygen. Neither betadine nor Vaseline medications are used nor whatever does not allow the passage of oxygen. 5) If the injury is painful, besides increasing the humidity the injury can be bathed with marcaina or other local anesthetic. The correct procedure in sequence is the following: Bandaging of the injury Cleansing with a wet gauze with fisiologic water (do not cover the injury with any medication) Introduction of the limb in the oxygen chamber Closing the same possibly above the knee Supplying the oxygen near the injury in accordance with the sensitivity of the patient with a flow between 3 and 4 LT a minute for 10 minutes and then at 2 LT a minute The total duration save for particular cases is one hour At the end carry out cleansing with a wet physiological gauze and then cover it with gauze with the same solution or with a local anesthetic if the injury is painful. Duration of the treatment The duration of the treatment per day is indicated by the doctor who sets the indication and follows the patient and the progress of the injury; in any case we advise the following directives: The treatment must be followed daily It is preferable to carry out two applications a day, each for one hour. Improvement is noted generally after 10-15 days and becomes evident on the third week of application; each case, however, presents individual variables given by the subject who presents etiological factors and accompanying variable pathologies. There are no side-effects even for the treatment, even for 4 hours per day, from the experience of several cases for which the therapy for this duration was prescribed. Evaluation of the results It is useful and should be the case that the injury is photographed at the moment of the first visit and before surgical or medical cleansing. The injury will then be photographed at regular intervals decided by the medical team. With the right software the diameters of the injury, the depth, the surface and its circumference can be measured. With the same software one can carry out and register the graphics that show the behaviour of the injury and the effectiveness or otherwise of the therapy. On one card it is advisable to note the objective variations but also the subjective impressions that refer to the patient. Taken into consideration are: - The patients data - The causes - The contributory factors - Associated pathologies - Medicines in use - The birth and duration of the injury - Symptoms declared by the patient - Secretion - The characteristics of the injury and the granulation tissue Possibility of treating the patient at home The peculiarity of oxygen applied locally, are identifiable, in the absence of side-effects, in the low cost, the simplicity of application, but above all in the need for a certain duration and continuity (this therapy produces better results after about three weeks of regular application). The duration of the therapeutic cycle of oxygen applied locally is difficult to match to the period of hospitalization (in other European countries P.D.L. 4409/2003 chronic ulcers are treated at the patients home). For this direct experience a course of therapy is indicated coupled with a brief stay in hospital (5-7 days). Over the course of the years we have obtained the first certification for our domestic model which was then renewed in accordance with the regulations in force. This model used at the patients home for therapies of medium long duration enables social costs to come down and guarantees the continuity of application required. In this way we have already treated patients with various types of ulcer with excellent results and minimum cost. At present the cost of hire applied to patients is 160 (VAT 4%) monthly; this charge is generally accepted and also includes assistance by telephone and at home for any problem concerning the therapy. These costs are still not reimbursable by the N.H.S. but the invoice is deductible. A public or private structure in this way can offer a complete service to various patients, increasing the degree of satisfaction and constantly monitoring the development of the pathology with weekly visits but without rigidly committing the structure and the personnel (guidelines already provided by a proposal of law under discussion in the Chamber and applied in many countries in the European Union).

SCIENTIFIC ELEMENTS OF LOCAL OXYGEN THERAPY AND MEANS OF APPLICATION TO PATIENTS 02/07/2013 23:56
SCIENTIFIC ELEMENTS OF LOCAL OXYGEN THERAPY AND MEANS OF APPLICATION TO PATIENTS Given that Ulcers of the lower limbs constitute a frequent pathology (1% of the population and 3.5% of the population over 65 years) It mainly affects the female population with a rapport of about 3 to 1. It is a chronic invalidating illness where the therapy is not standardized and it presents both medical and social problems. In fact the treatment has elevated problems, not only medical but particularly social and among these particular relevance must be attached to the cost to the patient, to the collective and the cost to the National Health System. Etiology of ulcerative injuries of the lower limbs In outline they can be: -phlebostatic: like complications of superficial venous sufficiency (varicose) or profound venous insufficiency (post-phlebitic syndrome) -arterial (ischemic) -diabetic -Traumatic -in collagenopathy for causes intrinsic to the illness or for habitual cortisone therapy Types of therapy available Medical: which includes pharmacological treatment (general and local) and combined treatment given with medications and medicines. Surgical: both to eliminate the causes and to deal with complications up to plastic surgery. Hyperbaric Chamber: based on the principle of oxygen therapy in hyperbarism. Comparable therapies Local hyperbaric therapy represents the evolutionary stage of that used in the last thirty years for the treatment of different pathologies linked to circulatory deficit or infective pathologies. The oxygen administered acts on the devitalized or, however, suffering tissues with a contact mechanism and through the action of the component dissolved in the blood in part linked to the hemoglobin, in part dissolved in the blood as a free component (the latter represents the active component of the substance). In the general hyperbaric chamber an increase of environmental pressure (hyperbarism) is obtained while the concentration or partial pressure of oxygen remains unchanged. All this determines an increase in the availability of oxygen on the part of the tissues both as regards the contact component and that dissolved in the plasma. There are side-effects that limit the use of the hyperbaric chamber. These are medical, personal and social. They can be summarized as follows: Medical: cardiovascular, respiratory and cochleovestibulary illnesses Personal : Psychological problems besides claustrophobia Social: difficult availability (little or private), lack of bed-places, high costs of production and use and difficulty of hospital structure or of subjects at home in reaching the chamber with an increase in social and personal costs. Oxygen therapy in normobarism The solution to many problems of the hyperbaric chamber can be found in oxygen therapy in normobarism applied locally. The main concept is that of enabling local application of the therapy performed in the hyperbaric chamber to pathologies of limited extension with the advantage of having absolutely no side-effects. The concept of local normobaric therapy applies empirically in the principles and applications in different general Surgery Departments aimed at vascular treatment and in dermatology departments. The work is not in hyperbarism but in normobarism and therefore not all the body is introduced in the hyperbaric chamber but just the part of the body requiring oxygen therapy. Thus all the side effects are removed and both personal and social costs come down. Differences In the chamber for local oxygen therapy the percentage of oxygen internally (in contact with the injury) is about 95% compared with the 21-23% present in the general hyperbaric chamber. On the other hand the oxygen dissolved in the plasma increases to 2% volume with respect to the 6% which for the effect of hyperbarism is in the hyperbaric chamber. We obtain these values placing the mask on the patient and giving oxygen with this via the nose and mouth. In this way (minor oxygen dissolved in the plasma, but increase in oxygen in contact with the ulcer) a therapeutic effect is obtained not unlike that obtained in the traditional hyperbaric chamber, since reduced hyperbarism is compensated by the increase in availability of oxygen, (in many surgical and dermatological departments and surgeries this type of therapy has been applied for years in an empirical and non-standardized manner, the oxygen being supplied through a polyethylene tube connected to the source, the environment is created through a plastic bag closed around the limb being treated). Criticism that may be made to such a therapy applied up to now was that of it being an empirical, artisan therapy: there was no precision regarding the concentration of oxygen, the concentration of humidity and the time taken was therefore subjective. And the there was a problem of image and aesthetics The good results of the method led us to look for a more rational, repeatable and aesthetically pleasant application that guaranteed at the same time concentrations of oxygen, degree of humidity, known pressure values with predictable times of use. We are also aware that fundamental elements that obstruct the therapies of phlebostatic ulcers and in general devitalized tissues are the reduction in tension of oxygen and the presence of exudate and necrotic tissue. To resolve these difficulties optimization of oxygen therapy is being studied with the aid of active medicines introduced by nebulizer which reach the open injuries. Better oxygenation of the cells incentivated by medicines which act directly on the cell-cell mechanisms can be used in all devitalized tissues and also in diabetic injuries. Advantages Elevated compliance Documented effectiveness Low cost of purchase and use Easy availability of therapy Absolute absence of side-effects Rapid training of personnel CLINIC PROTOCOL Recruitment of patients 1) Patients with phlebostatic ulcers 2) Patients with diabetic ulcers Age: patients aged between 50 and 90 are eligible, sub-divided into classes a) Between 50 and 60 years b) Between 60 and 70 years c) Between 70 and 90 years Sex : males are distinct from females Accompanying pathologies: must be indicated on the prospectus with the medicines being taken Correlated orfavoured pathologies: must be indicated if there is a component *arterial *phlebostatic *arterial and phlebostatic mix *diabetic *traumatic *of collagen with associated cortisone therapy Evaluation and controls Presence of necrotic tissue Ease of bleeding Quantity and composition of exudate Presence and type of pathogens PH of the injury Deterioration of gradient of O2 Peripheral neurological damage (in particular for diabetic pathology) Diameter of injury Depth of injury Incorrect handling of the illness Pain or burning or irritation of patient Every 7 days the following data will be collected 1) Variations in the quantity of secretion 2) Variations in the type of secretion 3) Pain of the patient 4) Comfort of the patient 5) Ease of bleeding 6) Diameter of the injury 7) Depth of the injury 8) Tissue of granulation Duration and method of treatment Variable depending on the pathology and the results and the course, (from two to six months), the data will be collected weekly and there will be an evaluation at between three and six months) The patient will have treatment daily 6 days out of 7 The treatment will be for 1 or 2 hours per day (separated by 6 hours) The barometric pressure inside the chamber is not considered as it is not influential However one should evaluate the degree of humidity and the comfort of the patient depending on the degree of humidity which is varied adding water to the interior. results acquired until today Given that this concerns a chronic pathology the phlebostatic and the ischemic ulcer cannot reach definitive healing if the cause is not removed, thus a better quality of life must be aimed at; all cases treated have seen secretion diminish (100%), the subjective symptomatology improve (90%) while objective improvement has seen 85% of cases. In these a cleansing of the injury and a reduction of the diameter and marked evidence of the tissue of granulation have been noticed from the third day of application. Over the course of the years we have experimented with extensive methods on the use of the device for the application of local normobaric therapy, on average dealing with 3 cases a week in our structure (Casa di Cura Rizzola in San Don di Piave) and these cases have been followed personally over time. To this we add patients followed in other structures like Codivilla Putti in Cortina and private structures and hospitals in other parts of Italy: The type of ulcers treated were the following: phlebostatic ulcers ischemic ulcers in ASO + mixed osteomyelitis traumatic injuries burns microfractures preparations for dermo-epidermal transplants or injuries requiring reconstruction or patients who have undergone dermo-epidermal transplants The chamber mod. CID 700/A and following models has been distributed to some hospital facilities and private nursing homes, and considering the ease of use (treatment of subjects can take place both in hospital and inside the home), in this last period we have developed a simplified portable model defined as for the home. This model can be hired directly by the patient, who with the aid of a family member can provide their own therapy in the tranquility of the home and with the continuity that only this facility of application can permit. This experience is producing very positive results, both from the therapeutic point of view and from that of the comfort of the patient, all harmonized with an extremely low social cost, both for the patient and for the health service. Conclusions We maintain that use of the local chamber for oxygen therapy for local use, can be a useful instrument, of low cost and without side-effects for a significant number of subjects affected by various pathologies but in particular for those who present devitalized injuries of the lower limbs. The ease of application and the absence of risk during use (the machine is absolutely independent from the electricity supply, and the flow of oxygen from 3 to 5 LT a minute does not alter the percentage of this in the environment) make it suitable for the widest variety of applications both in hospital, in the ambulance and in the home

Si parla molto o troppo di sigarette elettroniche. Si devono vietare o meno 23/06/2013 22:22
Interessante il test eseguito dai giornalisti del settimanale Panorama. Questo giornale ha esaminato in un laboratorio quattro differenti tipi di sigarette elettroniche. Non sono state rinvenute sostanze come metalli pesanti o policiclici aromatici che sono cancerogeni. La nicotina era presente nella quantit descritta nella etichetta e in modo particolare in quella ove era scritto che non vi era nicotina effettivamente non ve n'era. Effettivamente la sigaretta elettronica non dovrebbe contenere sostanze tossiche e quelle che si trovano sono effettivamente in dose molto minore di quelle che ritroviamo nella sigaretta tradizionale. Quello che fondamentale e che non sono state trovate sostanze cancerogene. Se qualche sostanza tossica stata trovata questa era in dose minimale rispetto alle sigarette tradizionali e sono dovute ad un uso di nicotina pura probabilmente non eccellente. Ma tali sostanze sono di molto inferiore nella sigaretta tradizionale. Interessante un libro appena uscito dal titolo " Come smettere di fumare con la sigaretta elettronica" di Cosimo Colasante nel quale sono dati consigli come usare al meglio la sigaretta elettronica e come poter poi smettere di usare la stessa ma espone anche dubbi e possibili pericoli nell'uso della stessa sigaretta elettronica. Il vero problema nel'usare sigarette elettroniche certificate in cui i componenti siano dosati e certificati e scritti sulla etichetta. Al giorno d'oggi scoppiato il boom della sigaretta elettronica e tanti produttori si improvvisano produttori di sigarette elettroniche e aprono negozi vendendo prodotti a volte non conformi e questi possono contenere sostanze anche dannose. Poich la sigaretta elettronica un mezzo per smettere di fumare sarebbe giusto che fosse venduta nelle farmacie sotto consiglio del farmacista o del medico. Deve avere la dicitura del marchio CEE conforme a un prodotto definito dal ministero e dai parametri ad uso di sigaretta elettronica. Poich contiene nicotina deve essere considerata con farmaco anche per questo motivo dovrebbe essere venduto nella farmacia. Non ci sono studi a lungo termine sulle sigarette elettroniche di danni a distanza e in modo particolare su quante persone che sono passate alla sigaretta elettronica hanno poi smesso di fumare quella tradizionale e quanti ancora hanno poi smesso quella elettronica. Dai primi studi parziali si deduce per che la sigaretta elettronica il mezzo attualmente che fa aumentare i non fumatori o meglio quelli che smettono di fumare e possiamo dire che allo stato attuale sembra che circa il 10% delle persone che passano alla sigaretta elettronica smettono del tutto di fumare quella tradizionale . E' anche importante un dato al momento non confermato ma che dice che l'80% delle persone che passano alla sigaretta elettronica poi smettono di fumare la stessa. Naturalmente parliamo sempre di sigarette elettroniche certificate. Diciamo che la preoccupazione del ministero della salute giusta : ci deve essere una normativa per le stesse e dobbiamo tenere presente che l'uso per cui nata la sigaretta elettronica quello di far limitare e quindi smettere l'uso della sigaretta tradizionale. Per pur sempre un qualche cosa che un danno pi o meno lo da e per tale motivo riteniamo giusto che sia vietata nei luoghi pubblici. Evidentemente con dei limiti che saranno minori della sigaretta tradizionale, deve essere proibita ai minorenni che la userebbero in maniera non corretta e quindi non andrebbero poi contro la diminuzione di quella tradizionale. Diventerebbe cio un prodotto di moda per i giovani e quindi come tale non porterebbe poi alla diminuzione del fumare la sigaretta tradizionale. Se andiamo a guardare le varie normative in giro per il mondo vediamo che ci sono paesi che hanno regolarizzato i posti dove si possono fumare e paesi che hanno dichiarato che possono essere fumate ovunque ; vi sono paesi che considerano la sigaretta elettronica come un farmaco e altri che invece non lo considerano come tale e quindi tutta la legislatura non ancora definita. Ciononostante noi dobbiamo considerare il perch nata la sigaretta elettronica il perch la si dovrebbe usare e quindi riteniamo che sia utile avere una regola che deve essere applicata nella vendita e nell'uso . Fino alla presenza di leggi certe ed di lavori certificati riteniamo quindi in conclusione che la sigaretta elettronica debba essere venduta in farmacia e ivi si devono trovare solamente sigarette elettroniche provenienti da istituti certificati e che abbiano un certificato del ministero della salute anche i loro prodotti. L'uso con varie quantit di nicotina deve essere consigliato dal medico o dal farmacista. Non deve essere permessa la vendita ai minori di 16 anni. La sigaretta elettronica non dovrebbe essere permessa nei locali pubblici che non abbiano una reazione adatta. Queste considerazioni naturalmente potranno essere corrette quando vi saranno studi certificati sulle uso e sui possibili danni a distanza. Certamente non comprensibile come si voglia proibire l'uso della sigaretta elettronica e nello stesso tempo non si proibisce l'uso della sigaretta tradizionale e contiene molte pi sostanze tossiche e delle sostanze cancerogene non presenti in quelle elettronica.

Reclutamento dei pazienti da trattare con ossigenoterapia topica 23/06/2013 22:08
Reclutamento dei pazienti Si possono trattare tutte le tipologia di ulcere agli arti inferiori ma se noi dobbiamo pare un reclutamento ponendo un protocollo per iniziare in un reparto questo tipo di terapia allora dobbiamo dare delle indicazioni Le indicazioni sono le seguenti in modo da avere dati standardizzati e protocolli standardizzati 1) Pazienti con ulcere flebostatiche 2) Pazienti con ulcere diabetiche Et: sono eleggibili pazienti con et compresa dai 50 ai 90 anni suddivisi in classi a) Tra i 50 e i 60 anni b) Tra i 60 e i 70 anni c) Tra i 70 e i 90 anni Sesso: sono distinti il sesso maschile da quello femminile. Patologie concomitanti: devono essere segnate sul prospetto con i farmaci in uso Patologie correlate o favorenti: si deve distinguere se presente una componente *arteriosa *flebostatica *mista arteriosa e flebostatica *diabetica *traumatica *del collageno con terapia cortisonica associata valutazioni e controlli Deve essere valutato al momento dellinserimento del paziente Presenza di tessuto necrotico, Facilit al sanguinamento Quantit e composizione dellessudato, Presenza e tipologia dei patogeni, PH della ferita, Compromissione del gradiente di O2, Danno neurologico periferico (in particolare per la patologia diabetica), Diametro della lesione Profondit della ferita Non corretta gestione della malattia. Dolore o bruciore o fastidio del paziente Ogni 7 giorni saranno raccolti i seguenti dati 1) Variazioni della quantit della secrezione 2) Variazioni del tipo della secrezione 3) Dolore del paziente 4) Gradimento del paziente 5) Facilit al sanguinamento 6) Diametro della lesione 7) Profondit della lesione 8) Tessuto di granulazione durata e modalit del trattamento Variabile a secondo la patologia e i risultati e il decorso, (da due a sei mesi, i dati saranno raccolti settimanalmente e vi sar una valutazione a tre e a 6 mesi) Il paziente avr un trattamento quotidiano 6 giorni su 7 Il trattamento sar di 1 o 2 ore il giorno (distanziati di 6 ore) Non si tiene conto della pressione barometrica allinterno della camera distrettuale in quanto ininfluente Si dovr invece valutare il grado umidit e il gradimento del paziente secondo il grado di umidit che viene variata aggiungendo acqua allinterno La Tipologia delle ulcere che si possono trattare e che noi abbiamo trattate sono le seguenti ulcere flebostatiche ulcere ischemiche in ASO + miste osteomieliti lesioni traumatiche Ustioni Microfratture preparazioni a trapianti dermo-epidermici o lembi ricostruttivi. O pazienti che avevano subito trapianti dermo-epidermici

Una indagine sulla Osteoporosi in 100 centri in Italia 17/06/2013 23:04
Dati emersi da un indagine sullOsteoporosi (dati definitivi) Dott. Francescon Alessandro, Responsabile dell Ambulatorio di Osteoporosi - Casa di Cura Rizzola - San Don di Piave (Ve)- Solo tre i Centri partecipanti al Progetto Amico, nellarea che comprendeva quasi tutta la Provincia di Venezia e tutto il Friuli Venezia Giulia . Di questi, uno stato quello per lOsteoporosi condotto dal Dott. Francescon Alessandro nella Clinica Rizzola di San Don di Piave. Tale Progetto Nazionale che ha visto coinvolti 100 Centri di Eccellenza di tutta Italia ha riscosso un notevole successo nella Clinica Rizzola in quanto in poche ore sono state esaurite tutte le visite gratuite messe a disposizione, tanto che per dare la possibilit ad altre persone di avere una Valutazione Clinica con esecuzione di Densitometria ossea ad Ultrasuoni di ultima generazione, si sono incrementati i posti . Nel complesso sono state eseguite 68 visite , di cui 66 a pazienti di sesso femminile e 2 di sesso maschile; let dei pazienti era compresa tra i 34 e i 79 anni. La maggior parte delle persone che hanno usufruito del Progetto proveniva da San Don di Piave(32 ), i rimanenti, invece, provenivano da Comuni limitrofi. Si sono registrati, infatti, 12 casi provenienti da Musile di Piave, 5 casi provenienti da Eraclea, 5 casi da Caorle, 4 casi ciascuno da Jesolo e Cavallino-Treporti e , infine, un caso per ciascuno dai seguenti Comuni: Noventa di Piave, Quarto Daltino, S.Stino di Livenza, Ceggia, Meolo, Venezia. Un dato interessante stato che i pazienti che si sono presentati spontaneamente alla visita e quasi tutti asintomatici, presentavano indicazioni cliniche allesecuzione della Densitometria ossea e/o importanti fattori di rischio per LOsteoporosi. La maggior parte di essi eseguivano la valutazione per la prima volta. I partecipanti hanno dimostrato alta sensibilizzazione nei confronti dellesame, perch tutti erano a conoscenza del suo significato clinico. La maggior parte era venuta a conoscenza del progetto per la pubblicazione della notizia sui giornali o nellambulatorio del proprio medico di base. Un altra osservazione meritevole di nota che quando le iniziative sulla prevenzione non comporta partecipazione di spesa da parte dellutente la partecipazione massiccia. In effetti solo in casi limitati la Densitometria ossea e prescrivibile senza il pagamento di ticket sanitario Si segnalano i pi significativi fattori di rischio riscontrati i: Menopausa precoce (53 casi), terapia cortisonica (5 casi), pregressa frattura vertebrale (4 casi), pregressa frattura calcaneare (1 caso), menopausa chirurgica con ovariectomia (2 casi), pregressa neoplasia mammaria in terapia antiestrogenica (4 casi), ridotto apporto alimentare di calcio ( 4 casi), malassorbimento di calcio e Vitamina D (2 casi), intolleranza al lattosio (1 caso), ipertiroidismo (2 casi), riscontro radiologico di rarefazione ossea alla testa dellomero (1 caso), artrite reumatoide (3 casi), polimialgia reumatica (2 casi), Malattia ematologica cronica (1 caso). Nei rimanenti 31 casi i pazienti non presentavano problematiche collegabili all Osteoporosi. Il progetto Amico- Settimana Nazionale dei disturbi osteoarticolari,alla sua prima edizione, stato patrocinato dalle pi importanti Societ Scientifiche Italiane: SIOMMS, Societ Italiana dellOsteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro, SIOT, Societ Italiana di Ortopedia e Traumatologia, SIR, Societ Italiana di Reumatologia, ANMAR, Associazione Nazionale Malati Reumatici, e FEDIOS, Federazione Italiana Osteoporosi e Malattie dello Scheletro. Liniziativa prevedeva un indagine conoscitiva su un campione di medici e pazienti, in una settimana, in cui in Centri specializzati distribuiti su tutto il territorio Nazionale si effettuavano visite gratuite a favore dei cittadini che ne facevano richiesta. Lo scopo del Progetto era di fornire un aiuto a tutti coloro che soffrono di patologie osteoarticolari, diagnosticando tempestivamente eventuali malattie. Visto il successo delliniziativa, riscontrato anche su scala Nazionale, molto probabile che tale Progetto sia riproposto anche il prossimo anno.

Considerazioni sulle sigarette elettroniche 11/06/2013 07:47
Riportiamo una intervista fatta da Luciano Fassari sul sito http://www.quotidianosanita.it che in linea con il nostro pensiero Intervista a Umberto Roccatti, Amministratore Delegato di Puff, una delle aziende leader nel mercato delle e-cig e vicepresidente dellAnafe. S ai divieti per i minori e per il consumo in scuole e mezzi pubblici. Secco il no a nuove tasse. Ma serve al pi presto una normativa ad hoc a tutela dei cittadini e delle aziende che operano correttamente. 08 GIU - Le sigarette elettroniche rappresentano inequivocabilmente un mercato in piena ascesa con un giro daffari che negli ultimi due anni si quasi decuplicato. Ma su questo vero e proprio boom delle e-cig si sono scatenate aspre polemiche sulla loro sicurezza e sulla reale efficacia nella lotta al tabagismo. Cos, abbiamo chiesto a Umberto Roccatti, Amministratore Delegato di Puff, una delle aziende leader nel mercato delle e-cig e vicepresidente dellAnafe (lAssociazione nazionale fumo elettronico) di esporci il punto di vista delle imprese. Dottor Roccatti, partiamo dalla cronaca. Nei primi 5 mesi dellanno i Nas hanno sequestrato 800 mila prodotti. C un problema di sicurezza che riguarda le e-cig? Il 99% dei sequestri si intende non per il carattere di pericolosit intrinseca dei prodotti, ma per la mancanza di una corretta dicitura sulle confezioni. Quindi l'illecito nella stragrande maggioranza dei casi non riguarda potenziali rischi per il consumatore, ma mancanza o errata informazione allo stesso: grave, ma di livello sicuramente diverso. Ci son stati sequestri di centinaia di migliaia di ricariche di liquidi perch mancava un numero di telefono sulla confezione: mi sembra giusto che la gente lo sappia per valutare la cosa e non creare allarmismi. Dett ci, le leggi ci sono, e vanno rispettate: Puff assolutamente in linea con il quadro normativo e anzi solidale con gli sforzi dei Nas che vigilano su un mercato dove troppi si stanno affacciando con superficialit: servono per regole pi chiare perch tutti vogliamo rispettarle. Ma come dovrebbe essere inquadrata la sigaretta elettronica? Un farmaco, un dispositivo medico o semplicemente un tradizionale prodotto da fumo? Certamente non assimilabile tout court a nessuna di queste tipologie. Le-cig un dispositivo elettronico e desidero precisare ultra controllato da normative europee. Ed per questo che chiediamo al pi presto una legge ad hoc, anche a livello Ue che possa disciplinare la materia. Ma vero che questi prodotti fanno smettere di fumare? Le persone che vogliono abbandonare il fumo tradizionale lo fanno perch sanno che esso pu provocare grossi danni alla salute. Ecco, per noi le e-cig rappresentano un metodo di fumo alternativo molto pi sano come evidenziato anche da numerosi esperti. Per noi svapare vuol dire compiere un gesto dindulgenza. E poi desidero precisare come vi siano numerosi studi che dimostrano come il vapore emesso dalle sigarette elettroniche non produce fumo passivo, n contamina in alcun modo l'ambiente circostante. E lo stesso dicasi per le e-cig contenenti nicotina. In ogni caso, noi siamo contro chi pubblicizza ingannevolmente le e-cig come prodotti miracolosi. Ma siamo anche contro chi lancia allarmismi impropri. Vi sentite vittime di una campagna denigratoria? No, ma sicuramente c stata uninformazione superficiale in cui gli organi di informazione non hanno parlato subito con le aziende. Certo, visti gli interessi in gioco qualche dubbio ci venuto Ecco, la nicotina, una sostanza che crea dipendenza e che se assunta in dosi eccessive pu creare problemi alla salute. In questo senso qual la vostra posizione? vero, ed per questo che siamo favorevoli al divieto di fumo elettronico per i minori e sui mezzi di trasporto pubblico e in determinati locali, edifici scolastici in primis come proposto dal Css. Ma ripeto la nicotina non viene emessa nellaria nellatto della respirazione, con questo non si vuol dire che un abuso di sigarette elettroniche contenenti nicotina faccia bene, ma certo che esse hanno una tossicit trascurabile per chi le utilizza e pari a zero per chi subisce il fumo passivo. Anche per questo diciamo no al divieto assoluto di utilizzo in tutti i luoghi pubblici. Come giudica la decisione della Francia di vietarle proprio nei luoghi pubblici? In questi giorni c stata molta confusione in merito a questa notizia. Ebbene, in Francia le e-cig non sono state vietate nei luoghi pubblici. Stanno facendo degli studi ma, per ora, si sta parlando solo di una proposta. Torniamo alla questione della sicurezza, che esiste, visti anche i sequestri di prodotti sprovvisti di ogni marchio negli ultimi mesi. Che problemi ci sono? Desidero premettere come le e-cig gi oggi debbano sottostare a diverse norme dettate dalla Ue e devono soprattutto avere il marchio Ce oltre ad altre informazioni specifiche. La nostra azienda, nonostante lassenza di una normativa specifica ha vietato da subito la vendita ai minori (che possono entrare nei punti vedita solo se accompagnati) e ogni confezione provvista di tutte le informazioni e anche di un "bugiardino". Per questo sollecitiamo al pi presto una normativa ad hoc che vada proprio a tutela dell'utente e delle aziende che gi oggi forniscono uninformazione trasparente. Purtroppo c un grosso problema soprattutto legato alle ricariche che vengono prodotte in mercati extra Ue e su cui vanno messi al pi presto degli standard qualitativi. Per questo consigliamo di usare i prodotti italiani che sono sicuri e rispondono alle normative oggi in vigore. Sulle e-cig il Ministro della Salute ha dichiarato che interverr sulla materia. Cosa vi aspettate? Lo ripeto, siamo i primi ad auspicare che venga introdotta quanto prima una regolamentazione normativa specifica attraverso la creazione di un tavolo di discussione ad hoc sul tema del fumo elettronico. Si tratta di un mercato ormai consolidato, caratterizzato da unevoluzione costante in cui si fa sempre pi urgente una regolamentazione bilanciata, che tenga conto dei reali costi e benefici, ma soprattutto della specificit del prodotto. Nellultimo periodo si parlato molto anche di una tassa sulle e-cig. Che ne pensa? Siamo contrari. Siamo un settore in crescita e cha d occupazione a 10 mila persone. Ma oltre ci un'ulteriore tassa che penalizza un prodotto che riduce i rischi per la salute mi sembra unassurdit. E non dimentichiamoci che in questo momento in Italia siamo all'avanguardia a livello internazionale. Proprio in questi ultimi giorni alcune delle pi grandi multinazionali del tabacco hanno manifestato lintenzione di avvicinarsi al mercato delle e-cig. Come valuta questa strategia? Queste notizie non fanno altro che ribadire come sia in atto una rivoluzione nei costumi, di cui anche le grandi aziende del tabacco, con cui abbiamo intessuto buoni rapporti in questi anni, si iniziano a interessare con sempre maggiore attenzione. Luciano Fassari 08 giugno 2013 Riproduzione riservata

Cancro e Sesso Orale : cosa vero e come si previene 10/06/2013 06:16
Parliamo di un argomento che esploso in queste settimane : Cancro e Sesso Orale L'argomento il rapporto tra il cancro e il sesso orale. Fino ad ora di questo argomento se ne parlava poco anche se gli studiosi non solo in Italia se ne erano occupati. Il problema esploso da quando stato Kirk Douglas questo famoso attore americano che recentemente venne colpito di un tumore alla gola. In una sua dichiarazione pubblicata su un giornale importante (The Guardian ) aveva supposto che il sesso orale da lui praticato per molti anni avesse potuto essere una delle cause del tumore alla gola che lo aveva colpito circa tre anni fa. Ora che il nesso causale tra il sesso orale tra l'uomo e una donna possa entrare nella serie di fattori di rischio per il cancro della gola era un dato gi discusso e in parte ritenuto vero. Si basa sulla osservazione che in una percentuale alta che poi vedremo il papilloma virus umano il cosiddetto Hpv sempre stato riconosciuto fattore della nascita di tumori sia al collo dell'utero e negli anni seguenti anche nelle mucose oro faringee. Non vogliamo qui entrare nei dettagli che cosa si intende per sesso orale e nei vari termini che vengono usati per indicarlo. Da un punto di vista scientifico il termine deriva dal latino e viene chiamato cunningulus. La pratica poi viene usata sia dall'uomo alla donna sia dalla donna alla donna e quindi il problema del rischio della nascita di tumori nella zona orofaringe pu venire messa in relazione ad un rapporto sia all'uomo che alla donna. I ricercatori del centro di ricerca sul cancro dell'Ohio State University hanno studiato la diffusione del papilloma virus umano su un campione di circa 5600 persone. Il campione era fatto sia di uomini che di donne. Questi ricercatori hanno stabilito che l'incidenza del virus nel cavo orale in uomini e donne tra i 14 e 69 di et era presente in uno su 10 uomini mentre nelle donne era presente nel 3,6% dei casi. I dati vanno a significare che la presenza del papilloma virus nell'uomo percentualmente minore che nelle donne ma stanno anche dimostrare che il papilloma virus presente maggiormente nel cavo orale della donna ma presente anche in una quantit variabile dei genitali esterni della donna oltre che nei genitali interni. Per questo motivo dobbiamo considerare un rischio anche se modesto di trasmissione del papilloma virus alla carit orale dell'uomo o di una donna dalla vagina della donna. Naturalmente il papilloma virus si diffonde anche dai genitali esterni e interni , al glande e alla cavit uretrale nell'uomo. Noi qui per prenderemo solamente in considerazione la trasmissione dai genitali esterni alla cavit orale dell'uomo perch la dichiarazione del noto attore ha creato vari interessi nella popolazione e spesso si ci si fanno delle idee sbagliate o non scientifiche o a volte creano confusione e paura nelle persone Diverse ricerche condotte tra l'altro dalla Facolt di Odontstomatologia dell'Universit di Malmo e da altre pubblicate dal The New England Journal of Medicine hanno suggerito una correlazione tra sesso orale e cancro alla gola senza ombra di dubbio anche se difficile entrare in dati statistici e quantificare il rischio in quanto questo rischio varia dalle persone che si frequenta dall'uso che viene fatto e dagli anni di pratica. Vi poi una certa reticenza o fatica a parlare di certi argomenti . Sia per riservatezza o a volte per motivazioni morali o addirittura religiose. Anche io sono stato un po' restio pubblicare queste considerazioni ma come medico che si occupa da anni della prevenzione ritengo utile porre un p di notizie apprese da riviste scientifiche che possono dare alcuni punti di certezza sul problema in maniera che le persone siano a conoscenza dei rischi. E si possa valutare questi rischi e si possa quantificarli e sapere che questi rischi variano da persona a persona secondo il loro modo di vivere. Teniamo presente che in paesi come Israele e in Giappone le malattie trasmesse sessualmente sono ridotte al minimo proprio per la massima igiene che tale popolazione usa normalmente. Quello che la gente chiede e lo vediamo in quanto basta battere su Google una ricerca correlata e si vede quanti articoli collegati a tale termine esistono e nei forum quante sono le richieste di chiarimento della gente. Quindi a noi interessa stabilire se c' un legame e quale legame e quantificare questo legame tra il cunningulus e cancro della carit orale e della laringe. Questo legame naturalmente strettamente correlato alla presenza del HPV (il papilloma virus umano) che sessualmente trasmesso proprio attraverso il sesso orale. C un legame tra il cunningulus e il cancro alla cavit orale e alla laringe, causati dallHpv (il Papilloma virus umano). E ne vogliamo parlare proprio perch la scienza in generale conferma questo rischio e sicuramente deve trovare la causa del papilloma umano virus . La questione per molto pi complessa di quanto sembra cos apparentemente e per tale motivo bisogna parlarne vedendo i problemi relativi alle singole persone, alle singole popolazioni e alle singole abitudine. E quindi dobbiamo porre alcune precisazioni che poi troverete nel corso di questo articolo. E naturalmente se dobbiamo parlare di prevenzione dobbiamo considerare non solo il rischio della nascita del cancro della cavit orale nell'uomo attraverso il cunningulus praticato alla donna ma dobbiamo anche considerare il rischio di cancro alla donna nella cavit orale della laringe se praticato attraverso il sesso orale che in questo caso prende il nome scientifico di fellatio ( da uomo a donna) Abbiamo visto come il papilloma viene riscontrato pi frequentemente nella bocca della donna rispetto alla bocca dell'uomo e quindi in questo caso se la pratica della fellatio secondo le statistiche pi o meno simile per vari motivi a quella del cunningulus allora dobbiamo pensare che se sempre vero che la trasmissione del papilloma virus sia la causa di tale neoplasia dobbiamo per forza pensare che statisticamente facile che con tali pratiche sia anche la donna ad avere il cancro della laringe . Numerose ricerche e tra queste una delle principali anche per il prestigio della rivista quella pubblicata sul New England Journal of Medicine che ha dimostrato che la fellatio soprattutto se praticata con pi partners favorisce il contagio da HPV. Bisogna tener presente per che esistono pi di 100 diversi tipi di HPV in base al loro assetto del DNA. Questo virus che pu essere trasmesso al mucose della bocca per attraverso il sesso orale o essere anche trasferito la zona anale e responsabile di alcune malattie della pelle ma riconosciuto il principale fattore di rischio per alcuni tumori della gola Numerose ricerche e pubblicazioni hanno dimostrato che la fellatio, soprattutto se praticata con pi partners, favorisce il contagio da HPV . Dell'HPV per esistono ben 100 diversi tipi, divisi in 16 gruppi in base alle omologie di sequenza del DNA e quindi difficile stabilire il tipo pi frequente e riscontrabile nella saliva della partner o del partner. Questo virus pu essere trasmesso alle mucose della bocca via sesso orale o essere trasferito anche alla zona anale ed responsabile anche di malattie della pelle. Ma soprattutto il Papilloma Virus sembra essere il principale fattore di rischio per alcuni tipi di tumore alla gola. Noi sappiamo che il fumo e l'eccessivo consumo di alcool sono la causa pi frequente e si parla di circa il 90% dei cancri del laringe e della faringe provocati da alcool e fumo. Naturalmente tutti sappiamo che il fumo e l'alcol creano una dipendenza tra loro e moltiplicano i fattori di causa della neoplasia se sono presenti contemporaneamente. Se a questi rischi di fumo aggiungiamo anche il rischio del papilloma virus causato da un eccesso di sesso orale l'alta percentuale di rischio che il paziente possa avere la trasmissione del' HPV e allora il problema diventa serio. Da dati sempre della stessa rivista (The New England Journal of Medicine) si afferma la infezione HPV in gola ha una probabilit di avere il cancro della faringe o del laringe 32 volte maggiore rispetto a chi non ce l'ha . Bisogna anche inquadrare il problema nel fatto che la societ in questi ultimi anni evoluta e quindi i comportamenti delle persone sono cambiate e in modo particolare mi riferisco ai giovani e alla loro libert di comportamento. E proprio dei giovani noi notiamo un aumento di tumori della faringe e della cavit orale causati dal papilloma virus che pu manifestarsi subito ma pu manifestarsi anche a distanza di 20-30 anni. Anche in Italia questa situazione ci porta ad avere un aumento di queste patologie Il presidente della Societ italiana di ginecologia professor Nicola Surico ha diffuso dei numeri e su un'intervista rilasciata sul sito blitzquotidiano.it questi numeri non lasciano spazio a molti dubbi . I tumori alla cavit orale in Italia contano 10-12 mila casi nuovi lanno afferma Surico - si stima che ben il 50 per cento dei tumori dellorofaringe siano attribuibili al virus Hpv trasmesso via sesso orale, cos come il 15 per cento dei tumori del cavo orale e il 21 per cento di quelli alla laringe. Lampiezza del fenomeno riguarda sempre pi da vicino i maschi. Ormai il sesso forte diventato il maggiore soggetto a rischio, secondo il presidente della Societ italiana di ginecologia, che, sempre su blitzquotidiano.it, si sofferma anche sugli omosessuali, tra i quali si registra una crescita in aumento Quindi stata la dichiarazione dell'attore Kirk Douglas che ha portato con le sue affermazioni uno spunto alle varie riviste scientifiche e ai consessi scientifici internazionali a discutere di questo problema e anche a vedere cosa si pu fare per prevenire e combattere l'infezione del papilloma virus una volta che questa stata trasmessa La prevenzione e combattere la diffusione non semplice e forse quasi impossibile: non si pu certo proibire a delle persone di usare il sesso orale sia le donne che all'uomo. La non pratica un fatto limitato solo in certi ambienti integralisti e religiosi di alcune religioni. Per la trasmissione per via sessuale facile proporre il preservativo e questo pu essere facilmente applicato in caso di fellatio e allora potrebbe essere la causa di prevenzione riguardo la donna . Ma quanto lo applicherebbero ? Il preservativo applicato durante la fellatio non sarebbe apprezzato da tutti e sarebbe molto difficile trovare degli uomini che accettino di indossare il condom al momento dell'atto sessuale e d'altra parte anche la donna proverebbe poco piacere a fare sesso orale tramite fellatio coperta da un preservativo quindi in questo caso la prevenzione forse non possibile. L'unica prevenzione che si pu fare limitare i partners e avere una massima igiene con dei colluttori della cavit orale prima di praticare una fellatio Per quanto riguarda invece il cunningulus si consiglia anche qui di non passare a troppi partners e che questi siano sicuri e di applicare la massima igiene sia dei genitali femminili e anche di praticare un lavaggio con colluttorio della cavit orale maschile Una vera prevenzione attualmente viene anche offerta dallo Stato ma prevista solo per le ragazze in giovani et . Questa prevenzione data dal vaccino anti Hpv. Questo vaccino, alla giorno di oggi viene previsto solo per le ragazzine, ma secondo gli oncologi americani riunitisi recentemente a Chicago, dovrebbe essere esteso anche ai maschi in giovane et. Prevenire, insomma, nei primi anni di vita per evitare di curare in et adulta. Il vaccino anti-Papilloma si sarebbe rivelato decisivo soprattutto per contrastare i tumori al collo dellutero, mentre lefficacia pi incerta per linfezione alla gola e le neoplasie correlate Anche se il vaccino viene dato dallo Stato come forma di prevenzione e di limitazione della neoplasia dell'utero alle ragazzine rimane sempre il fatto che il vaccino pu contrastare la diffusione del cancro della gola. Esso rimane una delle prevenzioni fattibili che noi conosciamo. La prevenzione vera o la prevenzione primaria passa attraverso il vaccino quando possibile ed efficace specialmente nelle giovani et. Ma poi si tratta ad operare le misure igieniche necessarie e l'uso moderato di tale pratica per cercare di evitare o limitare la nascita di questi tumori. Dobbiamo poi tenere presente la prevenzione secondaria o la diagnosi precoce. Per tale motivo sempre utile un controllo periodico dall'Otorino in modo da rinvenire la presenza di lesioni cancerose o precancerose alla laringe o al cavo orale quando queste essendo in uno stadio iniziale possono essere estirpate radicalmente senza che si debba passare n ad un intervento diverso n a terapie particolari. Non mi stancher mai di ripetere che la prevenzione e l'unica arma vincente e quindi se pur vero che esiste una prevenzione primaria e una prevenzione secondaria queste prevenzione hanno efficacia solo se esiste una informazione alla popolazione in modo particolare questa informazione deve partire dai giovani Bisogna affrontare con i giovani il tema delle malattie sessualmente trasmesse. Attualmente se ne parla poco e sono in genere colloqui o lezioni tenuti da medici nelle scuole medie nelle scuole superiori ma sono corsi sporadici i cui risultati sono sempre discutibili Credo che portare nelle scuole notizie e consigli su questo tipo di patologia sia una cosa molto importante anche perch noi sappiamo che i giovani hanno fame di notizie su questi argomenti e se pur vero che la maggior parte dei ragazzi chiariscono questi argomenti con i loro amici pur vero che queste notizie sono spesso sbagliate o non precise. Quando ne parla una persona nota o un attore il mondo si muove, la gente si muove. Vi ricordate come il mese scorso alla notizia che l'attrice Angiolina Jolie si era fatto fare un intervento di mastectomia bilaterale e cio di asportazione delle due mammelle per evitare la nascita del cancro alla mammella ha creato un interesse notevole e molti si sono posti la domanda se eseguire anche loro l'intervento. Ci ha portato per esempio all'episodio di un uomo che si fatto togliere radicalmente la prostata per evitare l'eventuale nascita di un tumore Anche qui abbiamo avuto un attore famoso Kirk Douglas che ha provocato un mare di notizie su un mare di giornali e se n' parlato molto tant' vero che da dati della ricerca sulle farmacie e dei consultori si notato un aumento delle richieste di vaccino contro il papilloma nelle cliniche. Sembrerebbe quasi che per far interessare la gente alla prevenzione ci voglia la parola di che personaggio noto di qualche cantante o di qualche attore. Come per tutti i tumori solo quando un tumore colpisce una persona a noi vicina, un parente, allora ci accorgiamo del problema; finch il tumore colpisce una persona che non conosciamo noi non rimaniamo colpiti. Quando leggiamo il suo annuncio di morte diciamo " poveretto morto anche lui " ma non ci rendiamo conto che pu capitare anche a noi. La stessa cosa il problema nato dall'papilloma virus , della sua trasmissione la sua possibilit di provocare il cancro dell'utero e anche dell'oro faringe e della laringe. Una ricerca dell'Ohio State University Comprehensive Cancer Center, pubblicata sul Journal of American Medical Association (Jama), pone l'accento su questo problema e dimostra ancora una volta che la diffusione dell'infezione da papilloma virus e quindi la nascita del cancro sia dovuto non tanto al rapporto sessuale in s per s ma alla quantit dei rapporti che si hanno e dei soggetti che si incontrano. Il dire "fate sesso sicuro" significa non solo essere sicuri del partner che si incontra ma anche dei numeri dei partners che si incontrano perch stato dimostrato che aumentando il numero dei partners porta alll'aumento del rischio della trasmissione della malattia. noto che la maggior parte dei casi in cui ritroviamo il cancro o la presenza del HPV la causa nasce da rapporti sessuali non protetti mentre solo in piccola parte trascurabile pu trasmettersi in altra modalit. Se vero che non esistono ancora vaccini specifici per la faringe la bocca e della laringe viene consigliato utilizzare lo stesso vaccino che viene somministrato per il cancro del collo dell'utero in quanto anche questo tipo di tumore proviene dallo stesso virus. Noi sappiamo che la maggior parte dei tumori possono essere eliminati eliminando i fattori se questi sono conosciuti. Se non conosciuti si pu fare una diagnosi precoce in maniera da delimitarne i danni e probabilmente di arrivare ad una guarigione totale. Gli studi hanno messo in evidenza varie cause di tumori e questo ha permesso che al giorno d'oggi possiamo avere una diminuzione di tumori sia per la diminuzione di fattori di rischio sia per una diagnosi nettamente precoce . Ora noi sappiamo che alcuni tumori come quello del colon, della prostata dei polmoni si stanno riducendo e il cancro dello stomaco nettamente in diminuzione mentre il cancro della mammella in leggero aumento ma si arriva ad una guarigione alta secondo lo stadio e certamente molto migliora di rispetto a quello di anni fa per la diagnosi precoce e per le terapie attuali. Noi invece sappiamo che il tumore oro-faringeo c' e colpisce il palato molle e la base della lingua e l'arco delle tonsille e la parte posteriore della gola e che questo tumore in aumento . La causa potrebbe essere proprio il ruolo del sesso orale anche se non dobbiamo dimenticarci che in questi tumori gioca sempre in maniera principale il fumo e l'alcol come abbiamo sempre sostenuto. La dottoressa Maura Gillison parlando della trasmissione del virus per via sesso orale ipotizza che il numero di neoplasie orofaringee derivanti dal virus HPV potrebbe superare quello del cancro alla cervice uterina causato dallo stesso virus. Questo dato viene messo in evidenza perch se vero che si consiglia di usare lo stesso vaccino e anche pur vero che non siamo certi che il vaccino che usiamo oggi per il cancro alla cervice sia lo stesso che possa prevenire il tumore della lingua e della ipofaringe e trachea. Non si spiega anche perch la infezione negli uomini nella cavit orale cosi diversa e maggiore che nelle donne. Potrebbe nascere da una differenza di igiene ma poco sostenibile. E' pi sostenibile la possibile influenza delle differenze ormonali tra uomini e donne. Concludendo al momento non ci sono dati sicuri e non ci sono molti studi che pongono una relazione tra sesso orale e il cancro trasmesso dalla virus HPV per tutti gli studi tendono tutti a dimostrare un legame tra le papilloma virus il cancro alla gola per chi pratica sesso orale. Certamente ribadiamo che pi che sesso orale il numero dei partners come abbiamo gi detto. I papilloma virus sono molto frequenti ce ne sono pi di 120 tipi diversi e la maggior parte causa malattie non gravi come le verruchee alcuni tumori benigni ma anche tumori maligni . La trasmissione di questo papilloma virus avviene per contatto diretto in genere sessuale perch si tende a dimostrare anche se non si ha la certezza che il papilloma virus non presente nel sangue e nello sperma e quindi solo il contatto di una zona esterna lo trasmette in tutte le lesioni in prossimit dei genitali esterni . E si comprende nei genitali anche la mucosa anale (i cosiddetti papillomi verruche o condilomi anali ) che si ritrovano con una certa frequenza.. Pi partners diversi si hanno, pi alta la probabilit di contrarre un tipo di HPV. Per questo motivo la probabilit pi alta di contrarlo tra i 20-35 anni, solitamente il periodo di massima attivit sessuale dei giovani adulti. Normalmente colpisce i giovani cui il sistema immunitario migliore e in genere i papilloma virus viene distrutto dal sistema immunitario e la infezione se presente termina velocemente; non sono presenti sintomi e non ci si accorge di aver contratto il virus. In altri casi di persone che hanno un deficit immunitario non si riesce a contrastare il virus e l'infezione procede producendo quelle neoformazione in sede vaginale o prepuziale o sul glande che evidentemente sono la causa della trasmissione del papilloma virus nell'ambito oro-faringeo. Come ultima conclusione si raccomanda in sostanza la limitazione del numero dei partners , la massima igiene delle zone genitali non solo proprie ma anche del proprio partner. Se possibile l'uso del vaccino e in ogni caso nel periodo di attivit feconda di massima attivit sessuale fare un controllo una volta all'anno dal vostro otorino di fiducia.

Il Punto sulla Sigaretta Elettronica. Fa male o fa bene ? Fa smettere di fumare ? 02/06/2013 20:51
Oggi si parla molto di sigarette elettroniche. Se ne parla molto 1) perch di moda 2) perch rappresenta un business specie in periodo di crisi 3) perch si pu e si deve discutere se fanno bene o se fanno male 4) perch le discussioni dette nascondono il problema e cio se fanno smettere di fumare le sigarette tradizionali o meno o se ne fanno diminuire l'uso Ho provato a leggere tutto quello che ho trovato sulle riviste e disponibile sul web e provo a dare il mio contributo personale sul vero problema che interessa la maggior parte delle persone che vogliono smettere di fumare Sicuramente il pericolo principale e che le sigarette elettroniche non sono un monopolio di stato e non formano neanche parte delle grandi lobby del tabacco (soprattutto americane). Al momento quindi lo stato non ci guadagna se la gente le fuma . Ma non si calcola mai la spesa che lo stato spende per il danno dal fumo di sigarette ( e dei suoi componenti ) Quello che tutti dicono che lo Stato ci perde se diminuiscono i fumatori. Non si dice mai che la spesa dello Stato per i danni diretti e indiretti dal fumo di tabacco superano quanto lo Stato incassa vendendo le sigarette stesse. Io credo che questo giudizio dato dalle persone che fuggono dai dati reali sia pilotato dalle grandi lobby del tabacco che sono infiltrate un po' dappertutto e che quindi hanno interesse a mantenere lo stato quo. Per loro di gran lunga preferibile che la gente continui a fumare piuttosto di passare alla sigaretta elettronica. Io credo che se una delle grandi lobby del tabacco producesse delle sigarette elettroniche la situazione e giudizi potrebbero cambiare. Detto questo dobbiamo anche considerare un fattore che per ininfluente sul problema che noi ci poniamo e cio se la sigaretta elettronica faccia bene o male al cittadino. Questo fattore il fatto che fumare la sigaretta elettronica di moda e anzi possiamo dire che tra la fine dell'anno scorso e il principio di quest'anno esplosa la moda della sigaretta elettronica. Voi vedete che i negozi che vendono solamente sigarette elettroniche e i loro componenti ricambi liquidi eccetera nascono quasi come funghi in tutte le citt. La gente attirata da questa novit e sperando di smettere di fumare senza fatica e quindi senza una vera volont prova la sigaretta elettronica. Ma la prova senza sapere normalmente cosa prende che tipo di sigarette elettroniche esistono, che dosaggio di nicotina possono trovare., Che tipo di liquido e quindi di componenti possono utilizzare per riempire la sigaretta elettronica. La maggior parte vede questi negozi e quindi prova perch un'emulazione dell'amico, del compagno che ha iniziato a fumare tale sigaretta elettronica e quindi bello e ci si sente pi importanti come quando si iniziato fumare la sigaretta tradizionale; ci si sente pi del gruppo a dire anche io ho iniziato a fumare la sigaretta elettronica. Questo problema se vogliamo dire di moda e non risponde alla domanda se fa bene o fa male salvo il fatto che proprio perch di moda proprio perch la gente non sa cosa fuma pu essere che la persona assuma o comperi una sigaretta elettronica non secondo leggi. Il secondo punto anche questo poco legato al fatto che a noi interessa e cio se la sigaretta elettronica faccia bene o male pi o meno rispetto alla sigaretta tradizionale. Parliamo del fatto che in questo momento la sigaretta elettronica rappresenta un business specie in un periodo di crisi e questo business dobbiamo considerare sotto due aspetti. Primo e fondamentalmente che un business per chi apre un negozio dedicato solo a questo tipo di prodotto. Un po' come negli anni 60 era di moda aprire il negozio in cui si trovava solo tabacco sia in Italia come all'estero e andava di moda entrare in una di questi locali e scegliere il tabacco scegliere la sigaretta o la pipa e poter mostrare agli amici quello che si aveva che poteva essere diverso da quello che avevano gli altri amici le altre persone. Diventa un business di poter aprire un negozio che ha una potenzialit di vendita tenendo presente che vi un momento di crisi che molti negozi chiudono e che molti negozi sono in difficolt. Trovare qualcosa di nuovo da rendere o apparire attraente a tante persone rappresenta quindi un'uscita possibili dalla crisi ed ecco che diventa un motivo di lavoro fattibile e utile senza tanta fatica. Da punto di vista del soggetto che le acquista possiamo anche dire che anche questo sia un business nel senso che in Italia le sigarette costano poco rispetto agli altri paesi europei. Prezzi inferiori li troviamo solamente nei paesi dell'est anche nella comunit europea ma nei paesi intorno Svizzera Francia e Germania e non parliamo degli Stati del Nord Norvegia Finlandia Svezia in Inghilterra la sigaretta costa molto di pi e il ricavato va utilizzato per i problemi sociali e per la sanit. In Italia le sigarette costano poco per un valore medio di un pacchetto si aggira sui 4,50 euro, il che rappresenta una spesa per tanti considerando che la media abbiamo visto anche in questi giorni di circa 20 sigarette al giorno. Se un pacchetto da 20 viene fumato di media ci sono le persone che fumano saltuariamente e che fumano 5 o 6 sigarette al giorno ma ci sono persone che fumano 40 sigarette al giorno. Nel complesso fra tutti i fumatori la media si aggira su un pacchetto da 20 sigarette al giorno quindi a fine mese il soggetto che fuma mediamente spende circa 150 al mese. Ecco che se questo soggetto che si trova in difficolt pi o meno evidente da un punto di vista economico per la crisi riesce a fumare di meno quindi a consumare di meno e spendere di meno oppure a sostituire con una sigaretta elettronica che dopo la spesa iniziale ha un costo di mantenimento di molto minore ecco che diventa se vogliamo dire un business in tempo di crisi anche per l'acquirente. Ma questo problema non risolve e non ci d una risposta al fatto se la sigaretta elettronica fa pi o meno bene di quella tradizionale. Ora quello che noi deve interessare se ci sono studi sicuri scientifici sulle persone e prima ancora direttamente sugli animali per capire se l'inalazione del vapore della sigaretta elettronica faccia poi male anche all'uomo. Secondo se i danni che possono venire dall'inalazione del vapore della sigaretta elettronica siano maggiori di quelle della sigaretta tradizionale. E questo importante in quanto a parit di danno se un danno e 10 un danno 1 chiaro che sar preferibile un danno di 1 rispetto al danno di 10. Non si pu come si legge su riviste da nomi anche importanti della scienza dire che la sigaretta elettronica ha dei componenti che fanno male all'organismo se questi componenti sono in minima parte e se il danno un 10 del danno che si ha fumando una sigaretta tradizionale. Credo che sia evidente che fra un danno di 10 e uno di 100 sar sempre meglio avere il danno di 10 rispetto a quello di 100. Per questo di solito non viene messo in evidenza. A noi quindi interessa che i componenti non facciano male o se fanno male facciano male in proporzione di molto minore rispetto al danno del fumo della sigaretta tradizionale. Secondo a noi interessa che il fumare la sigaretta elettronica conduca in tempi pi o meno brevi in relazione al soggetto a una diminuzione dell'uso del tabacco e successivamente all'uso anche della sigaretta elettronica in modo da poter arrivare ad una persona libera di non fumare e che effettivamente non fumi n quella tradizionale n quella elettronica. Quindi dobbiamo studiare e vedere che studi ci dicono in percentuale quante persone che hanno iniziato a fumare la sigaretta elettronica smette di fumare quella tradizionale e quante persone in un secondo momento smettono anche di fumare quella elettronica. C'interessa poi vedere effettivamente quali sono i componenti che la persona assume fumando la sigaretta elettronica, quale di questi componenti siano effettivamente sempre presenti e quali componenti sono pi o meno variabili a secondo la marca della sigaretta elettronica. Ci interessa per anche sapere se questi componenti sono descritti visibili alla persona che compra la sigaretta elettronica e poi naturalmente ci interessa sapere se vengono eseguiti controlli per verificare se le sigarette hanno effettivamente il contenuto descritto sulla confezione. Il professor Riccardo Polosa docente di Medicina Interna allUniversit di Catania ed esperto internazionale per la terapia del tabagismo, ci parla di un lavoro che verr pubblicato a fine giugno La sigaretta elettronica rappresenta unalternativa sicura alle sigarette tradizionali. Si dimostrata molto utile anche per i fumatori che non hanno intenzione di abbandonare il vizio. Col suo studio Sono stati reclutati fumatori accaniti che non avevano alcuna intenzione di smettere di fumare. A un anno dallinizio dello studio, l8,7 per cento ha abbandonato le sigarette tradizionali. Di questi, il 75 per cento ha addirittura abbandonato anche la sigaretta elettronica Noi vediamo spesso negozi improvvisati senza le autorizzazioni prescritte che vengono prodotti provenienti dalla Cina o altri paesi che non hanno le nostre regole e che quindi vendono sigarette elettroniche non conforme a quanto dichiarato e ai principi che devono rispettare. Si discute infatti di vendere le sigarette elettroniche solamente in farmacia in modo che sia il farmacista a consigliare con conoscenza al soggetto la sigaretta elettronica pi utile alle sue esigenze, con la dose di nicotina presente e graduale diminuzione secondo il soggetto e che non abbia all'interno contenuti tossici o almeno che ne abbia in dose minima. infatti pi facile che i controlli avvengano in una farmacia dato che i NAS normalmente controllano molto pi frequentemente le farmacie e gli ospedali e le strutture sanitarie di altri venditori. Io credo che dare il permesso di vendere le sigarette elettroniche solo alle farmacie non sia per corretto in un libero mercato ma si possono vendere anche in altre strutture magari create per l'occasione e da una marca di sigarette elettroniche ma questo negozio deve rispettare tutte le regole relative alla sigaretta che vendono e cio sapere indicare esattamente il contenuto di nicotina e di legno e di ogni altro componente della sigaretta elettronica che vendono. Avere una marchiatura c' avere una registrazione dal ministero della salute in modo che il soggetto sappia cosa compera e che gli venga anche consigliato con competenza quale sigaretta elettronica sia pi utile per lui che vuole sostituire quella tradizionale o vuole eliminare quella tradizionale. E veniamo adesso agli studi che dovrebbero dirci quali sono i componenti o gli elementi che la persona assume aspirando il fumo della sigaretta elettronica e quali di questi componenti sono dannosi alla salute . Dobbiamo per premettere che poich la sigaretta elettronica in commercio da poco tempo gli studi scientifici sono recenti e noi sappiamo che la validit di uno studio scientifico e dato da una validazione nel tempo e alcuni effetti collaterali e alcuni danni all'organismo possono essere messi in evidenza a distanza di 3/5/10 anni e noi non siamo ancora in grado di avere studi a distanza di tale quantit di anni. . La risposta per questo motivo non chiara. In tutto il mondo, insieme alle vendite di sigarette elettroniche, sta aumentando negli ultimi mesi anche il numero di studi e pubblicazioni che cercano dare una risposta ai quesiti dellutilizzo del nuovo strumento sulluomo. Ma i rapporti degli esperti (sui quali aleggia pure il sospetto di complicit con aziende farmaceutiche) forniscono responsi assai discordanti Uno degli studi a questo proposito stato promosso dal Office francais de prevention du tabagisme ed stato guidato dalla dottoressa Elizabeth Tamang, ricercatrice vicina alla Pfizer, la pi grande societ del mondo operante nel settore della ricerca, della produzione e della commercializzazione di farmaci. Tale studio porta elementi che minimizzano gli effetti della sigaretta elettronica e gli esperti hanno dichiarato che non erano legati a nessuna industria farmaceutica per non avere conflitti di interesse. Bisogna per dire che ho il riferimento alla collaborazione con la Pfizer, nota produttrice farmaceutica non era stato menzionato. Vero problema nasce anche dal fatto che gli effetti sulla salute sono in tutti paesi poco studiati e non esiste nessuna relazione che offra risposte sulle conseguenze della nuova tecnologia nel lungo periodo come dicevamo nella premessa. Uno studio del 2011 pubblicato su una rivista di politica sanitaria affermava che le sigarette elettroniche comportano pochi o nessun rischio per la salute . Ma tutti li studi si concentrano prevalentemente sugli effetti sulla salute a breve e medio termine. Nessuna relazione offre risposte sulle conseguenze della nuova tecnologica nel lungo periodo. Nel 2011, ad esempio, uno studio pubblicato su una rivista di politica sanitaria pubblica assicurava che le sigarette elettroniche comportano pochi o nessun rischio per la salute. Ma un lavoro pubblicato negli Stati Uniti nel 2009 dalla Food and Drug Administration, invece, metteva in guardia dalla presenza di composti tossici. Vi sono poi altri esperti che affermano che vi possa essere una possibile riduzione della penetrazione di aria nei polmoni. Altri ancora hanno sottolineano i rischi per il cuore. interessante o curioso o forse utile sapere che in diversi paesi come la Turchia Brasile e l'Argentina Singapore stato posto per legge uno stop alla vendita delle sigarette elettroniche. Questo per un dato importante anche da un punto di vista sociale in quanto questi paesi l'uso delle sigarette molto diffuso e in aumento quindi potrebbe aver vinto la lobby del tabacco cercando di mettere uno stop alla vendita delle sigarette elettroniche proprio per paura che questi possono fare diminuire la vendita delle sigarette. In Francia la relazione dell' Office francais de prevention du tabagisme considera le sigarette elettroniche meno dannose delle tradizionali ma era stata anticipata da uno studio dellagenzia nazionale per la sicurezza dei farmaci che consigliava di non utilizzare lo strumento elettronico. Poche sono le certezze che si possono evidenziare da questi lavori citati o da altri in quanto solo di lavori parziali a breve e medio termine. Certamente non abbiamo certezze da vendere. LOrganizzazione mondiale della Sanit nel 2008 ha dichiarato che la sigaretta elettronica non pu essere affatto considerata come una terapia per aiutare i fumatori a smettere. Si parla molto nella inalazione di glicole propilenico, ma gli studi hanno dimostrato la non tossicit sui topi da laboratorio. In futuro sapremo di pi dei possibili danni nell'organismo umano. Noi dobbiamo cercare di tenere presente quindi le sostanze messe e contenute nelle sigarette elettroniche anche se tale sostanze fanno meno male di quelle tradizionali e se possiamo o dobbiamo dire se sono degli strumenti che aiutano le persone affette da uso di tabacco a diminuirne l'uso o ad abbandonarlo del tutto Purtroppo come ho detto in premessa gli studi sono pochi (pi o meno 200) e essendo a breve termine non possono dare con sicurezza certezza I ricercatori al momento si sono limitati ad analizzare cosa succede ai polmoni dei fumatori attraverso luso del nuovo apparecchio. Ma i ricercatori al momento non possono dire eventuali danni nel futuro e non abbiamo dei dati statistici significativi sulla diminuzione dell'uso del tabacco tradizionale. Anche se statisticamente come ci ha detto il professor Riccardo Popolosa con il suo studio dopo un anno circa il 9% ha abbandonato la sigaretta tradizionale e di questi 87% ha poi abbandonato anche quella elettronica chiaro che sono dati parziali che devono essere presi con le pinze. Per sono anche dati di uno studio serio scientifico universitario elaborati da un professore di nome e di fama scientifica riconosciuta. La Food and Drug administration Usa, lente che sovrintende la diffusione di alimenti e medicinali nel Paese, ha analizzato nel 2009 i componenti presenti nelle cartucce delle sigarette elettroniche rivelando la presenza di nitrosammine, elementi cancerogeni gi inclusi nelle sigarette tradizionali, anche se in una concentrazione minore. Si deve riprendere in mano quello che ho detto all'inizio e cio che ci sono componenti tossici presenti sia una che nell'altro tipo di sigaretta ma si deve anche dire che se le sigarette elettroniche presentano sostanze tossiche a concentrazione di gran lunga minore rispetto le sigarette tradizionali chiaro che se uno deve scegliere deve scegliere quelle a contenuto di molto minore. La Fda ha poi scoperto che nelle cartucce presente il Glicol dietilenico, un elemente antigelo presente anche nellolio dei freni. Parliamo di un composto classificato come veleno dallOrganizzazione Mondiale della Sanit ed unassunzione cospicua potrebbe causare problemi ai reni, disfunzioni nervose e problemi respiratori. Anche di questo componente noi sappiamo che un componente tossico per anche vero che presente in quantit minima e non stato dimostrato alcun danno evidente . Certamente se ci fossero studi a lungo tempo forse potremo dimostrare dei problemi ai reni e delle disfunzioni nervose e dei problemi respiratori ma sicuramente per l'uso normale che vi viene fatto e per l'uso che in prospettiva ( come dimostrato dallo studio del prof Popolosa che dovrebbe portare alla cessazione anche dell'uso di quella elettronica) tali danni non si dovrebbero riscontrare Nel marzo del 2013 i ricercatori delluniversit della California ha studiato il contenuto anche i vapori presenti nelle sigarette elettroniche rivelando particelle di vapore, ferro, alluminio e silcati oltre a nanoparticelle di stagno, cromo e nichel. I ricercatori hanno scoperto che la concentrazione di questi elementi sono pari a quelle presenti nelle sigarette tradizionali e che quindi anche le elettroniche possono facilitare linsorgenza di malattie. Per quanto riguarda questi componenti dai ricercatori dell'Universit di California dobbiamo ricordare quello che abbiamo sempre detto che nel fumo di sigaretta tradizionale ci sono pi di 20.000 componenti e questi in maggioranza sono tossici. Il fatto che ve ne siano alcuni anche nella sigaretta elettronica evidente poich quando noi portiamo ad alta temperatura la il tabacco e la sua combustione si producono sostanze che possono essere tossici. Si tratta naturalmente sempre di tenere presente la quantit della concentrazione di tali elementi in una sigaretta tradizionale e in una sigaretta elettronica e anche qui poich il calore della combustione del tabacco maggiore di quello del liquido contenuto da sigarette elettronico, noi dobbiamo dire che se vero che ci sono le componenti tossiche anche vero che queste sono in quantit minore. Naturalmente deve sempre essere presa in considerazione una sigaretta elettronica certificata sia marchiata CEE e che ci sia un controllo del ministero della sanit per poter dire che quella sigaretta elettronica ha una quantit minima di sostanze tossiche e queste sostanze tossiche devono essere dichiarate nella confezione. Sar poi il farmacista o chi lo vende consigliare il paziente quale sigaretta usare e quante usarne di queste sigarette. E' altres chiaro che non pu essere venduta liberamente ai minori . La sigaretta elettronica nata per essere un mezzo per diminuire o smettere di fumare e come tale deve rimanere : Le statistiche stesse dicono che chi fuma la sigaretta elettronica abbandona spesso quella tradizione e spesso poi anche quella elettronica . Le statistiche evidentemente non sono date da grandi numeri ma in ogni caso non devono essere invece prese come abitudine a rimpiazzare un tipo di sigaretta con la sigaretta elettronica e per continuare poi con questa. Alcuni studiosi e psicologi hanno cercato di dimostrare che le sigarette elettroniche potrebbero coinvolgere numerosi adolescenti perch la pubblicit che sta prendendo piede specie per l'utilizzo da parte di attori celebri o sportivi e possono portare un senso di emulazione nello stesso modo in cui la sigaretta tradizionale stata usata in passato dalla pubblicit di imitazione . Si teme che questa pubblicit di imitazione possa coinvolgere anche la sigaretta elettronica e che quindi da uso di un mezzo per diminuirlo smettere di fumare possa essere un incentivo una moda di utilizzare un altro metodo di fumare. Molti sostengono che la sigaretta elettronica possa essere pericolosa come quella convenzionale e che l'uso non controllato rischi di vanificare una ricerca di un sistema che dovrebbe essere usata in maniera corretta per abituarsi a non sentire la mancanza della sigaretta tradizionale Al momento se dove tirare una conclusione consiglio Accertare che la sigaretta elettronica sia marchiata CEE e autorizzata dal Ministero della Salute Accertare che siano specificate i componenti che si rinvengono nel liquido di ricambio Accertarsi che il farmacista o il venditore conosca quale sigaretta elettronica faccia per voi Si consiglia di passare gradualmente dalla sigaretta tradizionale a quella elettronica e quando si passati totalmente a quelle elettronica passare gradualmente ad una diminuzione anche di tale sigaretta.

Neoplasia della mammella e il caso dell'attrice Angiolina Jolie 26/05/2013 13:31
La Prevenzione del tumore al seno Si parla molto sia tra la gente che nellambiente medico sulla decisione dell'attrice Angelina Jolie di sottoporsi a un intervento di "doppia mastectomia" per eliminare il rischio del tumore alla mammella. La attrice era morta di tumore al seno e sembra che lei fose portatrice di un gene anomalo per cui lei avrebbe per cui avrebbe una alt possibilit di ammalarsi di tumore al seno. La decisione della attrice stat discussa ed ha avuto molta attenzone dai media. Ha colpito che poco dopo sia apparasa la notiza di un uomo che si fatto asportare radicalmente la prostata per evitare il rischio che in futuro potesse avere il cancro alal prostata Nasce quindi la paura che altre persone possano imitare la scelta della attrice e che quindi la masetctomia bilaterale possa diventare un modello da seguire per migliaia di donne che si trovano nella stessa situazione. Gli oncologi e gli studiosi si sono divisi anche il prof Umberto Veronesi ha espresso il suo pensiero che sostanzialmente quello che noi portaiamo avanti da anni. La prevenzione la migliore arma vincente in tutti I sensi Salvo che la donna sia in una condizione psicologica di ansia eccessiva e quindi non viva una vita degna di tale nome, e diventi quindi una non-vita, allora ci sono pi vantaggi a fare controlli ogni sei mesi, e scoprire l'eventuale tumore in epoca precocissima. Se si scopre il tumore iniziale la possibilit di guarigione si aggira al giorni doggi sul 95%. La genetica e quindi lo studio delal mappa genetic ache ora alla portata di tutti anche nel Veneto ci pu dire se abbiamo un rischio maggiore ma non ha dato soluzioni alla terapia o a cvosa fare per non dare vita al tumore Dobbiamo anche ricordare che la mastectomia radicale non annulla completamente il rischio di tumore, che rimane intorno al 5% anche dopo l'intervento . E allora se consideraiamo che la diagnosi precoce ci porta ad una guarigione del 95% e che rimangono anche dopo lintervento il 5% di possibilit di ripresa della malattia, se ne conclude che la mastectomia preventive bilaterale forse non la soluzione migliore. In linea ipotetica possiamo pensare a gente cj si toglie lo stomaco, o il colon, o lintestino, o il polmone per evitare la possibile nascita del tumore E poi si deve considerare oltre ai vantaggi e svantaggi per la persona ma anche I costi per la societ Lattrice poteva spendere per lintervento e per la ricostruzione ma il costo a carico dello stato sarebbe alto specie se molti lo facessero. E poi vi sono I problem legati alla ricostruzione. La ricostruzione dopo mastectomia pu essere eseguita con parti del proprio corpo, liembo addominale o lembo dorsale ma la maggior parte delle donne opta per la ricostruzione con la protesi Ma le potesi rimangono sempre e comunque un corpo estraneo, e natural che possa esserci una reazione al corpo estraneo. E in ogni caso la protesi ha una durata limitata. Se la donna giovane deve mettere in cantiene almeno 3 o 4 interventi per sostituzione di protesi Quiundi noi consigliamo quello che da anni consigliamo La donan deve sottoporsi a controlli periodici con mammografai, ecografia ed eventuale risonanaza magneticaa ogni sei mesi o un anno secondo il rischio. Come sempre quindi se una persona famosa come lattrice rende nota una sua decisione , questa rischia di creare un'emulazione, un modello valido per tutti, mentre la scelta deve essere guidata dal proprio medico di fiducia o da un esperto Sarebbe giusto che ogni donna che ha una familiarit con questo tipo di neoplasia si sottopongano a un test genetico. Importante che la donna sia cosciente dei rischi che corre e che quindi sia pi attenta alla prevenzione secondaria o diagnosi precoce. La donna deve essere consapevole e informata, cos da decidere come seguire uno stretto programma di controli. Si pu anche considerare in certi casi la mastectomia preventive ma con con l'aiuto del proprio medico di fiducia e avvalendosi di oncologi di un consulente genetico e di uno psicologo". Nella nostra ASL vi lo screening mammografico e ci sono , come in tutte le ASL, dei senologici che possono aiutare le donne nella diagnosi precoce e nelle decisioni che poi ne conseguono Quello che mi lascia perpleso la scarsa partecipazione alla chiamata allo screening. E vero che lo screening consiste solo della mammografia e non associa la ecografia. E questo avviene per mancanza di fondi. La mammografia viene eseguita da un tecnico mentre la ecografia viene eseguita da un medico e il costa aumenta. Probabilmente diverse donne preferiscono andare a fare mammografia e ecografia assieme fuori dallo screening. Ma anche vero che molte donne arrivano in ambulatorio con neoplasie in stadio avanzato. E questo vuole dire che molte non seguono lo screening e nemmeno vanno mai a farsi visitare se non nellultimo stadio quando la neoplasia da fastidio o si ulcera o diventa un ingobro alla donna. Quindi facciamo un appello affinch le donne seguano I percorsi che portano ad una diagnosi precoce del tumore al seno e se possibile non prendano lesempio dallattrice Angiolina Jolie.

Giornata della Prevenzione a Montebelluna presso Monte Medica 26/05/2013 13:30
E' sempre stagione per la Prevenzione.. Non ci si deve fermare mai perch solo la Prevenzione in senso lato pu portare ad evitare alcune malattie e in particolare alcuni tumori La Prevenzione pu essere primaria se conosciamo le cause che provocano un tumore , oppure pu essere secondaria se non conosciamo le cause e cerchiamo di arrivare a scoprire il tumore prima possibile Questa prevenzione detta anche Diagnosi Precoce Vi sono vari mezzi per fare diagnosi precoce. Il metodo universalmente riconosciuto pi efficace lo screening. Lo screening una offerta che lo stato offre alla popolazione con alcune indagini che possono rivelare in stadio precoce il tumore Attualmente gli screening in vigore sono la mammografia per il tumore al seno, la ricerca del sangue occulto nelle feci e il Pap Test per il cancro del collo dell'utero. Naturalmente questi screening sono una offerta e i risultati dipendono dalla risposta della popolazione alla offerta Un metodo che io ritengo molto valido la campagna di sensibilizzazione In cosa consiste? Si tratta di andare tra le gente spiegando che bisogna partecipare agli screening ma non solo. Si cerca di spiegare alla gente cose si possono evitare o limitare alcuni tumori cercando di diminuire la cause note Per esempio non fumando si possono evitare circa il 88% dei tumori polmonari Io vado spesso in vari comuni a parlare della Prevenzione Sabato prossimo passer la giornata a Montebelluna a fare delle visite gratuite dalle 9 alle 21 presso un poliambualtorio che si chiama Montemedica Abbiamo stampati dei depliant spiegando come si fa la prevenzione ai tumori della mammella ed abbiamo invitato le donne dei Comuni di Montebelluna e dei comuni vicini come Volpago a venire a farsi visitare. Stiamo gi riempendo le prenotazioni e la gente risponde bene0, forse perch le visite sono gratuite. Ma certamente la alta partecipazione far s che si possa informare le donne dei rischi e di come devono esaminarsi, vedersi e partecipare allo screening che consiste nella mammografia. Sensibilizzare la gente un metodo che da sempre buoni frutti Lascia perplesso che l'attrice Angiolina Jolie abbia preferito eseguire una mastectomia bilaterale piuttosto che seguire le norme per una diagnosi precoce. Certamente lei aveva dei rischi maggiore per problemi genetici ma un controllo accurato magari ogni 6 mesi avrebbe scoperto l'eventuale nascita di un tumore portandola ad una guarigione sostanzialmente definitva. La campagna di sensibilizzazione che sabato prossimo offriamo alle donne di Montebelluna grazie al Poliambulatorio Montemedica dar alle donne dei concetti che le aiuteranno ad arrivare a limitare il problema del cancro della mammella

Procedura per il trattamento di ulcere croniche degli arti inferiori con metodo del LIPOFILLING 19/05/2013 16:30
Avevamo annunciato che la equipe formata dal Chirurgo Plastico Dr Antonio Corezzola e dal Chirurgo Generale Madeyski Paolo avevano iniziato nel mese scorso la tecnica de Lipofilling rigenerativo per la terapia delle ulcere di vari tipo degli arti inferiori IUN questi due mesi scarsi abbiamo trattato 7 paziente. I risultati sono soddisfacenti ma non hanno numeri per poter diffondere i risultati. LO faremo al raggiungimento di un numero di 16-20 pazienti trattati come comunemente si trova in letteratura. Possiamo per dire che i risultati sono confrontanti e ci inducono a continuare con tale terapia nei casi selezionati Crediamo utili pubblicare le procedure e i protocolli che rispettiamo nell'usare tale terapia. Nulla vieta che nel corso d'opera possano esserci delle variazioni che la pratica o l'esperienza ci possa insegnare. Se ci fossero variazioni questa saranno comunicate A fine anno con un numero sufficiente di pazienti trattati sar pubblicato un lavoro scientifico in spagnolo e in italia sulal nostra esperienza e sulla efficacia di tale terapia Qui sotto di seguito la nostre metodica Procedura per il trattamento di ulcere croniche degli arti inferiori con metodo del LIPOFILLING 1) Scelta di pazienti Ulcere croniche arti inferiori con scarsa tendenza alla granulazione Natura diabetica o vascolare ( venosa o arteriosa). Pazienti che abbiano gi subito trattamenti (medici, innesti o ossigenoterapia topica o iperbarica) Perdita di sostanza e atrofia dei tessuti molli (postramatico,iatrogenico,cicatriziale) 2) Trattamento in regime di daysurgery o in ricovero ordinario se ci fossero motivi di terapie associate 3) Esami stabiliti con lanestesisti per procedura in TIVA ( Total intravenous anaesthesia ) 4) Tampone allingresso per esame culturale e antibiogramma 5) Medicazione pulitura ulcera con fisiologica allingresso ( non uso di betadine) 6) Prelievo grasso Si usa siringa da 10 cc o meglio di 20 cc con canula di diametro di 2mm da liposuzione anestesia locale ( mepivcaina con epinefrina 1:1000 ); la dose dipende dalle dimensione della lesione. infiltrazione di fisiologica 100 ml 7) Sede del prelievo Interno ginocchio, gluteo, addome , fianco 8) Prelievo di 10-20 cc di grasso 9) Centrifugare la siringa per 3 minuti in centrifuga sterile. 10) Toilette chirurgica con esame istologico di ogni tessuto fibrinosi o necrotico 11) Inieizione degli adipociti in ragione di 5-10 cc usando un ago 18 gauge 12) Sede di iniezione: sede centrale e nei bordi a livello della giunzione dermoepdermica 13) Medicazione con bagnata di fisiologica 14) Dimissione generalmente al pomeriggio 15) Controllo in terza giornata e quindi settimanalmente 16) Ossigenoterapia normobarica dalla terza giornata

La Prevenzione a Cortellazzo. Vogliamoci bene..per morire c' sempre tempo 03/05/2013 22:24
Continuano la giornate della Prevenzione. Dopo le conferenze a Cavallino- Ca Savio, Treviso, Padova, Caorle una altra giornata in cui si parler di prevenzione quella programmata a Cortellazzo per Luned 13 maggio alle ore 20 al locale La Darsena. Cortellazzo Vogliamoci bene. per morire c' sempre tempo. In effetti dobbiamo volerci bene Volersi bene significa volere il nostro bene, sia fisico che psichico. Significa cercare di eitare le malattie. E non solo evitare i tumori ma tutte le malettie. Si possono evitare tante malattie e molti tumori Per evitare le malattie bisogna conoscere le cause e se conosciamo le cause le possiamo evitare e quindi evitare o limitare le malattie. Noi sappiamo che per tumore si muore ancora molto ma si vive di pi e pi a lungo. E' vero che vi sono nuove medicine, vero che la terapia chirurgica migliorata ma la vera arma vincente la Prevenzione Prevenzione primaria e prevenzione secondaria. La prevenzione primaria data dalla conoscenza dei fattori che possono portare o favorire le malattie. Certamente non tutte le malattie hanno fattori noti e scatenanti. Ma diverse tumori e diverse malattie possono essere evitate se evitiamo certe cause Per esempio se non si fuma 85% dei tumori polmonari sarebbero evitato Se invece non conosciamo le cause di un tumore o di una malattia allora possiamo fare la Prevenzione primaria , ovvero la dignosi precoce. La diagnosi precoce non evita la malattia ma la limita e permette una guarigione nella maggioranza dei casi La Conferenza o meglio l'incontro con la popolazione di Cortellazzo mira proprio a dare notizie utili sia per la prevenzione primaria che per la diagnosi precoce E allora vogliamoci bene. per morire c' sempre tempo !

Le anemie dell'anziano 19/04/2013 22:46
LE ANEMIE NELLANZIANO A cura di: Dott. Alessandro Francescon, Specialista in Geriatria e Gerontologia-Osteoporosi. Larticolo estratto da una Comunicazione da me presentata al 48 Congresso di Nazionale di Geriatria, mette in relazione la ridotta funzionalit del midollo osseo con linvecchiamento, descrive il ruolo dei fattori ambientali, la peculiarit del quadro clinico in pazienti geriatrici, i tipi di anemia di pi frequente riscontro e lapproccio diagnostico pi appropriato. Per Anemia si intende una condizione in cui il livello di Emoglobina (HB) inferiore ai valori normali, riferiti allet e al sesso dellindividuo. Lanemia pu essere distinta a seconda del grado in: lieve (Hb=10.5-12g/dl), moderata (Hb=8-10.5g/dl) o di grado severo (Hb<8g/dl). Nella popolazione in et geriatrica i range di normalit dei valori di Hb andrebbero, comunque, determinati secondo fasce di et. Negli Anziani si riscontrano spesso alterazioni midollari e le pricipali sono riportate in Tab:1. Inalterata risulta, invece, la vita media dei globuli rossi. Le variabili che modificano la produzione dei globuli rossi, correlata allet sono : malnutrizione, condizioni socioeconomiche basse, farmaci, tossine, agenti patogeni, stress e presenza di una polipatologia. Tab.1: modificazioni midollari nellanziano calo dellemopoiesi in generale riduzione del numero di cellule staminali risposta inferiore a stimolo eritropoietinico ridotta incorporazione di Ferro nei globuli rossi ridotta risposta a uno stress aumento della fragilit osmotica dei globuli rossi Nei Reparti Geriatrici per acuti, il riscontro di anemia frequente, esso risulta abitualmente attorno al 30% negli ultra65, sale al 45% negli ultra85 e aumenta in entrambi i sessi ad ogni decade successiva; pi elevata nei maschi rispetto alle femmine ed maggiore nelle popolazioni a basso tenore socioeconomico. La riduzione del contenuto ematico di HB che si osserva con laumentare dellet, non per conseguenza del processo di invecchiamento bens legata allalta incidenza di patologie riscontrata in questi soggetti. Negli anziani i sintomi classici dellanemia come il pallore cutaneo e laffaticabilit possono essere erroneamente attribuiti allet avanzata; lanziano spesso ha una cute secca e poco trofica, spesso apatico, presenta ridotta capacit di movimento e facile affaticabilit psicofisica. La contemporanea presenza di altre malattie maschera frequentemente il quadro clinico. I sintomi pi caratteristici sono a carico dellapparato cardiovascolare con comparsa di insufficienza cardiaca, battito accelerato e, soprattutto, insorgenza di episodi ischemici acuti o dolore crampiforme agli arti inferiori insorti durante la deambulazione. Sintomi psichiatrici di frequente riscontro sono la confusione mentale acuta, il comportamento psicotico e le allucinazioni. Da un punto di vista neuromotorio, frequente il riscontro di comparsa di cadute e di incontinenza sfinterica; va ricordato, inoltre, che un anemia di una certa rilevanza pu essere il fattore precipitante di una sindrome da immobilizzazione. Lanemia da carenza di ferro una delle forme di anemia pi frequente, in quanto il ridotto apporto di ferro limita a produzione dei globuli rossi. Le cause di questa forma di anemia sono di solito imputabili a perdita cronica di piccole quantit di sangue, ridotto apporto alimentare di ferro, malattie croniche. Lanemia da stati infiammatori cronici dovuta ad una ridotta capacit negli anziani di riutilizzare il ferro derivante dai globuli rossi invecchiati. La malnutrizione si associa spesso ad anemia da ridotta produzione di globuli rossi. Altre forme di anemia molto frequenti negli anziani lanemia macrocitica da deficit di vitamina B12 (anemia perniciosa, malassorbimento B12, gastrectomia, disordini dellileo terminale per resezione, neoplasie, parassitosi , batteri, farmaci anche per competizione ed epatopatie gravi) e da deficit di Acido Folico. Il profilo ematologico identico in entrambe le forme e la diagnosi si basa sul dosaggio dei folati sierici (<2ng/ml) e di B12 (<100pg/ml). Normalmente, il contenuto di folati della dieta, adeguato e raro il loro malassorbimento. Le cause di deficit di Acido Folico sono: malnutrizione, alcolismo, neoplasie, infiammazioni croniche , anemie emolitiche e farmaci. In conclusione, possiamo ritenere che, per quanto riguarda i valori emocromocitometrici non ci sono differenze tra giovani e anziani sani, mentre, peculiare appare la ridotta capacit del midollo anziano di rispondere a uno stress di qualsiasi tipo. In pazienti geriatrici anemici si riscontrano frequenti problematiche cliniche in quanto la causa di anemia non sempre chiara e spesso multifattoriale o correlata a malattie croniche o infiammatorie, o di origine nutrizionale. Lanemia da carenza di Ferro la forma pi frequente nellanziano, c variabilit legata allambiente (farmaci, nutrizione, condizioni socioeconomiche), Hb<10g/dl espressione spesso di una patologia organica, il quadro clinico pu essere mascherato da polipatologia. Un approccio clinico adeguato con esauriente anamnesi, una visita medica generale, lesame emocromocitometrico con reticolociti e lesecuzione di alcuni semplici esami quali sideremia, ferritina, transferrina e il dosaggio di B12 e folati consentono nella quasi totalit dei casi il raggiungimento di una diagnosi precisa e di conseguenza la possibilit di praticare la terapia pi appropriata.

Nuova terapia per le ulcere degli arti inferiori: Il Lipofilling 10/03/2013 20:24
Da questo mese ( marzo 2013 ) anche nella divisione di Chirurgia della Casa di Cura Rizzola a San Don di Piave si inizia una nuova tecnica per la terapia delle ulcere croniche degli arti inferiori. Questa tecnica verr applicata alle ulcere che resistono al trattamento usuale che noi pratichiamo La tecnica viene attuata in collaborazione dal Dr Corezzola , chirurgo plastico, e dal Dr Madeyski sulle ulcere che non hanno risposto alla terapia usuale Normalmente noi eseguiamo una toilette chirurgica ( come potete vedere dai filmati su youtube ) e quindi sottoponiamo il paziente ad ossigenoterapia normobarica con il dispositivo ULCOSAN di nostra invenzione. I risultati in genere sono buoni o ottimi arrivando ad una guarigione in tempi variabili secondo il tipo di lesione nell80% dei casi Ma rimangono sempre i casi difficili e ulcere che hanno scarsa tendenza alla guarigione. A volte un innesto libero sulla ulcera chiude definitivamente la lesione con un buon risultato e con scomparsa della sintomatologia dolorosa Abbiamo quindi deciso di iniziare due nuove terapie: la pappa di piastrine e il lipofilling Da questo mese cominciamo il trattamento con il lipofilling Vediamo di cosa si tratta Il Lipofilling venne usato allinizio per scopi diversi. A fini estetici o plastici o ricostruttivi. Lidea di usare il grasso per riempire zone del corpo avallate o che avevano avuto trattamenti demolitivi o radianti nasce circa due secoli fa Ma solo nel 1950 letto ci f il primo articolo che riguardava luso del grasso corporeo per la correzione del profilo. Poich poteva causare rigetto nel corso degli anni la questione stata approfondita fino a ottenere dei risultati davvero soddisfacenti Il Professore Coleman, un noto e famoso chirurgo, nel 1998 ha presentato i risultati ottenuti con una speciale tecnica dinfiltrazione da lui chiamata Lipostructure. In realt la tecnica riguarda un innesto di tessuti che sono trasferiti in modo da mantenere intatta la struttura vascolare: il grasso aspirato mediante una cannula collegata a una siringa e poi iniettato nella zona da dover trattare. Se il grasso iniettato in grandi quantit non tutte le cellule adipose, sopravvivranno perch non a diretto contatto con il tessuto vascolarizzato Su piano pi squisitamente scientifico gli studi pi importanti sul lipofilling sono stati svolti e pubblicati da un gruppo italiano guidato dal Dr. Gino Rigotti di Verona il quale ha per primo fornito solide basi scientifiche che spiegassero i risultati (talora soprendenti) raggiungibili con tale tecnica. Ma poi venne la chirurgia che possiamo chiamare rigenerativa in quanto tendeva a stimolare la rigenerazione dei tessuti mancanti e stimolare la granulazione dei tessuti di zone come le ulcere croniche che avevano scarsa tendenza alla rigenerazione La medicina rigenerativa una branca molto recente, nata con la proposta di Whitman nel 1997 di integrare nella colla di fibrina dei concentrati piastrinici. Nel 1998 Marx et al hanno dimostrato che il concentrato piastrinico (PRP) era in grado di indurre rigenerazione ossea in campo odonto-stomatologico. 
Nello stesso periodo si scoperta la possibilit delle cellule staminali di riparare molteplici tessuti. La medicina rigenerativa si basa dunque sullimpiego clinico di cellule staminali e/o di prodotti biologici (PRP), che hanno la propriet di indurre la migrazione delle cellule staminali nel tessuto danneggiato, di stimolarle a riprodursi e, alla fine del processo, di ottenere la riparazione dei tessuti lesi. 
Quando i tessuti sono danneggiati, le cellule staminali sono in grado di promuovere la riparazione di tessuti di varia natura come pelle, tendini, ossa, muscoli. 
Questa peculiare capacit delle cellule staminali pu essere sfruttata per applicazioni terapeutiche che sono praticamente illimitate. Il principio alla base del lipofilling consiste nel prelievo di grasso da una parte del corpo e il suo trasferimento in unaltra. Il tessuto adiposo viene prelevato da una sede donatrice (di solito linterno delle ginocchia, laddome o la parte laterale delle cosce) con una procedura molto simile ad una piccola liposuzione eseguibile in anestesia locale. Il piccolo foro di accesso viene chiuso con un punto di sutura e la zona prelievo viene fasciata. Il grasso prelevato a questo punto pu essere direttamente iniettato nella zona da riempire o come nel caso nostro nelle ulcere croniche La tecnica pi utilizzata quella della centrifugazione, proprio descritta dal Dr. Coleman. Il passaggio prevede linserimento delle siringhe di grasso prelevato dentro una apposita centrifuga per alcuni minuti, che ne consentir la separazione del grasso puro dalle parti non utili quali il siero e lolio. A questo punto il grasso pronto per essere impiantato attraverso una serie di semplici iniezioni con delle siringhe ed aghi normali. Nel tessuto impiantato le due componenti principali sono gli adipociti ovvero le cellule adipose (il vero e proprio grasso) e la componente vascolo-stromale ossia il tessuto che normalmente fornisce limpalcatura del tessuto adiposo e nel cui contesto sono comprese le cellule staminali. Sono proprio gli adipociti e le cellule staminali che, come vedremo fra poco, consentono di raggiungere i risultati voluti. I risultati sono principalmente due 1. Soluzione di problemi estetici con aumento di volume per il riempimento di depressioni patologiche (esito di trauma, decubiti o interventi chirurgici) o per il miglioramento estetico di specifiche aree anatomiche (seno, zigomi, labbra, glutei, etc..). 2. Stimolazione del tessuto di riparazione di ulcere croniche con effetto anti infiammatorio e stimolante la granulazione . I principali responsabili sono le cellule staminali e i fattori di crescita plasmatici. In parole semplici la componente vascolo stromale ha la capacita di sanificare aree affette da infiammazione cronica come negli esiti di radioterapia e nelle ulcere croniche Chiaramente non ci dobbiamo aspettare miracoli come sempre in medicina e specie nel campo delle ulcere che per definizione sono croniche I risultati ottenibili non sono sempre riproducibili in tutti i pazienti e questo dipende soprattutto dallmprevedibilit della percentuale di attecchimento di ogni singolo impianto di tessuto adiposo. In linea generale lattecchimento varia dal 30-50% per ogni seduta che pu essere ripetuta a distanza..

Prevenzione dellosteoporosi e delle lesioni agli arti inferiori nellanziano fragile. Efficacia di un approccio multidisciplinare e descrizione di un 24/02/2013 17:48
Prevenzione dellosteoporosi e delle lesioni agli arti inferiori nellanziano fragile. Efficacia di un approccio multidisciplinare e descrizione di un caso. U.F. di Chirurgia e Lungodegenza-Geriatria Riabilitativa Casa di Cura Sileno e Anna Rizzola, San Don di Piave (Ve) Si vuole mettere l'accento sul come l'approccio multidisciplinare e la collaborazione tra reparti, unit operative e medici possa portare a risultati migliori che non quando si lavora in maniera burocratica tramite consulenze richieste e referti scritti. Il dialogo tra medici e tra reparti portano spesso a risultati superiori a quanto uno si potrebbe aspettare . In questo caso si trattava di un caso difficile , proveniente da un altro Ospedale nel quale non era disponibile la ossigenoterapia normobarica . Anche qui sottolineiamo come l'aver trasferito in altra struttura che aveva tale terapia dimostra che se un medico riconosce che una patologia pu essere tratta meglio in una altra struttura la deve trasferire . La relazione che segue stata redatta dal Dr Francescon , specialista in Geriatria e in Osetoporosi Lanziano fragile una entit clinica studiata dalle Societ Scientifiche Geriatriche, in particolare negli ultimi 20 anni, perch linvecchiamento demografico della popolazione ha comportato laumento soprattutto degli ultraottantenni, i cosidetti grandi vecchi, che possono andare incontro alla cosidetta sindrome da fragilit. In questi pazienti le patologie sono di solito multiple e la loro interazione rende difficile una diagnosi precisa. Frequenti risultano pure le complicanze rilevate in questi soggetti, a volte anche chirurgiche o dovute a cadute o conseguenti a malnutrizione, disidratazione, confusione mentale, uso di farmaci, infezioni etc. Recentemente giunto alla nostra osservazione un paziente che ben si presta alla descrizione come esempio paradigmatico dello stato di fragilit sottolineando, inoltre, come sia importante, nellanziano fragile, una prevenzione dellosteoporosi, delle cadute e delle lesioni ischemiche agli arti inferiori. La paziente, una donna di 84 anni, gi nel Gennaio del 2013 era stata ricoverata presso la nostra Struttura per broncolpolmonite dx a lenta risoluzione, ci aveva comportato lallettamento prolungato della signora che era stata anche sottoposta alle cure del caso compreso, lossigeno terapia. Dopo ciclo di FKT aveva ripreso, seppur con difficolt la deambulazione a piccoli passi, con sostegno di un accompagnatore. La donna era affetta dalla seguente polipatologia: cardiopatia ipertensiva con valvulopatia aortica, fibrillazione atriale cronica in scompenso , pregressa ulcera gastrica, anemia carenziale, ipotiroidismo in trattamento sostitutivo, insufficienza respiratoria cronica. Fortunamente le funzioni cognitive erano conservate, leggeva ogni giorno pi di un quotidiano e fino a circa sei mesi fa guidava anche lautomobile. Dopo la dimissione le sue condizioni generali si erano stabilizzate, ma un giorno, mentre veniva aiutata dalla figlia a scendere le scale della sua abitazione, cadeva accidentalmente coinvolgendo anche la figlia che a sua volta si procurava una frattura della spalla . L a paziente si procurava una vasta lacerazione al polpaccio di sinistra con importante perdita anche di massa muscolare; nella caduta per sua fortuna, la figlia, con il suo corpo attutiva la caduta della signora, altrimenti la frattura femorale sarebbe stata pressoch certa in quanto affetta da osteoporosi di grado elevato. Ricoverata nuovamente, stata gestita con approccio multidisciplinare dalle equipe di Chirurgia e di Lungodegenza Geriatrica Riabilitativa della Clinica Rizzola di San Don di Piave. E stata eseguita toilette chirurgica che ha richiesto sacrificio anche di parte muscolare e suture delle masse muscolari. Seguita anche per la componente medica stata emotrasfusa e curati i vistosi gonfiori alle gambe che avrebbero ostacolato la guarigione delle lesioni; successivamente ha continuato le cure anche antibiotiche per la prevenzione di infezioni e seguito applicazioni di Ossigeno terapia in camera normobarica per favorire la guarigione, come si evidenzia nelle foto documentanti le lesioni alla gamba, prima e dopo le cure. Alcuni giorni fa, stata dimessa in compenso ripristinato e con recupero delle capacit di deambulazione, come prima del ricovero. Lo stato mentale durante la degenza sempre risultato adeguato, negli ultimi giorni aveva ripreso labituale lettura dei suoi due quotidiani. Chi vuole vedere tutte le foto che dimostrano la guarigione della lesione posso andare a leggere l'articolo su www.mpsystem.info

Dati emersi da unindagine sullOsteoporosi eseguita in sede nazionale con la partecipazione del Dott Francescon 13/01/2013 12:31
Dati emersi da unindagine sullOsteoporosi Dott. Francescon Alessandro, Responsabile dell Ambulatorio di Osteoporosi - Solo tre i Centri partecipanti al Progetto Amico, nellarea che comprendeva quasi tutta la Provincia di Venezia e tutto il Friuli Venezia Giulia. Di questi, uno stato quello per lOsteoporosi condotto dal Dott. Francescon Alessandro nella Clinica Rizzola di San Don di Piave. Tale Progetto Nazionale che ha visto coinvolti 100 Centri di Eccellenza di tutta Italia ha riscosso un notevole successo anche nella Clinica Rizzola in quanto, in poche ore, sono state esaurite tutte le visite gratuite messe a disposizione, tanto che per dare la possibilit ad altre persone di avere una Valutazione Clinica con esecuzione di Densitometria ossea ad Ultrasuoni di ultima generazione, si sono incrementati i posti messi a disposizione. Nel complesso sono state eseguite 34 visite, di cui 33 a pazienti di sesso femminile e 1 di sesso maschile; let dei pazienti era compresa tra i 34 e i 78 anni. La maggior parte delle persone che hanno usufruito del Progetto proveniva da San Don di Piave (17 casi), i rimanenti, invece, provenivano da Comuni limitrofi. Si sono registrati, infatti, 6 casi provenienti da Musile di Piave, 3 casi provenienti da Eraclea, 2 da Noventa di Piave e Caorle e, infine, un caso per ciascuno dai seguenti Comuni: Jesolo , Quarto Daltino, S.Stino di Livenza, Venezia. Un dato interessante stato che i pazienti si sono presentati spontaneamente alla visita e quasi tutti erano asintomatici, ma allanalisi presentavano indicazioni cliniche allesecuzione della Densitometria ossea e/o importanti fattori di rischio per LOsteoporosi. La maggior parte di essi eseguivano la valutazione per la prima volta. Si segnalano i pi significativi fattori di rischio riscontrati: Menopausa precoce ( 3 casi), terapia cortisonica (2 casi), pregressa frattura vertebrale (2 casi), pregressa frattura calcaneare (1 caso), menopausa chirurgica (1 caso), pregressa neoplasia mammaria in terapia antiestrogenica (2 casi), ridotto apporto alimentare di calcio ( 2 casi), malassorbimento (1 caso), intolleranza al lattosio (1 caso), ipertiroidismo (1 caso), riscontro radiologico di rarefazione ossea alla testa dellomero (1 caso), artrite reumatoide (1 caso) e polimialgia reumatica (1 caso). Nei rimanenti casi i pazienti non presentavano problematiche collegabili con lOsteoporosi. Il progetto Amico- Settimana Nazionale dei disturbi osteoarticolari,alla sua prima edizione, stato patrocinato dalle pi importanti Societ Scientifiche Italiane: SIOMMS, Societ Italiana dellOsteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro, SIOT, Societ Italiana di Ortopedia e Traumatologia, SIR, Societ Italiana di Reumatologia, ANMAR, Associazione Nazionale Malati Reumatici, e FEDIOS, Federazione Italiana Osteoporosi e Malattie dello Scheletro. Liniziativa prevedeva un indagine conoscitiva su un campione di medici e pazienti, in una settimana, in cui in Centri specializzati distribuiti su tutto il territorio Nazionale si effettuavano visite gratuite a favore dei cittadini che ne facevano richiesta. Lo scopo del Progetto era di fornire un aiuto a tutti coloro che soffrono di patologie osteoarticolari, diagnosticando tempestivamente eventuali malattie. Visto il successo delliniziativa, riscontrato anche su scala Nazionale, molto probabile che tale Progetto sia riproposto anche il prossimo anno.

Le calze antitrombo: protocolli di utilizzo 05/01/2013 21:12
Le calze per la profilassi venosa profonda sono da usare nei pazienti sottoposti ad interventi chirurgici maggiori, di quelli superiori a due ore di intervento e nei pazienti a rischio . Eventuali variazioni saranno indicate dal medico e riportate nel diario medico Periodo in cui le calze vengono indossate Le calze vengono indossate il giorno prima dell'intervento se il paziente ricoverato o al momento del ricovero se il paziente si ricovera il giorno dell'intervento stesso. Le calze rimangono indossate sia il giorno che la notte per il periodo in cui il paziente a rischio (fino a che non vi una normale mobilitazione o fino a quando il paziente non viene dimesso ). Sar il medico a prescrivere scrivendo nel diario medico il momento in cui il paziente rimarr senza calze. Le calze vengono tolte almeno una volta al giorno per un tempo non superiore ai 30 minuti. Le calze vengono tolte e rimesse da personale infermieristico secondo le norme di utilizzo Controindicazioni : vi sono delle contro indicazioni di carattere locale e generale che devono essere tenute presenti (edema importante delle gambe, rischio aumentato di edema polmonare, arteriopatia periferiche importanti, neuropatie periferiche significative, dermatiti) e sar il medico a decidere quando il paziente non potr indossare le calze. Raccomandazioni fonte: Joanna Briggs Institute for Evidence Based Nursing and Midwifery misurare le calze secondo le raccomandazioni del produttore per essere certi di scegliere la taglia corretta quando si indossano le calze compressione graduata per la prima volta annotarsi la misura della taglia per avere un riferimento. Pu essere necessario misurare regolarmente gli arti inferiori per evitare possibili complicanze: l'edema della gamba determina una pressione eccessiva delle calze. Asciugare piedi e gambe prima di infilare le calze a compressione graduata. Togliere le calze una volta al giorno per la cura, l'igiene e il controllo della cute. Per alcuni pazienti con cute sofferente pu essere necessario rimuovere le calze pi spesso. Controllare regolarmente le calze a compressione graduata per verificare il posizionamento corretto e per evitare che vi siano arrotondamenti o difficolt circolatorie. Controllare regolarmente lo Stato neuromuscolare durante la cura della cute e in altri momenti tramite l'area d'ispezione delle calze a compressione graduata. Controllare i pazienti quando sono seduti fuori dal letto verificando che le calze non blocchino il flusso ematico agendo da laccio emostatico intorno al ginocchio. L'educazione del paziente una parte importante dell'assistenza e deve prevedere la spiegazione di perch usare le calze, il corretto modo di indossarle, la misura giusta, la cura della cute e la necessit di controllare l'edema delle gambe. necessaria un'adeguata formazione degli operatori sanitari per assicurare il corretto utilizzo delle calze prese dettare i protocolli d'uso Scelta della taglia. Prendere la circonferenza al polpaccio, circonferenza alla coscia e la lunghezza tra pallone e piega sotto gluteo (vedi allegatoC ) utilizzare l'allegato C per ottenere la misura idonea. Tipi di intervento maggiori o con tempo superiore alle 2 ore o a pazienti a rischio che richiedono l'uso di calze antitrombo 1) Addominoplastiche 2) Laparoplastiche complesse 3) Colecistectomie 4) Resezioni sul colon dx o sx Pazienti con insufficienza venosa specie se diabetici o defedati Cone indossare le calze Calzare la calza nel verso giusto iniziando dal piede e salendo in maniera uniforme evitando pieghe e effetti laccio . Evitare traumatismi e accompagnare la calza evitando sfregamenti specie in zone compromesse.

La elastocompressione : utile ma solo se razionale 04/01/2013 19:00
Vogliamo con questo articolo parlare della elastocmpresisone in quanto ha una importanza rilevante ma solo se eseguita razionalmente e sotto consiglio o sorveglianza sanitaria ( medica o paramedica) Trattiamo largomento in quanto una delle terapia a volote solo complementare ma anche a volte lunica terapia per le ulcere flebostatiche Lulcera flebostatica riconosce come causa la stasi venosa e in parte linfatica. Tale stasi pu prevenire da una insufficienza venosa superficiale o profonda. La stasi pu trovare una soluzione in un trattamento chirurgico se la insufficienza venosa proviene da una insufficienza della grande safena e meno frequentemente della piccola safena o da perforanti alla gamba Ma non sempre possibile applicare la terapia chirurgica per cause locali o generali. In questo caso la elastocompressione un metodo utile che porta spesso vantaggi. Lo stesso dicansi quando la insufficienza venosa di tipo profondo come esiti di trombosi o tromboflebiti Il bendaggio elastocompressivo ha effetti terapeutici sul macro e microcircolo in caso di insufficienza venosa cronica. Un bendaggio elastocompressivo provoca una riduzione del calibro venoso e dei reflussi patologici aumentando la velocit laminare del sangue refluo, riduce il sovraccarico valvolare, migliora il trasporto linfatico, riduce l'edema interstiziale. Per l'elastocompressione impiegheremo bende con una componente elastica predominante, tale da dare alla benda un allungamento fino al 140 % della sua lunghezza. Nei pazienti deambulanti in linea di massima preferibile un bendaggio elastocontenitivo, confezionato con bende a corta estensibilit o addirittura senza elastico. Questo bendaggio che come quello elastocompressivo dovr partire dalle teste metatarsali e arrivare almeno fino al cavo popliteo, Questo tipo di bendaggio trova impiego in pazienti che mantengono l'autonomia del cammino e pu rimanere in sito per parecchi giorni. Si utilizzano sistemi di bendaggio multistrato, sfruttando bende medicate come quelle alla cumarina o all'ossido di zinco aventi effetti anti edemigeni e ristrutturanti per la pelle. Per questi tipi di bende contenenti pasta o colla occorrer tenere presente l'effetto di accorciamento delle bende stesse nel momento in cui si essiccano. Pertanto, sconsigliabile un bendaggio a spirale che rischierebbe di strozzare l'arto bendato. Utilizzare la tecnica a cerniera: mezzo giro avanti e mezzo indietro. Tipi di bende I bendaggi hanno proprie caratteristiche che li rendono adatti a svolgere particolari azioni terapeutiche, quindi a seconda del momento causale dovr essere applicato il bendaggio pi adatto . Per questo motivo dobbiamo distinguere diverse categorie di bende. 1. BENDE DI FISSAZIONE (fissano una medicazione, un catetere, un ago ad una parte del corpo). Son o anaelastiche . 2. BENDE DI SUPPORTO Bende tipo ideal; contengono il 65% di cotone e il 35% di poliammide .Hanno elastico nella tramatura ed orli cuciti che possono causare lacci di contenzione. Sono economiche
 Bende ideal; rispettano le norme DIM 61232 perci devono avere gli orli tessuti a bordo macchina, che non si sfilano e non causano lacci, ed inoltre devono contenere minimo 80% di cotone ed il restante materiale deve essere viscosa (fibra naturale). Queste bende, proprio per le loro caratteristiche possono essere utilizzate per bendaggi elastocompressivi leggeri.
 Bende adesive. Sono sempre autoaderenti. La stoffa, che pu essere elastica, ricoperta da una massa adesiva (ossido di zinco, caucci o polialcrato). Le bende all'ossido di zinco, autoaderenti, a corta estensibilit sono indicate per i bendaggi a lunga permanenza. 3. BENDE COMPRESSIVE Sono bende che provacano una pressione attraverso una tensione data dall'uso di appropriate bende. Le bende ad azione compressiva hanno diverse caratteristiche che ci permettono di utilizzarle in base alle caratteristiche del paziente e all'azione terapeutica che si vuole ottenere. Caratteristiche delle bende 1. Elasticit Anaelastiche. Non sono estensibili. Offrono il miglior supporto durante il lavoro muscolare, cio hanno un'alta pressione in attivit e una bassa pressione a riposo. I bendaggi anaelastici vengono sempre eseguiti senza tensione.
 Mono elastiche solo in senso longitudinale per aggiunta di fili elastici nell'ordito. Bielastiche elastiche in senso longitudinale e trasversale per aggiunta di fili elastici sia all'ordito che alla trama 2. Estensibilit L'estensibilit data dal rapporto tra la lunghezza della benda in tensione e la lunghezza della benda a riposo.
 Corta estensibilit :estensibili dal 40 al 70 %, adatte a pazienti deambulanti. Media estensibilit : estensibili dal 70 al 140%.Presentano una uguale pressione di riposo e di lavoro. Lunga estensibilit: estensibili oltre il 140 %. Contengono fili di poliuretano e materiali elastici, di conseguenza sviluppano una elevata pressione a riposo. 3. Compressione La pressione di compressione la pressione esercitata sul tessuto dalla benda compressiva. In genere viene misurata in mm hg e dipende dal tipo di benda e dal tipo di tensione data da chi la applica . Esistono pertanto bende a compressione:
 Leggera
 Media
 Forte Caratteristiche del bendaggio Pu essere di tipo fisso (con bende all'ossido di zinco, adhesive che ha una durata di 5- 15 giorni e una guarigione nel 20%. dei casi
) Questo bendaggio ha un alto potere di ridurre l'edema per riducendo ledema pu ridurre la pressione del bendaggio Naturalmente ha scarso potere assorbente delle secrezioni
 e pu portare alla macerazione della cute, con dermatite da contatto o irritativa
. Per tale motivo pu emanare cattivo odore. Trova indicazione per edemi di diversa natura, ulcere con poco secreto, varicocoflebite
, mantenimento dopo T.V.P., infedemi e profilassi delle patologie venose in gravidanza
. Il bendaggio poi pu essere mobile (con bende non adesive a corta estensibilit oppure bende non adesive a lunga estensibilit che hanno una durata di 12-48 ore e hanno una efficacia essere limitata dalla facile dislocazione delle bende.) Pu essere uttile in caso siano necessari frequenti accessi alla ferita
 e quindi si pu utilizzare per ulcere con produzione di essudato
, nella fase iniziale del trattamento dell'edema
e prevenzione della T.V.P. Il bendaggio pu infne essere di tipo multistrato (fino a quattro strati utilizzando bende sovrapposte di vario tipo)
.Garantisce una compressione sostenuta, assicurando una pressione di circa 40 mm hg alla caviglia ,decrescente a 17 mm hg al ginocchio. Si pu lasciare in situ fino a 7 giorni. Per la sua composizione assorbe in modo sufficiente per garantire il controllo dell'essudato fino ad una settimana senza necessit di cambiare il bendaggio. E controindicato in caso di microangiopatia diabetica in stato avanzato o patologia arteriosa con indice ABI inferiore a 0,8.
 Il bendaggio : modalit di confezionamento La terapia elastocmpressiva ha grande importanza e pu essere molto utile ma deve seguire delle regole. Bisogna scegliere la benda giusta per la patologia in atto . La compressione deve essere crescente e non bisogna creare delle pieghe che possono favorire l'insorgenza di lesioni da decubito. Bisogna essere uniformi nel bendaggio in ogni segmento. Quando si f ail pendaggio larto deve essere sollevato di 45-60 e il piede va tenuto a 90 e non si deve impederne il movimento. La benda deve essere fissata intorno alla parte distale del piede con un doppio giro, quindi avvolta a spirale fin sopra la caviglia, per poi ritornare a coprire il tallone; la fasciatura continua lungo la gamba con ogni giro che copre la met del giro precedente. E' molto importante includere il tallone nella fasciatura per evitare l'effetto emostatico della caviglia con conseguente edema del piede. Le calze elastiche Al giorno doggi le bende sono quasi sempre sostituire con delle calze per problem di tempo e praticit e di facilit di uso. Distinguiamo tre tipi di calze elastiche:
 Preventive
 Antitrombo
 Terapeutiche
 Le calze agiscono attraverso una compressione predeterminata della fibra elastica . Si deve prima misurare il diametro (all'altezza della caviglia e del cavo popliteo) e la lunghezza della gamba a seconda del tipo di calza da impiegare. Calze preventive Si misurano in DEN ,ossia il calibro della fibra elastica con cui vengono intessute. Distinguiamo 3 tipi di calze: (40 DEN, 70 DEN ,140 DEN ) con una pressione che va dai 12 ai 18 mm hg. Il loro uso a scopo preventive e quindi in assenza di patologia e la loro classe data dai fattori di rischio per tipo di possibile patologia. Calze antitrombo Molto usate nel period postoperatorio a secondo protocolli di Ospedali o Reparti di Chirurgia. Esse hanno lo scopo o la funzione di prevenire la trombosi venosa profonda. Vengono indossate prima dell'intervento e rimosse alla piena mobilizzazione o alla dimnissione. Determinano una compressione di 18 mm hg. Calze terapeutiche Si misurano in mm hg e sono suddivise in 4 categorie o classi (K).
 Classe 1 = 15 - 21 mm hg
 Classe 2 = 23 - 32 mm hg
 Classe 3 = 34 - 46 mm hg
 Classe 4 = > 49 mm hg

. La calza deve essere indossata al mattino, prima della comparsa dell'edema, e mantenuta il pi a lungo possibile, ma vanno rimosse durante il riposo notturno, perch la riduzione del tono muscolare determina una ridotta protezione dalla compressione.

Commento sulla campagna di sensibilizzazione prevenzione del melanoma attuato nel Veneto orientale nel 2012. 30/12/2012 16:44
Parliamo di prevenzione del melanoma in modo particolare della prevenzione che abbiamo a questo anno passato nel Veneto orientale con il progetto sostenuto da Rotary, Lions e Soroptimist. Abbiamo parlato di prevenzione del melanoma e per farlo abbiamo cercato di fare conoscere alla popolazione quali sono i fatti tori di rischio che ne favoriscono l'insorgenza fornendo anche accorgimenti pratici per permettere di dominare o di diminuire o di evitare i fattori di rischio. In questo modo noi abbiamo cercato di fare una prevenzione primaria in modo da ridurre l'incidenza e la mortalit del melanoma. Naturalmente la prevenzione non solo primaria ma anche secondaria. La prevenzione secondaria la scoperta del melanoma secondariamente alla sua nascita nello stadio pi precoce possibile in modo che se noi non riusciamo questa maniera a ridurre l'incidenza volevamo riuscire a ridurne la morbilit e la mortalit. Quale pu essere allora il messaggio che volevamo fare giungere alla popolazione. Questo messaggio doveva essere rivolto specialmente agli individui che hanno dei rischi maggiori rispetto al resto della popolazione o delle popolazioni. Noi abbiamo visto per esempio che nella zona di San Stino e di Caorle l'incidenza maggiore e quindi verso questa popolazione doveva giungere pi fortemente il nostro messaggio di attenzione ai fattori di rischio. Dovevamo invitare tutti i soggetti ma in modo particolari quelli a maggior rischio ad evitare l'esposizione solare specialmente nelle ore di punta e cio dalle 11 alle 15. Naturalmente bisogna anche evitare l'esposizione ai raggi ultravioletti e alle lampade solari. Se non possibile evitare l'esposizione ai raggi solari e il tipo di lavoro della persona pratica allora bisogna coprirsi adeguatamente e usare creme solari con fattore di protezione specialmente per i soggetti di carnagione chiara. Un particolare riguardo va verso i bambini che devono essere protetti e devono avere un'esposizione solare minore. Noi sappiamo che l'esposizione occasionale breve prolungato e intensa ai raggi solari specialmente in persone con pelle chiara e capelli biondi o rossi rappresenta un fattore importante di rischio per l'insorgenza del melanoma. Altri fattori sono la presenza di numerosi nevi in modo particolare se questi sono neri, presentano un colore brunastro o se il paziente presenta una storia di gravi ustioni solari o se la popolazione proviene da paesi maggiormente a rischio quale l'Australia e i paesi del Nord come Norvegia Finlandia e Svezia. Come dovevamo fare a lanciare questo messaggio alla popolazione. Dovevamo prendere esempio da quanto viene fatto negli Stati Uniti e in Australia e quindi usare al massimo i media o i multimedia. Dovevamo usare i mezzi di informazione e cio la stampa la televisione Internet e tutti quei mezzi pubblicitari come i cartelloni o i manifesti specialmente in zone balneari dove la popolazione si espone maggiormente alla luce solare. Naturalmente al giorno d'oggi i mezzi pi importanti rimangono la televisione che raggiunge forse il maggior numero di persone ma non si deve trascurare Internet specialmente per quanto riguarda la popolazione giovanile. Dovevamo dare un messaggio chiaro riguardo l'esposizione ai raggi solari e un messaggio chiaro alle persone perch si osservino o si facciano osservare dai propri parenti (mamma pap fratelli o coniugi ). Molto in uso solo nei paesi degli Stati Uniti e dell'Australia l'uso di volantini informativi come abbiamo usato noi nel nostro progetto sul nostro territorio. Questi volantini dovevano essere fatti pervenire capillarmente alla popolazione attraverso gli studi medici le farmacie e distribuiti anche nella negozi e nei supermercati e cos abbiamo fatto. I volantini dovevano essere distribuiti nelle stazioni balneari dove il rischio maggiore e lo abbiamo fatto. Naturalmente non si devono trascurare scuole sia medie e superiori. Tutti i messaggi sia attraverso la televisione sia attraverso Internet , la stampa e con i volantini dovevano essere messaggi chiari e non dovevano creare allarmismo ma rendere coscienti la popolazione del pericolo della nascita del melanoma tenendo presente che il melanoma in aumento specialmente in alcune zone della nostra popolazione. Naturalmente sempre discutibile l'efficacia di una campagna di prevenzione primaria mentre meno l'efficacia di una campagna di prevenzione secondaria. Io credo che si debba sempre valutare i pro e i contro tenendo presente lo sforzo economico e i risultati. I risultati devono essere valutati in termini di riduzione dell'incidenza e della mortalit del melanoma. Io credo che una diagnosi precoce che abbia portato come nel nostro caso alla asportazione di nervi melanici come melanomi in sito o di nevi con displasia severa abbia centrato l'obiettivo che noi volevamo raggiungere. La riduzione della mortalit e dell'incidenza chiaramente pu essere valutata a distanza di anni e per distanza di anni intendiamo un periodo che va dai 10 ai 25 anni. Dobbiamo anche considerare che la prevenzione primaria ha dei costi maggiori rispetto a quella secondaria. Io credo che la campagna che noi abbiamo attuato nella nostra Usl nel 2012 e cio una campagna di sensibilizzazione per una diagnosi precoce ma che poneva anche gli accenti per dare informazione alla popolazione sia stata un buon compromesso di equilibrio tra sforzi economici e risultati possibili. Sarebbe molto interessante avere una raccolta omogenea di dati che comprenda tutte le persone che hanno avuto l'asportazione di nevi in una data popolazione sia che sia stata trattata nei centri medici nella zona sia fuori zona. Sarebbe interessante anche capire quante quanto sia penetrata la nostra informazione nella popolazione facendo una raccolta statistica per valutare quanta gente sia venuta a conoscenza e quanta gente abbia imparato i criteri di prevenzione. Sarebbe poi utile sapere quanta parte della popolazione si sia sottoposta a visita dermatologica o sia andata dal proprio medico di famiglia e il medico di famiglia abbia ritenuto che alcuni casi siano suscettibile di visita specialistica e altri no. Noi potremmo o in questa maniera avere dei dati omogenei sui risultati della campagna di informazione e sui risultati finali di una prevenzione secondaria o diagnosi precoce. Nella nostra ASL abbiamo avuto dei risultati che riteniamo molto buoni con un ritrovamento di circa il 20% in pi di melanomi ma quello che riteniamo importante con una asportazione di circa 150 casi di nevi con displasia medio-grave che non hanno avuto bisogno se non di un eventuale allargamento della primitiva asportazione . Bisognerebbe sapere quanti casi effettivamente sono venuti dal dermatologo ed stato asportato il nevo perch erano stati informati del rischio e di come osservare i propri nervi allora noi possiamo dire che il risultato stato centrato. In ogni caso dai primi dati che abbiamo possiamo dire certamente che abbiamo centrato l'obiettivo e che siamo riusciti a fare una prevenzione primaria e secondaria ottima considerato i fondi a disposizione e i risultati ottenuti

Tanti chiedono e spesso ci scrivono chiedendo cosa significa piede diabetico 29/12/2012 17:54
Il piede diabetico poprta spesso a complicanze importanti. Basta pensare che da dati statistici non solo italiani il 15 dei pazienti diabetici andr incontro ad ulcere dei piedi nel corso della loro vita. Sempre da dati statistici l84% delle amputazioni minori o maggiori nel diabetic provengono da ulcere non trattate, tratatte in maniera non adeguata. Da quando ci ocupiamo di piede diabetico e di ulcere degli afrti inferiori abbiamo potuto vedere che la ossigenoterapia normobarica con il nostro dispositivo Ulcosan ha dato dei grossi vantaggi nellaccorciare I tempi di guarigione e a limitare per quanto possibile le amputazioni maggiori. E allora iniziamo dalla definizione di piede diabetico e rispondere alla domanda iniziale: cosa il piede diabetico ! Sembrerebbe facile rispondere a tale domanda ma la domanda impone non una semplice risposta di definizione ma piuttosto si vuole chiedere a chi viene o chi soggetto a tale patologia, perche capita tale patologia , come si presenta ecccc. Dare una definizione solo facile: il piede diabetico rappresenta una temibile complicanza acuta o cronica del diabete. Ma possiamo dire di pi: trattasi di una patologia o malattia che si sviluppa come conseguenza di neuropatia ed arteriopatia, tipiche condizioni patologiche della malattia diabetica. La Arteriopatia la patologia che colpisce i vasi arteriosi sia grandi che piccoli. Nel diabete si aggiunge anche la microangiopatia e cio la chiusura progressiva dei piccoli vasi arteriosi. La arteriopatia si associa spesso alla neuropatia. Trattasi di una alterazione del sistema nervoso periferico che provoca insensibilit cutanea, parestesie, crampi con disordini dellandatura. La neuropatia conduce ad una progressive insensibilit che porta ad una perdita della capacit di sentire il dolore, a sentire I cambiamenti della temperature a livello dei piedi. Questa insensibilit porta il paziente diabetico a non accorgersi della presenza di tagli, ferite, ustioni, congelamenti a livello dei piedi. 
La neuropatia diabetica aggiunta alla microangiopatia diabetica porta facilmente a lesioni che vengono trascurate e che possono portare facilmente a compliocanze infettive o anche necrotiche alle estremit. La neuropatia estremamente pericolosa per i piedi di un paziente diabetico. In presenza di una ferita al piede, il malato non la riconosce per la diminuita sensibilit, la trascura e continua a poggiare sul piede e a camminare in modo non adeguato peggiorando la situazione perch a partire da una piccola lesione (come ad esempio un apparentemente innocuo callo) si viene a creare in poco tempo una ferita sempre pi grande che, degenerando, forma ulcere sanguinanti, infezioni o gangrena. La neuropatia poi pu portare ad una deformazione dei piedi; abbiamo una riduzione delle forza di alcuni gruppi di muscolari ( In genere gli anteriori rispetto ai posteriori) portando ad una retrazione del piede. Anche questa deformazione aggrava la situazione del piede diabetico con conseguente facilit alle lesioni in parte da decubito. Ecco perche fondamentale luso di scarpe dedicate e di plantari creati per il tipo di piede e di lesioni in esso presenti. Ora ci si chiede come fare prevenzione o come arrivare prima possibile ad aiutare il paziente con diabete al fine di limitare I danni e le complicanze al piede Come una persona diabetica pu pensare di avere problemi di circolazione o di microcircolazione? Quali sono i segnali d'allarme che un diabetico pu tenere presente nel corso della sua vita da diabetico ? Il diabetico deve avere dei sospetti quando sente delle parestesie o comunemente detti formicolii ai piedi specialmente quando a riposo o a letto. Quando si manifestano crampi alle gambe mentre cammina cercando di memorizzare se basta una camminata breve per provocare I dolori. Quando le piccole ferite ai piedi non riescono a cicatrizzare facilmente. Quando I piedi o zone dei piedi presentano una colorazione differente diventando pi scuri, rossi, bluacei, verdi o neri. Quando si formano,zone rilevate o calli alle piante dei piedi e quando si ha la senzazione di piede freddo, specie a letto. Per tutti questi motivi la pelle diventa fragile, poco irrorata, facilmente tramatizzabile da ferite, traumi,punture ecc... e facilmente si apre portando ad ulcere o anche a semplici vesciche che poi si aprono ad ulcere. Tali ulcere possono guarire dando origine a calli cutanei o infettarsi ed approfondirsi e portare a lesion ossee e ostemieliti

La Gangrena e la ossigenoterapia normobarica con Ulcosan 29/12/2012 17:10
Qui vogliamo parlare di un argomento importante, frequente e che pu essere trattato dopo lintervento chirurgico con la ossigenoterapia e con lUlcosan. Spesso questo termine ricorre quando parliamo del piede diabetico. Ma la gangrena pu avvenire per altre cause. Vediamo allora di cosa si tratta, perche viene, come si previene e come si cura . La gangrena la morte di un tessuto o o di una parte del corpo causata dalla mancanza del flusso ematico.. Tale flusso pu essere interrotto improvvisamente o cronicamente. Le cause sono molte ma tutte si riconducono e vanno ricercate principalmente in ischemie (dovute ad embolie o trombi), infezioni batteriche, congelamenti o a patologie come diabete o arteriosclerosis che occludono vasi arteriosi pi o meno grandi Le gangrene sono sostanzialmente di tre tipi in base all'agente causale. 1) Gangrena secca, che rappresenta la tipica complicanza del diabete e della arteriosclerosi . In pratica abbiamo una ischemia pi o meno settoriale senza infezione batterica. 2) Gangrena umida provocata da un'infezione batterica che nasce da una ferita aperta e non adeguatamente trattata; in questo caso la causa di tipo ischemico conseguente a proliferazione batterica. 3) Gangrena gassosa, provocata dalla diffusione di tossine prodotte da batteri che vivono nell'intestino e nel terreno e che possono infettare i tessuti ltraumatizzati da una ferita Come ci si accorge che sta iniziando una grangrena? Chiaramente la sintomatologia e la obiettivit variano dal tipo di gangrena (secca, umida, gassosa) e dalla zona in cui la gangrana si produce. 
Nel caso pi frequente di una gangrene diabetica possiamo vedere: a) Una alterazione del colore della pelle che diventa rossa , marron,verdastra o nera b) Il tessuto gonfio, molle e marcio c) Il piede o larto diventa secco, nero, quasi mummificato d) Presenta un odore di marcio, maleodorante tipico di un tessuto necrotico e) Normalmente vi una perdita di sensibilit che aumenta con il progredire della gangrena. Il dolore diminuisce fino a sparire nella zona necrotica f) La zona presenta delle zone infette, purulente o a volte sanguinante Naturalmente I vari sintomi variano nelle zone secche e nelle zone umide Se invece la gangrena gassosa e la infezione allinterno e in parte esce allesterno i sintomi sono invece differenti: 1) Possiamo avere malessere, febbre e confusione sia in rapporto alla febbre che alla tossiemia 2) Il dolore in genere sempre presente 3) Difficilmente manca la febbre 4) Spesso il paziente tachicardico e ipoteso e sudato, disponoico 5) Si nota alla ispezione e al tatto la presenza di gas nei tessuti sottocutanei 6) Si pu arrivare alla setticemia con I sintomi tipici di tale situazione La diagnosi di gangrena viene fatta come sempre con una accurata anamnesi e su un esame obiettivo della zona colpita dalla necrosi o gangrena. Naturalmente sI devono eseguire alcuni esami per definire la patologia sia come genesi ma anche come definizione di sede esatta in vista della terapia. Non saranno solo gli esami del sangue per valutare la infezione e la anemia di tipo spesso tossico ma anche uno studio radiologico ( Rx , TAC o RNM per determinare l'entit del danno subto). Se possibile si esegue un doppler ma anche una arteriografia o una AngioTAC o AngioRNM per identificare con certezza l'arteria ostruita responsabile dei sintomi.
 Indispensabile anche un esame culturale ( tampone) per identificare i batteri coinvolti nell'infezione. TERAPIA La Gangrena una patologia che richiede un adeguato e tempestivo trattamento per evitare le complicanze, quali per esempio la diffusione generalizzata dell'infezione (in presenza di gangrena umida o gassosa). Il paziente deve essere ricoverato in una struttura adeguata a tale patologia.
Il trattamento medico impone le solite misure salva vita per ristabilire le funzioni cardiocircolatirie e renali Ma poi lintervento chirurgico bene che sia eseguito prontamente perche se non si elimina la zona con la gangrena (rimozione del tessuto necrotico o amputazione dell'arto coinvolto) accompagnato da una terapia antibiotica aggressiva, si rischia una setticemia e vi pericolo di vita La GANGRENA SECCA richiede la asportazione della zona necrotica, morta prima che la gangrena si estenda. Naturalmente , se possibile, si deve cercare di ripristinare il flusso di sangue nella zona gangrenata. Quindi due sono le cose da fare in maniera prioritaria: cercare di ripristinare lafflusso di sangue dove stato ostruito con vari tipi di interventi e successivamente amputare la zona gangrenata. Deve essere prima ripristinato lafflusso di sangue in modo che lintervento di amputazione possa essere minimo e abbia possibilit di successo. Noi riteniamo che la amputazione di una zona grangrenata che abbia come causa una ischemia ( sia arteriopatica che diabetica) debba essere lasciata quasi sempre guarire per seconda intenzione. Se si sutura si rischia che la sutura vada in ischemia per chiusura dei piccoli vasi con deiscenza della ferita. Lasciando la ferita aperta noi pratichiamo la ossigenoterapia normobarica con il dispositivo Ulcosan per una o due ore al giorno con ottimi risultati. Se invece ci troviamo di fronte ad GANGRENA UMIDA bisogna agire sulle condizioni locali e generali per diminuire il dolore procurato dall'infezione. Naturalmente essendoci una infezione in atto deve essere somministrata una dose di antibiotici a largo spettro. I pi utilizzati per tale scopo sono la penicillina, il metronidazolo e gli aminoglicosidi. Naturalmente anche qui lintervento chirurgico indispensabile. Spesso si usa fare prima una toiletta chirurgica per pulire la zona necrotica infetta , lasciandola aperta e passare poi ,ad infezione debellata, ad una amputazione in tessuto sano. Anche qui usiamo la ossigenterapia normobarica con il dispositivo Ulcosan con ottimi risultati Nei casi invece , per fortuna meno frequenti, di GANGRENA GASSOSA si deve procedure in maniera veloce con la rimozione chirurgica del tessuto infetto associata ad una cura antibiotica a largo spettro per prevenire la setticemia. Alcuni pazienti affetti da gangrena gassosa si possono curare con l'ossigenoterapia iperbarica in modo di fornire livelli di ossigeno superiori rispetto alla norma inibendo la crescita dei batteri anaerobi ed stimolando il tessuto di granulazione . Ci si chiede spesso se possibile prevenire la gangrena nel paziente diabetico. I pazienti diabetici sono a rischio di arrivare ad una gangrena sia secca che umida. I pazienti diabetic devono pertanto pore la massima attenzione al loro corpo e in modo particolare alle lore estremit. I piedi sono il loro punto debole. Avendo una diminuzione di sensibilit possono pi facilmente pungersi, feririsi e non accorgersi se non quando la infezione in piena attivit. I diabetici dovrebbero essere abituati a seguire certi comportamenti di igiene per prevenire le infezioni in genere, i traumi ai piedi e la gangrena secca o umida. I piedi dei diabetici dovrebbero essere sempre controllati non solo dalla persona in questione ma anche da una altra persona sia la moglie o il marito o da un medico per vedere se esistono lesioni che possono portare ad una infezione se non trattata. Ogni ASL dovrebbe far partire un programma di educazione e di prevenzione per I pazienti diabetici che sarebbe utile non solo ai pazienti ma anche alle casse dello stato

Migliorare il servizio di assistenza degli anziani : La Geriatria e il suo paziente 08/12/2012 18:15
Riteniamo utile pubblicare uno scritto sul paziente geriatrico pervenutoci dal Dr Francescon. Il paziente geriatrico quello che soffre di ulcere e piaghe da decubito in percentuale maggiore e di molto rispetto al resto della popolazione. Sono i paziente in sostanza ai quali si rivolge la nostra attenzione in quanto rappresenta un problema crescente che impone alti costi se non trattata adeguatamente Nella Casa di Cura Rizzola si aprono spazi per la Geriatria. Esiste un Reparto di Geriatria che lavora in rapporto o collaborazione con la ASL che invia tramte il Pronto Soccorso pazienti che abbiamo bisogno di ricovero Al primo piano esiste il Reparto di Lungodegenza e Riabilitazione . In tale Reparto lavora il DR Francescon, specialista in Geriatria e che si occupa da anni di Osteoporosi . Ha pubblicato numerosi lavori su varie riviste scientifiche e tenute relazioni in vari congressi Da qualche mese ha iniziato a eseguire esami per la osteoporosi e in modo particolare la densimetria ossea , dando anche un servizio di consulenza e di visite. Dal primo gennaio aprir anche un servizio ambulatoriale di visite di geriatria e , per favore le popolazione , anziana, queste visite saranno a tariffa agevolata. Pubblichiamo qui uno scritto sui problemi legati al paziente geriatrico che potr essere utile a tutti Il Paziente Geriatrico A cura di : Dott.Alessandro Francescon, Specialista in Geriatria e Gerontologia Casa di Cura Sileno e Anna Rizzola, San Don di Piave (Ve) Nel 1999, Hazzard, Autorevole Geriatra Americano, alla domanda chi il tipico paziente geriatrico rispondeva: . Lanziano fragile frequentemente disabile e spesso presenta problematiche di tipo socio economico come solitudine e povert. Generalmente le sue patologie, interagendo tra di loro, si presentano in maniera atipica, rendendo difficile una diagnosi precisa; frequenti risultano pure le complicanze a cui va soggetto come malnutrizione, disidratazione, confusione mentale, reazioni da farmaci, infezioni; a volte le complicanze sono anche chirurgiche. Tali situazioni portano spesso alla perdit dellautosufficienza con conseguente istituzionalizzazione e, talora, pu intervenire anche il decesso. Linvecchiamento della popolazione, caratterizzato in particolare dallaumento degli ultraottantenni (grandi vecchi) comporta un aumento significativo di soggetti affetti dalla cosidetta sindrome clinica da fragilit. La conoscenza scientifica geriatrica ha sviluppato, nellultimo ventennio, una particolare modalit di approccio allanziano fragile rappresentata dalla valutazione multidimensionale geriatrica e da un modello di assistenza continuativa che consente il proseguimento delle cure dallOspedale al Territorio.Tali modalit di intervento si sono dimostrate in grado di ridurre il numero dei ricoveri nei reparti di degenza Ospedaliera con conseguente riduzione dei costi sanitari, miglioramento della qualit della vita dei pazienti e sollievo per i familiari. LUnit di Valutazione Geriatrica (UVG) ha il compito di elaborare un piano di assistenza personalizzato, di individuare le strutture e i servizi pi adeguati per il singolo paziente (Assistenza Domiciliare Integrata, Residenza Sanitaria Assistita, Medico di Medicina Generale, Ospedale per Acuti, Lungodegenza Geriatrica Riabilitativa, Day Hospital, Centro Diurno, Servizi Sociali, etc), di verificare periodicamente lefficacia degli interventi e se necessario di modificarli. Tutti i servizi e le strutture della rete devono essere in collegamento. Il modello della continuit assistenziale proposto per lanziano fragile pu fornire risposte continue, globali e modificabili nel tempo. Qualitativamente adeguato ai bisogni, si dimostrato economicamente vantaggioso in quanto riduce il ricorso allospedalizzazione del paziente, a volte impropria, e pu risolvere il problema delle dimissioni difficili e dei ricoveri ripetuti con conseguente riduzione dei costi dellassistenza ospedaliera, che pi di ogni altra voce incide sulla spesa sanitaria. Le conoscenze Scientifiche Geriatriche sullanziano fragile hanno consentito di sperimentare idonei modelli di cura grazie anche alla specifica formazione Gerontologico Geriatrica degli operatori dellUnit Valutativa Geriatrica. Sempre sullanziano fragile Hazzard pi di recente ha scritto un uomo, o pi spesso una donna, che vive sul filo del rasoio, in bilico tra il mantenimento della propria indipendenza e il rischio di una tragica cascata di eventi patologici, disabilit e complicanze, che troppo spesso si dimostrano irreversibili, rappresentando i pi complessi problemi che i medici e tutte le figure professionali sanitarie si trovano a dover affrontare

Convegno sul Melanoma a Caorle: dati e commenti 24/11/2012 20:13
La sera del 23 novembre si tenuta a Caorle nella sala consiliare un incontro con la popolazione sul tema. " Prevenzione del melanoma". Il 5 novembre del 2011 era iniziata una campagna di sensibilizzazione e diagnosi precoce del melanoma che si sarebbe svolta nell'arco di un anno in tutta la nostra ASL N.10 Tale campagna era stata promosso dai Clubs Service della nostra zona : Rotary Di San Don, Rotary di POrtoggruaro, Lions di San Don , Soroptimist di San Don-Portogruaro e Rotaract. Il Lions di Jesolo pur non partecipando alla campagna ha aiutato attivamente la sensibilizzazione nelle piazze di Jesolo. Il Rotary di Jesolo che nell'anno 2011-2012 era presieduto dal Dr Astolfo non ha voluto partecipare. La campagna era stata finanziata dalla Veneto Banca, Dall'Aqua Nova, dalla MPSystem, dalla Salusjuice e dal Ponte , oltre naturalmente dai Clubs partecipanti. Vi stato anche l'aiuto prezioso della stamperia Passart di Sartorello che come negli anni passati ha sempre sostenuto le nostre iniziative. La serata aveva due fini: 1) Scendere nella piazza di Caorle che rappresenta assieme alla zona del Comune di San Stino un punto del nostro territorio ove si rinvengono persone con melanomi in una proporzione molto maggiore alle altre zone del Veneto ma anche di tutto il territorio italiano. Basta pensare che se la nostra ASL ha una incidenza di melanomi doppia della media nazionale , la zona di Caorle e San Stino ha una incidenza tripla di quella del territorio italiano . Era quindi giusto scendere tra la gente di Caorle e San Stino per sensibilizzare proprio loro che sono a maggior rischio e spiegare cosa devono fare, a cosa devono stare attenti, come controllarsi eccc.. per cercare di fare una prevenzione primaria ( evitare la malattia ) se possibile o, se non possibile, fare una prevenzione secondaria ( diagnosi precoce) 2) Era passato un anno ed era giusto dare i numeri. Dare i risultati che possono in un certo senso rappresentare il risultato anche dal lavoro svolto dai Club che hanno lanciato la iniziativa. La serata stata certamente bella. Caorle di notte splendida e le strade deserte e illuminate da luci artistiche davano un aspetto da sogno alla Piazza del Vescovado, di fronte al Duomo dove nell'Aula consiliare si teneva l'incontro. La sala era piena con gente in piedi in fondo alla sala. Nemmeno la nebbia che era scesa intorno a Caorle e non solo aveva impedito alla gente di arrivare ad ascolare la conferenza. Una signora di una certa et era arrivata in bicletta da una frazione di Corle distante qualche chilometro. Erano naturalmente presenti i Presidenti dei Clubs partecipanti alla inziativa: il Dr Dal Corso attuale Presidente del Rotary di San Don assieme al Presidente del Rotary dell'anno Precedente, Il Presidente del Roatry di Portogruaro Dr Favot, Il Presidente del Lions Rag Trevisiol e per il Sorpotimist la Professoressa Zago Un momento commovente molto sentito dai presenti stato quando prima di iniziare gli interventi la gente si alzata in piedi per un minuto di silenzio in memoria del Dr Briani, il medico di Anatomia Patologica, che recentemente ci aveva lasciato improvvisamente senza neppure salutarci . Il Dr Briani aveva lavorato alla iniziativa e la sua perdita stata molto sentita da tutti noi. Successivamente sono iniziati gli interventi programmati Il Dr Luca Antelmo assessore alla Cultura di Caorle ha portato i saluti della Amministrazione e ha fatto delle considerazioni sulla incidenza dei melanomi nella zona augurando che in un futuro si possa capire la motivazione o meglio le cause di questa incidenza. Successivamente il Dr Lino Baso , in rappresentanza dei Medici di Medicina Generale di Caorle e San Stino, ha spiegato come il medico al centro delle vita del cittadino per quanto riguarda i problemi legati a varie malattie e nel caso specifico al problema del melanoma.. Non giusto intasare gli ambulatori degli specialisti, dermatologi o chirurghi e creare cos liste di attesa che fanno pi danno di bene alla popolazione. Il cittadino deve ,seguendo i consigli dati dalla campagna, rivolgersi al proprio medico di famiglia e sar lui a valutare la necessit o meno di una visita specialistica o di accertamenti specifici. E' il medico di famiglia che ha in mano la persona e la sua famiglia. Sar lui a fere le considerazioni e a valutare il rischi di possibili lesioni che possono portare al melanoma o a ritenere che la lesione sia gi un possbile melanoma. Dopo il Medico di famiglia ha preso la parola il Dr Zago, Presidente dell'Ordine dei Farmacisti della Provincia di Venezia e che ha la Farmacia proprio in una delle zone critiche e cio a San Giorgio. Il Dr Zago ha messo in evidenza che se il Medico di famiglia fa diagnosi ed ha in mano la salute del cittadino, al Farmacista che si rivolge la maggioranza della popolazione. Il Farmacista sostanzialmente un amico, pi facilmente alla portata del paziente. Non deve fare file in ambulatorio e in Farmacia ogni persona va spesso per tanti motivi. Quindi ha spiegato il motivo per il quale lui ha aderito in maniera entusiastica alla Campagna di Prevenzione del Melanona. Proprio perch sapeva l'utilit e il compito dei Farmacisti verso la popolazione nell'aiutare in maniera pratica e concreta con consigli a stare attenti ai segni di allarme e a consigliare di recarsi dal medico quando e solo quando ce ne fosse necessit. Ha brevemente passato in rassegna quali sono i particolari sui quali deve fermarsi la attenzione di ognuno di noi e ha posto in evidenza anche lui la incidenza alta dei melanomi nella nostra zona riferendo notizie di un congresso europeo al quale aveva partecipato. Ho spiegato come l'Ordine dei Farmacisti ha partecipato attivamente distribuendo a tutte le Farmacie i depliants e spiegando alla gente che si recava in Farmacia il problema da dando consigli. Ha chiuso la serata la relazione del Dr Madeyski , Chirugo ma che era presente anche come Past President del Rotary proprio nell'anno della campagna del melanoma. La relazione non stata una relazione scientifica ma ha dato spunti di riflessione sociosaniataria 1) si sono dati i dati della incidenza di melanoma in Italia e nella nostra zona e i dati relativi all'ultimo anno dopo la campagna di Prevenzione in questione. I dati in Italia parlano di 23 casi all'anno ( dati del 2009 ) su una popolazione di 100.00 Nella nostra ASL la popolazione di 204.000 persone per cui ci aspettiamo una incidenza di melanomi di 46 casi all'anno Nella nostra ASL i dati del 2010 mostrano 108 casi e quindi quasi il doppio di quelli del territorio nazionale. Naturalmente si tratta di una media tra i vari comuni. Nel 2011 i casi segnalati dalla anatomia patologica ( e naturalmente si riferiscono solo ai casi diagnosticati nella nostra Anatomia Patologica e quindi non comprendono i pazienti che si sono recati fuori territorio come a Padova e Aviano) sono saliti a 122 e quindi con un aumento del 15% circa . Tale aumento potrebbe essere spiegato con l'aumento dio melanomi che si riscontra annualmente in tutto il mondo per cause atmosferiche ed esposizione a raggi ultravioletti maggiore di anno in anno. Ma potrebbe esserci anche l'aumento di diagnosi dovute alla partenza della campagna di prevenzione che all'inizio stata massiva e capillare con l'aiuto di tutti clubs nei vari comuni Nel 2012 i vasi rivenuti nella nostra ASL sono stati 140. Il numero dato dai casi rinvenuti fin o al 20 novembre aggiungendo la frazione corrispondente al media mensile. Quindi vi stato un aumento del 20% che rappresenta un dato importante nel capire la Campagna di sensibilizzazione. Certamente il melanoma in aumento in tutto il mondo ma un aumento del 20% non spiegato solo da tale incremento mondiale e italiano. Ma il dato migliore ci viene dati dai melanomi iniziali rappresentati da melanomi in situ, melanomi con displasia melanocitaria severa o mediosevera, che probabilmente o possibilmente con alta percentuale sarebbe diventati melanomi maligni nel giro di un periodo imprecisato. Questi casi sono stati fino al 20 novembre 151 casi. E questo sicuramente dovuto ad una diagnosi precoce. La prevenzione secondaria quella attuata secondariamente alla nascita del melanoma o di un suo precursore. In questo caso l'obiettivo stato raggiunto. 2) Il Dr Madeyski ha poi mostrato tramite alcune immagini i melanomi e i nevi che avevano segnali di pericolo e che si stavano tramutando probabilmente in melanomi o che si sono rivelati poi all'esame dei veri melanomi. Alcune diapositive hanno mostrato i segnali di pericolo mettendo l'accento sui rischi di vari soggetti. Ha fatto un breve escurso sulle possibili terapia e sull'iter diagnostico e terapeutico. Ma ha mostrato con dati sul decorso della malattia e sulla mortalit la pericolosit del melanona evidenziando che la loro prognosi molto severa e certamente peggiore di altri tumori come quqllo della mammella e del polmone se non preso in fase iniziale. Ecco perch la prevenzione primaria e secondaria sono fondamentali. 3) vi stato anche un momento caratterizzato da un dato polemico ma che pi che polemico vuole essere uno stimolo alle istituzioni per una maggiore attenzione alla salute del cittadino meno burocrazia e pi cuore . Anche se la crisi in tutti i settori e anche nella sanit con il loro taglio sulle spese crea problemi importanti I clubs con la loro campagna di sensibilizzazione sono andati oltre e avevano regalato all'Ospedale di Portogruaro un videodermatoscopio completo di ogni componente per fare una diagnosi accurata e fare una mappatura utile soggetti a rischio. Tale donazione era stata a Portogruaro in quanto Portogruaro era l'unico centro della nostra ASL senza videodermatoscopio in ambiente pubblico. A San Don ve ne uno in Casa di Cura Rizzola. A Jesolo ve ne uno che era stato regalato anch'esso da quasi 6 anni ma era sempre rimasto imballato e mai usato. A Portogruaro mancava. Orbene nonostante i solleciti abbiamo potuto appurare che a distanza di un anno nulla cambiato in pratica. La Casa di Cura Rizzola ha ed usa un videodermatoscopio moderno e fa nel caso necessiti la mappatura L'Ospedale di Jesolo ha il videodertmatoscpio completo di tutti gli accessori e , sembra , perfettamente funzionante. Ma rimane sempre imballato o chiuso in qualche stanza e mai usato L'Ospedale di Portogruaro e il suo territorio non ha nessun videodermatoscopio . Il videodermatoscopio regalato a Portogruaro, dopo mesi , stato trasferito all'ambulatorio del distretto a Musile di Piave . In tale ambulatorio giace in pace e non mai stato usato. Il Dr Stocco ci aveva assicurato che tali dispositivi medici sarebbero stati utilizzati e nell'ultimo colloquio avuto in settembre aveva preso l'impegno di metterli in funzione. Il fatto che non siano utilizzati lo sappiamo da pazienti che sono stati visitati dalle dermatologhe a Jesolo e a Musile e che hanno riferito il loro non uso. Ma lo sappiamo anche dalle due dermatologhe che hanno confermato di non avere mai usati dai dispositivi adducendo motivazioni diverse. La gente presente ha proposto che i politici locali e i sindaci intervengano e l'Assessore Luca Antelmo si impegnato a portare il problema alla Conferenza dei Sindaci. Ci auguriamo e tutti si augurano che si presti una maggiore attenzione a questo problema La serata si conclusa con domande dal pubblico che molto attento non ha lasciato la sala se non alla fine della riunione soddisfatta di un qualcosa che viene fatto per la popolazione tutta

Interventi di chirurgia pi frequenti in una chirurgia come quella della Casa di Cura Rizzola 07/11/2012 23:23

Chirurgia: di cosa si occupa 01/11/2012 23:14

Quando lo smartphone invita a fumare. Articolo tratto da Repubblica 28/10/2012 18:02
Riportiamo un interessante articolo tratto dal giornale "Repubblica" che vi invita a meditare e a capire perche si continua a fumnare SIGARETTE nelle applicazioni per smartphone, ultima frontiera per il marketing delle "bionde", pi o meno palese. La pubblicit al fumo, diretta o meno, pu arrivare anche cos, e raggiungere un pubblico di tutte le et. Se n' accorta l'Universit di Sydney, Australia, cercando negli "app store" delle varie piattaforme e scovando un centinaio di applicazioni che in qualche modo rimandano alle sigarette e al concetto di fumo. Quello delle app sembra un terreno fertile per divulgare l'immaginario delle sigarette e cos, accanto ad applicazioni anche utili per riferimento, come "Cigarettes", un database di tutte le marche con vari dati associati, il rischio di imbattersi in promozione occulta del fumo effettivamente c'. Alla faccia delle regole sulla pubblicit che l'industria dei produttori di tabacco tenuta a rispettare. Durante la ricerca, a Sydney si sono anche imbattuti in applicazioni che sulla carta vengono descritte come un "aiuto per smettere di fumare", ma che poi si sono rivelate pro-fumo. E naturalmente non mancano programmi che mostrano marche di sigarette e mappe aggiornate dei punti di vendita dei prodotti legati al tabacco. Ovviamente, non tutto ci che in qualche modo appare come un agente promozionale proviene dall'industria delle sigarette. Tra gli sviluppatori delle applicazioni possono di certo esserci estimatori del fumo che desiderano soltanto fornire un servizio utile ad altri estimatori, magari guadagnando qualcosa. Ma secondo i ricercatori, alcune delle app in esame potrebbero nascondere la mano di "Big Tobacco", specificamente quelle che risultano sviluppate da persone singole che si identificano con un nom de plume e non con una denominazione aziendale su cui sarebbe possibile fare ricerche. Il settimanale americano Time ha qundi individuato cinque app tra quelle rintracciabili nello studio particolarmente raffinate. Tra queste, spicca MyAshtray per iOS, un vero e proprio "simulatore di fumo" in cui l'utente tocca lo schermo per far cadere la cenere nel portacenere. Secondo gli sviluppatori, "ciccare" virtualmente potrebbe aiutare a tenersi lontani dal fumo vero, ma i ricercatori sostengono che per questa teoria non c' conferma scientifica. C' iRolling Cigarettes in cui l'utente pu arrotolare tabacco nella cartina virtuale, e la gi citata Cigarettes per Android un archivio dettagliatissimo delle bionde nel mondo, Puff Puff Pass per iPhone un giochino in cui vince chi passa la sigaretta alla personaggio giusto indicata dal gioco, mentre sono gi in 50 mila ad aver scaricato Cigarette Battery Widget per Android, in cui il livello della batteria del telefono viene indicato dal consumarsi di una sigaretta, a continua memoria della loro esistenza. (26 ottobre 2012) Se volete potete leggere l'articolo direttamente da "Repubblica" il link il seguente http://goo.gl/kZv0U

Potete vedere la locandina della conferenza sul Melanoma che si terr a Caorle a fine novembre 27/10/2012 20:32
Locandina per la Conferenza sul Melanoma a Caorle

Ultimo incontro con la Prevenzione del Melanoma a Caorle 27/10/2012 20:16
Un anno fa e precisamente il 5 novembre i Club del Basso Piave rappresentati dal Rotary di San Don di Piave, del Rotary di Portogruaro, del Lions di San Don di Piave e dal Soroptimist di San Don e di Portogruaro, hanno lanciato una campagna di sensibilizzazione per la diagnosi precoce del Melanoma Voi tutti sapete che il Melanoma il piaggressivo dei tumori della pelle. Ma anche uno dei peggiori in senso lato con prognosi molto pi severa di altri tumori forse pi noti come il Tumore della mammella o del Polmone. La Campagna aveva come titolo " Guarire si pu....basta arrivare in tempo". I risultati sono stati soddisfacenti per non dire ottimi Sono stati rinvenuti nevi sospetti, nevi con displasia melanocitaria, nevi melanici in regressione, melanomi allo stadio iniziale. Trovare questi nevi o melanomi allo stadio iniziale ha comportato interventi modesti , non demolitivi, senza ricerca di linfonodo sentinella e senza successivi svuotamenti linfonodali. Bene!. E'0 passato un anno e ora di chiudere ufficialmente la campagna. Viene chiusa la campagna ma i benefici continueranno in quanto la gente rimasta sensibilizzata e quindi star sempre attenta o, almeno, lo si spera Abbiamo fissato la conferenza di chiusura a Caorle Il 23 novembre alle 20.30 nella Sala Superiore del Centro Civico in Piazza Vescovado ( Fronte Duomo) si terr una conferenza o meglio un incontro con la popolazione per spiegare cosa significa melanoma e cosa significa arrivare in tempo Si porteranno anche i risultati della campagna. Parteciparanno -Avv Luciano Striuli : Sindaco di Caorle -Dr Lino Baso : medico di medicina generale di Caorle -Dr Fiorenza Zago: Presidente Ordine dei Farmacisti di Venezia -Dr Paolo Madeyski: Medico Chirurgo Si far il punto della situazione e si mostreranno delle diapositive per fare restare impresso nella mente il melanoma

Interessante iniziativa per prevenire le complicanze del piede diabetico 22/10/2012 22:04
Prevenire, o fare diagnosi precoce, per non ammalarsi, o almeno ammalarsi il pi tardi possibile e in maniera meno grave. Con questo obiettivo l'Azienda USL di Rimini ha attivato un programma di prevenzione e diagnosi precoce delle complicanze vascolari e neurologiche agli arti inferiori, che possono colpire le persone ammalate di diabete. Il Servizio di Diabetelogia coordinato dalla dottoressa Anna Carla Babini (nell'ambito della Unit Operativa di Medicina Interna II, diretta dal dottor Giorgio Ballardini) sta contattando un campione di pazienti diabetici per propor loro la visita di screening alle gambe e ai piedi. I pazienti sono stati selezionati su base clinica in collaborazione con i medici di famiglia: et compresa tra 50 e 75 anni, durata della malattia superiore a 8 anni con presenza di fattori di rischio quali, ad esempio, ipertensione, cardiopatia, obesit, fumo. Coi pazienti (che vengono appositamente contattati a casa da un'infermiera, dopo aver ricevuto una lettera del Servizio ed essere stati informati dai loro medici di famiglia la cui collaborazione parte integrante del progetto) viene fissato un appuntamento durante il quale si procede all'ispezione del piede, ad effettuare un doppler ed altri esami sulla sensibilit cutanea al fine di valutare la severit del rischio ed eventuali misure da intraprendere. Non va dimenticato, infatti, che una diagnosi precoce di alterazioni circolatorie e della sensibilit delle gambe e dei piedi nelle persone diabetiche consente di evitare complicanze pi gravi, che possono degenerare anche nella perdita dell'arto. Al termine dell'appuntamento ai pazienti vengono dati suggerimenti sulle corrette modalit di cura dei piedi specifiche per pazienti diabetici, e sar proposto di aderire ad una terapia di gruppo per modificare lo stile di vita, anche con consulenze dietologiche.

Le varici degli arti inferiori: inquadramento eziologico e diagnostico e terapeutico 16/10/2012 18:55
Le varici sono una patologia frequente, in aumento al giorno d'oggi per tanti motivi ma in modo particolare per lo stile di vita , l'alimentazione e l'aumento dell'et. Le varici sono delle dilatazioni permanenti della parete delle vene e colpiscono gli arti inferiori con la formazione di gavoccioli dilatati che spesso creano problemi alle donne per motivi estetici. Ma noi non ci occupiamo di tali motivi ma ne parliamo per la possibilit di complicanze e per disturbi rischi che non bisogna sottovalutare. Spesso le donne confondono le varici con le le teleangectasie che non sono altro che dei capillari dilatati. Le teleangectasie sono dovute a patologie del microcircolo e comportano un danno estetico e in genere non danno complicanze. Spesso sono presenti nello stesso paziente teleangectasie e varici vere e proprie. Perch si chiamano varici ?. Il termine deriva dal latino ( varus) che significa curvo, piegato e sta ad indicare la caratteristiche delle varici di essere dei gavoccioli non rettilinei nelle gambe In genere colpisce maggiormente le donne per problemi ormonali e costituzionali; per le gravidanze che influisce oltre al problema ormonale per l'aumento della pressione intraaddominale che si riflette sui grossi venosi . Vi poi in gioco anche l'uso degli anticoncezionali orali, la ritenzione idrica e il sovrappeso dovuto allo stile di vita. La familiarit, il tipo di lavoro che obbliga spesso la donna a stare in piedi per ore , la stipsi cronica sono altri fattori di base che ne favoriscono linsorgenza. Gli uomini sono colpiti, in misura minore. Gli uomini non notano il fattore estetico e spesso si recano dal medico alla comparsa di disturbi o di una complicanza. Le varici possono comparire in uno o entrambi gli arti specie legato a fattori costituzionali e genetici. Le varici presentano una alterazione della loro parete e in modo particolare per una alterazione meccanica delle valvole . Quando le valvole sono alterate il flusso nelle vene si inverte, causando una progressiva dilatazione e stasi che si ripercuotono progressivamente sulle strutture a valle. Da qui ledema che spesso la causa prima della gran parte dei sintomi e delle complicazioni. La stasi allinterno delle vene responsabile della comparsa di ulcere per una minore nutrizione delle flebiti e delle trombosi. Quali sono i sintomi ? A parte il problema estetico che non un vero sintomo i sintomi che i pazienti presentano sono rappresentati da un senso di pesantezza e gonfiore delle gambe, edema dei piedi e caviglie, formicolio, bruciori, crampi, prurito . E questi sintomi sono maggiormente evidenti alla sera dopo che si stati in posizione eretta per molto tempo. Caratteristico anche "il nervosismo" alle gambe che le pazienti riferiscono di notte a letto Alcune complicazioni portano la paziente o il paziente al proprio medico che pone una indicazione ad esami e poi ad una terapia. Esse sono rappresentate date da flebiti, trombosi, embolie polmonari, emorragie, infezioni, eczema da stasi e le ulcere alle gambe. La diagnosi viene fatta con una anamnesi, con un esame obiettivo e viene definita meglio con l'aiuto di ecodoppler venoso Lecocolordoppler serve ad escludere complicazioni maggiori a carico delle vene profonde (trombosi soprattutto) e a stabilire quale approccio terapeutico meglio usare tra quelli a disposizione potendo vedere la sede del reflusso venoso, la funzionalit della cross tra il circolo superficiale e quello profondo , la presenza o meno di perforanti non continenti che devono essere legate. La terapia pu essere Chirurgica fisica medica scleroterapia stile di vita e movimento La chirurgia tradizionale e quella mini-invasiva viene attuata quando i principali assi venosi (le safene) sono alterati. Abbiamo a disposizione il classico stripping totale o lo stripping corto oppure intervebnti minori dati dalla legatura selettiva dal laser endovascolare. Lanestesia generalmente periferica, o addirittura locale, e il risultato estetico ottimale. La scleroterapia indicata quando le safene sono ancora sane (varici extrasafeniche) e in alcuni casi di varici safeniche con determinate caratteristiche di reflusso e valvole coinvolte o quando le safene sono state precedentemente asportate (varici recidive). Viene attuata tramite iniezioni nelle vene che le fanno occludere trasformandole in condotti chiusi e infatti si determinano dei cordini fibrotici o sclerotici ( da qui il nome di sclerosanti). La si usa specie nel trattamento dei capillari. Non necessita di anestesia ed un trattamento ambulatoriale. Il laser e la radiofrequenza sono ottime metodiche, ma trovano poche applicazioni. Viene usato il laser transdermico per i capillari pi piccoli, fini e resistenti alla scleroterapia. Nelle varici safeniche e nelle varici recidive il laser endovascolare o la radiofrequenza sono una alternativa valida con alcune limitazioni dipendenti dal calibro, dalla distanza dal piano cutaneo, dalle sedi del reflusso, dal grado e dal tipo di coinvolgimento valvolare. La terapia fisica data principalmente dal movimento , dalla ginnastica e dalla elastocompressione data da calze elastiche La terapia medica rappresentata da farmaci vasoattivi e da farmaci che agiscono sulla parete venosa e dei capillari e sul mircocircolo. Queste terapia non fanno miracoli e sono utili solo nel trattamento dei disturbi, ma non eliminano le cause e le complicazioni. Importante per ultimo lo stile di vita rappresentata da una alimentazione sana, da movimento, da ginnastica, dalla eliminazione del fumo , da evitare di stare molte ore fermi in piedi o con le gambe piegate come si fa in macchina o in aereo Quale terapia migliore? Non si pu dire che una migliore di una altra Per ogni situazione vi sono delle indicazioni e spesso si deve ricorrere alla combinazione di pi tecniche sia chirurgiche che mediche ma sempre associate a stile di vita corretto. Dobbiamo ricordarci che per la patologia spesso costituzionale , genetica e non sempre viene risolta integralmente per tanti motivi legati alla persona e allo stile di vita. Per tale motivo ci possono essere delle varici recidive anche a distanza di anni. Le varici residue invece sono varici che erano presenti e che non sono state trattate in maniera corretta

Prevenire e curare al meglio la infezione nel piede diabetico 13/10/2012 20:51
Il problema della infezione del piede diabetico Una complicazione frequente e pericolosa di unulcera linfezione. La infezione di unulcera ipu portare ad una situaizone seria che , se non presa in tempo, conduce a gravi fenomeni sistemici che che possono provocare amputazioni minori o maggiori ma anche pericolo di vita per la insorgenza di una setticemia Fondamentale agire subito al primo avviso di una infezione Difficilmente pu essere il paziente a capire lurgenza della terapia o atteggiamento da seguire in caso di infezione. Solo un mkeidco che si occupy di diabete o di chirurgia del piede diabetic pu capire come intervenire Sar il medico a distinguere se unulcera infetta necessita di provvedimenti immediati al di l della medicazione o se sufficiente un intervento medicativo e quali indagini o esami eseguire con urgenza. Gli ascessi o le gangrene o le cellulite o le fascite richiedono provvedimenti terapeutici generali e chirurgici, che se non intrapresi con urgenza possono avere conseguenze molto gravi per il paziente. Linfezione si instaura nella maggior parte dei casi su unulcera aperta da molto tempo e non adeguatamente curata. Se linfezione non viene curate immediatamente spesso si pu arrivare ad una unamputazione maggiore, effettuata a livello di gamba o coscia. Normalmente si deve distinguere una infezione acuta da una infezione cronica Lesperienza dimostra che se ci trova davanti ad una infezione acuita in un piede diabetic la rapidit dintervento lunico modo per salvare sia il piede che il paziente. Infatti, il rischio cui sono sottoposti i pazienti con questi tipi di infezione al piede non solo quello di unamputazione maggiore (gamba o coscia) ma anche di morte per shock settico o altre complicanze infettive . Per tale motive il paziente diabetic che si accorga che esiste una infezione o qualsiasi problema al suo piede e che non tende a guiarire o che si apre nella cute o a livello osseo, deve andare subito dal proprio medico che lo invier subito al centro di riferiment del piede diabetico .Il ritardo di pochi giorni, un trattamento chirurgico non adeguato significa esporre il paziente al rischio di un esito grave. Il chirurgo o il diabetologo deve rapidamente rimuovere la zona infetta , drenandola, trqamitre una incisione rimuovere le zone necrotiche che che presentano zone non suscettibile di sola terapia medica). Spesso ci troviamo di fronte ad un ascesso o ad un flemmone. La raccolta ascessuale e il flemmone a livello dei tessuti interni del piede rappresentano delle raccolte di pus che possono rendersi evidenti spontaneamente (fistole superficiali) o nascondersi insidiosamente in profondit (raccolte purulente). Il Chirurgo allora evacuer tali raccolte rimuovendo i tessuti infetti presenti E prassi e nel nostro reparto da protocollo eseguire un esame culturale e un antibirogramma in modo da cercare sia il germne e sia lantibiotico ottimale Spesso sip costretti durante il drenaggio ad una amputazione minore (dita, raggio, o di parti estese di piede). La fascite necrotizzante uninfezione grave che mette a rischio sia larto malato che la vita stessa del paziente. Pu essere sostenuta sia da germi cosiddetti aerobi che da anaerobi (i pi temibili). Linfezione pu estendersi nel giro di poche ore o di pochi giorni in maniera devastante tramite la fascia che ricopre i muscoli (in genere questi ultimi non ne sono coinvolti); la fascia appare di solito grigia, necrotica e il tessuto sottocutaneo necrotico, scollato. Lintervento immediato, cosi come la terapia antibiotica endovena, sono obbligatori. Il trattamento chirurgico prevede la rimozione di tutti i tessuti necrotici infetti presenti sino ad arrivare al tessuto sano e sanguinante. In questi casi la terapia con ossigeno sia iperbarico che normobarico pu essere di estremo aiuto soprattutto in presenza di germi anaerobi, . La gangrena forse il quadro clinico pi noto nel diabetico. La gangrena (cio la necrosi a tutto spessore dei tessuti molli) pu coinvolgere piccole parti (falangi), parti pi estese (dita) sino a gran parte del piede (avampiede, meso e retropiede). Mentre la gangrena secca rappresenta una urgenza relativa, la gangrena umida o gassosa richiede una urgenza assoluta. Anche in questo caso rischiamo non solo la perdita dellarto ma la vita del paziente (sepsi). Il trattamento chirurgico e servir per la rimozione dei tessuti necrotici ed infetti. Nello stesso tempo la terapia antibiotica endovena obbligatoria . Anche qui come in tutte le lesioni aperte del piede diabetico noi siamo convinti che la terapia con ossigeno iperbarico o normobarico sia molto utile Di fronte ad un piede con una infezione acuta lintervento durgenza ci permette di fermare linfezione. A seconda di quanto visibile intraoperatoriamente si decider se in prima battuta la ferita chirurgica debba restare aperta oppure se possibile eseguire una chiusura chirurgica immediata. Noi siamo convinti che quasi sempre sia preferibile lasciare aperta la ferita per non ischemizzare con I punti di sutura la sutura stessa. Ricordiamoci infatti che nel piede diabetic esiste sempre una angioneuropatia diabetcica che comporta un deficit arterioso relatico Spesso poi necessario un secondo intervento, definitivo, che sar scelto in base allandamento clinico del paziente e alla mole di tessuto perduto sia a causa dellinfezione sia per il trattamento chirurgico in urgenza. Se la infezione cronica non necessita di un intervento di urgenza ma deve essere programmata una stadiazioone della malattia e programmato il percorso terapeutico La patologia che pi di frequente si trova nel piede cronico losteomielite cronica provocata da una lesione ulcerativa presente da tempo variabile. Cronica non deve necessariamente significare che esiste da anni o molti mesi. Pu essere presente solo da qualche settimana La causa, spesso la presenza di un sottostante osteomielite che non permette la chiusura dellulcera. In questi casi, oltre ad una lunga terapia antibiotica, lopzione chirurgica costituisce la soluzione definitiva del problema . La cellulite sempre una infezione acuta ma per le caratteristiche di relativa benignit, spesso senza ripercussioni sistemiche (febbre, leucocitosi) e di intervento chirurgico urgente, viene considerata alla pari di una infezione cronica. E uninfezione che interessa i tessuti molli e che necessita di trattamento antibiotico orale o parenterale ma non di un intervento chirurgico demolitivo Credo che sia importante sempre per aprire la cute e fare una pulizia delle zone infette in modo da drenare eeventuali raqccolte non visibili e permettere la terapia con ossigeno che risuta sempre utile. Pu essere trattata ambulatoriamente con antibiotici orali e medicazioni con antisettici. On con ricovero se la infezione appare maggiore da lasciare pi tranquilli una osservazione e una medicazione controllata giornalmente. Altra infezione che si presenta nel piede diabetico come conseguenza di una qualsiasi lesione , anche minima , aperta nel piano cutaneo losteomielite Linfezione che colpisce losso empre uninfezione per contiguit: i germi arrivano allosso a partire da unulcera cutanea infetta che non viene guarita rapidamente. La terapia da attuare varia da una terapia antibiotica prolungata associate a ossigenioterapia iperbarica o normobarica e una terapia chirurgica. Io sono convinto che la terapia chirurgica deve essere sempre attuara nel timing giusto. Infatti sepsso lulcera cutanea si reduce di dimensioni , con lillusione di poter raggiungere la guarigione; in realt, permanendo il processo infettivo a livello osseo, la lesione cutanea, seppure di ridotte dimensioni, richieder continue medicazioni e terapia antibiotica Questo per il pericolo che il processo infettivo si possa estendere dalle ossa delle falangi ai metatarsi e ulteriormente. Diventa un problema impoortante quando lintero piede e il calcagno viene colpito dalla infezione e sir ischia una amputazione maggiore. Naturalmente ogni caso individuale ed in rapporto alle condizioni cliniche del paziente e alla patologia concomitante Un paziente che non si alza e che non si muove , un paziente con stasi venosa o linfatica , un paziente con deficit arterioso , diventa un paziente a rischio da ospedaklizzare be tenere sotto stretto controllo mentre si fanno le indagini e si interveine con terapia medica e chirurgica

Consigli per le persone diabetiche per prevenire complicanze ai piedi 08/10/2012 23:31
Il Diabete sempre pi frequente e le complicanze sono frequenti ma sono subdole e quindi dobbiamo cercare di evitarle e stare attenti a tanti segni particolari Spesso il diabetico non vuole riconoscere la sua malattia e crede che prendere la medicina prescritta sia tutto Spesso per il diabetico non facile seguire la dieta e non crede che sia fondamentale tale sacrificio per evitare complicanze che poi saranno molto importanti Identificare ii fattori di rischio di lesioni ai piedi rappresenta il problema centrale attuare precocemente un programma di prevenzione e cura individuale. Diversi studi i hanno indicato molti fattori che favoriscono linsorgenza di ulcere del piede e poi di osteomieliti fistolizzate. Tutti gli esperti concordano che i fattori pi importanti siano rappresentati dalla presenza di una neuropatia sensitivo-motoria periferica e/o di una arteriopatia obliterante agli arti inferiori, complicanze che coinvolgono pi del 25% dei soggetti diabetici dopo 10-15 anni di malattia. Proprio la diminuzione della sensibilit f si s che ogni trauma non avvertito possa essere fatale nel far nascere una lesione che sia ulcera o osteomielite La perdita della sensibilit propriocettiva (percezione di s in rapporto allo spazio circostante, al mondo esterno) lassenza dei riflessi tendinei e dei polsi arteriosi periferici, segni di scarsa circolazione ai piedi (cute fredda, perdita dei peli, unghia che crescono male etc.) assieme ad alterazioni cutanee (secchezza della pelle, arrossamenti in aree articolari, ipercheratosi alla pianta del piede, fissurazioni e macerazioni, disturbi alle unghie) e a deformazioni congenite ed acquisite (dita in griffe, dita a martello, alluce valgo) con rigidit articolare (piede rigido) sono fattori di rischio importanti LO stesso dicansi per eventuali amputazioni precedenti Vi sono poi i fattori di rischio tradizionali dei quali abbiamo sempre parlato e non ci stancheremo mai di evidenziare: ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, sedentariet, fumo di sigaretta etc. Ma anche lobesit pu essere considerata una concausa nella genesi delle lesioni. Infatti il rapporto tra obesit e rischio ulcerativo, dal punto di vista biomeccanico fa si che il peso corporeo influisca sulla comparsa dellulcera e pu essere considerata un fattore generale di rischio in quanto fattore di rischio metabolico. Importante poi controllare regolarmente i piedi, curarne ligiene tutti i giorni e e consultare il medico per qualsiasi dubbio o in caso insorgano problemi. Dovete sempre fare riferimento al proprio medico di famiglia per la prevenzione primaria della salute dei propri piedi Lesame clinico del piede dovrebbe essere eseguito dal diabetologo sin dalla prima visita specialistica per valutare la salute dei piedi nel loro complesso ed identificare un eventuale rischio di ulcerazione. Lassenza di sintomi, come stato pi volte ribadito, non equivale ad assenza di rischio. Il piede diabetico spesso non ha visibilit e non d dolore. Lesame va ripetuto almeno una volta allanno, meglio comunque ad ogni visita mentre tale esame dovrebbe essere pi frequente in base allentit del problema individuale

Grande successo della iniziativa del Dott Francescon sulla prevenzione della Osteoporosi 08/10/2012 20:13
Fa piacere evidenziare che l'annuncio della settimana si Prevenzione della Osteoporosi che si svolge nella Casa di Cura Rizzola e condotto dallo specialista Dott Francescon ha avuto una risposta eccezionale. In due giorni si sono esauriti i posti a disposizione e tutt'ora continuano ad arrivare telefonate per prenotare tale esame e i consigli dati dallo specialista. La gente ha capito l'importanza di tale esame che rientra nella Prevenzione di cui noi ci battiamo da tempo Tutte le donne dopo i 40 -50 anni dovrebbe sottoporsi a tale esame e seguire i consigli dello specialista su eventuale dieta o terapia Specialmente le donne in menopausa e le donne che sono state operate di isterectomia e di neoplasia mammaria, sia che siano in terapia ormonale o meno ma specialmente quelle che assumono farmaci tipo Nolvadex, Femara o simili dopo intervento per neoplasia mammaria. Prossimamente il Dr Francescon sar ospite della mia trasmissione " Tre minuti per la tua salute" e lo intervister per avere in diretta consigli su tale patologia

Domande frequenti e risposte sulla mammografia e ecografia 08/10/2012 19:07
Il DR Carmelo Bodanza che ha lavorato per anni nell'Ospedale di Jesolo e che ora lavora solo nel suo studio a Jersolo ( Via Cesare Battisti 99 ) distribuisce alla sue pazienti un foglio semplice che ho apprezzato. Tante donne si chiedono cosa la mammografia , cosa la ecografia; perche si deve fare o quando fare la mammografia e quando la ecografia o se farla assieme. Io credo che questa iniziativa del Dr Bodanza possa essere utile a molti che leggono. Quello che troverete qui sotto sono pensieri del Dr Bodanza che condivido e che sono validi per tutte le donne che leggono il nostro sito non solo nel Veneto ma anche in Italia e spesso in varie parti del mondo Che cosa la mammografia La mammografia la radiografia del seno. In alcuni casi pu essere necessario approfondire parte dell'esame ed eseguire una visita al seno e/o una ecografia. Ci non deve allarmare perch, la maggior parte delle volte, tutto si risolve con esito di normalit alla fine degli accertamenti. E' l'indagine pi affidabile per la diagnosi precoce del tumore della mammella a condizione che sia utilizzata una apparecchiatura dedicata-il mammografo- e sia eseguita da personale appositamente formato Perch utile fare la mammografia La mammografia permette di individuare l'eventuale tumore quando non ancora palpabile. Se il tumore piccolo aumentano le possibilit di guarigione e l'intervento chirurgico conservativo (molto ridotto). La mammografia pu sbagliare? La mammografia, come tutti gli esami diagnostici, ha dei limiti che nel caso specifico sono legati, fondamentalmente, al tipo di mammella e ad alcuni tipi specifici di tumore. Durante la mammografia si effettua la compressione, cosa significa? La compressione della mammella una manovra indispensabile, anche se a volte lievemente fastidiosa. Consiste nel comprimere la mammella tra due piani paralleli e consente di utilizzare una minore quantit di radiazioni ed ottenere esami pi leggibili e quindi migliorare la diagnosi. La mammografia dolorosa? L'esame normalmente non doloroso. Solo in una piccola percentuale di donne la compressione pu determinare un leggero fastidio. Se non presente nessuna sintomatologia necessario fare la mammografia? Si in quanto lo scopo della mammografia quello di ricercare piccole lesioni non ancora palpabili. Se la mammografia negativa utile ripeterla a distanza? La mammografia un esame che v ripetuto periodicamente in quanto alcune lesioni della mammella possono crescere molto lentamente e quindi vanno ricercate ripetendo l'esame a distanza. Pu essere dannoso fare la mammografia? La dose di raggi x utilizzata per questo esame molto bassa, circa 12 volte inferiore a quella utilizzata 10 anni fa. Il materiale usato per fare la mammografia sterile? No perch non necessario. Che cosa l'ecografia mammaria? E un esame che utilizza gli ultrasuoni e non i raggi x. E' indicata in donne giovani e per valutare nodi palpabili o anomalie evidenziate dalla mammografia. L'ecografia mammaria pu sostituire la mammografia? L'ecografia non pu sostituire la mammografia in quanto, normalmente, non consente la diagnosi precoce. L'ECOGRAFIA un esame molto importante ma complementare; va eseguito o come primo esame strumentale nelle donne giovani o, nelle donne oltre i 40 anni, a completamento della visita e/o della mammografia. Quali sono le indicazioni alla esecuzione di una ecografia al seno? Studio dei seni in donne giovani. Studio dei seni in gravidanza. Studio complementare alla mammografia per la corretta interpretazione del seno denso. Studio dei reperti mammografici non definiti. Studio delle regioni mammarie mal esplorabili per la loro sede ( piani profondi, regioni parasternali ). Monitoraggio di patologia gi diagnosticata. Guida al prelievo citologico (agoaspirato ). Che cosa l'agoaspirato? Consiste nel prelievo da una lesione mammaria di alcune cellule che successivamente vengono strisciate su di un vetrino e quindi studiate dall' Anatomo Patologo. E' un esame nella maggior parte dei casi non doloroso e praticamente privo di complicanze. Il prelievo viene effettuato utilizzando aghi molto sottili o su guida ecografica o su guida mammografica (stereotassi). Quando indicato l'agoaspirato? L'agoaspirato ed il successivo esame citologico sono indicati in qualsiasi lesione nodulare solida che compaia in una donna di 30 o pi anni o in caso di calcificazioni su cui la natura benigna non sia assolutamente certa. In caso secrezione da capezzolo cosa utile fare? Nella secrezione mammaria indicato l'esame citologico solo nel caso di secrezione ematica, sieroematica o trasparente, monolaterale o monoduttale. La duttogalattografia indicata in caso di citologia indicativa di lesione papillare. Personalmente ritengo utile una citologia sul secreto anche quando la secrezione bilaterale e presenta un colore rosso o nero o marron scuro

Diapositive per la Prevenzione del Melanoma 30/09/2012 23:32
Diapositive sul Melanoma tratte dal Ponte

Consigli per le persone diabetiche per prevenire complicanze ai piedi 30/09/2012 20:11
Il diabete in aumento specie nelle popolazioni cos dette civile o nelle popolazioni civilizzate Il motivo va da ricercarsi nello stile di vita che una persona del mondo occidentale o dei paesi che si stanno industrializzando 1) Poco movimento 2) mancanza di tempo da dedicare a passeggiare e a rilassarsi 3) Stress 4) iperalimentazione 5) alimentazione sbagliata e non sana con troppi grassi e zuccheri 6) invecchiamento della popolazione 7) Mancanza di prevenzione a livello sanitario e personale Ci troviamo di fronte al fatto che tante persone non sanno di essere diabetiche Il consiglio quindi di andare dal proprio medico almeno una volta all'anno ed esporre i propri problemi, i propri dubbi , mentre saril medico ad indagare su possibili malattie o patologie in fieri o conclamate Una volta che sappiamo che siamo diabetici, dobbiamo cambiare stile di vita In primi mettersi a dieta aiutati dal medico o da un dietologo o da un dietista Poi fare movimento, ginnastica in qualsiasi modo ma sempre con l'ausilio del proprio medico che dir quale ginnastica e movimento adatta al vostro fisico Affidarsi al proprio medico o ad un diabetologo per vedere se necessita di una terapia orale o con insulina o se basta una dieta Dovere poi fare controlli giornalieri della vostra glicemia nel sangue e almeno ogni mese delle urine Un consiglio che deve essere sempre presente osservarsi Come ? Dovete osservare se urinate pidel solito o in maniera abbondante o se vate pi sete del normale e in questo caso consultare subito il proprio medico Secondo osservare bene il proprio corpo in modo i piedi Sapete che il diabete conduce prima o poi o in grande percentuale ad una microangioneuropatia degli arti inferiori oltre ad altre malattie come quelle oculare o renali eccc. Poich la neuroangiopatia degli arti inferiori comporta una minore sensibilit specialmente per il dolore ai piedi si deve osservare se vi procurate una lesione anche minima ai piedi. Se uno spillo vi punge spesso non ve ne accorgete in quanto avendo meno sensibilit non pensate di esservi punti. E allora dovete osservavi spesso, tutte le volte che avete i piedi senza calze.. Ma cercate di camminare sempre con scarpe aperte o chiuse ma che abbiamo una suola resiste agli insulti specie a punta Ricordatevi che esistono scarpe per diabetici che servono a scaricare i punti dei piedi pi deboli o malati e per questo dovete sentire il vostro medico, o il diabetologo o un ortopedico Se vedete che vi siete punti o ferite la prima cosa disinfettare la zona ed assumere un antibiotico con consiglio del proprio medico in quanto difficilmente si sa riferire quando si avuta la ferita e non si pu giudicare se esiste una iniziale infezione o meno Se avete un dolore al piede andate dal vostro medico o da un ortopedico o da un diabetologo per vedere se necessita fare una radiografia o una RNM e studiare in segmenti ossei che possono avere una osteomielite Ricordatevi che la prevenzione sempre primaria ( evitare le lesioni e tenere il diabete entro valori stabili e accettabili) ma anche secondaria in modo da curare prima possibile le lesioni che possono apparire modeste e spesso vengono sottovalutate Nel Reparto che dirigo nella Casa di Cura Rizzola il paziente pu seguire tutto l'iter diagnostico e terapeutico per limitare i danni e per potere curare la malattia e in modo particolare le complicanze. In modo particolare applicando la ossigenoterapia normobarica che poi pu essere proseguito a domicilio si possono avere risultati ottimali

Depliant del Progetto di Prevenzione dell'Osteoporosi a disposizione della popolazione gratuitamente presso la casa di Cura Rizzola 28/09/2012 19:16
La casa di Cura Rizzola stata scelta come unica struttura della zona per eseguire le visite per la prevenzione della osteoporosi e delle malattie osteoarticolari. Si tratta di 100 centri in tutta l'Italia e la Casa di Cura Rizzola stata scelta per la presenza di uno specialista della Osteoporosi, il Dr Francescon che lavora nel reparto di Geriatria , essendo lui specialista anche in geriatria Qui potete vedere il depliant

Grande progetto di Prevenzione nella Casa di Cura Rizzola a cura del Francescon verso la Prevenzione della Ostpoporosi 26/09/2012 18:30
Con grande piacere e soddisfazione annunciamo una iniziativa che porta lustro alla Citt di San Don e alla Casa di Cura Rizzola Nella Casa di Cura Rizzola si sempre tenuta in considerazione la Prevenzione con varia iniziative (melanoma, Neoplasia mammaria ecc ) e oggi anche per la osteoporosi Il Dott. Francescon partecipa ad un progetto Nazionale sulla prevenzione dellOsteoporosi Il Dott. Francescon Alessandro, che conduce lAmbulatorio di Osteoporosi della Casa di Cura Sileno e Anna Rizzola , stato invitato a dare la sua adesione a partecipare al progetto Amico- Settimana Nazionale dei disturbi osteoarticolari che vede coinvolti 100 Centri di Eccellenza di tutta Italia. Il prestigioso Progetto, alla sua prima edizione, stato promosso dalle pi importanti Societ Scientifiche Italiane. La SIOMMS,Societ Italiana dellOsteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro, la SIOT, Societ Italiana di Ortopedia e Traumatologia, la SIR, Societ Italiana di Reumatologia, la ANMAR, Associazione Nazionale Malati Reumatici e la FEDIOS, Federazione Italiana Osteoporosi e Malattie dello Scheletro hanno deciso di promuovere la Settimana dei disturbi Osteoarticolari, in programma , dall8 al 12 ottobre 2012. Liniziativa prevede un indagine conoscitiva su un campione di medici e pazienti nella seconda settimana di Ottobre. In Centri specializzati distribuiti su tutto il territorio Nazionale si eseguiranno visite gratuite a favore dei cittadini che ne faranno richiesta, telefonando dal 1 ottobre 2012 al Numero Verde 800 122 793 (giorni feriali ore 9-18). Il paziente sar informato sulle strutture pi vicine alla sua residenza , che partecipano al Progetto e potr, quindi, prenotare una visita gratuita fino ad esaurimento della disponibilit delle visite. Nella Casa di Cura Sileno e Anna Rizzola, il Progetto sar indirizzato alla Prevenzione dellOsteoporosi, patologia sotto- diagnosticata, la cui diagnosi precoce, oggi possibile, consente di attuare adeguate norme di prevenzione e terapia.

Percorso razionale di diagnosi e terapia per un paziente con ulcere arti inferiori o piede diabetico 22/09/2012 23:32
Quando una persona si presenta nell'ambulatorio dedicato alla patologia delle ulcere degli arti inferiori la strada razionale da seguire secondo la nostra esperienza la seguente 1) Anamnesi per capire la eziologia della lesione 2) esame obiettivo per vedere le caratteristiche della lesione e valutare se vi una componente venosa, arteriosa o diabetica 3) Programmare gli accertamenti : Ecodoppler venoso e arterioso; es culturale e antibiogramma dalla lesione; eventuale radiografia se la lesione su piede diabetico. Come secondolivello AngioRNM , consulenza diabetologica, visita oculistica e esami per definire la crasi ematica, la funzionalit epatica e renale. 6) Tearapia antibiotica mirata 4) se la lesione presenta zone di necrosi, di fibrosi, osteomielite ecc si deve programmare una toilette chirurgica della lesione. 5) Eseguire terapia medica ( se insuff arteriosa) o angiopalstica o bypass se necessita di una rivascolarizzazione. 6) asportazione di zone ossee con osteomielite 7) Medicazioni con sola fisiologica o H2O2 e ossigenoterapia normobarica topica per almeno una ora al giorno 8) Medicazioni e controlli settimanali o con tempi decisi a secondo la situazione locale o generale Riteniamo che questo sia l'approccio razionale ad un paziente che presenta una lesione trofica degli arti inferiori ( ulcere o piede diabetico)

Prevenzione dellOsteoporosi e individuazione dei soggetti da sottoporre allindagine di densitometria ossea 18/09/2012 22:48
Prevenzione dellOsteoporosi e individuazione dei soggetti da Prevenzione dellOsteoporosi e individuazione dei soggetti da sottoporre allindagine di densitometria ossea A cura di : Dott.Alessandro Francescon, Specialista in Geriatria e Gerontologia Ambulatorio di Osteoporosi- Casa di Cura Sileno e Anna Rizzola, San Don di Piave (Ve)- L osteoporosi una malattia in cui vi la riduzione della densit minerale ossea (BMD), ci porta a una fragilit dello scheletro e ad un aumentato rischio di fratture, in particolare a livello della colonna vertebrale, dellanca e del polso. La prevenzione delle fratture un obiettivo che consente un miglioramento della qualit della vita per la riduzione della disabilit e la riduzione dei costi socio sanitari derivanti dalla perdita dellautosufficenza. Conoscere i fattori di rischio dellosteoporosi che ci riguardano il primo passo per rallentare o prevenire questa malattia. E possibile, infatti, rallentare la perdita dei sali minerali e della massa dellosso intervenendo sul suo turnover, cio sul processo di rimodellamento dellosso. Esistono strategie di intervento che possono prevenire o ridurre gli effetti dellosteoporosi, una volta che si riconosciuto il rischio.La densitometria ossea associata ad una esperta valutazione clinica si pu ritenere adeguata ai fini di una prevenzione e cura dellosteoporosi sia per il maschio che per la femmina. Il fumo di sigaretta, lassunzione in eccesso di alcol e di caff, le sostanze stupefacenti, luso di determinati farmaci che interferiscono sul metabolismo osseo risultano fattori di rischio di osteoporosi per entrambi i sessi. Nel maschio, inoltre, il 25-30 % destinato a incorrere in una frattura da osteoporosi nel corso della vita con elevate conseguenze invalidanti e, anche per questo motivo, losteoporosi viene sempre pi studiata anche nei maschi. Spesso conseguenza o associata ad altre patologie croniche come la bronchite cronica ostruttiva, linsufficenza renale cronica , le epatopatie croniche, etc. Altri fattori di rischio sono: precedenti fratture da fragilit, familiarit per osteoporosi e fratture ossee, ipogonadismo, presenza di malattie osteopenizzanti (malattie reumatiche,emolinfopatie, malattie neoplastiche,etc),disendocrinopatie (Iperparatiroidismo,Sindrome di Cushing ,Ipertiroidismo ,Diabete mellito di tipo I e altre malattie endocrine), riscontro radiologico di osteopenia o deformazioni vertebrali, distrurbi nutrizionali comportanti ridotto introito di calcio e Vitamina D, magrezza con indice di massa corporea <19 , patologie comportanti malassorbimento intestinale,allettamento prolungato e altri fattori di rischio meno frequenti. Nella donna il rischio di osteoporosi aumenta in quanto a tutte le patologie e i fattori di rischio su considerati si possono addizionare altri fattori di rischio quali la menopausa precoce (<45 anni), alterazioni del ciclo mestruale con periodi di amenorrea superiori a sei mesi, ipogonadismo , ovariectomia in et fertile.Questi ultimi fattori di rischio, attribuibili al sesso femminile, rendono auspicabile che lindagine strumentale della densit ossea sia effettuata in epoca peri-post menopausale, quando per il venir meno della funzione ovarica si determina un aumento del riassorbimento del tessuto osseo. La densitometria ossea , infatti, un esame importante per decidere se prescrivere una terapia ormonale estrogenica sostitutiva alle donne in menopausa, soprattutto se con sindrome climaterica. Lesecuzione della densitometria ossea indicata, inoltre, anche per il monitoraggio della terapia antiosteoporotica in atto, per entrambi i sessi. Per quanto riguarda il paziente anziano, va fatta una citazione particolare sulluso dei farmaci. Lanziano, spesso, assume molti farmaci ed importante conoscere la loro eventuale azione sul metabolismo osseo. Particolare attenzione va posta alluso di cortisonici, se assunti per un periodo prolungato, immunosoppressori, chemioterapici, anticonvulsivanti e molti altri. In conclusione, si rende necessario individuare i pazienti che per fattori genetici , o per la presenza di fattori di rischio o patologie pregresse o in atto, opportuna lesecuzione della densitometria ossea visto che la riduzione della densit minerale ossea (BMD) rappresenta uno dei maggiori fattori di rischio per le fratture da fragilit. In particolare, questo tipo di esame e la valutazione clinica vanno fatte negli anziani affetti da una polipatologia e che assumono molti farmaci, con frequenti episodi di caduta, fattore, questultimo, determinante la frattura da fragilit.

Un percorso razionale dalla diagnosi alla terapia del piede diabetico 16/09/2012 18:06
Con il termine piede diabetico si indica la patologia che pu svilupparsi a carico del piede nei pazienti affetti da diabete mellito. Non tutti I pazienti dibaetici vanno incontro al Piede Diabetico ma solo una parte e si tratta in genere di pazienti che non sanno di essere diabetici, che non si curano e che quindi hanno una glicemia alta e specialmente hanno sbalzi glicemici in quanto oltre a non curaris non fanno una dieta appropriate. Vanno pi facilmente incontro a tale patologia I diabetici che fumano e che hanno disturbi circolatori , specie arteriosi . Ma non bisogna dimenticare che si sommano fattorti venosi come esiti di trombosi profonda e insufficienza venosa superficiale. I fattori che influenzano tale patologia sonoi la polineuropatia periferica, larteriopatia periferica , la insufficienza venosaa e le infezioni. Tali fattori possono esere presenti singolarmente ma pi frequentemente, coesistere . La patologia del piede diabetico e delle sue comlipcanze in aumento. Laumento dovuto allinvecchiamento della popolazione, allumento dei diabetici ( problema di stile di vita) e naturalkmente ad aumento di sopravvivenza dei pazienti diabetic. Il piede diabetcio diventato un problema sanitario e sociale. Per tale motive si spiega la nascita in ogni Ospedale o quasi di un servizioo o di un reparto che si occupi di questa patologia per cercare di prevenirla, di diagnosticarla e di curarla nella maniera ottimale I problem che nascono da un piede diabetic non curato o non curato in maniera ottimale comportano lunghi periodi di cure ambulatoriali, di prolungati e ripetuti ricoveri ospedalieri e, spesso di mutilazioni minori ma anche maggiori. Secondo il Basel Study che si esteso per 5 anni sono stgate eseguite amputazioni maggiori nel 6,8% dei pazienti diabetici rispetto allo 0,6% dei non diabetic, in relazioni ad alter patologie come larteriopatia. Negli Stati Uniti le amputazioni per cause ischemiche sono circa 200 per milione di abitanti per anno tra i non diabetici, circa 3900 per milione per anno tra i diabetici.. Interessante il dato che emerge da vari studi che mostra che il numero di amputazioni per cause ischemiche risultata essere 10,3 volte maggiore per gli uomini e 13,8 volte maggiore per le donne con diabete rispetto ai non diabetici. In Italia non abbiamo ancora dati sicuri e comprensivi di varie regioni ma solo dati frammentari. Stannmo sorgendo vari centric he si occupano di tale patologia e fra non molto si avranno dati attendibili I costi sono noti in alter nazioni e I dati pi significativi sono quelli degli Stati Uniti ma sono viziati e non comparabili per la differenza della assistenza sanitaria. Per fare un esempio comparative si tenga presente che il costo di una amputazione di un piede diabetic si aggira sui 10.000 dollari mentre in Italia in DRG si aggira sui 4500 euro. Vi sono poi problem legati alla diagnosi , alla terapia e alla riabilitazione di tale patologia. Vengono chiamati a collaborare il diabetologo, il podologo, il chirurgo generale e il chirurgo vascolare , linfettivologo , lortopedico il radiologo ,il fisoterapiasta , il posturologo ecc. La nascita di vari centri e la speciliazzione di vari sanitari tendon a ridurre al minimo le amputazion I e se possibile limitare le amputazioni alle minori, olter a ridurre i tempi dei ricoveri, i ricoveri stessi, il disagio del paziente e dei familiari, oltre naturalmente a ridurre I costi della sanit pubblica e I costi sociali Il paziente deve seguire un percorso razionale Il medico di base o di medicina generale deve essere il punto fermo di ogni paziente Sar il medico di medicina generale a inviare il paziente a fare delgi accertamenti o a mandarlo dal chirurgo o dal diabetologo a secondo che il paziente presenti un diabete non trattato o critic o se il paziente presenti una lesione al piede da trattare chirurgicamente Sar poi il diabetologo o il chirurgo a segnare la strada da seguire. Questa pu essere data da accertamenti ematologici o strumentali o da un ricovero urgente Il ricovero urgente si rende necessario nei seguenti casi 1. Piede ischemico (ulcerazione o gangrena del piede e/o ischemia critica con persistente dolore ischemico a riposo) 2. Ulcera ad eziologia neuropatica infetta Ambulatoriamente o da esterno devono in ogni caso programmatic con urgenza o meno I seguenti accertamenti Doppler arti inferiori e visita eventuale Chirurgo Vascolare Rx piede Arteriografia arti inferiori ed eventuale angioplastica Visita Ortopedica (in previsione di eventuali amputazioni) Tampone ulcera per antibiogramma mirato o agoaspirato tessuti profondi o biopsia dellulcera eventuale Eventuale RMN piede (in caso di sospetta osteomielite) Eventuale Visita Chirurgo Plastico (per courettage esteso dellulcera) Medicazioni locali Trattamento antibiotico sistemico parenterale (in caso di sepsi e/o di lesioni ulcerative infette) Alla dimissione il paziente avr un percorso dedicato e sar seguito sempre dalla stessa equipe medica che potr valutare meglio lo stato comparative dellandamento della patologia Dobbiamo tendere ad un miglioramente della diagosi della eziologia della patologia e a dare al paziente una terapia opportune nei tempi brevi o consono allo stato della patologia. In questo modo ci saran vantaggi per il paziente che vedr ridotta la possibilit di ampuatazioni specie maggiori, una diminuzione di costi e un sollievo psicosociuale al paziente e ai familiari. La diminuzione delle giornate di degenza sono importanti. Al giorno doggi non compatibile con la medicina moderna e con la prevenzione di possibili complicanze che un paziente rimanga ricoverato un mese o due per una lesione al piede diabetico

Il Dott Madeyski non lascia San Don come apparso sulla stampa 10/09/2012 20:19
Poich quasi ogni giorno incontro persone che credono che sia andato o mi trasferisca a Santa Cruz di Tenerife come pubblicato in un articolo della Nuova Venezia un mese orsono, credo opportuno avvisare attraverso i media ( F.B. e i siti che gestisco) che non mi muovo da San Don di Piave. Continuer a lavorare presso la Casa di Cura Rizzola nella quale dirigo il Comparto di Chirurgia. E' vero che sono stato all'Universit di Santa Cruz di Tenerife invitato ad insegnare ed illustrare le mie terapia con la ossigenoterapia normobarica . Sia all'Universit che nei Centri di Medicina pubblici e privati stanno lavorando secondo i miei protocolli e ogni tanto andr per seguire i lavori e fare consulenze. Ma andr all'incirca una settimana ogni 6 mesi. Negli ultimi anni ho creato dei tragitti dedicati e specializzati per la diagnosi e la terapia delle ulcere degli arti inferiori e del piede diabetico, per diagnosi e terapia del melanoma oltre alla senologia della quale mi occupo da oltre 30 anni con il supporto dei vari specialisti che operano nella Casa di Cura Rizzola

Diagnosi e terapia del Melanoma nella Casa di Cura Rizzola 09/09/2012 22:19
Fra poco sar un anno da quando abbiamo iniziato assieme a Rotary, Lions e Soroptimist una campagna di sensibilizzazione per la diagnosi del melanoma. Fra 3 mesi daremo i dati definitivi Possiamo dire che la situazione buona e i risultati sono ottimi Nella Casa di Cura Rizzola a San Don abbiamo un tragitto dedicato per diagnosi e terapia del melanoma Il paziente, sensibilizzato dalla campagna per il melanoma, viene visitato dal nostro dermatologo ( Dr Maturi) che esegue una mappatura dei nevi e con il video dermatoscopio osserva e studia il nevo sospetto. Il nevo viene ingrandito e studiato nelle sua varie caratteristiche , compresa la vascolarizzazione. Se il nevo sospetto viene asportato dal dermatologo stesso o dal chirurgo , a secondo la posizione e la dimensione. Il neve viene esaminato dall\'anatomopatologo. Se il nevo risulta un nevo semplice o displasico e senza atipie , il paziente viene invitato a controllo fra tre mesi e poi ogni sei mesi per controllo e mappatura . SE il nevo risulta un melanoma viene passato al Chirurgo ( Dr Madeyski e collaboratori ) che lo inquadra con gli accertamenti prescritti Il nevo avr delle caratteristiche segnalate nel referto dell\'anatomopatologo e in base a queste caratteristiche si decide la terapia successiva Se il melanoma allo stadio iniziale ( vedansi caratteristiche sulle diapositive pubblicate ) si decide solo per un allargamento della zona nella quale si era eseguita la asportazione del nevo. Se il melanoma risulta in uno stadio avanzato secondo dei criteri fissati, si procede all\'allargamento ( radicalizzazione) e alla asportazione del linfonodo sentinella. Se il linfonodo sentinella e la radicalizzazione non hanno altre cellule neoplastiche il paziente viene visitato dall\'oncologo e successivamente dopo tre mesi dal dermatologo e dal chirurgo ogni 6 mesi. Se il linfonodo sentinella presenta delle cellule neoplastiche allora si procede allo svuotamento completo della stazione linfonodale afferente a quel distretto ascellare o inguine eccc.) Verr eseguita a secondo della situazione una scintigrafia ossea, una TAC ( torace, addome e cranio) o una PET TAC. Il paziente viene poi inviato dall\'oncologo e successivamente far i controlli dermatologici e chirurgici Alla Casa di Cura Rizzola i pazienti accedono con impegnativa rossa ( a totale carico della sanit pubblica) o privatamente. Possono venire inviati dal medico di base o presentarsi spontaneamente se vogliono direttamente una visita del dermatologo o dal chirurgo

Importanza di un ecodoppler per la eziologia delle ulcere degli arti inferiori 08/09/2012 19:57
Importanza di un ecodoppler per la eziologia delle ulcere degli arti inferiori Il Doppler che poi stato sostituito dallecodoppler un esame che da tempo viene usato per capire e definire la eziologia delle ulcere venose e arteriose . In terminologia tecnica lesame Doppler sarebbe una flussimetria (o velocimetria) Doppler e consiste nella misurazione, attraverso gli echi prodotti da un fascio di ultrasuoni, della velocit del flusso del sangue allinterno delle vene, delle arterie . Il Doppler che prende il nome del suo scopritore era usato allinizio per scandagliari il mare e venne usato specie in guerra per stanare o vedere I sommergibili nemici o le bombe sui fondali. Dopo lintroduzione del Doppler per lo studio dei flussi del sangue nelle vene e nelle arterie si passati successivamente allecodoppler. 
Nellecodoppler si aggiunge alla flussimetria anche una rappresentazione ecografica dei vasi , per cui possibile esaminare contemporaneamente la dinamica del flusso sanguigno e la morfologia dei vasi.. 
Nellecodoppler, lecografia aggiunge immagini dellorgano esplorato, entro il quale la flussimetria Doppler misura direzione e velocit del sangue. Dalle alterazioni del flusso del sangue entro un vaso sanguigno possibile risalire alla causa: ostruzioni parziali o complete, dilatazioni, incontinenza delle Valvole venose, tortuosit, malformazioni.

 
 
Lesame non doloroso, innocuo, non richiede preparazione della persona e pu essere ripetuto pi volte. Lunico diffetto dellecodoppler che un eame soggettivo, in quanto dipende da come si posizione la sonda sul vaso da esaminare e quindi linterpretazione di tale esame risente dellesperienza e della manualit dellesecutore.
 Il risultato dellesame immediatamente visibile e udibile da parte dellesecutore e quindi si pu avere in tempo reale una definizione della situaizone dinamica e morfologica dei vasi studiati. 
La flussimetria misura la direzione e la velocit del flusso del sangue entro arterie e vene, risultando utile nel sospetto di malattie delle prime (Stenosi, Trombosi, embolie, aneurismi, malattia di Raynaud, morbo di Brger, fistole arterovenose, angiomi) o delle seconde (Trombosi, incontinenza valvolare, varici).
Lecodoppler aggiunge limmagine del vaso studiato, con eventuali placche aterosclerotiche delle arterie, calcificazioni, trombi adesi alla parete interna La cuasa delle ulcere e lesion trofiche degli arti inferiori reside in ordine di frequenza in patologie venose, arteriose e diabetiche. Orbene nella patologia lo studio velocimetrico ci dice se vi una insufficienza venosa superficiale ( incontinenza della grande o piccolo safena o di perforanti) e problem di insufficienza venosa profonda in cui vi un rallentamento del flusso sanguigno, per cui il sangue tende a ristagnare nella parte inferiore delle gambe). Lo studio delle patologie arteriose studia il flusso, la velocit e quindi indirittamente la quantit di sangue che affluisce negli arti a livello delle lesioni Le vene ed le arterie possono essere interessate anche da varie forme tumorali (emangioma, ectasie, angiosarcoma, emangiopericitoma ) e anche questi possono essere fattori che favoriscono le lesion trofiche degli arti inferiori. Leco Doppler quindi un esame fondamentale asieme alla clinica per definire la eziologia delle ulcere e quindi impostare una corretta terapia Lanamnesi e la visita vdel paziente con le varie manovre semeiologiche spesso non sono sufficcenti a definire la eziologia. Certamente si potr capire subito se ezikologgia venosa o arteriosa ma leco Doppler aiuta a definire la causa e a suggerire altri accertamenti pi avanzati e spcifici come una angioTAC e una angioRNM.

Il Dr Lucio Marrone , il noto posturologo che segue a Santa Cruz di Tenerife lo studio sulla ossigenoterapia normobarica con il dispositivo ULCOSAN. 05/09/2012 23:16
E' arrivato in Italia il Dr Lucio Marrone , il noto posturologo che segue a Santa Cruz di Tenerife lo studio condotto all'Universit La Laguna e nei Centri di Medicina sulla ossigenoterapia normobarica con il dispositivo ULCOSAN. Il Dr Marrone stato ospite nella Trasmissione " Tre minuti per la Tua Salute" in onda sulle emittenti regionali venete ( LA 12- LA 13- TeleVenezia e TeleChiara ). Il Dr Marrone ci ha parlato di come procede lo studio su circa 100 pazienti reclutati negli ambienti universitari a Tenerife e della soddisfazione dello Staff Medico e Infermieristico su come procede il lavoro. Ha registrato anche alcuni interventi che troverete come la sua intervista su YouTube. Tre interventi sono in lingua spagnola per il pubblico locale. In una intervista Il Dr Marrone , intervistato dal Dr Madeyski ha spiegato la differenza della assistenza sanitaria tra Italia e Spagna.

Il Piede di Charcot: inquadramento, eziologia , terapia e consigli 02/09/2012 13:17
Il piede di Charcot la complicanza pi temibile del piede diabetco o meglio la complicanza che I diabetici devono temere maggiormente Quello che colpisce maggiormente la trasformazione del piede come archittetturu per interessamento sia oseo e delle articolazioni del piede: le ossa si frammentano e si deformano tanto da perdere i normali rapporti articolari. Larchitettura del piede viene cos fortemente compromessa portando ad una grave deformit del piede. Questa patologi grave in quanto se non diagnosticata e curata alla sua nascita porta a deformit tali da procurare ulcere difficilmente guaribili o recidivanti e a deformazioni invalidanti che possono portare anche alla amputazione dellarto. Eziologia Le cause possono essere diverse ma sicuramente che sempre presente una neoropatia diabetic e quindi il piede di Charcot lo si trova solo nei diabetici. Non sappiamoi perch non lo troviamo in tutti I diabetici ma senza il diabete non presente. Tale patologia non frequente e quindi non vi una ampia letteratura come per il piede diabetico Lesordio acuto del piede di Charcot caratterizzato dai segni tipici di infiammazione come arrossamento, dolore e aumento della temperature del cute del piede Vi posso gi essere interesamenti ossei con fratture e modeste alterazioni litiche . La mano del Chirugo a volte vede meglio del radiologo. Si vi una lesion o una fistula e si pu tastare losso con una specillo si sentir un suono diverso, ovattato e non durto di un osso compromesso che si possono scoprire prima di una radiografia Spesso il paziente e il medico di base confondono questi sintomi per sintomi caratteristici di una distorsione e trattaa come tale il paziente non mettendo il piede a riposo e aggravando la patologia Se la terapia e le misure vengono messe in atto precocemente si pu fermare o almeno rallentare il processo di degenerazione ossea tentando di impedire che il piede diventi deforme. Di dovr da subito immobilizzare con stivaletto rigido in modo che il piede non appoggi mai per terra perch il carico contribuisce al procedere del sovvertimento osseo. Questo stivaletto deve essere tenuto per molti mesi aggiungendo una terapia medica con difosfonati. Quando la fase acuta viene ritenuta superata e viene confrontata con radiografie, con esame obiettivo e parametri ematici possiamo concludere che siamo arrivati ad una stabilizzazione delal malattia e sdi dovr fare indossare al paziente una scarpa su misura e plantare su calco che contenga alla perfezione il piede e la caviglia provvedendo il pi possibile a stabilizzarlo durante il passo. Spesso il paziente si trascura e il medico non riconosce subito tale patologia e qujin di la terapia e la immobilizzazione non avviene in tempi precoci In tale maniera si alterano I rapport tra le varie ossa del piede, vengono alterati le articolazioni e si osservano distacchi parcellari di frammenti ossei Nellinsieme si osserva la progression di una deformazione del piede fino ad arrivare ad una archiettatura completamente alterata tanto da non riuscire a riconoscere I confine di un osso con laltro. E anche radiologicamente si osserva una deformazione che non fa riconoscere bene I rapport ossei e articolari . Il paziente avr difficolta alla deambulazione anche se spesso si addatta e si avr allora una ulteriore deformazione dovuta al carico sul piede che non dovrebbe averlo del tutto. Ma non solo , oltre alla deformazione possono comparire a ulcere e fistole che portano allosso deformato. Naturalmente spesso tramite le ulcere e le fistole si arriva a nuovi processi infiammatori che complicanzo ulteriormente la situazione del piede Quando si associa una ulcera o una fistula bisogna arrivare alla diagnosi di osteomielite . Spesso la radiografia non sufficiente. Bisogna ricorrere alla RNM o una TAC. Ma rimane fondamentale il dato clinico. Se presenta una ulcera o una fistula spesso si pu arrivare a saggiare losso con uno specillo e il medico abituato a tale manovra sapr disnguere la presenza di lesione ossea a volte prima della radiologia E importante riconoscere la lesion acuta in infiamamtoria dellosso in qaunto la terapia deve essere attuata velocemente , pena laggravamento delle lesioni ossee che si possono propagare lungo le fasce e portare spesso a possibili amputazioni evitabili Sostnzialmente nel caso di presenza di flogosi acuta di osso o di tessuti profondi bisogna fare una toilette chirurgica accurata asportando le zone di osso infetto e spesso tutto il segment osseo. Anche qui , nella asportazione, il chirurgo pu asportare il tessuto seguendo il suono dellosso e capendoi quindi I limiti dellosso malacico A voloite anche in assenza di flogosi acuta o di osteomileite in atto, si arriva ad un intervento chirurgico demolitivo . Tale intervento avviene quando la deformazione non permette una buona deambulazione per correggere la deformit e poter rimprendere una deambulazione buona o sufficiente. Vi sono interventi di demolizione e vi sono interventi non demolitivi o parzialmente demolitivi con osteotomia e con mezzi di sintesi ( viti e fili) per dare stabilit ad una architettura che possa permettere ancora una buona deambulazione Tali interventi devono essere eseguiti solo in mani esperte e sono di competenza ortopedica. Non sono semplici e spesso non danno il risultato richiesto. Bisogna sempre considerare se affidarsi ad un intervento chirurgico o affidarsi uno specialistico di podologia o meglio ancora ad una laureato in postura per fare prepare delle scarpe su misura e sudiate per il tipo di piede e di patologia. Anche con lintervento ci saranno limiktazioni nella deambulazione e vi sar un lungo periodo di riposo. In ogni caso si dovranno portare delle calzature studiate per il piede di questione Se si pu dare un consiglio come conclusion il consiglio migliore sempre quello di volersi bene e di osservarsi bene ricorrendo al medico e allo specialsta ogni qualvolta un diabetic presenta un qualche sintomo al piede o ai piedi

Anche a San Don si fa diagnosi e terapia di osteoporosi nella Casa di Cura Rizzola 01/09/2012 16:10
Valutazione clinica dellosteoporosi e densitometria oseea ad ultrasuoni (QUS) anche a San Don di Piave Da alcuni mesi infatti il Dott.Alessandro Francescon , Specialista in Geriatria e Gerontologia che al suo attivo pi di 30 pubblicazioni scientifiche sull'argomento e partecipato a vari congressi come relatore si adopera nella diagnosi e nella terapia di questa patologia. Vediamo cosa la Osteoporosi e come si fa dignosi LOsteoporosi una malattia multifattoriale che comporta linsorgenza progressiva di marcata fragilit ossea con comparsa di fratture anche spontanee, spesso con recidive che sono causa nel tempo di disabilit e riduzione della qualit della vita. Tale patologia riconosciuta come Malattia Sociale dallOrganizzazione Mondiale della Sanit, sia perch in costante aumento, correlato allinvecchiamento demografico della popolazione, sia per la rilevanza del suo impatto sociale, sia per i costi che la disabilit determina. Solo in anni recenti sono state proposte terapie efficaci che hanno dimostrato, in diversi studi, la riduzione nel tempo dellincidenza delle fratture e conseguentemente della spesa sanitaria. Una attenta indagine clinica verso tale patologia indispensabile per un corretto inquadramento diagnostico, sia al fine di poter effettuare una diagnosi differenziale verso altre malattie, che per poter introdurre adeguate norme di prevenzione e di terapia. Importante strumento nella valutazione clinica sicuramente la densitometria ad ultrasuoni (QUS), che risulta, oggi, ampiamente diffusa tanto da essere la seconda metodica piu usata dopo la tecnica a doppio raggio X ( DEXA ). Studiata e validata dalla Comunit Scientifica Internazionale, consente di valutare la struttura ossea calcaneare, ricca di tessuto osseo trabecolare, che viene preso come riferimento proprio per la sua somiglianza con il tessuto delle vertebre, il calcagno e le vertebre sono, infatti, tra le prime sedi ad essere colpite da un processo osteoporotico. E stato ampiamente dimostrato, sia nelle donne, che negli uomini, che i parametri ultrasonografici costituiscono un importante indicatore di rischio di fratture osteoporotiche, in maniera non inferiore ai dati rilevabili mediante la metodica nota come DEXA lombare o femorale. Lanalisi combinata dei parametri ultrasonografici e dei dati clinici consente allo Specialista una migliore previsione del rischio di frattura ( Societ Italiana dellOsteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro). La MSOSD (Mediterranean Society for Osteoporosis and other Skeletal Diseases), in una sua recente recensione relativa ad una campagna informativo educazionale sul tema dellOsteoporosi, descrive la tecnica ad ultrasuoni a livello calcaneare, ad oggi, come un mezzo avanzato e lo cita come un test estremamente rapido, non invasivo, indolore e sottolinea lutilizzo degli ultrasuoni anzich delle radiazioni . Ad un approccio allo studio della densit ossea , risulta che altre sedi di esame sono, pi frequentemente, le seguenti: radio prossimale e distale, falangi, vertebre lombari, femore prossimale, il total body. Tuttavia, alcune di queste sedi sono, peraltro, attualmente poco utilizzate, mentre altre, come le vertebre lombari, sono ritenute da pi Autori poco adeguate allo studio dopo i 65 anni per linterferenza di fattori artrosici, calcificazioni extrascheletriche o per la presenza di fratture vertebrali. Differenti risultano, infine, le indagini strumentali che si possono eseguire, tuttavia da rilevare che la nota AIFA 79 prevede , attualmente, la prescrivibilit da parte del S.S.N in classe A (pagamento del solo ticket, ove applicabile) di alcuni farmaci contro losteoporosi se valutata da indagini strumentali eseguite con le seguenti metodiche: DEXA femorale, QUS al calcagno e QUS alle falangi, oltre ad altre specifiche condizioni di rischio. In conclusione, si pu osservare che levoluzione tecnologica permette attualmente di valutare la densit ossea con strumenti sempre meno invasivi, ma efficaci. La tecnica che utilizza gli ultrasuoni rappresenta una metodica equilibrata tra lassenza di invasivit e la precisione diagnostica. Pertanto, poich lobiettivo clinico primario della diagnosi di osteoporosi si fonda sulla necessit di prevenire le fratture, le persone a rischio di osteoporosi ( donne in menopausa, anziani spesso affetti da polipatologia), possono sottoporsi con fiducia a questo esame strumentale sia a fini preventivi che terapeutici.

Ricordiamo la differenza tra ossigenoterapia normabarica e iperbarica per la terapia delle ulcere degli arti inferiori 26/08/2012 17:11
Definizione di ulcera Perdita di sostanza legata a modificazioni emodinamiche, emoreologiche e coagulative: nella sua genesi fondamentale limpegno del microcircolo e conseguente compromissione del trofismo tissutale. Rappresenta lepifenomeno di varie patologie che hanno alla base un insufficiente apporto ematico con conseguente ipossia ed infezione (Bimonte). Classificazione 1) Ulcere da stasi venosa 2) Ulcere arteriose 3) Ulcere traumatiche 4) Ulcere da collagenopatie 5) Ulcere diabetiche Fisiopatologia dell ulcera La ossimetria transcutanea ha evidenziato a livello delle lesioni vasculopatiche una pO2 di 5-10 mm di Hg. Tale valore incompatibile con la vita delle cellule e impedisce la proliferazione e lazione dei leucociti che richiedono valori di pO2 di 30-40 mm di Hg: da ci deriva il pericolo di infezione. Anche la sintesi del collagene a partenza dai fibroblasti non pu prescindere dallossigeno. Nelle condizioni di relativa ipossia si former un collagene immaturo e poco stabile con inevitabili problemi di cicatrizzazione. Per la riepitelizzazione dell ulcera necessita di a) Un apporto ottimale di ossigeno b) Una completa detersione della lesione c) Una buona perfusione ematica La terapia delle ulcere interessa fattori locali e sistemici. 1) Terapie mediche 2) Terapie chirurgiche 3) Terapia con camera iperbarica 4) Terapia con ossigeno normobarico 5) Terapia con ossigeno-ozono Razionale della ossigenoterapia iperbarica Ripristina la diffusione dellO2 dai capillari alle cellule ove questa impedita o per diminuzione della perfusione ematica o per ispessimento dei mezzi di transito (edema, membrane piogeniche, tessuti necrotici) La concentrazione di ossigeno nella camera iperbarica del 23% ma non arriva a contatto della lesione trofica in quanto la lesione rimane medicata e coperta Lossigeno disciolto nel plasma pari a 6 cc% Razionale della ossigenoterapia normobarica La concentrazione di ossigeno nella camera normobarica del 95% e arriva a contatto della lesione in quanto la terapia viene fatta senza alcuna garza oi medicazione Lossigeno agisce quindi direttamente stimolando il tessuto di granulazione e il collagene. Tenete presente che la lesione deve essere detersa da zone necrotiche e fibrina Laumento di ossigeno disciolto nel plasma non avviene e quindi rimane allincirca al 2 cc% DIFFERENZE TRA CAMERA IPERBARICA E CAMERA DISTRETTUALE. Sostanzialmente la camera iperbarica agisce grazie allaumento dellossigeno disciolto mentre la camera distrettuale agisce grazie alla elevata concentrazione di ossigeno a livello delle lesioni trofiche Camera iperbarica vantaggi Aumento dellO2 disciolto Azione battericida Azione antiedema Azione cicatrizzante Camera iperbarica svantaggi Non sopportata da molti pazienti per -Problemi cardiaci,vestibolari, psicologici,ecc. -Numero limitato di centri. -Problemi di trasporto. -Elevati costi Camera normobarica Vantaggi Elevata concentrazione d ossigeno sulla lesione Nessuna controidicazione locale o sistemica Uso domiciliare Elevata compliance Efficacia documentata Basso costo dacquisto e di esercizio Costo sociale Facile reperibilit Assenza di controindicazioni Rapido training del personale Svantaggi Nessun aumento di ossigeno disciolto nel plasma Ma nessuna controidicazione

Prevenzione della Neoplasia della Mammella nella Casa di Cura Rizzola a San Don di Piave 25/08/2012 23:39
Tutti voi ricordate che noi del IL PONTE abbiamo sempre lavorato per sensibilizzare la popolazione a prevenire varie malattie Una delle prime campagne stata stata la sensibilizzazione per la diagnosi precoce della mammella nel 1992 Ora esiste lo screening e i risultati sono buoni ma si potrebbe fare di pi . E allora ricordate tutti che se lo screening inizia ai 50 anni per problemi di costi , ogni donna deve volersi bene e quindi valgono i seguenti consigli Si deve sempre eseguire la autopalpazione delle mammelle almeno una volta al mese tra un ciclo e l'altro se si ha ancora il ciclo. Se si nota una tumefazione o una alterazione delle forma della mammella o del capezzolo o un ispessimento della cute soprastante o se compare una secrezione rossa o nera o marron dal capezzolo bene andare dal proprio medico che far gli accertamenti opportuni o vi invier dallo specialista senologo. Nella Casa di Cura Rizzola a San Don di Piave si possono fare tutti gli accertamenti dalla mammografia alla ecografia o alla RNM e poi farsi vedere da un senologo diplomato in senologia. Sar lui a deeidere se eseguire altri accertamenti e fare una citologia con FNAB a mano libera o ecoguidato

Divieto di fumare in Australia 25/08/2012 20:42
lAustralia ha dichiarato guerra alle sigarette da tempo Ma adesso una proposta di legge sarebbe volta a creare addirittura una generazione senza fumo. La proposta viene dalla Tasmania, una delle regioni Australiane: in pratica tutti gli abitanti dellisola che sono nati dal 2000 in poi non potranno pi fumare, neppure quando avranno raggiunto la maggiore et, vale a dire nel 2018. Con una legge del genere lAustralia pronta a creare di fatto una generazione senza fumo. Se la proposta restrittiva diventasse legge creerebbe un precedente senza riscontri: ve lo immaginate il colpo mortale inferto alle majors del tabacco se fosse adottata anche da altri stati? In Australia la nuova proposta della legge antifumo solo lultimo attacco alle sigarette: gi da qualche tempo il Parlamento ha disposto la vendita di pacchetti senza il logo della marca. I pacchetti sono tutti uguali e resta in bella vista solo una lugubre immagine testimonial del pericolo mortale che corrono i fumatori. In effetti solo eliminado del tutto la sigaretta si pu creare una generazione e un futuro di persone pi sane. Si pu fare risparmiare alla Stato molto perch se vero che lo Stato incassa dalle tasse sul tabacco, pur vero che lo Stato spende di pi di quello che incassa per curare i danni dal fumo

Una buona detersione delle ulcere fondamentale prima della ossigenoterapia 06/08/2012 22:08
Non ci stancheremo mai di dire che la pulizia o la toilette chirurgica di una ulcera la base per porre il piano di una possibile guarigione di ogni tipo di ulcera La toilette spesso chiamata con il termine di " debridement" o anche di " detersione " della ulcera. La toilette eseguita in modo corretto la base per una possibile guarigione del letto della ulcera sia questa acuta o cronica, sia venosa o arteriosa o di altra eziologia. La toilette chirurgica della lesione riduce la carica batterica della lesione ed accelera la riepitelizzazione, normalmente impedita dalla presenza di tessuto necrotico. La lesione pu essere detersa con varie metodi e varie medicazioni ma noi crediamo che solo una corretta detersione chirurgica possa rimuovere in tempi brevi ogni tessuto necrotico e in ogni caso non vitale. La toilette chirurgica va eseguita in presenza di tessuto necrotico ma anche in presenza di sola fibrina o di tessuto fibrosi non vitale. Dopo la detersione noi consigliamo solo di fare impacco con fisiologica e null'altro. Se la detersione stata corretta non ci sar bisogno di mettere garze con antibiotico in quanto la lesione non avr pi germi e con l'ossigeno permetter ad eventuali sistemi enzimatici o proteolitici di continuare ad avere un tessuto senza infiammazioni batteriche Non mettiamo mai garze grasse di vario tipo in quanto siamo convinti che solo l'ossigeno possa stimolare il tessuto di granulazione e una garza grassa o vasellinata non lascia respirare il tessuto Nelle ulcere di origine arteriosa, la toilette chirurgica deve essere eseguita nello stesso modo di quanto si fa nelle ulcere flebostatiche. Alcuni affermano che controindicata tale toilette per i problemi che questa pu creare per una scarsa irrorazione dell'area durante il processo di risoluzione della lesione. Ma noi cediamo che se la detersione viene fatta in maniera corretta lasciando i tessuti vitali e non ischemizzano la lesione e la cute perilesionale anche qui si metter la base perch un tessuto di granulazione venga stimolato dall'osssigeno normarico che noi usiamo con l'Ulcosan. Riteniamo che una corretta ossigenoterapia normobarica con Ulcosan sia un elemento fondamentale di stimolazione del tessuto di granulazione e questo si possa avere solo dopo una buona detersione chirurgica delle lesioni

Il dolore nei vari tipi di ulcere degli arti inferiori 05/08/2012 20:05
Il dolore un problema importante nella vita di un paziente con ulcera agli arti inferori . Lo per il paziente ma anche per la famiglia tutta. Diventa un problema familaire ma anche sociale Diventa un problema che incide in maniera fondamentale sulal qualit di vista del paziente Ma ricordatevi che non tutte le ulcere danno dolori Alcune danno solo fastidio Spesso si dice che il dolore sia fondamentale per fare diagnosi eziologica del tipo di ulcera. Infatti nelle ulcere venose il dolore piu un fastidio e solo in cert tipi con infezione o necrosi compare il dolore.. Invece nelle ulcere di origine arterioso il dolore una caratteristica costante. Bisogna dire che spesso il dolore in questi casi si somma al dolore della arteriopatia. Negli altri tipi di ulcere ( neoplastiche, reumatiche , raumatiche, il dolore variabile. Spesso lulcera venosa caratterizzata da infezione e iperessudazione della lesione, macerazione del margine perilesionale con iperemia della cute perilesionale. In questi casi anche lulcera venosa presenta come sintomo il dolore che viene esacerbato dalla posizione declive e dalla immobilit Dopo terapia con antibiotico ,elastocompressione e ossigenoterapia con lUlcosan che fa diminuire lessudato abbiamo sempre notato la dminuzione e a volte la scomparsa del dolore. Il sintomo dolore appare come un elemento discriminante nella diagnosi differenziale delle ulcere degli arti inferiori. In particolar modo il suo esordio, le esacerbazioni o la diminuzione con i cambiamenti di posizione dellarto rappresentano un faro nellorientamento diagnostico delle stesse. Un piano di fisioterapia o semplicemente un favorire il movimento attivo o passivo magari solo con una pedialiera servoassistita pu fare diminuire in maniera considerevole il dolore Il dolore quindi nelle ulcere flebostatiche non frequente e di intensit non significativa. Quando presente in maniera significativa determinato dallinfezione dellulcera. La identificazione della specie batterica,la terapia antibiotica per via sistemiva ed unaccurata detersione e lutilizzo della ossigenoetarpia normobarica ha permesso, nella nostra casistica la risoluzione o la progressiva scomparsa del dolore. Diverso il dolore nella ulcera di tipo e genesi arteriosa Le ulcere arteriose costituiscono il 10% delle ulcere degli arti inferiorire. Generalmente dipendono da una insufficienza arteriosa secondaria alla malattia aterosclerotica. Si definiscono anche ulcere ischemiche. In genere sono secondarie nell80% dei casi ad aterosclerosi e nel restante 20% ad altre cause (es. infiammatorie) per le quali restano per validi gli stessi concetti fisiopatologici ed etiopatogenetici. La malattia aterosclerotica caratterizzata dalla deposizione sulle pareti arteriose di un ateroma che progressivamente ne restringe il lume e provocano modificazioni dordine emodinamico macro e microcircolatorio, coagulativo e tissutale. Le arteriopatie obliteranti croniche sono caratterizzate da una evoluzione relativamente lenta delle lesioni ostruttive permettendo per tale motivo linstaurarsi di meccanismi compensatori che possono efficacemente rallentare la progressione del processo ischemico. In termini emodinamici una stenosi diventa potenzialmente capace di provocare una sintomatologia ischemica e quindi anche una ulcera quando il lume del vaso ridotto almeno del 75%. Lischemia pu comparire durante la richiesta di maggior perfusione, come avviene nellesercizio fisico, quando si estendono le lesion steno-ostruttive eper il fallimento dei compensi. La ischemia in genere provoca dolore a riposo o durante la deambulazione, seguito dalle lesioni trofiche ulcere. Ma vediamo I fattori di rischio -Il fumo che uamenta il rischio di almeno 15-20 volte -Il diabete -Dislipidemia con ipercolesterolemia - ipertensione arteriosa Ricordiamo che la ischemia porta prima o poi con una evoluzione pi o meno rapida a lesioni trofiche a varie parti degli arti inferiori come dita, avampiede, calcagno, malleoli e parte anteriore della gamba specie sul lato esterno che possono portare anche alla amputazione dellarto Terapia dellarteriopatia e dellulcera arteriosa La terapia dellulcera va di pari passo con quella della arteriopatia Quindi per cercare di guarire lulcera e diminuire il dolore bisogna agire sulla ulcera e sulla arteriopatia Poich larteriopatia fa parte di un problema generale bisogna lavorare assieme ai cardiologi, ai diabetologi, ai fisoterapisti per agire su tutte le cause e diminuire I fattori di rischio e di possibile aggravamento del dolore Ricordiamo che una deambulazione attiva o passiva fondamentale in quanto serve come pompa muscolare e attiva il circolo collaterale. Pu essere utile una terapia medica con farmaci vasodilatatori Tra questi ricordiamo: - pentossifillina e buflomedil␣ - ticlopidina e cardioarpirna - sulodexide, mesoglicano, defibrotide, carnitina␣ -prostaglandine di varia generazioni Naturalmente il controllo dei fattori di rischio che abbiamo citato Prima ( fumo, colesterolo, vita sedentaria eccc.) La terapia chirurgica pu essere -radiologica interventistica con angioplastica e posizionamento di uno stunt -chirurgica tradizionale con bypass Solo come ultima ratio ma a volte indispensabile per la comparsa di una complicanza come necrosi o una gangrene o per eliminare il dolore si arriva alla amputazione

INDICAZIONI ALLA OSSIGENOTERAPIA DISTRETTUALE 02/08/2012 05:54
Ricordiamo le indicazione alla ossigenoterapia normobarica Ulcere flebostatiche Ulcere e soluzioni di continuo in arteriopatici Ferite infette con flora mista Piaghe o ferite o ulcere in pazienti diabetici Osteomieliti aperte in piede diabetico Lesioni di continuo in pazienti in terapia cortisonica come artrite reumatoide Trapianti cutanei a rischio per condizioni locali o generali o per accelerare lattecchimento Ustioni che sono infette o a rischio o per accelerare la epitelizzazione

Curriculum del Dott Madeyski Paolo 01/08/2012 20:17
Poich molti ci hanno scritto chiedendo chi fosse il Dott Madeyskj, per quelli che scrivono da regioni lontane riportiamo qui un curriculum per fare capire chi sia il medico che gestisce questo sito CURRICULUM Dr. PAOLO MADEYSKI Nato a Trieste il 28.08.1946 Laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Universit degli Studi di Padova il 19.07.1972 Abilitato alla professione medica a Padova il 02.02.1973 Dal Febbraio 1973 Assistente nel reparto di Prima Chirurgia dellOspedale Civile di Treviso Dal 1973 al 1976 : Incarico annuale di Insegnamento di Anatomia Artistica presso il Liceo Artistico di Treviso Dal 1976 Assistente presso la Divisione di Chirurgia Generale dell'Ospedale di Sacile Nel 1977 Specializzato in Chirurgia Generale presso lUniversit degli Studi di Trieste Nel 1978 ottiene l'Idoneit di Aiuto in Chirurgia a Roma Nel 1978 partecipa al primo centro di Endoscopia Televisiva in Italia Corso pratico in Endoscopia Urologica presso il reparto di Urologia di Monaco di Baviera (Germania) Dal 1980 Aiuto della Divisione di Chirurgia dell'Ospedale Civile di San Don di Piave Nel 1981-1982 iscritto alla specializzazione di Urologia di Verona Dal dicembre 1981 iscritto allOrdine Provinciale dei medici Chirurghi di Venezia Nel 1985 si diploma presso la Scuola Europea di Senologia di Orta San Giulio (Novara) diretta dal Prof. Umberto Veronesi Nel 1986 segue il Corso Pratico di Urologia Audiovisiva presso l'Universit degli Studi di Torino Nel 1987 ottiene l'idoneit a Primario di Chirurgia Generale Nel 1992 segue un Corso di Perfezionamento alla Colecistectomia Laparoscopica presso l'Universit degli Studi di Padova Dal 1994 Responsabile del Comparto di Chirurgia della Casa di Cura Rizzola di San Don di Piave (Venezia) Dal 1994 responsabile dell'Unit Operativa di Chirurgia Generale della Casa di Cura Rizzola di San Don di Piave (Venezia) Nel 1992 in collaborazione con il Comune di San Don di Piave (Venezia) e i medici del reparto di Medicina generale della citt ha organizzato la "Campagna di sensibilizzazione per la Diagnosi Precoce del Tumore al Seno" Nel 1993 ha dapprima ideato e quindi collaborato ai "Corsi di educazione al Non Fumo" nelle scuole del Basso Piave Dal 1993 ad oggi ha tenuto varie conferenze sulla prevenzione dei tumori della mammella, della pelle (melanomi), del colon e sui tumori correlati al tabagismo e alla alimentazione Dal 1993 Webmaster del sito internet Le Pagine della Salute che stato premiato dalla Rivista "PC World" nel 1994 con il terzo premio come sito medico sociale ed ha ricevuto segnalazioni da varie riviste italiane e straniere, siti universitari italiani ed esteri. Alla fine degli anni '80 ed inizi anni '90 ha coordinato la parte medico sociale della trasmissione televisiva San Don e dintorni Dal 2000 dirige la trasmissione medica Tre minuti per la Tua Salute in onda sulle televisioni regionali venete 4 giorni alla settimana Dal 1991 responsabile della trasmissione radiofonica (ad emissione locale) settimanale A tu per tu con il medico di taglio divulgativo, basata principalmente sui temi della prevenzione Negli anni 90 stato amminstratore della locale Casa di Riposo Dal 1999 Coordinatore per Il Comune di San Don di Piave (Venezia) della "Rete Citt Sane" Dal 1999 Vicepresidente della terza commissione (Sanit) del Comune di San Don di Piave Dal 2003 lascia ogni incarico politico dedicandosi solo ad attivit medica e sociale Dal 2001 fa parte della Giunta del Dipartimento di Oncologia della USL N 10 Veneto Orientale Ha partecipato a vari corsi universitari di formazione e diplomi in Colonproctologia, Senologia, Ultrasonografia intraoperatoria Ha insegnato Chirurgia nella Scuola per Infermieri Professionali presso lOspedale Civile di San Don di Piave E stato docente allUniversit per la terza et a San Don di Piave e a Breda di Piave (TV) E stato docente e Direttore Responsabile dei Corsi di Formazione e aggiornamento per Infermieri e addetti allassistenza a San Don di Piave (Venezia). Ha pubblicato una quarantina di pubblicazioni scientifiche Come chirurgo ha eseguito pi di 18.000 interventi chirurgici Nel 2002 ha ideato e brevettato a livello europeo la Camera Iperbarica distrettuale e sta portando avanti la sua produzione industriale in Italia e allestero. Tale brevetto si evoluto successivamente in Camera Normobarica e quidni in Vitosan e dal 2008 in ULCOSAN Negli ultimi anni ha brevettato a livello europeo alcuni presidi sanitari sempre con lo scopo di migliorare il benessere del soggetto: tra questi un materassino antidecubito e contro il mal di schiena; un materassino con ossigenoterapia incorporata per le ulcere da decubito; un erogatore di farmaci che viaggia con il paziente (utile spesso per la terapia antiblastica nei bambini ecc)e diversi altri come la padella discrete e il pappagallo visibile Negli ultimi due anni ha cominciato ad elaborare un progetto per rendere disponibili alla popolazione prodotti che aiutino a mantenere il benessere fisico-mentale. Tra questi, il T verde chiamato T Verde del Benessere che risulta lunico completamente naturale e ricco di antiossidanti con tutti i benefici del T verde. Tutto questo continua la tradizione del Dr. Paolo Madeyski di aiutare a prevenire le malattie e contribuire ad una vita sana nel pieno benessere di ciascuno. Prossimamente sar disponibole Un T Verde Light, primo e unico in Europa sempre completamente naturale e senza dolcificanti. Il 02.06.2010 stato insignito della onorificienza di Cavallieri Ordine al Merito della Repubblica per le attivit sociali svolte verso la popolazione Attualmente gestisce 5 siti in internet www.lasalute.org www.ilponte.ws www.mpsystem.info www.miobenessere.info www.salusjuice.it Nellanno 2011-2012 stato Presidente del Rotary Club di San Don di Piave Nel Maggio del 2012 stato invitato dallUniversit di Santa Cruz di Tenerife a insegnare la ossigenoterapia normobarica con il proprio dispositivo Ulcosan.

ULCOSAN: Camera normobarica e non iperbarica . Attenzione a quello che si legge in internet 29/07/2012 23:27
Andando in giro in Internet mi sono imbattuto in queste diapositive che potete andare a vedere e dopo potete leggere la mia risposta all'autore dove dimostro come abbia scritto senza prima essersi informato sulla nostra terapia (vedi qui)... e ora la mia risposta. Caro collega ho letto per caso andando in giro su Google una tua pubblicazione tratta o presentata a un congresso dal nome " Ci che e ci che non ossigenoterapia iperbarica" Io sono Madeyski Paolo, il medico che ha brevettato l'ULCOSAN Sarebbe stato bello o deontologicamente corretto o gentile che prima di pubblicare o produrre quelle diapositive, ti fossi fatto vivo in modo da capire cosa e come lavora il mio dispositivo MI pare di capire che non hai nemmeno visitato il mio sito : www.mpsystem.info perche altrimenti avresti capito meglio di cosa parlo . Se vuoi vedere chi sono puoi vedere il mio curriculum e vistare i miei siti www.lasalute.org www.ilponte.ws www.mpsystem.info www.salusjuice.it www.miobenessere.info Ti dico solamente che sono un medico che svolge l'attivit di Chirurgica da 42 anni con una casistica che pochi possono vantare. Da 19 anni dirigo il comparto di Chirurgia di una Casa di Cura convenzionata e lavora dalla 6 di mattina alle 24 o dopo ogni giorno. Non faccio mai ferie. Sono stato nominato Cavaliere della Repubblica per l'attivit che svolgo nel sociale a vantaggio della popolazione ( ho promosso finanziando lo screening mammografico che non era presenta nella nostra ASL e cos pure con la prevenzione del melanoma , ho fatto il primo calendario dei Medici in Italia , premiato come miglior calendario nel 2005 con spese a mio carico e incasso totalmente date in beneficenza). Queste poche righe per mettere ben in chiaro che non sono un medico che ha fatto soldi e fa qualcosa per soldi. Non ho mai guadagnato un centesimo ( non un euro) dalla mia attivit con il mio dispositivo. Quando vengo dentro dai soldi dell'investimento passo ad una nuova versione o ad altro dispositivo per altre patologie. Per esempio su richiesta della Div Oculistica di Busto Arsizio ho creato un dispositivo per la ossigenoterapia per le malattie e le ulcere della retina. Sono al secondo prototipo e sembra che vada bene. Ma saranno loro a fare la pubblicazione sulla loro validit. Cos ho gi brevettato il successore dell'Ulcosan con una novit Ma vorrei esporti brevemente qualche considerazione in merito alle tue diapositive Va benissimo scrivere " Ci che e ci che non ossigenoterapia iperbarica" ma vedi il mio dispositivo non lavora e non dice mai che lavora in iperbarismo E quindi trattare il mio dispositivo come un qualcosa che vuole fare credere di lavorare in iperbarismo ma in effetti non da gli stessi risultati non aveva senso Andava bene trattare la differenza tra ossigenoterapia iperbarica e ossigenoterapia normobarica su lacune lesioni Anche perche come io specifico sempre le indicazioni non sono le stesse Il mio dispositivo ha delle indicazioni specifiche e ha dei protocolli ben consolidati Quindi le diapositive spesso dicono cose che non hanno senso e creano confusione in quanto non sono precise riguardo a cosa il dispositivo, a come lavora, a quelli sono i protocolli e le procedure. Io mi sono trovato a congressi a presentare le mie diapositive che sono state discusse ma mai non capite e a volte erano presenti direttori di camere iperbariche. Ad un mio congresso per esempio era presente l'anestesista della camera iperbarica di Trieste Dr Rinaldi assieme Direttore della Chirurgia vascolare dr Adovasio e in un altro quello di Marghera . Ma veniamo ai fatti Dir solo qualche cosa ma se vuoi ci sentiamo per telefono ( tel 0421.44222 telef di casa in quanto in Clinica alla mattina sono in Sala operatoria e al pomeriggio sono nei vari ambulatori della Clinica o esterni) Nulla da dire su quando parli di cosa sia la ossigenoterapia iperbarica, come si usa, vantaggi e ccc. Ma quando dici: Ci che non : ossigenoterapia iperbarica distrettuale somministrata localmente con " camera iperbarica di Madeyski " e ..." Ulcosan.." Non ti sei reso conto che non mai stata usata e brevettata una camera iperbarica distrettuale proprio perch la mia certificazione e validazione scientifica si basa sul normobarismo . Se si usasse un iperbarismo localizzato si avrebbero danno sull'arto come spiego bene nei miei lavori. La prima versione del mio dispositivo si chiamava " Camera iperbarica distrettuale di Madeyski " ma era ben specificato che si chiamava cos perch ricordava la camera iperbarica ma si specificava bene che lavorava in normobarismo per motivi che avevo sperimentato e validato nella certificazione. Quindi questa diapositiva non ha senso perch non mai esistita una Camera iperbarica distrettuale se non nel nome ma con allegato che lavorava in normobarismo e che sarebbe stato dannoso lavorare in iperbarismo in una dispositivo localizzato ad una parte del corpo. Ma andiamo oltre una diapositiva intitolata :" Camera iperbarica distrettuale per ossigenoterapia" arrivi a scrivere "Si tratta di un dispositivo sanitario che stato, purtroppo, brevettato in Italia per l'Europa". Lasciamo perdere che non si tratta di una camera iperbarica ma scrivere che stato purtroppo brevettato in Italia mi pare proprio una offesa o un comportante non deontologico in quanto scrivi senza prima esserti informato. Io la ho brevettata nel 2002 e nel 2003 negli Stati Uniti ne esistevano gi due modelli. In effetti il mio brevetto era solo europea e quindi lo hanno copiato giustamente. Uno sostanzialmente eguale anche nella forma e l'altro ha un modesto iperbarismo ma trascurabile. Un anno fa in Irlanda la ditta americana ha potuto immettere sul mercato il modello con modesto iperbarismo in quanto il mio brevetto era puramente in normobarismo E da quest'anno lo possono per lo stesso motivo vendere anche in Italia. Ma io sono convinto che il mio normabarismo sia migliore. Il brevetto della "camera iperbarica di Madeyski" era del 2003. Successivamente ho brevettato la seconda versione con modifiche chiamata " Vitosan" ma sempre in normobarismo nel 2005 Poi nel 2007 ho brevettato l'Ulcosan con alcune modifiche . Sostanzialmente dal primo dispositivo, al secondo ( Vitosan)e al terzo (Ulcosan) il principio di normobarismo rimane invariato e cambiano solo alcuni dati specifici che vengono sempre certificati La diapositiva seguente corretta. Vi sono ospedali e anche la dermatologia di Pd o quella Treviso adopera i sacchetti di plastica ma io contesto che non una terapia ripetibile con gli stessi parametri e quindi non scientifica. Dici che il prodotto pi conosciuto ULCOSAN. Vedi il primo era " Camera iperbarica distrettuale di Madeyski" Poi ci fu VITOSAN ed ora ULCOSAN ma sempre lo stesso E il mio dispositivo ha il documento certificato di " Unicit" in quanto l'unico con tali principi e l'unico fino ad ora certificato da marchio CEE e dal Ministero della Salute e la certificazione viene validata ogni anno. In questo anno ho gi fatto chiudere due siti che pubblicizzavano e vendevano dispositivi eguali o simili in quanto il mio unico. Nella diapositiva seguente spieghi come fatta e come agisce Ma non vero che dotata di monitoraggio della umidit e della pressione. Il monitoraggio d umidit e di temperatura. Non si monitorizza l'ossigeno in quanto la certificazione garantisce che in 6 minuti si raggiunge il 95% di ossigeno, e quindi non necessita di monitorizzarlo. Non necessita di monitorizzare la pressione atmosferica in quanto la certificazione con la valvola garantisce una pressione che non supere di 1mm di Hg la pressione atmosferica ( variabile tra 1 e 1,5 ) Devo anche precisare che l'ossigeno non viene insufflato a 4 5 cm dala lesione ma sar il paziente a mettere l'ugello alla distanza che ritiene sopportabile. La distanza ha poco importanza in quanto in 6 minuti si raggiunge la concentrazione del 95%. nella diapositiva secondaria vi ancora una cosa del tutto senza senso. Le cose dette nella diapositive vanno bene e credo che nessuno le possa contestare ma la frase: " offre notevoli vantaggi in termini terapeutici in quanto l'apporto di ossigeno pu arrivare a livelli quadrupli rispetto a quelli ottenibili con la terapia iperbarica ( Sic)" Beh SIC !!! dovrei dirlo io per la cavolata scritta Tu fai confusione e quelli che leggono le tue diapositive posso crederci Quando si dice che l'apporto di ossigeno quasi quadruplo rispetto alla terapia iperbarica si specifica sempre e ti deve essere sfuggito in quanto non hai letto nessun lavoro eccc. che noi affermiamo , come vero, che l'ossigeno in concentrazione quasi quadrupla di quello che si trova nella camera iperbarico. E cio l'ossigeno che a contatto della lesione in concentrazione 4 volte quello che a contato nella camera iperbarica. Mi pare evidente Quindi hai scritto una cosa che noi non diciamo perch se la frase scritta si deve leggere tutta la frase che spiega cosa significa. Una frase deve essere letta nel contesto della frase intera. E arriviamo alla penultima diapositiva Dici che non vi nessuna evidenza che l'ossigeno passi la cute. Ma noi agiamo solo sulle lesioni aperte ( ulcera cutanee o osteomielite aperte dopo aver eseguita una toilette chirurgica delle stesse) Lavori che mostrano come agisce l'ossigeno sul tessuto di granulazione ve ne sono molti , quasi tutti in inglese e eseguiti in USA ( motivi economici) Ma anche io lo scritto e lo trovi pubblicato. Al congresso del 2003 quando presentai ufficialmente il primo dispositivo fu il cattedratico di Farmacologia di Perugia che spieg e giustifico la ossigenoterapia e i meccanismi di azione sul tessuto di granulazione. nella ultima diapositiva poi dici " flusso laminare di ossigeno sulla lesione e sulla cute....ma andrebbe bene anche l'aria" Non esiste un flusso laminare sulla lesione ma l'ossigeno al 95% agisce sul tessuto di granulazione e non in forma laminare come flusso e in ogni caso noi non parliamo mai di ossigenazione della cute. Dire poi che andrebbe bene anche l'aria vuole dire negare l'attivit dell'ossigeno sul tessuto di granulazione come dimostrato da una letteratura sull'argomento data da pi di 100 lavori scientifici.. Dire che l'ossigeno ha la stessa composizione dell'aria e ha la stessa azione dell'aria vuole dare degli ignoranti a vari docenti di varie universit che hanno usato la terapia con ossigeno topico anche se in maniera non scientifica ma empirica. Credo che ci vuole un p di buon senso Poi dici " se associato a medicazioni o farmaci ad uso locale i risultati sono ascrivibili solo a questi ultimi" Vedi che non hai letto i miei protocolli che poi sono stati approvati anche negli Stati Uniti, in Irlanda e ora anche in Spagna Noi non usiamo nessuna medicazione e nessun farmaco. Il protocollo vede solo l'uso di fisiologica e di ossigeno e null'altro Non garze grasse o latro. Nemmeno antibiotico Nel protocollo si fa sempre l'esame culturale e l'antibiogramma ma dopo aver eseguita la toilette della lesione non si usa antibiotico ne topico ne locale. Vedi quante cose non esatte hai scritto Bastava informarsi e tutto si spiegava. Cordialmente Madeyski Paolo Lascio a voi i commenti

Filmati su You Tube sulla terapia delle ulcere degli arti inferiori e del piede diabetico 27/07/2012 19:41
Ricordiamo che potete vedere i filmati che mostrano la toilette chirurgica delle ulcere degli arti inferiori. I filmati per adesso sono 5 ma prossimamente e periodicamente ne saranno pubblicati altri. In modo da mostrare filmati sulle ulcere flebostatiche ma anche quelle dei pazienti arteriopatici. Vi filmato ma ce ne saranno sul trattamento chirurgico delle complicanze del piede diabetico Per saperne di pi andate su www.mpsystem.info

Sempre pi persone cercano e vedono i filmati su You Tube che mostrano la toilette chirurgica delle ulcere flebostatiche e le lesioni aperte del piede 25/07/2012 23:18
Un successo strano a capirsi. I filmati che il Dr Madeyski ha posto su You Tube per fare vedere come si fa una corretta toilette chirurgica delle ulcere flebostatiche degli arti inferiori e delle lesioni aperte con osteomielite del piede diabetico sono sempre piu visti. La maggior parte arriva a tali filmati tramite il sito www.mpsystem.info ma molti arrivano cercando su You Tube le voci "ulcere flebostatiche, Dott Madeyski" Piede diabetico". Sicuramente la maggior parte sono operatori sanitari ( sia medici che infermieri) ma certamente vi sono pazienti o soggetti malati da tale patologia. Ricordiamo che le ulcere degli arti inferiori sono presenti nel 6,5% delle persone sopra i 65 anni. Sono lesioni invalidanti e sono un problema per il soggetto e per i familiari

Un successo liniziativa tra i turisti stranieri al camping Union Lido 23/07/2012 21:14
Riportiamo integralmente l'articolo apparso domenica sulla Nuova Venezia. Il Nostro Sito stato il primo a dare la notizia CAVALLINO. Prima area per i non fumatori al camping Union Lido, dopo quella di Bibione. Un altro servizio all'avanguardia per i turisti che lancia il noto camping nel firmamento delle strutture all'aria aperta in tutta Europa e nel mondo. E soprattutto vede la realizzazione di un' area riservata che segna una svolta nella cultura dell'accoglienza anche in Italia. Al Camping Union Lido, con una capienza di oltre 10 mila persone, su proposta e decisione del guest service, Francesco Enzo, stato riservato un ampio spazio di spiaggia per non fumatori. Si tratta di quasi met della spiaggia dellUnion Lido, dove le postazioni di ombrelloni e pedal sono gestite dal dinamico Emiliano, ex giocatore di pallacanestro, infermiere e strumentista. Qui stato posto il divieto assoluto di fumare. LUnion Lido diventa quindi il primo capeggio nel Veneto che preserva la salute dei cittadini italiani e stranieri, elogiato anche dal medico chirurgo della casa di cura Rizzola, Paolo Madeyski, oltre che da Armando Ballarin da anni ai vertici dell'associazione dei camping del litorale. Finalmente le persone che si trovano a riposare durante le meritate vacanze non saranno infastidite dal fumo di sigaretta che spesso si sente forte e intenso anche davanti al mare. E i bambini saranno protetti da aspetti nocivi legati al fumo. Abbiamo riservato una settantina di ombrelloni con i lettini ai non fumatori, spiega Enzo, poi un tratto di spiaggia di circa 400 metri quadri. Si tratta di un primo esperimento e per il prossimo anno abbiamo intenzione di incrementare i numeri e le dimensioni. Per adesso questa dunque una sperimentazione, ma sta gi avendo un notevole successo. Ci sono anche ospiti fumatori che scelgono questo tratto, poi si spostano per fumare la sigaretta e tornano a prendere il sole dove non si fuma. Un traguardo importante e un servizio che piace molto ai turisti provenienti dai paesi di tutto il mondo. (g.ca.)

Un argomento che ha lasciato perplessi tanti cittadini del nostro territorio. La Confartigianato e il Melanoma 22/07/2012 23:17
La Confartigianato non ha aderito alla campagna di Prevenzione per il Melanoma Un argomento che ha lasciato perplessi tanti cittadini del nostro territorio La Confartigianato negli anni di conduzione del Segretario Barbieri aveva sempre sostenuto la prevenzione . Quest'anno con la Presidenza Lava, ha deciso di dissociarsi e di non sostenere la campagna per il melanoma. Tutti si sono meravigliati ricordano quando tutta la Confartigianato era presente al funerale della Buona Michela Boatto a San Stino. Barbieri aveva promesso che la Confartigianato avrebbe sempre aiutato tale prevenzione. Forse Lava in onore della Michela vuole fare lui una campagna da solo sul melanoma. Ce lo auguriamo

La terapia dell'ulcera flebostatica o venosa 21/07/2012 22:22
La terapia di unulcera venosa si basa su alcuni capisaldi . Questi sono: terapia della causa ( eleminazione o risuzione della causa ) e terapia della lesione. 1. trattamento di base 2. terapia medica . 3. elastocompressione 4. medicazione topica 5. chirurgia 6 Ossigenoterapia normobarica 7 scleroterapia 8) Consigli igienico dietetici e fisici e postural 1. Il trattamento di base deve considerare il paziente nella sua globalit, per cui molta importanza ha il suo stile di vita, la sua attivit fisica, il suo lavoro, la presenza di obesit, diabete o altre malattie concomitanti. 2. La terapia medica agisce con farmaci che agiscono sulla parete delle vene, sul tono venoso, laumentata permeabilit capillare, ledema, la ridotta attivit fibrinolitica, lincremento del fibrinogeno plasmatico, le anomalie della funzione leucocitaria, il controllo del dolore e delle sovrainfezioni, le malattie concomitanti. Una buona efficacia posseduta dai bioflavonoidi e non dimentichiamo che gli estratti del mirtillo sono molto utili per le parti delle vene e delle arterie 3. La elastocompressione efficace in tutti i pazienti portatori di unulcera venosa causata da stasi non altrimenti eliminabile. Se la insufficienza venosa data da insufficienza della vena safena grande o piccola chiaramente pi che ricorrere alla elastocompresione si deve passare alla terapia chirurgica. La elastocmpressione viene magnificata dal movimenti. Meglio il movimento attivo ma anche il passivo serve. Trattasi di una pompa muscolare che si potenzia con la elastocmpressione. Nella fase acuta dellulcera preferibile una compressione fatta con bende anelastiche, con bende allossido di zinco o con un bendaggio multistrato. Questi bendaggi si possono lasciare in sede anche una settimana ma meglio cambiarlo almeno ogni 3 giorni per fare respirare la ulcera. In questa maniera si fa diminuire lessudato e si evita che lessudato provochi macerazioni. La compressione mediante calze elastiche utilizzata iin qualsiasi caso in cui vi sia una insufficienza venosa con edema e dermatite e linfostasi anche per prevenire le recidive Si possono usare calze della 2 classe di compressione ma ossono essere usate anche di prima classe . Dobbiamo considerare che una calza da seconda calsse non piacevole da indossare, sia per persone giovani che di una certa et. Nei pazienti anziani o quando coesistono problemi di mobilit articolare pu essere pi facile far indossare due calze sovrapposte luna sullaltra della 1 classe di compressione. 4. la medicazione topica dell'ulcera venosa deve assicurare la detersione della stessa, la conservazione del microambiente, la protezione dagli agenti infettanti e la stimolazione dei meccanismi riparativi cellulari. Il consiglio sempre di agire globalmente in maniera razionale per promuovcere con piu azioni e fattori la guarigione e la granulazione dei tessuti. Quindi anche senza passare alla chirurgia dobbiamo abbinare spesso o quando se ne rende utile lo sbrigliamento o debridement, che pu essere autolitico o enzimatico o meccanico, atto a rimuovere il tessuto necrotico con le componenti essudative e la correzione delle alterazioni del microambiente. Di medicazioni simili e che mirano ad ottenere gli stessi effetti ve ne sono molte anche perche la patologia frequente e tutte le ditte farmaceutiche ne traggono utili vantaggi economici . Lesperienza dimostra che ogni soggetto ha una sua risposta individuale. Non tutte le persone rispondono nelle stessa maniera e negli stessi tempi. Un farmaco pu dare vantaggi per un certo period e poi non avere piu benefici per cui conviene cambiare. Spesso nel corso della terapia si cambia il tipo di farmaco e questo non vuole dire che la terapia attuata non sia quella giusta ma solo che giusta per un certo periodo e poi lorganismo si abitua e non risponde piu in maniera ottimale Nella storia naturale dellulcera si possono avere periodi con fae necrotica, fibrinosa, essudante, infetta, detersa, ganuleggiante, in fase di riepitelizzazione. Solo quando la lesione si superficializza, si pu ricorrere alle medicazioni cosiddette biologiche, utilizzando delle sottili pellicole a base di cellulosa o di acido jaluronico, che da una parte esercitano una funzione protettiva, impedendo linfezione dellulcera, dallaltra forniscono un buon supporto per la migrazione e la proliferazione delle cellule basali dellepidermide, mantenendo un adeguato livello di umidit, che evita lessiccamento della lesione 5. La terapia chirurgica dellulcera mira a risolvere due problemi a) la correzione dellinsufficienza venosa superficiale, qualora presente sia con la safenectomia che con lo striipping breve e sia con la legatura mirata di perforanti isnufficienti b) la copertura dellulcera mediante innesti di cute, non solo autologa, ma anche omologa, allo scopo di ridurre i tempi di guarigione. 6) La ossigenoterapia normobarica una ossigenoterapia localizzata, distrettuale che risulta la terapia pi semplice e con maggior efficacia dopo la terapia chirurgica, sia per favorire la granulazione sia per far attecchire I trapianti. Per tale terapia fare riferimento al sito www.mpsystem.info in cui si parla di tale terapia e del dispositvo medico ULCOSAN . Esso rappresenta lunico dispositivo brevettato, certificato e registrato press oil Ministero della Salute che presente dal 2003 sul mercato italiano 7. La scleroterapia della vena nutrice dellulcera o di altre vene perforanti insufficienti pu trovare la sua indicazione in casi selezionati sotto guida ecografica, anche se presente unulcera aperta. Deve essere compiuta solo da medici esperti in qaunto una scleroterapia non ottimale pu portare a lesion maggiori per necrosi di tessuti periulcera 8 Lo stile di vita poi fondamentale e quindi vale sempre il consiglio di una vita sana con movimenti attivi periodici e costanti. Si deve poi evitare di stare in stazione eretta troppo a lungo. ( specie per le pazienti di sesso femminile abituate a stirare a lungo) . I movimenti attivi e passivi sono poi sempre consigliati per le persone con difficolt la movimento. La terapia fisica pu migliorare la mobilit articolare della caviglia, spesso compromessa in questi pazienti portatori di ulcera venosa da lunga data e servono da pompa muscolare. Utile la biciletta da casa o la pedaliera servoassistita che da possbilit di movinenti servoassistiti e quindi meno impegnativi per la persona anziana

Conosciamo l'ulcera venosa o flebostatica 21/07/2012 18:30
Lulcera flebostatioca una lesione cutanea cronica che non tende a guarigione spontanea, che ha difficolt a riepitelizzare e che tende a recidivare con elevata frequenza o a presentarsi in sede contigue o in alter zone dellarto inferiori. Lulcera pu essere unica o plurima, presenta di solito una forma irregolare, ha il fondo ricoperto da un essudato giallastro, ha margini ben definiti, pu essere circondata da cute eritematosa o iperpigmentata e liposclerotica. Le ulcere possono variare in dimensione e sede, ma nei pazienti affetti da varici si osservano abitualmente nella regione mediale del terzo inferiore di gamba in zona perimalleolare. Unulcera venosa nella parte laterale di gamba spesso associata ad insufficienza della piccola safena. Ma spesso ulcere le ulcere laterali sono di origine arteriosa e quindi bene valutare bene il paziente sia obiettivamente che con un Doppler arterioso e venososo I pazienti con ulcera venosa in genere non lamentano vero dolore come I pazienti con ulcere arteriose, anche in assenza di infezione. Il dolore aggravato dalla stazione eretta e diminuisce fino a scomparire con lelevazione dellarto inferiore poiche il paziente in posizione eretta aumenta la stasi e quindi ledema e quindi la sofferenza dei tessuti. Poich lulcera ha scarsa tendenza alla cicatrizzazione e alla riepitelizzazione e ha tendenza alla recidiva sia in sede che in altre sedi, il medico deve non solo pensare a fare guarire la lesion ma cercare di non avere recidive. La ulcera un problema per ogni persona e per I familiari . Porta il paziente ad una situazione invalidante che minano lumore e il paziente diventa spesso depresso e sfiduciato e quindi abbisogna di un sostegno sia da parte del personale medico e infermieristico e in modo particolare dai familiari. Il trattamento deve essere non solo chirurgico o medico ma anche psicologico perche solo abbinando I tre aspetti di terapia si potr avere dei risultati ottimali

Come agisce l'ossigenoterapia normobarica 21/07/2012 16:46
Dal 2003 la Mpsystem si sta occupando di ossigenoterapia normobarica. Non era una novit da anni ma la MPSystem la ha resa scientifica realizzando un dispositvo certificabile in quanto la validit scientifica era data dalla repetibilit del metodo e dai risultati sostenuti dalla casistica Ma vediamo come agisce l'ossigeno in normobarismo Le le ferite croniche hanno bisogno di una elevata richiesta di sostanza che possano nutrire i tessuti e dare energia per poter guarire. La prima sostanza cellule l'ossigeno. Tutti sappiamo che senza ossigeno si muore e anche i tessuti e le cellule senza ossigeno muoiono . L'ossigeno non solo nutre ma serve anche a molti processi che portano alla disinfezione della ferita e a stimolare la crescita dei tessuti e in particolare del tessuto di granulazione e quindi alla reale guarigione delle ferite. Per tale motivo la mancanza di ossigeno nelle cellule la prima causa del persistere della ferita, che quindi diventa cronica. Con la terapia topica con ossigeno si fornisce ossigeno ai vari tessuti esposti esattamente dove serve, dove il tessuto sofferente e abbisogna di essere nutrito e stimolato. Fornendo ossigeno alla ferita si promuove la formazione di nuovi vasi sanguigni, si migliora la funzione dei leucociti, si stimola la sintesi del collagene e la proliferazione dei fibroblasti. La ossigenoterapia normobarica naturale, non invasiva e specialmente a confronto alla terapia iperbarica, non ha alcuna controindicazioni . Nasce dalla ossigenoterapia che veniva attuata in tanti reparti e cliniche universitarie mettendo la zona che ne aveva bisogno in un sacchetto di plastica in cui insufflava l'ossigeno, anche se tiene conto dei principi derivanti dalla terapia iperbarica, di cui comunque costituisce una evoluzione. La terapia topica con ossigeno indicata come trattamento aggiuntivo per tutte le ferite croniche, ma in particolare ulcere venose, ulcere arteriose, ferite in diabetici, ulcere da pressione, ustioni, trapianti cutanei,amputazioni. Noi abbiamo avuto ottimi risultati anche come terapia che aiuta i trapianti dopo innesti e in suture difficili per evitare infezioni e dare l'ossigeno per fare chiudere meglio le ferite. Il metodo semplice. E' stato come l'uovo di Colombo. Accelera i tempi di guarigione delle ferite e spesso da una reale possibilitdi guarigione in alternativa ad altre terapia che difficilmente portano alla guarigione. Ma importante come abbiamo sempre sostenuto che tale terapia alla portata di tutti, strutture ospedaliere e anche a domicilio fa risparmiare tempo e denaro alle strutture sanitarie e consentendo la terapia anche a domicilio del paziente, economica, e non ha le controindicazioni tipiche delle camere iperbariche.

Terapia del piede diabetico a San Don di Piave 21/07/2012 16:20
Terapia del Piede diabetico E giusto rendere noto che anche a San Don di Piave nella Casa di Cura Rizzola si cura il piede diabetico Cosa il piede diabetico? Il piede diabetico un problema. Si parla di piede diabetico quando compare una patologia al piede in un soggetto diabetici e tale patologia correlata al diabete. Il Diabete, specie se non riconosciuto, se non trattato, se trascurato, porta alla angioneuropatia delle zone periferiche dove terminazioni nervose e arteriose sono minori di dimensioni. Il Diabete in aumento costante dovuto in modo particolare ad uno stile di vita non corretto ( ALIMENTAZIONE ABBONDANTE E POCO MOVIMENTO) I piedi sono le zone maggiormente esposte a lesioni favorite da pressione, da traumi ecc.. . In molti casi si formano ulcere che allinizio superficiali si fanno poi profonde arrivando al piano muscolare e infine osseo. Quando arrivano allosso spesso si produce una infezione con una osteomielite delle falangi o del metatarso o anche del tallone. Al giorno doggi si cerca di amputare meno possibile e si cerca di trattare in maniera conservativa la lesione. Nella divisione di Chirurgia della Casa di Cura Rizzola diretta dal Dott Madeyski Paolo si tratta tale patologia nella maniera conservativa abbinando la terapia chirurgica alla ossigenoterapia distrettuale che potr poi essere proseguita a domicilio . Si pu andare a vedere il sito www.mpsystem,.info e cercare di capire come vengono trattate tali lesioni. Su You tube si trova un filmato in cui si vede asportare la seconda falange del 5 dito di un piede diabetico conservando il dito. Dopo la ossigenoterapia il paziente ritorna ad avere le 5 dita Tutto questo nellottica della prevenzione e nel dare un aiuto alla popolazione che non necessita di andare lontano per una terapia che pu essere svolta in una struttura vicina e successivamente la terapia pu essere continuata a domicilio comodamente e controllata nellambulatorio medico di diabetologia

Scoprono adesso come dimagrire senza dieta 19/07/2012 19:24
Noi lo avevamo detto ancora anni fa ora lo scoprono in America e allora se ne parla "Pi che una dieta la scoperta dell'acqua fredda. E negli Stati Uniti rischia di diventare la dieta del momento da quando dietologi e ricercatori del Virginia Tech si sono messi a studiare il rapporto tra idratazione e perdita di peso e sono riusciti, numeri alla mano, a dimostrare che si pu perdere peso senza rinunce e senza modificare l'alimentazione, semplicemente sorseggiando due bicchieri d'acqua prima di ogni pasto." Bene noi da tre anni suggeriamo un trucco per dimagrire. Lo suggeriamo ma non lo facciamo diventare un metodo o una dieta per dimagrire Noi abbiamo visti che bevendo 500 cc di T Verde del Benessere prima di sedersi a tavola o appena seduti prima di inziare a mangiare , la persona mangia meno Inroduce meno cibo e quindi mangia meno. Si sente sazio in quanto la distensione gastrica ( un p quando si mette il palloncino nello stomaco) crea saziet e in ogni caso ostacola la introduzione di nuovo cibo Rispetto alla semplice acqua l'introduzione del T Verde del Benessere ( completamente naturale) stimola poi la diuresi e quindi non si trattiene acqua nei tessuti Sostanzialmente un trucco ma efficace: si beve, si siede a tavola e si mangia meno. Poi ci alziamo e dopo due ore si urina eliminando l'acqua in eccesso. Naturalmente sempre bene fare movimento e controllare il peso e i parametri in modo che non si creino squilibri nel nostro organismo

Terapia chirurgica del Piede Diabetico o ossigenoterapia distrettuale 19/07/2012 18:48
La chirugia una terapia che spesso si rende necessaria e a volte indispensabile nella patologia e nelle complicanze del del piede diabetico. Spesso la prevenzione non sufficiente a impedire che si instauri una lesione e se la cura della lesione non arriva alla guarigione, si rende necessario un intervento chirurgico per risolvere il problema. 
 
La chirurgia pu essere pu essere con modalit diverse a secondo la patologia, la situazione e la complicanza in atto molto diversi tra loro: 1) chirurgia demolitiva 2) chirurgia correttiva La chirurgia demolitiva si rende necessaria per eliminare una parte malata del piede che non risulta pi vitale e che non pu essere ricuperare. 
La chirurgia correttiva ha lo scopo di eliminare alcune deformit che possono portare alle complicanze per pressione e quindi possono portare con alto rischio ad una ulcera o che non permettono la guarigione . La chirurgia demolitiva 
Abbiamo detto che tale chirurgia ha lo scopo di eliminare parti del piede che sono malate e non vitali e non piu recuperabili. . 
La chirurgia demolitiva nella maggior parte dei casi lavora amputando una parte del piede: si parla di amputazioni minori perch questo tipo di amputazione permette comunque di mantenere la stazione eretta, e permette di camminare. 
Questo lobiettivo principale di chi cura il piede diabetico ulcerato. Naturalmente la chirurgia demolitiva minore per permettere al paziente di camminare deve essere accorta, razionale e eseguita in mani esperte in questo problema. 

Quando nessuna parte del piede vitale ( gangrena del piede) e sia impossibile una amputazione minore, diventa indispensabile una amputazione maggiore, ossia effettuata sopra la caviglia, che non permette il cammino a meno che non si usino delle protesi. Ma quando si deve ricorrere alla chirurgia minore o maggiore? Quando abbiamo delle complicanze come ▪ la gangrena: morte a tutto spessore ( cute, muscoli, ossa) di una parte del piede ▪ linfezione dei tessuti profondi ( sottocute, piano muscolofasciale) ▪ linfezione dellosso Spesso non si pu determinare il livello di amputazione prima dell'intervento specie in caso di gangrena infetta o di ascesso nei piani profondi e allora il chirurgo lo decide durante l'intervento stesso e la amputazione alla "demande" ma sempre rispettando per quanto possibili l'anatomia e la fisiologia per lasciare tessuti vitali. 
La gangrena lesito di una ischemia o sofferenza di un tessuto di una parte del piede che determina la morte di tutti i tessuti di quella parte cui non arriva sangue . La gangrena pu essere secca o umida. 
La gangrena secca quando non risulta infetta ed ben delimitata: il cambio di colore della pelle tra zona gangrenosa e zona sana si presenta nettamente demarcato e non vi sono secrezioni.
Segnaliamo tuttavia come tessuti gangrenosi siano un ottimo terreno di crescita per i batteri: aspettare troppo ad intervenire mette a rischio di tramutare una gangrena secca in gangrena umida. 
La gangrena umida quando infetta e la cute al di l della zona nera gangrenosa infiammata e secernente.
Mentre la gangrena secca consente un certo margine di tempo alla programmazione dellintervento chirurgico, la gangrena umida assume carattere di urgenza: linfezione aggrava la sofferenza dei tessuti e ha la capacit di estendere la dimensione della gangrena. 
La gangrena pu colpire parte delle dita, le dita, la parte anteriore del piede o estendersi fino al calcagno e oltre.

Lintervento chirurgico ha il compito di eliminare le parti gangrenose. 
Spesso non agevole stabilire con esattezza il livello di amputazione: il tentativo di mantenere la parte pi ampia possibile del piede spinge a effettuare amputazioni molto vicine al limite della zona gangrenosa su tessuti che sono comunque sofferenti. Ma se non si radicali nella amputazione o toilette chirurgica si rischia di avere una recidiva precoce di necrosi dei tessuti residui 
. E allora si ha il rischio di dover effettuare un secondo intervento chirurgico . Se si hanno dei dubbi e se non si vuole traumatizzare troppo i tessuti e si temono zone di sichemia o sofferenza ischemica dei tessuti conviene
 lasciare aperta una ferita nella speranza che lo sbrigliamento e la detersione dei tessuti possa permettere una chiusura successiva senza perdita di parte del piede. 
 Quando si amputa si deve evitare di lasciare monconi ossei che possono per pressione o per decubito mandare in necrosi i tessuti circostanti 
Lamputazione del dito estesa alla testa del metatarso evita questo fenomeno. 
La guarigione completa di un intervento chirurgico sul piede necessita sempre di molto tempo. 
 La terapia con l'ossigeno topico che noi usiamo con il nostro dispositivo ULCOSAN permette una guarigione piu rapida e da una sicurezza di una maggior granulazione dei tessuti sofferenti Se si mettono dei punti questi si tengono per diversi giorni in modo da permettere l'attecchimento dei lembi . Ma poi? Bisogna evitare che si formino nuove lesioni, nuove ulcere Quindi i consigli curare scrupolosamente il piede osservandolo ogni giorno, lavarlo e asciugarlo accuratamente, evitare tutto ci che pu offenderlo. 
Ma soprattutto necessario indossare scarpe apposite che proteggano il piede sia da picchi eccessivi di pressione che da frizioni. La chirurgia correttiva 
In alcuni casi indicato effettuare un intervento chirurgico anche in assenza di lesioni ulcerative al fine di correggere specifiche deformit ad alto rischio di ulcerazione. 
Questo tipo di chirurgia indicato per dita in griffe, alluce valgo, cavismo non correggibile con plantare, disallineamento e disarticolazione delle ossa. Se vi sono esiti di pregressi interventi con deformit maggiori del piede,, consigliabile un intervento apparentemente pi demolitivo, come ad esempio una amputazione transmetatarsale Lamputazione maggiore 
Purtroppo a volte si rende necessaria una amputazione maggiore: questa si rende necessaria quando, nei soggetti che non possono essere rivascolarizzati, il dolore continuo e insopportabile e non permette il riposo oppure nei casi in cui la gangrena estesa a tutto il piede.
Una scelta amputativa maggiore, cos come non deve essere precipitosa, non deve essere nemmeno eccessivamente procrastinata ; la permanenza di tessuti necrotici di una gangrena conduce a una tossiemia da riassorbimento e a un progressivo deterioramento delle condizioni generali che aggravano le condizioni cliniche del paziente. 
Tessuti non vitali sono poi un ottimo pabulum per i germi e il pericolo di infezione molto alto: in alcune situazioni pu mettere in pericolo non solo l'arto ma la vita stessa del paziente.

Cosa la Camera normobarica per ossigenoterapia ? 19/07/2012 17:42
Vari studi medici hanno cercato di migliorare la terapia delle lesioni trofiche dei tessuti: ulcere croniche, piede diabetico, osteomieliti aperte eccc. Vi sono sempre state varie terapia ma la terapia con l'ossigeno sempre stato un caposaldo per tale patologia. Vi sono le camere iperbariche che sono localizzate in alcuni centri ( in Italia sono poche) e sono in genere private. Hanno un altro costo e la Sanit permette 60 accessi ad ogni paziente. Si ovviato a queste difficolt ( oltre alle controindicazioni ) adoperando dei sacchetti di plastica in cui veniva introdotto l'arto con la lesione e in esso veniva introdotto l'ossigeno. Era un metodo empirico con una certa efficacia. Ma abbiamo lavorato e siamo arrivati a produrre dei Dispositivi per il trattamento locale delle lesioni cutanee croniche in maniera scientifica con efficacia documentata.. Mentre nella camera iperbarica l'efficacia del trattamento si basa sui meccanismi dovuti all'ossigeno sciolto nel plasma, nel trattamento normobarico viene a mancare l'aumento di ossigeno sciolto nel plasma. Tale mancanza viene compensata dall'aumento della concentrazione dell'ossigeno nella camera normobarica distrettuale e dai meccanismi di contatto del gas sulle superfici cutanee. La concentrazione del gas raggiunge infatti il 95% , un valore che corrisponde al quadruplo e oltre di quello che si ha nella camera iperbarica. Traggono vantaggio da questa terapia distrettuale tutti i tessuti devitalizzati o poco vitali per cause locali o generali (piaghe da decubito, le ferite complesse, le piaghe in diabetici, le piaghe in arteriopatici e le piaghe in flebopatici). I vantaggi di questa terapia vanno ricercati nella mancanza di controindicazioni generali e locali, nella facile utilizzazione con compliance del paziente, facile gradimento e uso da parte del personale paramedico, dimensioni ridotte e praticit di trasporto, basso costo del dispositivo e della sua manutenzione. Il capostite l'ULCOSAN che appartiene come brevetto al Dr Madeyski Paolo. Tale dispositivo stato copiato e modificato negli Stati Uniti, in Irlanda e in maniera artigianale in Italia. Il Dott Madeyski dirige il Reparto di Chirurgia della Casa di Cura Rizzola di San Don di Piave e cura in modo particolare le ulcere croniche degli arti inferiori e il piede diabetico

Terapia del piede diabetico 19/07/2012 16:57
Il piede diabetico un problema. Si parla di piede diabetico quando compare una patologia al piede in un soggetto diabetici e tale patologia correlata al diabete. Il Diabete, specie se non riconosciuto, se non trattato, se trascurato, porta alla angioneuropatia delle zone periferiche dove terminazioni nervose e arteriose sono minori di dimensioni. Il Diabete in aumento costante dovuto in modo particolare ad uno stile di vita non corretto ( ALIMENTAZIONE ABBONDANTE E POCO MOVIMENTO) I piedi sono le zone maggiormente esposte a lesioni favorite da pressione, da traumi ecc.. . In molti casi si formano ulcere che all'inizio superficiali si fanno poi profonde arrivando al piano muscolare e infine osseo. Quando arrivano all'osso spesso si produce una infezione con una osteomielite delle falangi o del metatarso o anche del tallone. Al giorno d'oggi si cerca di amputare meno possibile e si cerca di trattare in maniera conservativa la lesione. Nella divisione di Chirurgia della Casa di Cura Rizzola diretta dal Dott Madeyski Paolo si tratta tale patologia nella maniera conservativa abbinando la terapia chirurgica alla ossigenoterapia distrettuale che potr poi essere proseguita a domicilio . Si pu andare a vedere il sito www.mpsystem,.info e cercare di capire come vengono trattate tali lesioni. Su You tube si trova un filmato in cui si vede asportare la seconda falange del 5 dito di un piede diabetico conservando il dito. Dopo la ossigenoterapia il paziente ritorna ad avere le 5 dita

Il Dott Madeyski insegna in Spagna la osssigenoterapia con ULCOSAN 19/07/2012 07:36
Nelle televisioni regionali di Telechiara, Televenezia, LA 12 LA 13 questa settimana va in onda un servizio sul Dr Madeyski che insegna all'Universit di Santa Cruz la ossigenoterapia distrettuale attraverso l'ULCOSAN. L'accoglienza ststa ottima e ora alle Canarie hanno gi iniziato a lavorare con tale dispositivo e stanno facendo uno studio universitario su tale terapia. Il servizio visibile anche su You TUbe e su Face Book sottoil Titolo Cronache Venete

Su You Tube Nuovi filmati sulle ulcere e piede diabetico 19/07/2012 07:33
Da ieri sono disponibili su You Tube cliccando su search "Dott Madeyski " tre nuovi filmati in cui si vede la pulizia o toilette chirurgica di ulcere flebostatiche e in uno la aspoortazione della seconda falange del 5 dito di un piede diabetico in modo poi da poter agire con l'ossigeneterapia tramite l'ULCOSAN e fare ritornare integro il 5 dito Meno si amputa e meglio per ogni persona.

L'elastocompressione in soggetti con ulcere flebostatiche. Consigli dati dalla MPSystem 19/07/2012 07:29
La terapia compressiva svolge un ruolo fondamentale nella cura delle ulcere flebostatiche Ricordarsi sempre che prima di curare la ulcera o le ulcere si deve prima cercare di togliere la causa o almeno diminuirla. Le cause abbiamo visto possono essere tipo flebostatico, arterioso, diabetico, iatrogenico, reumatico, neoplastico o traumatici. Parliamo di quando la causa venosa Se la causa venosa utile diminuire la stasi venosa e questa diminuzione pu essere applicata con una compressione misurata dell'arto inferiore in modo da diminuire la stasi I fattori da considerare prima prima di applicarla sono: la diagnosi accurata (la patogenesi dell'ulcera determinante nella scelta della terapia), la presenza di controindicazioni terapeutiche (arteriopatie ostruttive, insufficienza cardiaca grave etc.) ed eventuali complicazioni (infezioni, ipodermodermiti etc.); la possibilit di deambulare del paziente; la conformazione anatomica dell'arto (per i motivi gi esposti); le condizioni della cute (una cute fragile oppure zone di atrofia bianca possono essere danneggiate da una pressione troppo forte). La maggiorparte degli studi controllati e randomizzati mostra che la compressione da sola facilita la guarigione delle ulcere venose. Ma non risolutiva nella maggior parte dei casi La compressione forte (35-45 mmHg alla caviglia sembra essere migliore della compressione meno intensa (15-25 mmHG alla caviglia) e i bendaggi multistrato risultano pi efficaci di quelli mono e bi-strato. Per la cura delle ulcere venose si raccomanda l'uso di compressione elastica ed anelastica multistrato ad elevata intensit; nei pazienti non deambulanti o con la caviglia immobilizzata si raccomanda l'impiego di bendaggi anelastici multistrato, La compressione pneumatica intermittente pu essere aggiunta se la guarigione dell'ulcera non procede regolarmente. Il protocollo terapeutico complessivo prevede in sintesi che: nella fase acuta dell'ulcera venosa, dopo l'eventuale debridement del fondo, venga usato un bendaggio anelastico, applicato con tecnica a otto o a otto fissato alla caviglia ed eventuale compressione eccentrica sulla zona della lesione, da rinnovare in media ogni quattro giorni nelle fasi iniziali della terapia e ogni sette giorni in seguito. L'efficacia della terapia deve essere controllata continuamente. Se la lesione migliora clinicamente e si riduce sensibilmente consigliabile continuare con la terapia iniziale, mentre se ci non avviene o se cambia lo stato di salute del paziente necessario un riesame clinico-disgnostico ed eventualmente un prelievo per la coltura batterica e/o una biopsia. La compliance del paziente alla terapia compressiva rappresenta un aspetto determinante per il risultato. L'informazione sul significato e sull'uso della compressione effettuata o prescritta deve essere dettagliata, includendo anche tutte quelle notizie necessarie alla manutenzione ottimale della calza elastica (modalit di lavaggio, durata etc.). Naturalmente la compressione una forza che aiuta. SE noi abbiniamo la ossigenoterapia localizzata ad altra percentuale di ossigeno come con l'ULCOSAN i fattori si sommano portando indubbi vantaggi

YOU TUBE: i video del Dr Madeyski sul trattamento delle ulcere trofiche degli arti inferiori 15/07/2012 17:45
Da primo di luglio su You Tube si possono vedere dei video del Dr Madeyski. Alcuni sono su argomenti di prevenzione ma altri sono dedicati alla toilette chirurgica delle ulcere trofiche degli arti inferiori e del piede diabetico. I video secondo il Dott Madeyski saranno a disposizione in maniera periodica Basta andare tramite il Sito www.mpsyste.info e da li essere reindirizzati su YOU TUBE o andare su YOU TUBE e su "serach" scrivere Dott Madeyski

la MPSystem si sta espandendo in Italia e in Europa con la ossigenoterapia distrettuale 15/07/2012 17:26
In Italia e in Europa la ossigenterapia localizzata o distrettuale tramite la Camera normobarica si sta espandendo. Negli Stati Uniti sono orami piu di centro i lavori scientifici che dimostrano l'efficacia di tale terapia sulle lesioni trofiche degli arti inferiori e nelle lesioni del piede diabetico. La MPSystem , ditta italiana che sfrutta i brevetti del Dr Paolo Madeyski, Primario di Chirurgia a San Don di Piave sta diffondendo tale terapia in alcune regione italiane e in maniera non sistemica in tutta Italia. IL mese scorso il Dr Madeyski andato a Santa Cruz di Teneriffe ad insegnare agli Istituti Universitari e nel Centri di Medicina sia pubblici che privati la terapia con ossigeno localizzato. Tale terapia in tutte le Isole Canarie si sta esapndendo con buoni risultati e ci sono richieste per diffonderla in Spagna. Sul sito www.MPSystem,info si trovano varie notizie in lingua italiana, spagnolo e inglese. In tale sito si trovano i principi che regolano tale terapia, le indicazioni, i protocolli, i documenti, i lavori scientifici, la bibliografia e tante notizie Inoltre ci sono diapositive di congressi e immagini dei vari tipi di ulcere. Dal Sito si pu essere condotti direttamente su You Tube ove si possono vedere filmati del Dr Madeyski su vari argomenti e anche sul trattamento delle ulcere degli arti inferiori

Conoscere Le Ulcere croniche degli arti inferiori. ULteriori spiegazioni su www.MPSystem.info 15/07/2012 17:24
Dobbiamo conoscere Le Ulcere degli arti inferiori in modo di prevenire se possbile la loro formazione Attualmente vi sono varie terapia ma quella che da migliori risultati quella con la ossigenoterapia normobarica tramite il dispositivo: ULCOSA Le ulcere croniche degli arti inferiori: eziologia e fisiopatologia Lulcera cronica degli arti inferiori rappresenta la manifestazione di patologie sottostanti caratterizzate da alterazioni emodinamiche, emoreologiche e coagulative che riducono lapporto ematico ai tessuti con conseguente ipossia e persistenza delle infezioni. Le sedi anatomiche maggiormente colpite da queste lesioni sono la faccia mediale, laterale, anteriore e posteriore della caviglia ed il piede. La causa sempre vascolare ( venosa, arteriosa, traumatica,eccc) in quanto un problema di circolazione deficitaria comporta una minor ossigenazione dei tessuti con conseguente ipossia e deficit di nutrizione. Se il tessuto non viene nutrito soffre e offre le basi per la morte di cellujle e poi di tessuto Indipendentemente dalla patologia di base, la pressione transcutanea dellossigeno a livello delle lesioni vasculopatiche scende fino a valori di pO2 di 5-10 mmHg, una concentrazione decisamente inferiore rispetto alla normale richiesta fisiologica cellulare. I leucociti nella sede della lesione, infatti, proliferano e svolgono la loro attivit fagocitica a valori di pO2 intorno a 30-40 mmHG Inoltre, la sintesi del collagene da parte dei fibroblasti non pu procedere in condizioni di ridotta concentrazione di ossigeno, in quanto la matrice prodotta risulta poco stabile e determina inevitabili problemi di cicatrizzazione. Indipendentemente dalle cause che hanno provocato lulcera, (traumi, alterazioni del circolo arterioso o venoso, malattia diabetica) per ottenere la completa remissione del fenomeno necessaria la corretta perfusione ematica, lottimale apporto di ossigeno ed una costante detersione della ferita. La durata media di un ulcera di circa 26 settimane con un range variabile tra le 4 settimane e i 30 anni. Tuttavia, nel 46% dei pazienti il decorso clinico supera le 26 settimane e nel 15% i due anni. Lulcera una fenomeno ingravescente e spesso recidivo con pesanti ripercussioni sulla vita lavorativa di tutti i giorni e sulla vita di relazione con pesanti costi sociali. La ulcera cronica diventa un problema personale, umano e familiare per sofferenza ma anche per problemi economici

Su You Tube finalmente i filmati della toilette chirurgica delle ulcere degli arti inferiori 12/07/2012 20:37
Da questa settimana sono disponibili dei filmati particolari su You Tube. Abbiamo pensato di mettere a disposizione dei medici e infermieri i filmati come si deve eseguire una corretta pulizia o toilette chirurgica di lesioni trofiche degli arti inferiori. Non solo di ulcere trofiche ma anche di lesioni come ulcere, fistole o osteomielite aperte nei piedi diabetici Solo dopo aver eseguita una pulizia competa di lesioni trofiche asportando tutte le zone necrotiche e la fibrina si pu pensare di fare la ossigenoterapia distrettuale con il dispositivo ULCOSAN Abbiamo visto che solo dopo una settimana i filmati che per adesso sono dolo due hanno avuto ben 100 persone che lo hanno visualizzato. Certamente si saranno anche persone non di ambiente sanitario che le guardano ma credo che a tutti pu essere utile imparare qualche cosa

Novit Nelle Spiagge del Veneto a Cavallino Tre Porti 06/07/2012 21:26
Una notizia che ci fa piacere e che segna una svolta nella cultura anche in Italia. E nel Veneto Cavallino Tre Porti arriva primo! Al Camping UNION LIDO su proposta e decisione del Guest Service FRANCESCO ENZO stato approntato un ampio spazio in spiaggia per non fumatori. In met della spiaggia dell'Union Lido dove le postazioni di ombrelloni e di pedal sono gestite dal dinamico Emiliano ( ex giocatore di pallacanestro e infermiere e strumentista) stato post il divieto di fumare. L'UNION LIDO diventa quindi il primo capeggio nel Veneto che preserva la salute dei cittadini italiani e stranieri.Ma non solo : finalmente le persone che si trovano a riposare le meritate vacanze non saranno infastidite dal fumo di sigaretta. E i bambini saranno protetti da aspetti nocivi legati al fumo. Oramai in varie nazioni questa norma sta diventando abitudine ma in Italia si era rimasti ancora indieto. Grazie a Francesco Enzo e a Emiliano anche nel Veneto si raggiunto un importante traguardo: aiutare i cittadini ad essere liberi di non fumare il fumo degli altri !

La Confartigianato si dissocia dalla Campagna di Prevenzione del Melanoma 30/06/2012 23:57
La Confartigianato che ha sempre appoggiato le campagne di Prevenzione dal 1993 quest'anno si dissociata dalla Campagna di Prevenzione del Melanoma. Sulla parola avuta come si faceva da anni con il segretario Barbieri avevamo inserito il logos della Confartigianato . Ma l'attuale Presidente Lava ha detto che non era d'accordo e non aveva firmato la adesione. Noi ci scusiamo di aver messo il lgos della Confartigianato ma pensavamo che tutto fosse come negli anni precedenti. Ci scusiamo e rettifichiamo : LA CONFARTIGIANATO NON VOLEVA APPOGGIARE TALE CAMPAGNA . Ne prendiamo atto. Forse il Presidente Lava vorrfare lui una campagna di prevenzione del Melanoma in ricordo della loro impiegata Michela Di San Stino , deceduta giovanissimo dopo un mese che aveva dato alla luce un bimbo , proprio per il melanoma

Tumori, sale la sopravvivenza delle donne 15/03/2011 12:38
Aumenta il numero delle guarigioni e aumenta soprattutto la salute delle pazienti oncologiche. Se in generale l'aumento della sopravvivenza in Europa a 5 anni dalla diagnosi di tumore del 5% per gli uomini, per le donne del 7% sul totale dei casi, mentre per il solo tumore al seno si passati dal 74 all'83%. Radicale l'inversione di rotta per i tumori ovarici: in questo caso la sopravvivenza del 30-40% rispetto al 20% di qualche decennio fa. Fare i controlli periodici ed effettuare indagini come il pap-test e la mammografia ha completamente mutato le statistiche relative ai tumori femminili. Se da un lato cresce il numero delle diagnosi, sempre pi precoci e a causa dell'allungarsi dell'et della popolazione, dall'altro aumentano anche le strategie e gli interventi terapeutici sempre pi multidisciplinari e personalizzati. INFORMATE - Dall'incontro al Regina Elena di Roma "L'immagine ritrovata: la centralit della vita delle pazienti" emerge come le donne vogliono essere sempre pi informate sui progetti di prevenzione, ma anche su prognosi, decorso terapeutico e su tutto ci che pu migliorare la loro vita durante e dopo la lotta alla malattia, per essere pienamente consapevoli e vivere al meglio la propria esistenza. Non rinunciano alla sessualit, alla gravidanza e all'esperienza della maternit. Imparano a gestire i sintomi legati alla tossicit di talune terapie e adeguano la corretta alimentazione in un percorso dove la cura integrata della propria persona e del proprio corpo pone dei bisogni e trova risposte condivise. Abbiamo imparato che il benessere psico-fisico un alleato nel combattere meglio determinate malattie - spiega Francesco Cognetti, direttore del Dipartimento Oncologia Medica del Regina Elena -. Nel caso dei tumori femminili inoltre possiamo fin da subito contare su una buona alleanza terapeutica con la donna, sempre pi consapevole e combattiva. FERTILIT - Al convegno si parlato anche di fertilit e delle procedure che permettono di conservarla anche dopo tumori dell'apparato riproduttivo: per le pazienti possibile avere gravidanze fino al 30% dei casi. Su alcune donne possibile fare un intervento che rimuove solo il tumore, senza dover asportare l'intero organo, mantenendo molto basso il rischio di recidive - spiega Domenica Lorusso, del reparto di ginecologia oncologica dell'ospedale Gemelli di Roma -, per il momento per questa tecnica ancora sperimentale, ed effettuata solo nei centri pi specializzati perch la paziente va selezionata accuratamente e seguita dopo la procedura. La tecnica si pu applicare ai tumori dell'ovaio al primo stadio (il 10% dei casi), al 30% dei tumori della cervice, quelli cio scoperti precocemente, e al 5% di quelli dell'endometrio, e le percentuali di gravidanze possono arrivare anche al 50%. Buone notizie anche per le donne, una su mille, che scoprono in gravidanza di avere un tumore: In questo caso si visto che la chemioterapia non provoca danni gravi al bambino, se iniziata al secondo o terzo trimestre, a patto che si scelgano i farmaci giusti - continua Lorusso -. Oggi abbiamo un'ampia scelta per le terapie e due terzi dei tumori in gravidanza possono essere curati senza dover interrompere la gestazione. TUMORE AL SENO - Di tumore al seno ha parlato anche la commissione Sanit del Senato, che ha votato all'unanimit il documento conclusivo della indagine conoscitiva sulle malattie ad andamento degenerativo. Dallo studio risulta che lo screening per la prevenzione del tumore al seno - prima causa di morte nella fascia tra i 35 e i 50 anni e che ogni anno viene diagnosticata a circa 40mila donne italiane - ha una diffusione a "macchia di leopardo" con enormi differenze tra Nord e Sud. L'indagine, durata un anno, ha fotografato la situazione italiana considerando alcune malattie di "particolare rilevanza sociale", come il tumore della mammella, le malattie reumatiche croniche e la sindrome Hiv. Per il tumore al seno, ha sottolineato la senatrice Laura Bianconi, si registra una riduzione del tasso di mortalit proprio grazie alla diagnosi precoce, ma forti restano le differenze tra le regioni: la copertura per gli esami di screening offerti dal Servizio sanitario nazionale alle donne tra 50 e 69 anni fa registrare un tasso dell'89% al Nord, del 75% al Centro e solo del 38% al Sud. La commissione chiede anche di allargare lo screening offerto dall'Ssn alle donne fino ai 74 anni, oltre a considerare l'opportunit di esami preventivi per le donne pi giovani (40-50 anni) visto l'aumentare dei casi anche in questa fascia di et. L'indagine ricorda inoltre come il Parlamento europeo abbia invitato gli Stati membri a organizzare entro il 2016 apposite Unit di Senologia (breast units), stabilendo i criteri minimi per la certificazione: trattare almeno 150 nuovi casi l'anno, disporre di chirurghi che eseguano minimo 50 interventi l'anno, avvalersi di radiologi che refertino almeno mille mammografie l'anno. (Fonte: Ansa)

Diamanti anti-tumore: pi efficaci contro le forme resistenti 15/03/2011 12:36
La resistenza di alcuni tipi di tumori alla chemioterapia potrebbe essere superata grazie allavvento di una innovativa tecnologia. Ricercatori americani della Northwestern University di Evanston hanno realizzato minuscole particelle di carbonio, ribattezzate nano-diamanti, che possono trasportare pi efficacemente le molecole allinterno delle cellule malate. Lo studio pubblicato su Science Translational Medicine. Gli antitumorali possono risultate inefficaci per la capacit che le cellule hanno di espellere le molecole prima che abbiano compiuto la loro azione. Le particelle di carbonio hanno una dimensione di 2-8 nanometri di diametro, tanto minuscola che le cellule hanno difficolt a respingerle. Nei topi trattati con i nuovi materiali contro il tumore al fegato i ricercatori hanno trovato che a due giorni di distanza dalla terapia i principi attivi erano 10 volte pi alti rispetto alle terapie standard. Tra le possibilit supplementari offerte dai nanodiamanti c quella delka carica elettrostatica in superficie che permette una migliore distribuzione della sostanza citotossica. I diamanti, infatti, possiedono una carica elettrica che pu essere modulata per permettere la diespersione nei fluidi. Inoltre non sono tossici e non sembrano causare infiammazioni. Contrariamente a quello che si pu immaginare, essendo di produzione sintetica, i diamanti anti-tumore sono a buon mercato e quindi riproducibili su larga scala a costi convenienti. (fonte: ilsole24ore.com)

Fumo passivo, altamente nocivo per il feto 15/03/2011 12:34
Il fumo attivo, si sa, fa male al feto in gravidanza. Quello che si sospettava, ma non si sapeva con certezza, che anche il fumo passivo rischia di mettere a dura prova la salute del bambino, nuocendo gravemente alle sue condizioni generali. Si tratta del risultato di uno studio condotto dallUniversit di Nottingham il quale tenta di dimostrare come siano alte le probabilit che il bambino di una donna che vive vicino a fumatori accaniti possa presentare dei gravi problemi di salute alla nascita, od addirittura nascere morto. I risultati verranno pubblicati sulla rivista Pediatrics di Aprile. Basta dare unocchiata ai dati relativi alla mortalit infantile per rendersi conto della gravit della situazione: il fumo passivo rappresenta una maggiorazione del fattore di rischio di morte alla nascita in percentuale pari al 23%, mentre rappresenta causa di difetti congeniti nel 13% dei casi. Si tratta di due percentuali molto elevate, che meriterebbero la giusta attenzione da parte delle donne in gestazione. Il pericolo aumenta esponenzialmente se ad essere un accanito fumatore il compagno della donna incinta. Secondo gli esperti bisognerebbe fare attenzione allesposizione al fumo passivo anche prima del concepimento. Si tratta di unanalisi basata su studi, ben 19, condotti in Europa in Asia ed in America. Come spiega il dottor Jo Leonardi-Bee: Il fumo delle madri durante la gravidanza ben riconosciuto quale possibilit di trasportare una serie di rischi gravi per la salute per il nascituro compresa la mortalit fetale, basso peso alla nascita, parto prematuro e una serie di gravi anomalie congenite quali la palatoschisi, piede torto e problemi cardiaci. Questo perch il fumo passivo espone il feto alla stessa gamma di tossine del tabacco alla quale viene sottoposta il fumatore attivo. Si tratta di uno studio di importanza rilevante e dai risvolti inquietanti: prima di tutto perch mette in luce la problematica del tabagismo in gravidanza, e poi perch, sebbene ogni persona responsabile delle proprie azioni, tali comportamenti non devono e non possono incidere nellesistenza di un bambino non in grado di scegliere da solo. (fonte: medicinalive.com)

Test Hpv e prevenzione del tumore al collo dell'utero 15/03/2011 12:33
Il tumore del collo dell'utero ancora oggi una patologia molto rilevante dal punto di vista sanitario e sociale e costituisce in Italia la seconda causa di morte per tumore nelle donne tra i 15 e i 44 anni d'et. Ogni anno si registrano 3.500 nuovi casi, con 1.700 decessi (circa il 50% delle donne affette). Introdurre strategie di prevenzione innovative del tumore del collo dellutero quindi l'obiettivo degli esperti di tutto il mondo. Un obiettivo importante, che viene perseguito attraverso il ricorso ai nuovi strumenti come i vaccini e il test HPV, che permette di rilevare la presenza del Papillomavirus e di intervenire con grande anticipo, ancor prima che compaiano le lesioni cellulari individuate dal Pap test. Una delle pi importanti scoperte mediche degli ultimi 50 anni stata lidentificazione del Papillomavirus (HPV) come causa primaria del tumore del collo dellutero. Questa informazione stata la base dello sviluppo dei vaccini e dei nuovi test di screening che permettono di identificare la presenza del virus direttamente nelle cellule cervicali. Oggi esistono prove convincenti a supporto del ruolo del test HPV DNA come screening a lungo termine e dati di sicurezza concreti rilevati sulle pazienti, che dimostrano che la protezione dopo un test HPV DNA negativo risulta molto pi lunga rispetto a quella dopo un esame citologico negativo. Grazie alla sua elevata sensibilit, il test HPV, basato sulla tecnologia molecolare HC2, consente di allungare lintervallo tra un controllo e il successivo fino a 6 anni, protezione vantaggiosa non solo per le donne, ma anche per il Sistema Sanitario. Sono pi di 100 i genotipi di Hpv classificati a oggi, di cui 13 considerati a alto rischio. In Italia circa il 4-5% dei risultati del Pap test mostrano alterazioni minimali o di significato indeterminato definite come 'Ascus' (Atypical Squamous Cells of Undetermined Significance). Le atipie citologiche Ascus rappresentano il pi comune risultato di un pap test anomalo e necessitano di ulteriori approfondimenti. Un recente studio italiano chiamato Pater (Population-based frequency assessment of HPV-induced lesions in patients with borderline Pap tests in the Emilia-Romagna Region), pubblicato sulla rivista internazionale 'Cmro' e condotto dal dipartimento di Ginecologia e Ostetricia dell'Ospedale Universitario S.Orsola Malpighi di Bologna, ha dimostrato come l'introduzione del test Hybrid Capture 2 (HC2), nella gestione di tali atipie citologiche, consente di ottenere benefici clinici, organizzativi ed economici. Il gruppo di ricercatori ha effettuato un'analisi retrospettiva con test HPV HC2 seguito dalla genotipizzazione, per valutare le pazienti cui era stato rilevato un Pap test Ascus tra gennaio 2000 e dicembre 2007. Il test HPV nel gruppo delle pazienti con CIN3+ e la cui et media vicina a 40 anni ha dimostrato un'ottima sensibilit (98,3%) e una buona specificit (75,5%). Il rischio di un carcinoma invasivo nelle pazienti con citologia Ascus assai ridotto, e varia tra lo 0,1 e lo 0,2%, mentre nel 5-15% presente una lesione preneoplastica di alto grado (CIN2-3), ha spiegato Silvano Costa, dipartimento di Ginecologia e Ostetricia del S. Orsola-Malpighi e autore dello studio. E ha aggiunto: Elevata frequenza e bassa predittivit generano costi umani ed economici rilevanti (ansia, colposcopie, biopsie, esami di follow-up), ma gravemente improduttivi in termini di numero di lesioni preneoplastiche o neoplastiche diagnosticate. In questo contesto, l'adozione di test 'intermedi' come il test Hpv in grado di selezionare le pazienti a rischio per lesioni di alto grado da inviare alla colposcopia, offrirebbe notevoli benefici clinici, organizzativi ed economici connessi alla considerevole riduzione dei costi di gestione della citologia borderline. Si tratterebbe dunque di inviare a colposcopia ed eventuale biopsia mirata solo chi risulta Hpv positivo, cio poco pi del 30% di tutte le Ascus. In questo modo si otterrebbe uno snellimento delle procedure diagnostiche e si porrebbe rimedio al sovraffollamento dei centri di colposcopia. (fonte: italiasalute.it)

Tumori: seno, scoperto gene chiave 22/02/2011 17:18
Un gruppo di ricercatori inglesi e canadesi ha individuato un oncogene responsabile di una forma aggressiva di tumore al seno. L'oncogene ZNF703 e' il primo individuato negli ultimi 5 anni. Nella ricerca, pubblicata su Embo Molecular Medicine, e' stata osservata l'attivita' dei geni coinvolti in oltre mille casi di tumore al seno e si e' rilevato che l'oncogene ZNF703 era iperattivo. Secondo gli autori e' un notevole passo avanti nella conoscenza dello sviluppo del tumore al seno. (fonte: ansa.it)

Il tumore del pancreas per crescere recluta dei linfociti "traditori" 22/02/2011 17:16
Per crescere ed espandersi il tumore del pancreas recluta anche i soldati del sistema immunitario: linfociti "traditori" che, invece di difendere l'organismo dal cancro, si alleano con lui e gli spalancano le porte. A svelare il meccanismo uno studio italiano pubblicato sul Journal of Experimental Medicine, condotto da un team multidisciplinare dell'Istituto San Raffaele di Milano. TUMORE AGGRESSIVO - Il carcinoma del pancreas una malattia molto aggressiva e rappresenta la quarta causa di morte per tumore. La chirurgia ad oggi il trattamento pi efficace, ma solo il 15-20% dei pazienti candidabile all'intervento. Anche in questo caso la sopravvivenza comunque variabile e rimangono pochi i fattori predittivi della prognosi. Per lo sviluppo di terapie pi efficaci, quindi, sono fondamentali sia una comprensione dei meccanismi di base che rendono il tumore cos aggressivo, sia la possibilit di identificare dei fattori prognostici che aiutino a indirizzare le terapie in modo pi mirato. Il gruppo milanese ha individuato un complesso dialogo che coinvolge le cellule tumorali e quelle presenti nel microambiente tumorale, come le cellule stromali e le cellule del sistema immunitario. Il risultato un'alterazione delle naturali difese dell'organismo e in particolare dei linfociti T. Assoldati dal tumore diventano "linfociti deviati" e, invece di produrre le citochine (proteine d'attacco) efficaci nel combattere il tumore, cominciano a produrre citochine che favoriscono ulteriormente la progressione della malattia. NUOVE TERAPIE - Nel corso della ricerca, sono state identificate le molecole principalmente coinvolte in questo meccanismo, rendendo possibile in futuro lo sviluppo di terapie in grado di contrastarle. Per alcune di queste sostanze sono gi disponibili anticorpi capaci di bloccarne l'attivit. stata inoltre verificata, in una casistica di pazienti sottoposti a intervento chirurgico, l'esistenza di una correlazione statistica tra la quantit di linfociti deviati presenti nel tumore e la sopravvivenza del paziente. La valutazione di questo parametro permette la stratificazione dei pazienti in due categorie a migliore o peggiore prognosi. Lo studio - finanziato da Unione Europea, Ministero della Salute, Rich Foundation e Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc) - opera di un'equipe multidisciplinare guidata da Maria Pia Protti e Lucia De Monte dell'Unit di immunologia dei tumori, in collaborazione con Michele Reni dell'Unit di oncologia medica, Valerio Di Carlo e Marco Braga dell'Unit di chirurgia pancreatica e Claudio Doglioni dell'Unit di anatomia patologica. Tutti medici e ricercatori di Irccs San Raffaele e universit Vita-Salute San Raffaele. Questa ricerca - commenta Protti - rappresenta un passo in avanti sia nella conoscenza dei meccanismi biologici che rendono il carcinoma del pancreas un tumore particolarmente aggressivo, sia nell'identificazione di nuovi target terapeutici che consentiranno di mettere a punto, nei prossimi anni, nuove strategie terapeutiche. (Fonte: Adnkronos)

Sesso orale, aumenta il rischio di cancro alla gola pi del fumo 22/02/2011 17:15
Praticare sesso orale non protetto al di sotto dei 50 anni aumenterebbe il rischio di tumore alla gola, addirittura pi del fumo di sigaretta. La bizzarra quanto inaspettata scoperta stata fatta dal team di ricercatori della Ohio State University, coordinati dalla dottoressa Maura Gillison. I risultati dello studio sono stati rivelati in occasione dellAmerican Association for the Advancement of Science, meeting annuale tuttora in pieno svolgimento a Washington DC. Con grande stupore, infatti, gli scienziati avrebbero rilevato che i soggetti pi a rischio sarebbero proprio i giovani, quasi sempre senza problemi di alcolismo o di tabagismo. Sono loro i nuovi pazienti affetti dal cancro alla laringe, che sarebbe causato dal Papillomavirus umano o Hpv. A quanto pare, quando si fa sesso orale senza precauzioni, il virus in questione penetrerebbe allinterno dellorganismo, attaccando i tessuti di bocca e gola, scatenando successivamente la neoplasia. Tuttavia, un modo per non incorrere in questo spiacevole inconveniente c: vaccinarsi. A partire dal 2008, alcuni stati hanno introdotto la vaccinazione per le ragazzine di et compresa fra i 12 e i 13 anni. Alla luce dei recenti studi, per, gli esperti della Ohio University, hanno consigliato la somministrazione del siero anche per i ragazzi. In base a prove scientifiche, non possiamo dire se il vaccino protegger dallinfezione da HPV che porta al cancro ha dichiarato la Gillison i nostri che lavorano sul campo sono ottimisti sulla sua efficacia. In base alle osservazioni finora fatte su diverse zone del corpo, il vaccino si dimostrato capace nel prevenire il 90% delle infezioni. Una notizia che sicuramente porter molti a riflettere e probabilmente a cambiare le proprie abitudini sotto le lenzuola. (fonte: ilquotidianoitaliano.it)

Tumore al seno: bloccare una proteina per fermarlo 11/02/2011 13:23
Ancora un passo in avanti nella lotta contro il tumore al seno: una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica internazionale Plos-One ha evidenziato il ruolo di una proteina che gioca un ruolo particolare e pericoloso nello sviluppo del carcinoma mammario. Si Chiama hMena e si appena scoperto che se in compresenza con il gi noto gene Her2 (nel 70 % dei casi) il tumore al seno si sviluppa in maniera pi aggressiva. Non solo: esperimenti condotti in vitro su cellule prelevate da un carcinoma mammario, hanno rilevato come bloccando la proteina hMena, si riesce a rallentare la proliferazione delle cellule cancerose attivata dal gene Her2, ipoteticamente anche fino ad un blocco totale! La preziosa scoperta stata frutto del lavoro di un team di scienziati coordinati da Paola Nistic del Laboratorio di Immunologia dellIstituto Nazionale Tumori Regina Elena in collaborazione con lUniversit La Sapienza di Roma e lIstituto San Raffaele di Milano. La potenzialit di questa scoperta ovvia. Spiega la Nistic: Si potrebbero individuare farmaci inibitori di hMena per interrompere i segnali che ne permettono la cooperazione col gene Her2, migliorando cos il decorso clinico dei tumori al seno pi aggressivi. Inoltre Il ruolo di queste strutture di filamenti proteici e le loro modificazioni nei tumori rappresentano una nuova area di ricerca che studia i meccanismi biochimici e biomeccanici che aiutano il tumore nella sua crescita. Da qui la necessaria interazione tra biologi, bioingegneri e fisici . La proteina in questione, individuata di recente dalla stessa ricercatrice e dalla collega Francesca Di Modugno, assente nellepitelio delle mammelle sane e compare invece nelle lesioni benigne che evolvono in tumori. E chiaro che potrebbe divenire un importante marker di diagnosi precoce per il cancro al seno oltre che un decisivo target terapeutico. (fonte: salute.pourfemme.it)

Niente fumo, siamo studenti (e anche Obama!) 11/02/2011 13:21
Tutti i 23 campus universitari di Manhattan mettono al bando il fumo, anche allaperto. Questo estende di molto le zone no smoke di tutta New York. Da Columbia a NYU e CUNY, vita dura per quegli studenti e docenti (sono il 13%) ancora prigionieri del tabagismo. Dal quale si finalmente liberato udite udite Barack Obama. Lo ha annunciato Michelle: quasi un anno che non accende una sigaretta. Ormai ci siamo davvero, se lo dice perfino la First Lady che ha condotto una battaglia implacabile contro il vizio del marito. (fonte: rampini.blogautore.repubblica.it)

Un test scova la firma del cancro al polmone 11/02/2011 13:20
ancora in fase di sperimentazione il nuovo test per diagnosticare in anticipo il cancro al polmone, individuandone in anticipo anche l'aggressivit, messo a punto dai ricercatori dellIstituto Nazionale dei Tumori di Milano che guidano uno studio internazionale. firmato da Gabriella Sozzi e Ugo Pastorino, in collaborazione con la Ohio State University di Columbus, la ricerca pubblicata da Proceedings of the National Academy of Sciences che descrive il nuovo esame che con un semplice prelievo di sangue permette di diagnosticare la presenza di forme aggressive di tumore polmonare sino a due anni prima della Tac spirale, il pi avanzato degli strumenti diagnostici oggi a disposizione. Il test si basa sullanalisi dei microRNA, piccole molecole in circolo nel sangue che, come interruttori, accendono e spengono i nostri geni. Grazie allanalisi di campioni di sangue raccolti da oltre 6mila forti fumatori, monitorati nellarco di cinque anni, i ricercatori hanno dimostrato che tutti coloro che nel corso del periodo hanno sviluppato il tumore del polmone hanno valori alterati di particolari microRNA. Queste alterazioni, inoltre, sono visibili gi prima che la Tac spirale sia in grado di rilevare qualsiasi indizio di tumore. La Tac spirale utilizzata per la diagnosi precoce del tumore polmonare poich ricostruisce il polmone a strati di 1 mm e consente di rilevare noduli millimetrici che possono essere l'espressione di un cancro in una fase precoce. Nel corso del periodo monitorato nei due gruppi sono stati diagnosticati con Tac spirale rispettivamente 38 e 53 casi di tumore del polmone. Nell ambito di questi tumori lo studio ha indentificato due diverse categorie: tumori a buona prognosi con soppravvivenza pari al 100% e tumori piu aggressivi (diagnosticati negli anni piu tardivi dello screening) a prognosi molto sfavorevole. I valori alterati di queste molecole nel sangue erano gia presenti due anni prima che la patologia fosse diagnosticata attraverso la Tac spirale ed erano in grado anche di individuare gli individui che avrebbero sviluppato le forme tumorali piu aggressive. Inoltre, questa tecnica capace anche di valutare, in presenza del tumore polmonare, il grado di aggressivit della malattia: nelle lesioni pi gravi, infatti, i microRNA nel sangue sono alterati in maniera particolare e nelle forme meno aggressive hanno caratteristiche altrettanto precise. Nel corso di queste ricerche - spiega Gabriella Sozzi, responsabile della struttura di Genomica tumorale dellIstituto Nazionale dei Tumori di Milano e uno dei coordinatori della ricerca - ci siamo resi conto che la presenza di alti valori di uno solo di questi microRNA non era sufficiente per segnalare la presenza del tumore: la grande innovazione di questa ricerca, infatti, stata studiare i rapporti tra queste molecole, cio, per esempio, cosa succedeva quando uno di questi aumenta mentre un altro diminuisce o quale significato possa avere laumento combinato di due o pi di essi. Cos siamo riusciti a trovare la firma del tumore. (fonte: ilsole24ore.com)

Prevenzione in farmacia: i risultati sono tangibili 11/02/2011 13:18
Parlare di risparmi indotti dalla prevenzione difficile negarlo suscita sempre un consenso di facciata e uno scetticismo di fondo. Anche a dispetto dei molti studi condotti sul tema, come quello ora pubblicato dal British Medical Journal che, oltretutto, presenta diversi motivi di interesse per il lettore italiano (Improving cardiovascular health at population level: 39 community cluster randomised trial of Cardiovascular Health Awareness Program BMJ 2011; 2011; 342:d442). In primo luogo stato condotto in Canada, Paese il cui servizio sanitario di tipo universalistico, come quelli europei, e che presenta istituti, come il medico di famiglia e il servizio farmaceutico, sovrapponibili a quelli italiani. Inoltre, i farmacisti e le farmacie di comunit vi hanno giocato un ruolo importante. Lo studio si proponeva di valutare leffetto di un programma di educazione sanitaria sui temi della salute cardiovascolare condotto a livello di popolazione. Lintervento prevedeva di raccogliere, in 39 comunit di media dimensione, un gruppo di residenti di et superiore ai 65 anni; 20 di questi gruppi sono stati avviati al programma, gli altri 19 no (gruppo di controllo). Il programma prevedeva la raccolta di misurazioni della pressione arteriosa mediante apparecchi automatici e dei fattori di rischio cardiovascolari cos come riferiti dai partecipanti; questi dati sono poi stati comunicati ai medici di famiglia e ai farmacisti di riferimento. Una volta stabilito il profilo di rischio, i partecipanti hanno seguito nellarco di 10 settimane una serie di lezioni mirate ai fattori di rischio modificabili attraverso lo stile di vita, alladesione alla terapia e agli altri aspetti in cui il paziente pu incidere nella prevenzione della malattia o della ricaduta. Il ruolo dei farmacisti Farmacisti e farmacie sono stati al centro di questo programma, e per diversi aspetti. Il primo che il reclutamento delle persone cui lintervento era rivolto avvenuto principalmente attraverso le farmacie che, oltretutto, sono state la sede delle sessioni educative. Inoltre, il farmacista era il riferimento per tutte le questioni attinenti al farmaco che potevano essere sollevate durante gli incontri, cui partecipava assieme a uninfermiera professionale. I numeri hanno dato ragione a questa scelta: in totale sono stati coinvolti poco meno di 16000 cittadini, e sono state condotte oltre 27.000 valutazioni del rischio cardiovascolare. Anche i risultati del programma sono molto positivi: nellanno successivo alla fine dellintervento nella popolazione over 65 delle comunit in cui si era svolto si osservata una diminuzione del 9%, rispetto allanno precedente, dei ricoveri per infarto, insufficienza cardiaca e ictus. Inoltre, si avuto un aumento delle nuove prescrizioni di antipertensivi, segno che il programma non ha soltanto migliorato laderenza al trattamento di chi era gi in cura, ma servito anche a intercettare ipertesi mai diagnosticati prima. Gli autori dello studio tengono a sottolineare che la riuscita del programma si deve anche alla grande disponibilit dei professionisti chiamati in causa, e in effetti i farmacisti hanno dato unadesione molto alta: hanno dato la disponibilit 129 farmacie su 145 interpellate (89%), un dato superiore a quello dei medici di famiglia, che hanno aderito al 63%. Certamente lo studio ha dei limiti nella sua trasferibilit ad altri contesti, per esempio quello di aver fatto anche uso di volontari addestrati per raccogliere i dati, ma ha anche punti di forza, come il fatto di aver coinvolto le piccole comunit, che sono lo scenario prevalente in paesi come lItalia. Soprattutto, per, dimostra che le campagne rivolte alla popolazione, se escono dallepisodicit delle varie giornate dedicate a questa o quella malattia, possono effettivamente modificare gli indicatori di salute. Maurizio Imperiali (da: quotidianosanita.it)

Tumori: vaccino hpv non convince mamme 30/01/2011 12:13
Il vaccino contro il papilloma virus umano, responsabile del tumore del collo dell'utero, stenta a decollare in Italia. I genitori che dovrebbero far vaccinare le loro figlie adolescenti di 11 anni, spesso non lo fanno per dubbi su efficacia e sicurezza, la poca informazione e il parere spesso incerto del medico. Secondo un'indagine dell'Osservatorio nazionale sulla salute della donna su 1500 mamme con figlie tra gli 11 e 18 anni, il 56% dichiara di non aver ricevuto informazioni specifiche. (fonte: ansa.it)

Tumore cutaneo: la cura in una pianta? 30/01/2011 12:12
Alcuni tumori cutanei potrebbero a breve essere curati con lestratto della linfa dellEufhorbia peplus, una pianta molto comune in Europa, considerata anche infestante! Gli studi sono ancora alle prime fasi, ma gi i dati di una sperimentazione sulluomo sono stati pubblicati sul British Journal of Dermatology. Gli autori, del Queensland Institute of Medical Research in Australia hanno selezionato 36 pazienti affetti da tumori della pelle come il carcinoma a cellule basali ed il carcinoma a cellule squamose. Purtroppo per il momento tale cura non sembra essere utile per il melanoma, ma solo per queste ed altre lesioni neoplastiche della pelle, considerate minori, ma non per questo meno pericolose (data anche la maggiore frequenza con cui si manifestano). Ebbene ai volontari stato applicato localmente per tre giorni consecutivi il farmaco in sperimentazione risultante dalla linfa dellEuforbia: 41 lesioni su 48 sono scomparse in meno di trenta giorni e a distanza di quindici mesi, nel 68% di questi pazienti non cera traccia di recidive. Un risultato fortemente incoraggiante, ma che va testato su un numero pi vasto di volontari, oltre che in un periodo molto pi lungo. Ma quale la particolarit anti-cancerogena di questa pianta? Il principio attivo estratto dalla sua linfa sarebbe in grado di stimolare i neutrofili, che agiscono nel sistema immunitario. Questi, dopo aver individuato le cellule cancerose le distruggerebbero, evitando cos le recidive tumorali. I ricercatori per sottolineano: attenzione a non creare in casa rimedi fai da te. La linfa di questa pianta tossica, pu provocare prurito e bruciori sulla pelle, insomma vere e proprie reazioni cutanee violente. Il farmaco in questione infatti preparato in laboratorio. (fonte: sole24ore.it)

Sigarette elettroniche: s o no? 30/01/2011 12:11
Sostenitori e oppositori. Chi dice che siano un valido aiuto contro il tabagismo e chi sottolinea che non si conoscono gli effetti collaterali. Nello Stato di New York si sta pensando di bandirle. Centinaia di migliaia di fumatori provano ad abbandonare il vizio e falliscono puntualmente a dispetto degli sforzi, dei cerotti di nicotina o della (ormai fuori moda?) forza di volont. Le sigarette elettroniche sono pubblicizzate come lultima frontiera per smettere di fumare. Sono dei bastoncini, caricati a batteria e riempiti con una soluzione con o senza nicotina, riscaldata e inalata come un vapore. Molte sono ricaricabili con miscele che contengono differenti concentrazioni di nicotina ed emanano centinaia di aromi. Non contengono le sostanze cancerogene del tabacco ma potrebbero avere altri rischi per la salute. Chi a favore dice che forniscono un aiuto importante per smettere e danno la sensazione di fumare senza assumere le sostanze cancerogene e chimiche che si trovano nel tabacco. Gli scienziati delluniversit della California, a Berkeley, dicono che il marchingegno pu avere un grande potenziale contro la mortalit e le malattie tabacco-correlate. Poche inchieste indipendenti sulle e-cigarettes Negli Stati Uniti si sta cominciando a discutere se rappresentino una nuova cura miracolosa o una minaccia alla salute pubblica. C chi pensa addirittura che siano soltanto un altro vizio che provoca dipendenza, cos da istigare i bambini a fumare pi precocemente e legalmente. Lo scorso anno, il dottor Edward Langston (Associazione medica americana) ha detto: "Esistono pochissimi dati sulla sicurezza delle sigarette elettroniche e la Food and Drugs Administration ha avvertito che provocano potenzialmente dipendenza, con tanto di tossine dannose. Il fatto che abbiano aromi fruttati e caramellati d loro la potenzialit per attirare nuovi utilizzatori di nicotina, specie tra gli adolescenti". Linda Rosenthal, deputata democratica nello stato di New York, ha presentato una proposta di legge: senza certezze sull'eventuale pericolosit, la ex fumatrice vuole bandire le e-cigarettes a New York. La minaccia ha causato indignazione da parte degli ex fumatori che dicono di essere stati aiutati dalle e-cigarettes. Elaine Keller, vice-presidente della CASAA, unassociazione di consumatori per le alternative anti-fumo, ha sostenuto di aver smesso di fumare grazie alle e-cigarettes. "Non conosco niente di sicuro al 100%. Sicuramente sono pi sicure del fumo ha aggiunto la Keller, libera dal tabagismo dal marzo 2009 dopo aver fumato per 45 anni. Come sostituto delle sigarette, il futuro delle e-cigarettes sar deciso dalla Food and Drugs Administration. Non un compito semplice. La Fda ha provato a classificarle come un prodotto farmaceutico e quindi - come ogni farmaco - con tanto di analisi e ricerche scientifiche. Posizione ribaltata da un giudice federale che ha declassato le sigarette elettroniche a "semplice prodotto a base di tabacco", senza la necessit di particolari test di laboratorio. Una cosa comunque sicura: le e-cigarettes danno fastidio a prescindere dalla loro classificazione. Se considerate medicinale anti-fumo entrano in attrito con le lobby farmaceutiche chiamate a vederserla con un avversario nuovo e economico. Se invece venissero trattate come prodotto a base di tabacco darebbero fastidio al mercato di cerotti anti-fumo e di inalatori (fonte: tgcom.it)

Fumo: GB, in 2050 ultima sigaretta 30/01/2011 12:10
L'ultima sigaretta in Gran Bretagna sara' spenta nel 2050. Lo scrivono gli analisti di Citigroup che in un rapporto considerano anche gli effetti che questo cambiamento portera' nell'industria del tabacco. Secondo il Telegraph ci vorranno dai 30 ai 50 anni per decretare la fine delle 'bionde', visto che il numero dei fumatori sta continuando a calare, mentre parallelamente aumenta la consapevolezza dei rischi legati al tabagismo. Precisa Citigroup: si tratta di 'scenari possibili'. (fonte: ansa.it)

U.E. - Tabagismo e morti. 40% donne e 60% uomini. Studio 30/01/2011 12:10
La mortalita' dovuta al tabacco pesa tra il 40 e il 60% nella differenza di longevita' tra uomini e donne in Europa, secondo uno studio pubblicato oggi in linea dalla rivista specializzata Tobacco Control. I motivi per cui le donne vivono piu' a lungo rispetto agli uomini, soprattutto nei Paesi europei sviluppati, e' uno degli argomenti piu' dibattuti, soprattutto -come sostengono gli autori dello studio- se il tabacco nel passato e' stato riconosciuto come il maggiore fattore di questa differenza. Anche cause biologiche sono evocate, ma il fatto determinante in assoluto e' che le donne fanno piu' spesso ricorso a cure mediche che non gli uomini. L'quipe di Gerry McCartney (Social and Public Health Science Unit, Glasgow, Uk) ha utilizzato i dati 2005 di 30 Paesi europei dell'Organizzazione mondiale della Sanita' (Oms) sui tassi di decessi negli uomini e nelle donne in assoluto, e quelli ascrivibili a tabacco e alcool. Le morti legate al tabacco includono il cancro delle vie respiratorie, gli infarti e gli ictus, nonche' la bronchite cronica ostruttiva. Quelli legati all'alcool includono il cancro della gola e dell'esofago, le malattie croniche del fegato, nonche' psicosi alcolica e atti vi violenza. Il numero di morti maschi varia considerevolmente rispetto ai Paesi studiati. La maggior parte di quelli che presentano questa differenza sono dell'Europa dell'est. Belgio, Spagna, Francia, Finlandia e Portogallo hanno anch'essi questa differenza percentuale. (fonte: droghe.aduc.it)

La Svizzera lancia smokefree, pacchetto di sigarette senza sigarette dentro 30/01/2011 12:08
L'ultima trova degli svizzeri per combatte il tabagismo? Vendere pacchetti di sigarette...senza sigarette ma con cartoncini tipo i biglietti della fortuna dei biscotti cinesi o le frasi d'amore dei baci Perugina. Che ovviamente mettono in guardia il consumatore sui rischi del fumo, suggerisci come smettere e elenca i vantaggi di una vita senza bionde. Ed essendo quella elvetica una societ multientica, e dunque anche multilingue, i messaggi sono scritti in una dozzina di idiomi diversi. Non si fuma dunque ma fa riflettere SmokeFree una finta marca di sigarette lanciata dall'Ufficio federale della sanit pubblica (Ufsp) con tanto di slogan pubblicitario: l'unica sigaretta senza veleno e che non fa male. Il pacchetto del tutto uguale a quello di una qualsiasi marca di sigarette per dimensioni e colori, anche se il nome (smokefree significa libero dal fumo) la foto di una bionda spezzata in due fa gi capire cosa troveremo all'interno. Dentro infatti al posto delle sigarette infatti foglietti arrotolai che una volta aperti contengono trucchi e consigli per una vita senza fumo, e l'elenco dei vantaggi della libert dal vizio. Nel mirino della campagna elvetica pro-disassuefazione c' anche la popolazione immigrata. Il materiale sar infatti disponibile in 11 lingue: non solo tedesco, francese e italiano, ma almeno in parte anche albanese, inglese, portoghese, spagnolo, serbo, croato, bosniaco e turco. La fase iniziale della campagna parte in questi giorni con spot cinematografici in uno dei quali, che fa un po' il verso alla pubblicit di una nota marca americana, si vede un bel giovane correre libero, e con un fiato invidiabile, in mezzo a boschi e foreste. Ci saranno poi inserzioni sulla stampa, manifesti, un sito Internet (www.smokefree.ch) e la circolazione di pacchetti SmokeFree. Parola d'ordine nessuna sigaretta meglio di questa. Nella seconda parte del progetto verranno invece evocati motivi pubblicitari noti, ma reinterpretati in un contesto senza fumo. L'obiettivo rovesciare il falso mito che per anni ha fatto della bionda un simbolo di indipendenza e ribellione: la nuova, vera libert, che fa bene e non nuoce a nessuno, non essere schiavo della sigaretta. Questo il messaggio della campagna che, per la prima volta in Svizzera, utilizza anche spot televisivi accompagnati da sottotitoli per gli audiolesi, da attivare su teletext. Tra il 2001 e il 2009, la percentuale di fumatori elvetici di et compresa tra i 14 e i 65 anni scesa dal 33 al 27 per cento, una quota che secondo l'Ufsp rimane comunque elevata in Europea. Il Consiglio federale ha prolungato di quattro anni il Programma nazionale tabacco, allo scopo di ridurre al di ulteriori quattro punti il tasso dei fumatori residenti in Svizzera. (fonte: ilgiornale.it)

FUMO PROVOCA DANNI ISTANTANEI, EFFETTI CANCEROGENI DOPO 15-30 MINUTI 24/01/2011 16:39
Basta una sigaretta per assimilare sostanze tossiche in grado di innescare mutazioni genetiche allorigine di alcuni tumori. A dimostrarlo uno studio dellUniversit del Minnesota pubblicato dalla rivista Chemical Research in Toxicology. I ricercatori hanno tracciato il percorso degli IPA (idrocarburi policilici aromatici) agenti cancerogeni contenuti nel tabacco, presenti anche negli impianti che bruciano il carbone e nei cibi carbonizzato sui barbecue, e ha scoperto che i danni genetici da essi provocati non impiegano anni o mesi a manifestarsi, ma minuti. A 12 volontari stato chiesto di fumare delle sigarette contenenti un particolare isotopo del fenantrene, uno degli Ipa, pi facile degli altri da tracciare una volta inalato. Lo studio ha dimostrato che il fenantrene forma nel sangue un derivato, il diolo epossido, conosciuto perch provoca mutazioni nel Dna che possono portare al cancro, ma quello che ha sorpreso i ricercatori stato il tempo trascorso tra linalazione e la comparsa del composto, che stato al massimo di 15-30 minuti. E la prima volta che uno studio definisce la via seguita dagli Ipa nel metabolismo scrivono gli autori e questi risultati sono un monito molto severo a chi sta pensando di iniziare a fumare. (fonte: infosalute.info)

Con le sigarette il sonno va in fumo 10/01/2011 12:03
Fanno le ore piccole e, magari, nellinterruzione pubblicitaria di un film in seconda serata o tra un capitolo e laltro di un libro fumano una sigaretta. Sono i gufi, gli individui che tirano tardi la sera ma poi non sopportano le alzatacce. Ebbene, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Addiction, sarebbero proprio loro le persone a maggior rischi di essere - e rimanere a vita - fumatori. Lo studio tra i pi ampi condotti sul tema: 676 coppie di gemelli nate prima del 1958 sono state seguite per trentanni da ricercatori dellUniversit di Helsinki in Finlandia. Il team ha compiuto tre rilevazioni nel 1975, nel 1981 e nel 1990 attraverso le quali ha indagato lattitudine al fumo dei partecipanti e la loro tendenza a essere "gufi" o "allodole" (cio mattinieri). GUFI COL VIZIO - Circa il 30 per cento del campione si dichiarato decisamente mattiniero mentre il 10 per cento decisamente nottambulo. Gli altri dichiaravano una lieve tendenza nelluno o nellaltro verso. Il dato pi interessante emerso dallo studio, per, la percentuale di fumatori nei diversi gruppi. Nella rilevazione del 1975 il 43 per cento dei "gufi" era fumatore contro il 27 per cento delle "allodole". Nel 1991 le percentuali erano scese rispettivamente al 35 e al 21 per cento. Inoltre la differenza tra "gufi" e "allodole" risultava ancora pi spiccata se venivano confrontati gruppi simili per et, abitudine allalcol o tendenza a soffrire di depressione. Per i ricercatori la sfida ora capire il perch di questa relazione. Le ipotesi sono diverse: pu darsi - sostiene il gruppo - che i neurotrasmettitori coinvolti nei meccanismi del piacere siano decisivi nel determinare sia il profilo del "gufo", sia lattitudine al fumo e alle dipendenze in genere. O, pi semplicemente, che il rimanere svegli fino a tarda notte offra maggiori occasioni di fumare. SIGARETTA NEMICA DEL SONNO - Tuttavia, la relazione causale potrebbe essere invertita. Non detto che fare le ore piccole porti necessariamente un individuo a fumare - ha commentato Ulla Broms, prima firmataria dello studio -. Piuttosto probabile che la nicotina, in quanto stimolante, eserciti un ruolo non indifferente su questi soggetti, proprio perch in grado di tenerli svegli nel tempo. Insomma, potrebbero essere le sigarette a far s che un individuo assuma i comportamenti del gufo, e non viceversa. Inoltre, da tempo la ricerca ha dimostrato una relazione tra fumo di sigaretta e una cattiva qualit del sonno. Un recente studio pubblicato sulla rivista Chest, per esempio, ha confrontato 40 fumatori e 40 non fumatori sottoponendoli a polisonnografia, un esame che misura diversi parametri fisiologici durante il sonno, dallattivit del cervello alla qualit della respirazione. Dai test emerso che nei fumatori si registra una minore durata del sonno profondo, quello pi ristoratore. Non stupisce allora che il 22,5 per cento di essi abbia dichiarato ai ricercatori di non sentirsi riposato al risveglio. Una percentuale che scendeva al 5 per cento nei non fumatori. Inoltre, le maggiori differenze nelle caratteristiche del sonno dei due gruppi si registravano nelle prime fasi del sonno, quando gli effetti della nicotina sono pi forti. In genere i fumatori hanno difficolt ad addormentarsi a causa degli effetti stimolanti della nicotina, ha spiegato uno degli autori, Naresh M. Punjabi, della Johns Hopkins University School of Medicine di Baltimora. Nel corso della notte, poi, i livelli di nicotina calano. Ma se questo rende pi agevole addormentarsi - ha aggiunto -, allo stesso tempo lastinenza da nicotina pu contribuire a causare disturbi del sonno. (fonte:corriere.it)

Oltre 600mila morti lanno nel mondo dovuti al fumo passivo 27/11/2010 18:19
Circa una morte su 100 ogni anno nel mondo causata dal fumo passivo, che uccide pi di 600.000 persone ogni anno. Ma il peggio che circa 165.000 di questi decessi sono di bambini. Queste sono le conclusioni di un articolo che comparir in una prossima edizione di The Lancet, scritto da Annette Pruss-Ustun, dellOMS di Ginevra, Svizzera, e colleghi. Lo studio il primo a valutare limpatto globale del fumo cosiddetto di seconda mano. Al fine di assicurare una comparazione consistente, i ricercatori hanno utilizzato i dati del 2004 per la loro analisi, dato che questo lultimo anno ad avere i dati completi dei 192 paesi studiati. Essi hanno stimato sia i decessi che gli anni di vita in buona salute persi (DALY), un conteggio che stima la perdita di giorni di vita confrontandola con la vita attesa degli individui che invece muoiono prematuramente. In tutto il mondo, il 40% dei bambini, il 33% dei maschi non fumatori, e il 35% delle donne non fumatrici sono stati esposti a fumo di seconda mano (il fumo passivo) nel 2004. E stato stimato che tale esposizione abbia causato 379.000 decessi per malattie ischemiche del cuore, 165.000 da infezioni delle basse vie respiratorie, 36.900 per asma, e 21.400 per cancro ai polmoni. In totale il conto fa 603.000 decessi attribuibili al fumo di seconda mano nel 2004, ossia l1% di tutti i decessi in tutto il mondo. Il 47% di morti per fumo di seconda mano si verificato nelle donne, il 28% nei bambini, e il 26% negli uomini. Il numero dei giorni utili (DALY) persi a causa dellesposizione al fumo passivo stato pari a 10,9 milioni , che era di circa 0,7% del totale delle giornate lavorative perse a livello mondialea causa di malattie nel 2004. Il 61% dei giorni persi era attribuibile ai bambini. Gli oneri pi grandi a causa di malattie sono stati causati da infezioni delle basse vie respiratorie nei bambini di et inferiore ai 5 anni (5.939.000/54%), cardiopatia ischemica negli adulti (2.836.000/26%), e asma negli adulti (1.246.000/11%) e bambini (651.000/6%). Mentre i decessi dovuti al fumo passivo nei bambini sono sbilanciati verso paesi a basso o medio reddito, i decessi negli adulti si sono ripartiti tra tutti i paesi. Ad esempio, nei paesi ad alto reddito dellEuropa si sono verificati solo 71 decessi infantili attribuibili a fumo passivo, mentre negli adulti sono avvenuti 35.388 decessi. Invece in tutti i paesi dellAfrica valutati, circa 43.375 decessi dovuti al fumo passivo si sono verificati nei bambini, rispetto ai 9.514 negli adulti. Gli autori dicono: Due terzi di queste morti si verifica in Africa e nel sud dellAsia, dove i bambini sono esposti al fumo passivo in casa. La combinazione di malattie infettive e di tabacco sembra essere letale per i bambini in queste regioni, e questo potrebbe ostacolare gli sforzi per ridurre il tasso di mortalit per la fascia di et pi giovane di 5 anni come richiesto dal 4 Obiettivo di Sviluppo del Millennio. In tutto il mondo, sono i bambini con meno di 5 anni i pi fortemente esposti al fumo passivo, pi di ogni altra fascia det, e non sono in grado di evitare la principale fonte di esposizione soprattutto se i loro parenti stretti fumano in casa. Gli autori fanno notare che lesposizione a fumo in una casa con fumatori sembra simile nella maggior parte delle regioni, anche se pi intensa in Asia e nel Medio Oriente. Inoltre, i bambini sono il gruppo che mostra il maggior danno attribuibile al fumo passivo. Questi due fattori dovrebbero quindi quelli su cui le politiche di prevenzione dovrebbero concentrarsi di pi. Le donne le vittime pi numerose dopo i bambini Un altro dato inquietante per quello che riguarda le morti attribuibili al fumo passivo sono i decessi avvenuti nelle donne. Il numero assoluto di morti pi elevato nelle donne che negli uomini per due motivi principali. In primo luogo, il numero di donne non fumatrici (e quindi suscettibili di essere esposte al fumo passivo per definizione) circa del 60% superiore a quello di maschi non fumatori (considerando che ci sono ancora molti pi fumatori maschi rispetto alle donne). In secondo luogo, in Africa, in alcune parti del continente americano, nel Mediterraneo orientale e sud-est asiatico, le donne hanno almeno il 50% in pi di probabilit di essere esposte al fumo passivo rispetto agli uomini. Bilancio complessivo Queste morti devono essere aggiunte a circa 5,1 milioni di decessi attribuibili al fumo attivo per ottenere leffetto complessivo sia di fumo passivo e attivo. Il fumo, di conseguenza, stato responsabile di pi di 5,7 milioni di morti nel 2004. Nella loro analisi, gli autori hanno dato per scontato che chi fuma non dovrebbe essere soggetto agli effetti del fumo passivo, o comunque che i suoi effetti sono ricompresi in quelli del fumo attivo. Tuttavia, se non fosse cos (questa eventualit non stata dimostrata chiaramente), il numero di decessi dovuti al fumo passivo dovrebbe essere maggiorato di un buon 30% secondo gli autori. Allo stato attuale, solo il 7,4% della popolazione mondiale vive in paesi con leggi antifumo complete allo stato attuale, e lapplicazione di queste leggi severa in solo poche di tali giurisdizioni (come in Italia, uno dei paesi con le leggi pi avanzate e rispettate, soprattutto nei luoghi pubblici). In tali paesi, la ricerca ha dimostrato che queste leggi riducono lesposizione al fumo passivo in ambienti ad alto rischio, come bar e ristoranti, del 90%, e in generale del 60%. Oltre alla protezione che offrono ai non fumatori, le politiche antifumo riducono il consumo di sigarette tra i fumatori, aumentando i tassi di successo dei tentativi di coloro che vogliono smettere. Gli autori concludono che occorrerebbe estendere il divieto di fumo allinterno di locali chiusi anche alle abitazioni civili, oltre che adottare programmi e strategie educative complementari per ridurre lesposizione al fumo passivo in casa, un luogo particolarmente difficile da controllare da parte delle autorit e facilmente un luogo in cui si scelde a pericolosi compromessi tra fumatori e non fumatori, per chiare ragioni di buona convivenza. In un commento alla ricerca, il dottor Heather L. Wipfli e il dottor Jonathan M. Samet del Dipartimento di Medicina Preventiva dellUniversit della California, Los Angeles hanno dichiarato: Non ci pu essere alcun dubbio che il 1,2 miliardi di fumatori nel mondo stanno esponendo miliardi dei non fumatori al fumo passivo, un inquinante che provoca malattie come poche fonti di inquinamento possono dare. Quando ci troviamo di fronte ad inquinanti di ambienti interni, come abitazioni, uffici e luoghi pubblici al chiuso, spesso difficile eliminare la causa. Ma per il fumo, una questione di divieti che vanno fatti rispettare, e i benefici sarebbero sostanziali, come mostrato da questa nuova ricerca. (fonte: gaianews.it)

Silenziare un gene per aiutare le terapie antitumorali 13/11/2010 14:35
Sul Journal of Biological Chemistry stata pubblicata una ricerca che ha trovato una molecola in grado di disattivare il gene responsabile della sopravvivenza del tumore al livello epatico. La molecola, chiamata Llll12 dai ricercatori della Ohio State University, riesce a silenziare il gene Stat3 che di solito produce una proteina che protegge dalle terapie le cellule tumorali del fegato. Gli studiosi hanno spiegato che nel caso riuscissero a ricavarne un vero e proprio farmaco, si potrebbero avere nuove speranze anche per la cura di altre forme di cancro. (fonte: molecularlab.it)

Cancro ai polmoni: alterazione genetica per i non fumatori 13/11/2010 14:34
Una nuova ricerca sul tumore ai polmoni, uno dei mali pi diffusi della nostra epoca, suggerisce che la forma di cancro che colpisce i fumatori sia differente da quella che affligge i non fumatori. Gli scienziati di Vancouver hanno sottoposto ad analisi pazienti colpiti da tumore ai polmoni ed hanno notato che i non fumatori hanno alterazioni genetiche che non sono invece presenti nei fumatori. Il tumore ai polmoni compare nei non fumatori in pi giovane et, pi frequente nelle donne ed legato spesso alladenocarcinoma, il pi diffuso tipo di cancro, e a mutazioni nei geni che regolano la crescita della pelle. Questo ultimo dato porta a dedurre che il tumore polmonare dei non fumatori abbia altri meccanismi rispetto a quello di chi consuma tabacco: tutto ci potrebbe aprire la via alla differenziazione delle terapie di cura e alla diagnosi precoce anche per chi non fuma. Uno dei fattori di incidenza della mortalit per carcinoma polmonare infatti la ritardata diagnosi, che frequente nei non fumatori. (fonte: benesseresalute.net)

Identificato il gene che fa crescere i tumori 13/11/2010 14:31
Si chiama FOXM1 e sarebbe lui il gene responsabile della crescita incontrollata delle cellule tumorali. Lo ha identificato un gruppo di ricercatori della Barts and The London School of Medicine and Dentistry che ne ha dato notizia in un articolo pubblicato dalla rivista Cancer Research. Gli studiosi avrebbero capito qual' il gene responsabile della nascita e dello sviluppo dei tumori umani. Il gene in questione, FOXM1, non fa altro che sfruttare la propriet intrinseca di auto-rinnovamento delle cellule staminali causando l'eccessiva proliferazione delle cellule. I ricercatori inglese non hanno usato cavie animali per il loro test ma hanno lavorato direttamente sulle cellule umane, utilizzando colture cellulari tridimensionali. La coltura tridimensionale permette proprio di imitare la rigenerazione dei tessuti umani in laboratorio. Le cellule staminali umane adulte di partenza sono state isolate dai tessuti della bocca. I ricercatori hanno dimostrato che le cellule staminali normali ingegnerizzate in laboratorio per esprimere livelli normali del gene FOXM1, non hanno innescato la crescita eccessiva delle cellule all'interno di un sistema 3D di coltura dei tessuti, mentre quando le cellule sono state ingegnerizzate per produrre livelli anormali, maggiorati, del gene FOXM1 questi livelli hanno portato alla crescita incontrollata dei tessuti in coltura. Quindi, quando il gene in questione viene over-espresso, si determina una condizione conosciuta con il nome di iperplasia, il processo biologico progressivo che porta alla crescita del volume di un organo o di un tessuto per aumento del numero delle cellule che lo costituiscono. Secondo i ricercatori della Barts and The London School of Medicine and Dentistry, questo step potrebbe essere il primo di una serie di eventi molecolari anormali che portano alla formazione del cancro. Quindi andando ad intervenire su un gene coinvolto negli stadi iniziali della formazione di un tumore si potrebbe interferire con tutto il processo. Tra i propositi degli studiosi, autori di questa scoperta, quello di sviluppare dei nuovi test per la diagnosi precoce del cancro e anche quello di pensare e mettere a punto nuovi trattamenti che impediscano o blocchino la diffusione e la crescita delle cellule tumorali. Ci proponiamo di tradurre le nostre scoperte in test molecolari diagnostici clinicamente utili per rilevare la crescita del cancro nelle fasi iniziali - ha spiegato il Dr Muy-Teck Teh, autore dello studio - per comprendere l'origine dello sviluppo del cancro e per la ricerca di efficaci farmaci anti-tumorali che bloccano il cancro nella sua primissima fase di sviluppo. La ricerca stata effettuata grazie al co-finanziamento della Barts and The London School of Medicine and Dentistry, della Queen Mary University of London e del Norwegian Research Council. (fonte: italiasalute.leonardo.it)

Usa, campagna choc contro il fumo: le foto dei cadaveri sui pacchetti delle sigarette 13/11/2010 14:30
Il fumo fa male: ed il messaggio deve essere inequivocabile. Lo hanno pensato, evidentemente, le autorit del dipartimento della Salute e dalla Food and Drug Administration che hanno promosso lultima campagna informativa senza mezzi termni. Cadaveri, malati di cancro, radiografie di polmoni devastati: sono alcune delle immagini che dovrebbero comparire su almeno met dei pacchetti di sigarette venduti in America. Il tabacco, secondo le statistiche, infatti responsabile di circa oltre 400mila decessi allanno negli Stati Uniti. Entro giugno, lagenzia selezioner le foto. Per adeguarsi alle nuove direttive, poi, i produttori di sigarette avranno al massimo 15 mesi. (fonte: blitzquotidiano.it)

Cancro al polmone, italiane incoscienti Solo tre su cento si sentono a rischio 14/10/2010 21:27
Superficiali, incoscienti, sprezzanti del pericolo. Le donne italiane, solitamente attente e informate quando si parla di salute, abitualmente disponibili a sottoporsi agli screening per le principali forme di tumore, appaiono invece impreparate di fronte al cancro al polmone. Non a caso, forse, il numero di decessi femminili per questa patologia in costante aumento negli ultimi anni, proporzionalmente allaumento del numero di fumatrici. A scattare una fotografia sul livello di consapevolezza e prevenzione in fatto di carcinoma polmonare una ricerca dellOsservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da, realizzata grazie al sostegno di AstraZeneca), presentata a Roma in occasione del mese di sensibilizzazione mondiale su questa patologia proclamato per novembre dalla Global Lung Cancer Coalition. DONNE SEMPRE PI IN PERICOLO - I numeri non lasciano dubbi. Solo fino a pochi anni fa il tumore polmonare era prevalentemente maschile: per ogni 5 maschi ammalati cera una femmina. Oggi questa relazione dimezzata e fra i circa 35mila nuovi casi diagnosticati ogni anno in Italia si registra una progressiva riduzione negli uomini e un costante incremento nelle donne. Ma secondo lindagine condotta da O.N.Da su un campione di 600 connazionali fra i 25 e i 60 anni distribuiti su tutto il territorio nazionale, le italiane sottovalutano, quando non ignorano, questa forma di cancro. Sebbene il 32 per cento delle intervistate sappia che negli ultimi anni i decessi sono aumentati proprio fra le donne (fumatrici o meno), solo il sette per cento lo ritiene davvero pericoloso ed consapevole che oggi il carcinoma polmonare il secondo big-killer tra le neoplasie, dopo quello della mammella e dellutero. Il resto lo associa una percezione di rischio medio-bassa. E se le ultime ricerche dimostrano che le donne sono geneticamente pi in pericolo rispetto agli uomini, forse le italiane non lo sanno, visto che solo il tre per cento si sente minacciata. Come confermato dai dati di questo studio - spiega Silvia Novello, pneumologo dellUnit di oncologia toracica allospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano (Torino) e presidente di Walce (Women Against Lung Cancer in Europe) -, la sensazione generale che le donne siano pi spaventate da altri tipi di cancro, mammella o utero, non rendendosi conto che il tumore del polmone colpisce il 26,6 per cento delle femmine contro il 19,9 per cento dei maschi. E che ladenocarcinoma negli ultimi anni ha registrato un aumento del 21,6 per cento dei casi fra le prime e solo del 9,6 negli uomini. LA MALATTIA (NON SOLO) DEI FUMATORI - Oggi, inoltre, si ha conferma che le donne sono geneticamente pi predisposte degli uomini a sviluppare il tumore del polmone, siano esse fumatrici o meno - precisa Silvia Novello -. Sono loro infatti a contrarlo con maggiore facilit per una diversa capacit femminile di riparare il Dna danneggiato. Secondo le statistiche, poi, le donne si ammalano prima: nel 23,3 per cento dei casi hanno meno di 50 anni allesordio della malattia, che invece compare dopo i 50 nella stragrande maggioranza (il 78 per cento) dei maschi. Il tumore al polmone - spiega Armando Santoro, responsabile del Dipartimento di oncologia medica ed ematologia dellHumanitas di Milano - causa di circa 35-40mila decessi ogni anno nel nostro Paese. E se si aggiungono altre cause di morte per fumo, quali malattie cardiovascolari e respiratorie, arriviamo a superare gli 80mila decessi annui. Eppure il carcinoma polmonare citato come il tumore pi rischioso per la propria salute solo dal 13 per cento degli intervistati. Colpa, molto probabilmente, del fatto sia percepito come una malattia tipica del fumatore. Cos, chi non fa uso di tabacco non si sente toccato dal problema e assume un comportamento dindifferenza e disinteresse - commenta Francesca Merzagora, presidente di O.N.Da -. E chi fuma si sente razionalmente esposto, ma mette in atto un atteggiamento emotivo difensivo e distaccato. SMETTE CHI HA VISSUTO IL CANCRO DA VICINO - Ma se vero che anche solo la sigaretta occasionale e il fumo passivo possono creare danni potenzialmente seri al Dna delle cellule nelle vie respiratorie, accade sempre pi spesso (circa il 15-20 per cento dei nuovi casi annui) di ritrovarsi con una diagnosi di cancro ai polmoni senza aver mai toccato neppure una sigaretta o quasi. Un fatto appare comunque certo e ben chiaro agli intervistati: il tabacco va evitato. Per solo un ex fumatore su cinque dichiara daver smesso perch preoccupato per la salute, mentre le ragioni che inducono a eliminare le sigarette sono principalmente legate alla famiglia e alla presenza di figli (il fumo vissuto come elemento di "disagio" familiare pi che come un rischio per se stessi) o al fatto daver avuto un caso di tumore polmonare nella cerchia dei parenti. Infine, dallanalisi emerge che la consapevolezza della patologia e ladesione al concetto di prevenzione aumentano al crescere dellesperienza diretta della patologia, della percezione di rischio personale e del senso di responsabilit per la famiglia. Insomma, ancora troppi italiani vivono nellinfinito rinvio del "domani smetto" e si decidono a spegnere davvero la sigaretta solo dopo essersi scottati. (fonte: corriere.it)

Sigarette: non esiste la modica quantit 11/10/2010 09:08
Cattive notizie per chi crede nellinnocenza della sigaretta occasionale: anche un tiro di tanto arreca danni potenzialmente seri al Dna delle cellule nelle vie respiratorie. Lo stesso vale per il fumo di seconda mano. Dunque, lunico livello sicuro di esposizione al fumo di sigaretta zero. LO STUDIO Il fumo, anche alle pi basse concentrazioni rilevabili, ha effetti diretti sul funzionamento dei geni che regolano lattivit delle cellule di gola, bronchi, polmoni. E la conclusione del lavoro di un gruppo di ricercatori americani afferenti alla Cornell University e al Presbyterian Hospital/Weill Cornell Medical Center di New York. Esaminando 121 persone, fra non fumatori, fumatori moderati e forti fumatori, gli studiosi hanno rilevato che alcuni geni, particolarmente sensibili al fumo di tabacco, mostravano funzioni alterate anche in chi fumava poco. Leffetto genetico molto pi lieve rispetto ai fumatori regolari, ma ci non significa che non ci siano conseguenze sulla salute - scrivono gli autori sullAmerican Journal of Respiratory and Critical Care Medicine -. Le funzioni alterate di quei geni altro non sono se non i primi segni di malattia biologica nel polmone o nellindividuo. COME IL CANARINO IN MINIERA - I ricercatori hanno confrontando i livelli di nicotina e di un suo metabolita, la cotinina, nelle urine di partecipanti, e hanno sequenziato lintero genoma di ciascun partecipante a caccia di geni alterati. Nessun livello di nicotina o cotinina appariva slegato da una qualche anomalia genetica. Ronald Crystal, primo autore della ricerca, ha paragonato questi cambiamenti genetici al canarino in una miniera di carbone, poich come lanimaletto che serviva ai minatori nelle gallerie per rilevare eventuali gas pericolosi, avvertono della presenza di malattie potenzialmente letali. Ma il canarino cinguetta per i pazienti poco esposti e strilla per i fumatori abituali conclude Crystal, augurandosi che queste informazioni vadano a sostegno dei divieti di fumo nei luoghi pubblici, dove i non fumatori e i lavoratori delle aziende dove si fuma, sono a rischio di future malattie respiratorie, fra cui i tumori del polmone e la Bpco (broncopneumopatia cronica ostruttiva). (fonte: corriere.it)

Test del DNA per diagnosticare i tumori 30/09/2010 22:38
Un test molecolare per la diagnosi oggettiva dei tumori stato messo a punto da un gruppo di ricerca italiano. La sperimentazione punta ad offrire agli oncologi uno strumento in grado di ottimizzare i tempi della diagnosi per combattere meglio lo sviluppo della neoplasia. Durante la prima fase sono stati analizzati al computer, ricorrendo ad apposite banche dati, i profili di espressione di tutti i geni umani in diversi tessuti normali e tumorali. Per profilo di espressione si intende linsieme dei geni attivamente tradotti in proteine, una sorta di impronta digitale della cellula che consente di determinare il tessuto di appartenenza e, come dimostra lo studio, di distinguere tra le cellule sane e quelle vittime di degenerazioni patologiche, ad esempio cancerose, spiega Graziano Pesole, direttore dellIstituto di biomembrane e bioenergetica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibbe-Cnr) e professore presso lUniversit di Bari. In particolare ci siamo concentrati sullanalisi dello splicing alternativo, un meccanismo di maturazione dellRna che interessa oltre il 90% dei nostri geni e che consente, tramite un processo di taglia e cuci, di ampliarne il potenziale di espressione, ottenendo pi proteine da uno stesso gene. La comparazione dei diversi profili di espressione, in parte prodotti dallo splicing alternativo, ha consentito di identificare proteine biomarcatori, indicative di una condizione tumorale. Durante la seconda fase dello studio lattendibilit dei biomarcatori stata confermata in vivo su pazienti affetti da glioblastoma, unaggressiva forma di cancro al cervello. I risultati di questa ricerca pongono i presupposti per una diagnosi semplice, accurata e veloce dei tumori e per la messa a punto di terapie personalizzate ed efficaci, sottolinea il direttore dellIbbe-Cnr. Le piattaforme di sequenziamento di nuova generazione, una delle quali recentemente messa in esercizio presso lItb-Cnr di Bari, consentiranno infatti di identificare in tempi e costi contenuti biomarcatori, che renderanno possibile la diagnosi delle diverse forme tumorali e costituiranno il bersaglio di nuovi farmaci, in grado di riconoscerli ed eradicare selettivamente le cellule neoplastiche, nelle quali sono espressi. I risultati dello studio cui oltre allIbbe-Cnr hanno partecipato ricercatori dellIstituto di tecnologie biomediche (Itb) del Cnr di Bari, dellUniversit di Milano e della Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista internazionale Molecular Cancer. Puoi fare una domanda agli specialisti del forum e iscriverti alla newsletter, riceverai ogni settimana le notizie pi importanti per la tua salute. (fonte: italiasalute.it)

Nuovi markers per scovare tumori aggressivi 30/09/2010 22:37
Una volta implementato nella pratica clinica il nuovo test su campioni di sangue, si potrebbe arrivare alla diagnosi precoce e a un pi efficace trattamento terapeutico Utilizzando una nuova tecnica proteomica basata su aptameri, i ricercatori della societ Somalogic Inc guidati da Rachel Ostroff hanno individuato alcuni marcatori biologici per due forme neoplastiche molto aggressive, il tumore del pancreas e il mesotelioma, nelle loro fasi iniziali di sviluppo. Questa tecnologia, una volta implementata nella pratica clinica, permetterebbe una diagnosi precoce e consentirebbe una pi agevole ricerca dei possibili target terapeutici. Attualmente queste forme tumorali vengono rivelate in uno stadio avanzato, quando le possibilit di cura sono minime, ha spiegato Ostroff nel corso dellAACR International Conference on Molecular Diagnostics in Cancer Therapeutic Development. La loro individuazione in una fase iniziale una premessa fondamentale per avere un trattamento precoce in grado di aumentare sia la sopravvivenza sia la qualit della vita dei pazienti. Scoperti circa 20 anni fa, gli aptameri sono acidi nucleici che si legano a specifiche proteine. La ricerca di SomaLogic ha sviluppato negli anni una nuova generazione di aptameri denominati SOMAmers (Slow Off-rate Modified Aptamers) caratterizzati da unaffinit e una specificit superiori alla norma. I SOMAmers permettono lidentificazione e la quantificazione simultanea di proteine target in campioni biologici complessi. Nel corso di questultimo studio, lobiettivo era di determinare se la tecnologia proteomica potesse permettere didentificare biomarcatori ematici per tumori pancreatici o mesoteliomi tumori del polmone dovuti allesposizione allasbesto che causano ogni anno 15.000-20.000 vittime nel mondo in soggetti con diagnosi di cancro ma non ancora trattati. I soggetti compresi nel gruppo di controllo avevano invece patologie benigne con sintomi simili (pancreatiti o fibrosi polmonari). Grazie alle analisi dei campioni di sangue, per entrambi i tumori i ricercatori hanno scoperto biomarker che costituiscono una firma di alta accuratezza diagnostica. Gli stessi parametri hanno dimostrato anche unalta specificit, ovvero un basso rischio di falsi positivi al test. Gli studi di validazione della metodica sono tuttora in corso ma speriamo che presto si traducano in vantaggi tangibili per i pazienti, ha concluso Ostroff. (fonte: liquidarea.com)

Il tumore della pelle (melanoma) si curer potenziando le difese 30/09/2010 22:35
I principali tipi di tumore della pelle sono tre: il carconoma basocellulare, quello spinocellulare e il melanoma. Dalle cellule epiteliali hanno origine i carcinomi basocellulari e quelli spinocellulari, mentre dai melanociti si sviluppano il melanoma. La prognosi dei due tipi di tumore molto diversa, i primi crescono molto lentamente, e di rado danno luogo a metastasi, molto raramente sono mortali. Il melanoma, invece, la forma pi grave dei tumori della pelle, ed particolarmente pericoloso perch rispetto ad altri tumori cutanei pu dar luogo con maggiore frequenza a metastasi. Lo sviluppo del melanoma molto complesso, i fattori di rischio si conoscono solo parzialmente, alcuni sono strattemente legati alla persona: nel 10% dei casi si tratta di una predisposizione familiare; la presenza di lentiggini o di nei, soprattutto se sono grossi, dai bordi irregolari, di forma e colore variabile o in gran quantit (pi di 50); occhi, capelli e pelle chiara, queste persone generalmente durante esposizioni solari intense si scottano con facilit, ma non si abbronzano. Il legame tra l esposizione ai raggi solari e l insorgenza del tumore della pelle meno forte rispetto agli altri tumori. Un arma in pi contro il melanoma, un tumore che colpisce la pelle, potrebbe essere rappresentata dalla bioterapia. Si tratta di una cura che agisce potenziando il sistema di difesa naturale dell organismo del malato. Lo studio sul melanoma, presentato in questi giorni a Milano, sar condotto dal Network italiano per la bioterapia dei tumori (Nibit) e valuter l azione combinata dell antiocorpo monoclonale) molecola biologica che scova le cellule tumorali) ipilimumab e di un farmaco chemioterapico standard, la fotemustina. Sinora l efficacia dell ipilimumab in monoterapia (cura con un unico farmaco) ha dato esiti positivi sul tumore al polmone e alla prostata. L obiettivo della bioterapia favorire una forte reazione di difesa contro il melanoma, senza distruggere direttamente le cellule malate. (fonte: mondobenessereblog.com)

Tumore al seno, aumentano i casi. Visite gratuite per la prevenzione a ottobre 30/09/2010 22:34
In Italia lincidenza del tumore al seno in aumento, e si prevede che nel 2010 i nuovi casi nel nostro paese saranno 42mila, molti dei quali guaribili con unadeguata prevenzione. Il dato stato presentato in occasione del lancio della campagna organizzata dalla Lega Italiana per la lotta ai tumori (Lilt), che per il mese di ottobre mette a disposizione i suoi ambulatori per visite diagnostiche gratuite. La campagna, simboleggiata anche questanno da un nastro rosa, giunta alla diciassettesima edizione, e vede come testimonial la giornalista e conduttrice tv Francesca Senette. Per prenotare le visite e sapere quale dei 390 ambulatori pi vicino lassociazione mette a disposizione il numero verde 800-998877, e i siti www.nastrorosa.it e www.lilt.it, dove saranno pubblicati anche gli eventi organizzati nelle citt italiane. Anche se lincidenza aumenta c un calo costante della mortalit ha affermato Francesco Schittulli, presidente della Lilt e lanticipazione diagnostica oggi larma vincente contro questa malattia. Lobiettivo deve essere la mortalit zero, perch sconfiggere la malattia possibile. Fra le varie iniziative previste per la campagna, organizzata con il contributo di Estee Lauder Companies, torna anche lilluminazione di rosa di alcuni monumenti in tutto il mondo, di cui lItalia detiene il primato: nel nostro paese sono circa 50 i comuni che hanno aderito. Lo scorso anno la campagna ha avuto un grande successo afferma Schittulli abbiamo avuto pi di 10mila chiamate al numero verde, e i nostri ambulatori hanno visitato oltre 140mila donne. (fonte: blitzquotidiano.it)

Tumore al seno: fumo e recettori nicotinici in esubero con conseguenti neoplasie 31/08/2010 10:31
Nelle cellule cancerose risultano notevolmente sovraespressi i recettori nicotinici nAChR, e in misura ancora maggiore nelle cellule di tumori in fase avanzata. ben noto come lassunzione di nicotina porti al fenomeno della dipendenza da questa sostanza in virt del legame che instaura con il recettore dellacetilcolina (nAchR). Tale legame in grado anche promuovere linsorgenza del tumore del seno, come mostra una ricerca pubblicata online sul Journal of the National Cancer Institute. Il fumo di sigaretta stato riconosciuto come fattore di rischio per unampia gamma di neoplasie, e in particolare per il tumore della mammella; tuttavia finora erano state tirati in causa componenti diversi del tabacco. Per determinare leffetto di promozione della carcinogenesi della nicotina, Yuan-Soon Ho, ricercatore della Taipei Medical University, e colleghi hanno analizzato 276 campioni di tessuto tumorale per verificare se sottounit del recettore nicotinico nAChR fossero sovra-espresse nelle cellule di tumore del seno rispetto a quelle normali circostanti. I ricercatori hanno trovato come nelle cellule di tumore della mammella fossero notevolmente sovra-espresse le subunit alfa-9 dellnAChR (α9-nAchR), e che tale espressione risultava relativamente pi alta nei tumori in fase avanzata rispetto a quelli in fase iniziale. Negli esperimenti di laboratorio si riscontrato inoltre come con la riduzione dei livelli di α9-nAchR risulti inibita la crescita tumorale, mentre il loro incremento o il trattamento delle cellule tumorali con nicotina promuova lo sviluppo di caratteristiche cancerose. Secondo il commento degli autori: I risultati implicano che i segnali cancerogeni mediati da recettore rivestono un ruolo decisivo nelle funzioni biologiche collegate allo sviluppo del tumore della mammella nellessere umano. (fonte: liquidarea.com)

Tumore al seno: scoperto interruttore molecolare della forma aggressiva 31/08/2010 10:30
Scoperto un gene responsabile delle metastasi originate dal cancro al seno HER2 positivo, una delle forme pi aggressive del carcinoma mammario: lo studio, effettuato dai ricercatori del Breakthrough Breast Cancer Research Unit dellUniversit di Edimburgo e pubblicato sul British Journal of Cancer, mette in evidenza il ruolo chiave del gene, una sorta di interruttore molecolare che, se attivo, sarebbe responsabile della diffusione del cancro ad altri organi. Secondo quanto affermato dai ricercatori, farmaci in grado di inibirne il funzionamento, arrestando lo sviluppo delle metastasi, sarebbero gi in cantiere. una donna su cinque con cancro al seno a soffrire della forma aggressiva della malattia, nota anche come HER2 positivo (Human Epidermal growth factor Receptor 2). Come per tutti i tumori, la chiave per combatterli nel comprendere come si formano e come si sviluppano spiega Elad Katz, che ha guidato lo studio -. Identificare il ruolo chiave di questo gene nella diffusione di questo tipo di tumore al seno una scoperta significativa. Anche se siamo ancora alla fase iniziale, sappiamo che c la reale possibilit di un nuovo trattamento per le donne con carcinoma mammario HER2 positivo. Lobiettivo, adesso, realizzare un farmaco in grado di bloccare lazione del gene: Questo studio rappresenta un importante sviluppo perch ora conosciamo uno dei principali fattori che danno vita alle metastasi di questo tipo di cancro spiega David Harrison, direttore del Breakthrough Breast Cancer Research Unit dellUniversit di Edimburgo -. emozionante sapere che c un farmaco che potrebbe fermare questo processo. (ASCA) (fonte: liquidarea.com)

Cancro alla prostata, presa la cellula madre che lo genera 05/08/2010 07:56
Catturate le sfuggenti cellule madre del cancro alla prostata, ovvero le cellule responsabili di questo tumore e dalle quali il cancro ha inizio. Ci stato possibile grazie ad un originale esperimento che ha portato anche alla creazione di un tumore umano partendo da cellule sane. Annunciata sulla rivista Science, la scoperta importante perch queste staminali del cancro potrebbero divenire un risolutivo bersaglio terapeutico e portare allindividuazione di nuovi marcatori per migliorare la diagnosi e mettere a punto test predittivi della gravita della malattia nel singolo paziente. Le staminali colpevoli, trovate da un team della Universit di Los Angeles, si chiamano cellule basali, ha spiegato Owen Witte, coordinatore dello studio. Si tratta di una scoperta importante, ha commentato il lavoro Ruggero De Maria, Dirigente di ricerca dellIstituto Superiore di Sanit, che fa un po di luce sulle cellule alla base di questo tumore maschile, davvero difficili da isolare in modo certo. Inoltre la procedura con cui stato ottenuto questo risultato, ha aggiunto De Maria, con un lavoro semplice e pulito, consente anche di mettere a disposizione della comunit scientifica nuove cellule su cui studiare il tumore, non prese dai pazienti ma prodotte direttamente in provetta. Da quando si compreso che alla base dei tumori ce un manipolo di poche cellule staminali impazzite che generano lintera massa tumorale, partita una caccia grossa a livello mondiale per lisolamento delle staminali per ciascuna neoplasia. Il punto che, trovandole, si possono colpire direttamente le staminali e quindi eradicare il cancro alla radice, risolvendo anche quei casi di tumore che sono farmaco-resistenti. Ma non sempre facile isolare le staminali del cancro, come nel caso del tumore alla prostata, uno tra i piu frequenti tumori maschili con circa 23 mila nuovi casi ogni anno in Italia. Per la verit ha precisato De Maria sono stati pubblicati vari lavori sul conto delle staminali del cancro alla prostata, tra cui uno su Nature meno di un anno fa da Michael Shen della Columbia University, che pero individuava come staminali del cancro un altro tipo di cellule . I ricercatori hanno preso diverse popolazioni di cellule dalla prostata di volontari sani e poi hanno inserito in ciascuna gli interruttori del cancro, ovvero gli oncogeni legati al tumore alla prostata. Infine hanno inoculato i differenti gruppi di cellule in vari topolini osservando che solo le staminali basali, modificate con i geni del cancro, hanno innescato un tumore nelle cavie, ma non le altre cellule. Si tratta di una buona procedura che anche noi, insieme al gruppo di Giorgio Stassi delluniversit di Palermo, stiamo utilizzando per studiare le staminali del cancro alla tiroide, ha detto De Maria. (fonte: blitzquotidiano.it)

Chiudere le dighe e rafforzare gli argini Ecco la nuova strategia contro il cancro 05/08/2010 07:54
L'angiogenesi non pi un mistero. Che questo processo che porta alla formazione di nuovi vasi sanguigni sia una fase cruciale dello sviluppo di un tumore ormai un fatto noto non soltanto a medici e ricercatori, ma anche a molti pazienti e familiari che toccati dalla malattia hanno deciso di capirne qualcosa di pi. Ora, uno studio italiano pubblicato sulla rivista Developmental Cell individua uno dei meccanismi responsabili delle anomalie e dellalterata organizzazione del sistema vascolare tumorale. La scoperta, realizzata da un team di ricerca dell'Ifom (Istituto FIRC di Oncologia Molecolare), apre la strada a nuove strategie terapeutiche che potrebbero affiancare e potenziare lazione dei farmaci antiangiogenetici utilizzati finora. LE AUTOSTRADE DEL TUMORE - Ecco, in breve, come funziona langiogenesi. La massa tumorale molto presto comincia a stimolare nuove strutture vascolari, a partire da quelle dellorganismo ospite, per rifornirsi cos di ossigeno e di nutrienti. Inoltre, una volta che il sistema vascolare del tumore si organizzato, le cellule cancerose utilizzano i vasi come autostrade attraverso le quali immettersi nel flusso sanguigno e dare inizio al viaggio che le disseminer in giro per il corpo, dando origine nei diversi organi alle metastasi. Per queste ragioni negli anni si sviluppata una precisa strategia di attacco: interferire con la formazione dei vasi nel tumore per inibire da un lato la sua crescita e dallaltro la formazione di metastasi. Tuttavia questa strategia seppur efficace non ha dimostrato di essere ancora risolutiva. VASI SANGUIGNI COME I FIUMI - Quello che diversi studi hanno dimostrato di recente che bisogna guardare non soltanto alla quantit ma anche alla qualit dei vasi che si formano allinterno del tumore spiega Elisabetta Dejana, responsabile del programma di ricerca di angiogenesi dellIfom. Nel momento in cui i nuovi vasi penetrano nel tumore, infatti, questi cambiano le loro normali caratteristiche: diventano molto irregolari e non si distinguono chiaramente le arterie dalle vene. Si tratta di vasi molto fragili e permeabili, che possono facilmente dare origine a emorragie o permettono la fuoriuscita di liquidi che si accumulano nel tessuto tumorale provocando gonfiori e compressioni. In queste circostanze il flusso sanguigno risulta alterato, si creano zone di necrosi e il trasporto e la diffusione dei farmaci chemioterapici allinterno della massa tumorale fortemente ostacolato. Se si pensa a un fiume - continua Dejana - quando gli argini sono ben costruiti, alti e fortificati difficile che avvengano esondazioni e l'irrigazione dei terreni avviene correttamente. Quando invece gli argini sono deboli e discontinui, le acque del fiume possono straripare, lirrigazione alterata ed pi facile accedere al suo alveo dallesterno. Allo stesso modo, i vasi irregolari e altamente permeabili presenti nei tumori non solo sono emorragici, ma offrono una resistenza molto bassa allentrata in circolo delle cellule cancerose e alla loro disseminazione. IL NUOVO STUDIO - Fino a oggi non era chiaro chi fossero tutti i responsabili di unorganizzazione cos anomala delle strutture vascolari tumorali, ma la nuova scoperta realizzata dal team Ifom rappresenta un passo significativo per inquadrare nel mirino alcuni colpevoli. Abbiamo individuato una particolare famiglia di proteine, le Wnt, che controlla la formazione dei nuovi vasi sanguigni - chiarisce Monica Corada, primo autore dello studio e ricercatrice Ifom -. Quando questi attori del processo di vascolarizzazione non agiscono in maniera controllata i vasi che si originano sono anomali e molto pi fragili. Ora, finalmente, abbiamo precisi bersagli terapeutici con cui interferire per regolarizzare la vascolatura. Le terapie che bloccano la vascolarizzazione del tumore restano ovviamente valide, ma - secondo i ricercatori - pu essere rilevante, soprattutto quando il tumore in fase avanzata, anche stabilizzare e normalizzare i vasi per favorire una migliore diffusione dei farmaci allinterno della massa tumorale e contribuire a prevenire o fermare le metastasi. Lobiettivo, insomma, arrivare a identificare la combinazione ideale di diversi trattamenti cos da intervenire in maniera sempre pi mirata e specifica sui diversi tipi di cancro a seconda delle loro caratteristiche e del loro stadio di progressione. (fonte: corriere.it)

Caff, una prevenzione anche contro il tumore di cavo orale e faringe 03/07/2010 10:48
E il risultato di una ricerca coordinata dalla dott.ssa Carlotta Galeone dellIstituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e dellUniversit di Milano in cui stato analizzato il legame tra caff e rischio di cancro al cavo orale, un argomento su cui nessuno studio passato era mai riuscito a raggiungere risultati univoci. Le conclusioni dellindagine italiana sono invece piuttosto chiare: consumale 4 tazze di caff al giorno ridurrebbe del 39% il rischio di tumori al cavo orale e alla faringe inferiore rispetto a chi non beve caff. Torniamo quindi a parlare dei benefici del caff, ma ci teniamo tuttavia ad esortare a non farne abuso. Le analisi statistiche condotte su un ampio campione di soggetti avrebbe permesso di concludere che il consumo di caff associato a un minore rischio di tumore al cavo orale, alla faringe, ma non alla laringe. I risultati dello studio sono apparsi sulle pagine di Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention. La studiosa italiana ha sottolineato che le cause che spiegherebbero questo legame siano ancora tutte da chiarire. Carlo La Vecchia dellIstituto Mario Negri ha invece ipotizzato che lesioni precancerose del cavo orale portino i soggetti a diminuire il consumo di caff, ma sono indispensabili ulteriori studi e accertamenti. (fonte: benessereblog.it)

Ideato nuovo test per scoprire il tumore alla vescica 03/07/2010 10:47
E un nuovo metodo per la diagnosi precoce del tumore alla vescica ideato dai ricercatori dellUniversit di Copenaghen. Questo tipo di tumore, tra i pi frequenti nelluomo, pu essere facilmente debellato se diagnosticato in tempo, mentre se scoperto in fase avanzata richiede necessariamente lintervento chirurgico. Lo studio stato riportato sul Journal of Molecular Diagnostics. Gli studiosi danesi hanno modificato un test gi usato per altri tipi di tumori, chiamato MS-MLPA, e sono riusciti a trovare nelle urine i marcatori biologici del cancro della vescica. Lo stesso principio potr essere usato per altri tipi di tumore, ha detto Per Guldberg, uno degli autori, fornendo un metodo veloce ed economico per la diagnosi precoce. (fonte: benessereblog.it)

Il Tea Tree per curare il melanoma 03/07/2010 10:46
Il Tea Tree (chiamato anche melaleuca alternifolia) un albero indigeno dell'Australia. Da tale pianta si ricava un olio, dotato di propriet anti cancro e potenzialmente efficace contro il melanoma. Questa l'ipotesi di una ricerca dell'University of Western Austalia (UWA), diretta dalla dottoressa Sara Greay. Gli scienziati hanno preso in esame alcuni topi da laboratorio, tutti affetti da vari tipi di tumore della pelle. Gli animali sono cos stati trattati con un composto a base di olio di Tea Tree. L'esperimento (durato tre anni) ha mostrato come la sostanza agisse rapidamente inibendo la crescita delle cellule cancerose e provocandone la regressione. Ulteriori approfondimenti hanno poi evidenziato come l'olio in questione attaccasse il cancro anche tramite uno stimolo del sistema immunitario. Inoltre, il team UWA fa notare gli effetti collaterali ridotti. Mentre le sedute di chemioterapia provocano disturbi come nausea e sintomi influenzali, il trattamento con la melaleuca alternifolia si limita ad un'irritazione cutanea passeggera. Conclude cos la dottoressa Greay: "Siamo molto entusiasti di questi risultati e speriamo di trovare finanziamenti per una piccola sperimentazione clinica con circa 50 persone con lesioni pre-cancerose, con l'obiettivo di prevenire lo sviluppo dei tumori della pelle". (fonte: newsfood.com)

Scoperte le cellule zero che causano il melanoma 03/07/2010 10:44
Finalmente le hanno scovate. Ricercatori della Stanford University School of Medicine in California, in uno studio pubblicato sullultimo numero della rivista Nature, spiegano di aver individuato le cellule zero del pi letale cancro alla pelle, il melanoma. La scoperta potrebbe spiegare perch le cure oggi in uso contro questo tumore non funzionano bene e portare a nuove terapie pi efficaci. LO STUDIO - Negli ultimi anni sono state individuate le cellule zero che danno inizio a molti tipi di cancro: sono le staminali che, pur costituendo la parte minoritaria del tumore, ne causano la crescita perch si riproducono dando continuamente vita a nuove cellule malate. Cos anche quando i farmaci annientano la massa neoplastica, queste staminali ne vanificano lefficacia formando un nuovo tumore, spesso pi cattivo del primo. Per il melanoma finora queste cellule originarie mancavano allappello, ma i ricercatori americani le hanno identificate riconoscendole per un loro tratto distintivo: portano in superficie una bandierina molecolare, la molecola CD271. Trapiantando in laboratorio alcune di queste cellule nelle cavie, infatti, gli animali si sono ammalati di melanoma. Le staminali che portano letichetta CD271 mancano invece, del tutto o in parte, delle etichette molecolari TYR, MART e MAGE che sono i pi comuni bersagli terapeutici di farmaci anti-melanoma oggi in uso. Ecco perch questi farmaci non ce la fanno a eradicare la malattia: non riescono a colpire il cancro alla radice perch le staminali sono immuni alle terapie. Grazie a questa scoperta potremo dunque studiare nuovi farmaci che le distruggano ha commentato Alexander Boiko, autore dello studio. UN EX TUMORE RARO Il melanoma era considerato una neoplasia rara fino a pochi anni fa, ma oggi interessa oltre 100mila persone nel mondo e la sua incidenza aumentata del 15 per cento circa rispetto al decennio precedente. In Italia si ammalano in media 12-13 persone ogni 100mila abitanti, mentre in Europa i tassi pi alti si registrano fra gli abitanti con carnagione e occhi chiari dei Paesi del Nord. Le cause della crescita sono molteplici, prime fra tutte la diagnosi precoce e lesposizione solare intensiva e concentrata in poche settimane allanno. Tuttavia la sopravvivenza migliora, come spiega Caterina Catrical, direttore del Dipartimento clinico-sperimentale di dermatologia oncologica dellIstituto San Gallicano di Roma: Grazie alle campagne di sensibilizzazione, alla tecnica diagnostica non invasiva sale il numero di diagnosi precoci, cio troviamo sempre pi melanomi con spessore inferiore al millimetro. In questi casi la sopravvivenza varia dall87 al 97 per cento. Quando invece la diagnosi tardiva e il melanoma supera i tre millimetri o presenta ulcerazione, la sopravvivenza scende intorno al 50 per cento. IN ARRIVO NUOVE CURE - Dopo lannuncio al recente congresso di oncologia di Chicago del primo farmaco efficace contro il melanoma da 30 anni a questa parte (ipilimumab), gi partono sperimentazioni su altri medicinali che si basano su particolari caratteristiche molecolari del tumore del paziente. Da recenti studi risulta infatti chiaro che i melanomi che hanno una mutazione al livello del gene B-Raf e sono sensibili a farmaci che bloccano la proliferazione cellulare e ne determinano la morte. In particolare lutilizzo di questi farmaci nei pazienti portatori la mutazione B-Raf ha dato risultati cos eclatanti che dopo la fase I e linizio della fase II, stato deciso di passare direttamente alla fase III della sperimentazione multicentrica dice Alessandro Testori, responsabile dellUnit Melanoma dellIstituto europeo di oncologia di Milano, dove partendo in questi giorni larruolamento al trial che coinvolger circa 800-1.000 pazienti in 200 diversi centri mondiali. I melanomi con la mutazione B-Raf sono il 90 per cento del totale spiega Testori - e i farmaci sotto sperimentazione sarebbero attivi nel 50-60 per cento di questi. Ma per avere i risultati della sperimentazione dovremo attendere circa un paio danni, mentre vorremmo concludere larruolamento dei pazienti in una decina mesi. SOLE AMICO Il melanoma insorge mediamente intorno ai 50 anni, ma questo tumore interessa frequentemente anche le classi det 35-65 anni. Tutelare la pelle fondamentale e sono molto importanti anche le radiazioni ultraviolette incassate durante i primi dieci anni di vita, perch il danno che poi conduce al tumore un danno cumulativo. Particolare attenzione devono prestare i soggetti a rischio: le persone con fototipo chiaro che si abbronzano poco e si scottano con facilit, quelle che hanno tanti nei e uno o pi casi di melanoma in famiglia. Ma gli esperti condannano ogni fobia nei riguardi del sole, perch una ragionevole esposizione solare di grande beneficio per un gran numero di fattori, che vanno dallumore (stimolo delle endorfine) al metabolismo del calcio nelle ossa (all'attivazione della vitamina D). (fonte: corriere.it)

Vaccino anti-morbillo potrebbe essere il futuro per combattere il tumore alla prostata 03/07/2010 10:44
Il vaccino anti-morbillo potrebbe essere il futuro per combattere il tumore alla prostata. In laboratorio i vaccini si sono, infatti, dimostrati efficaci nelluccidere le cellule del tumore alla prostata. Lo ha scoperto una ricerca condotta negli Stati Uniti, dalla Mayo Clinic, e pubblicata sulla rivista The Prostate. Gli scienziati statunitensi hanno osservato che alcuni vaccini anti-morbillo, per la loro affinit con le cellule tumorali della prostata, sono in grado di infiltrarsi e aggredirle, replicarsi in esse col meccanismo riproduttivo virale e, di conseguenza, ucciderle. La scoperta, ancora molto lontana dalla sperimentazione sulluomo, potrebbe in futuro essere utilizzata per il tumore alla prostata resistente e in uno stadio avanzato (con metastasi). Queste specie di vaccini spiega infatti Mauro Dimitri, urologo e presidente della Fondazione Mondiale di Urologia potrebbero rappresentare una nuova classe di agenti terapeutici contro il tumore che non evidenzia resistenza agli approcci terapeutici esistenti, e dopo ulteriori studi potrebbero essere usati in associazione ai metodi convenzionali. (da blitzquotidiano.it)

Ipilimumab, una nuova molecola contro il melanoma 18/06/2010 11:33
Dopo 30 anni di fallimenti, c' una nuova arma efficace contro il pi aggressivo tumore della pelle, il melanoma, che in Italia colpisce circa 6.000 persone l'anno e ne uccide 1.500. Non attacca direttamente il tumore, ma scatena le difese immunitarie. I risultati della sperimentazione, condotta in 125 centri nel mondo e nella quale l'Italia ha avuto un ruolo importante, sono stati presentati oggi, nel congresso della Societ Americana di Oncologia Molecolare (Asco) in corso a Chicago (Illinois). La molecola, chiamata ipilimumab, giunta alla fase 3 della sperimentazione. Non un vaccino, ma una immunoterapia: "Mentre un vaccino stimola direttamente il sistema immunitario, questo farmaco rimuove un blocco", spiega il coordinatore del ramo italiano dello studio, Paolo Ascierto, dell'Istituto Nazionale Tumori 'Pascale' di Napoli. La molecola sblocca il freno molecolare che in condizioni normali ferma la reazione immunitaria al momento giusto. Di conseguenza, le difese immunitarie sono scatenate senza limiti contro le cellule tumorali. I risultati sono giudicati cos incoraggianti che in Italia i pazienti con la malattia avanzata potrebbero avere il farmaco per uso compassionevole (i primi 20 a Napoli). Alcuni centri, infine, stanno sperimentando il farmaco contro i tumori di prostata e polmone. (fonte: molecularlab.it)

Dieta "Salva-prostata", un aiuto per sconfiggere il cancro prostatico 18/06/2010 11:31
Prestando attenzione a ci che si mangia ogni giorno e seguendo qualche semplice consiglio possibile prevenire fino al 66,7% i casi di cancro alla prostata, il killer numero uno per gli uomini, al primo posto in Italia nella classifica dei tumori pi diffusi nelle persone di sesso maschile. Secondo gli ultimi dati aggiornati ad inizio 2010 dal Centro Nazionale di Epidemiologia Sorveglianza e Promozione alla Salute dellIstituto Superiore di Sanit, ogni anno in Italia si registrano circa 9000 decessi e 33.000 nuovi casi, il 20% dei quali viene diagnosticato in fase gi avanzata. Tali numeri ripropongono lurgenza di sensibilizzare la popolazione maschile, soprattutto gli over 45, sullimportanza della prevenzione e della diagnosi precoce: oggi lunica arma veramente efficace per sconfiggere il cancro. Nel nostro Paese il tasso di sopravvivenza tocca il 47,4%, inferiore rispetto ad altri Paesi europei (Spagna 54,5%, Francia 61,4%, Svizzera 71,4%). Le responsabilit della maggiore incidenza del tumore alla prostata e del minore tasso di sopravvivenza sono egualmente divise tra una componente genetica e lo stile di vita e alimentare anti-prostata. In occasione della Settimana Nazionale di prevenzione del tumore alla prostata svoltasi nello scorso mese di marzo, gli esperti hanno suggerito la cosiddetta Dieta Salva-Prostata: 600 gr di frutta e verdura ogni giorno; 200 ml di succo di melograno; 600 ml di t verde; pomodori e melone (ricchi di licopene, prezioso antiossidante), aglio, verdure a foglia verde, legumi, cereali integrali, pochi zuccheri e grassi e tanta tanta acqua. La scienza, tuttavia, continua il suo arduo cammino nella ricerca di cure e terapie sempre pi efficaci. Nuove conferme arrivano dai polifenoli, sostanze antiossidanti che - stando agli ultimi studi - contribuiscono a prevenire il tumore prostatico. La ricerca in merito stata pubblicata sul The Faseb Journal e sostiene che gli antiossidanti presenti nel vino rosso e nel t riescono a produrre un effetto combinato tale da distruggere una molecola ben precisa che gioca un ruolo molto importante nello sviluppo del cancro alla prostata. Si tratta dellSphK1/S1P che svolge un ruolo chiave nello sviluppo non solo del tumore prostatico, ma anche di altri tipi di neoplasie come quelle al seno o al colon. Dagli esperimenti in vitro emerso che inibendo lSphK1/S1P si verifica un rallentamento nella crescita delle cellule tumorali. Limpatto che i polifenoli contenuti nel t e nel vino hanno sulla nostra salute era assolutamente inimmaginabile 25 anni fa, mentre oggi sappiamo con certezza quanti benefici queste sostanze possano apportare alla nostra salute, ha concluso Gerald Weissmann, direttore del FASEB journal. (fonte: benessereblog.it)

Vitamina B6 e metionina riducono rischi di cancro ai polmoni 18/06/2010 11:29
Livelli ematici di vitamina B6 e metionina costantemente elevati sembrano associati a una riduzione del rischio di sviluppare un cancro del polmone Una ampia analisi epidemiologica ha mostrato che elevati livelli ematici di vitamina B6 e metionina, un amminoacido essenziale, sono associati a una riduzione del rischio di sviluppare il cancro del polmone, anche per quanto riguarda ex fumatori e fumatori. A indicarlo uno studio condotto da ricercatori dellInternational Agency for Re search on Cancer, con sede a Lione, in Francia, coordinati da Paul Brennan, e pubblicato sulla rivista JAMA. Precedenti ricerche avevano indicato che deficienze di vitamine del complesso B potevano portare a un aumento del rischio di danni al DNA e, quindi, a mutazioni nei geni. Dato il loro coinvolgimento nel mantenimento dellintegrit del DNA e nellespressione dei geni, questi nutrienti hanno potenzialmente un ruolo importante nellinibire lo sviluppo del cancro e offrono la possibilit di modificare il rischio di cancro attraverso cambiamenti nella dieta, scrivono gli autori che rilevano anche come, in seguito a errori nutrizionali, le carenze relative di vitamine del gruppo B siano alquanto diffuse anche nei paesi sviluppati. Per la loro analisi i ricercatori si sono basati sui campioni di sangue prelevati nel quadro del progetto EPIC (European Prospective Inves tigation into Cancer and Nutrition) in cui fra il 1992 e il 2000 sono state arruolate 519.978 persone. Dopo unanalisi dellincidenza del cancro del polmone in tutta la corte di EPIC, i ricercatori hanno scoperto che, una volta ponderati i risultati sulla base di vari fattori, il rischio di insorgenza del cancro del polmone fra quanti avevano il livelli pi elevati di vitamina B6 (e in particolare ricadevano nel quartile pi elevato) era decisamente pi basso rispetto agli altri appartenenti agli stessi gruppi. Un rischio inferiore lo mostravano anche i partecipanti con elevati livelli di metionina. Una simile consistente diminuzione del rischio non era mai stata osservata in fumatori ed ex fumatori, indicando che i risultati non sono dovuti a fattori confondenti legati al fumo. La dimensione del rischio rimasta costante anche con laumento della lunghezza del follow up, indicando che lassociazione non spiegata dalla malattia in fase pre-clinica, osservano i ricercatori. I nostri risultati suggeriscono che un valore sopra la mediana sia di vitamina B6 sia di metionina nei cinque anni precedenti sono associati a una riduzione del 50 per cento circa del rischio di sviluppare il cancro del polmone. E stata rilevata anche una debole associazione con i livelli di folati che, quando presente in associazione con quella di vitamina B6 e metionina, diminuiva dei due terzi il rischio di cancro del polmone. Il cancro del polmone oggi la pi comune causa di cancro al mondo e lo rester presumibilmente anche nel prossimo futuro. Per la prevenzione essenziale che qualsiasi nuovo dato sulle cause del tumore non distragga dallimportanza della riduzione del numero di persone che fumano tabacco. Tenendo ben presente questo, importante riconoscere che un buon numero dei casi di cancro del polmone si verifica in ex fumatori e che un numero non irrisorio si verifica fra chi non ha mai fumato, specialmente fra le donne in alcune regioni dellAsia. Chiarire il ruolo delle vitamine del complesso B e dei relativi metaboliti nel rischio di cancro del polmone, appare dunque di particolare rilevanza per ex fumatori e non fumatori, hanno concluso i ricercatori. (fonte: liquidarea.com)

La chemio senza perdere i capelli 18/06/2010 11:27
Non ha scelto un simposio di scienziati e luminari per annunciare le sue ultime battaglie vinte contro il cancro. Ha voluto farlo nel giorno in cui le sue donne sincontrano per gioire insieme e raccontarsi come e perch sono ancora vive. Mille donne che ieri a Milano - e ogni anno cos - hanno ascoltato e applaudito Umberto Veronesi spiegare che c una chemioterapia che non fa perdere i capelli e una radioterapia che non costringe a mesi di viavai negli ospedali. Due terapie sperimentate con successo allIeo su cinquanta donne e ora pronte al grande lancio nazionale su altre cinquecento. Due battaglie vinte non sono la fine della guerra ma queste due vittorie, per le donne, hanno un valore in pi. Veronesi lo sa, e se c una differenza fra il suo modo di essere oncologo e altri, a sentir queste signore si capisce che la differenza nel non dare per scontato che per guarire bisogna rassegnarsi a perdere la femminilit. Grazie alla diagnosi precoce, spiega il Professore le cure per il tumore al seno hanno raggiunto un elevato livello di efficacia tanto che ora possiamo concentrare la ricerca su una nuova sfida: la qualit della vita delle donne. La ricerca a cui si riferisce quella che si fa allIeo, lIstituto Europeo di Oncologia di cui Direttore scientifico. Sappiamo che possiamo guarire oltre l80% delle nostre pazienti, ora ci poniamo il problema del come, con lobiettivo di fare in modo che le cure non spaventino pi della malattia. E cosa spaventa di pi una donna che gi deve subire una mastectomia, del vedersi menomata anche nella chioma, quindi nel volto? La vanitas non centra e Veronesi vuole che le sue donne lo capiscano: Perch i capelli possono essere una componente importante dellidentit. Quindi la parola passa ai medici che finora hanno sperimentato con successo le due terapie su una cinquantina di pazienti. Da tempo queste terapie sono in corso di studio da noi racconta Viviana Galimberti, giovane e bella direttora dellUnit di Senologia molecolare: Ridurre la tossicit della chemioterapia lobiettivo dello studio clinico Ieo sul Caelyx, un farmaco che ha la stessa efficacia di quelli tradizionali ma non leffetto collaterale dellalopecia. Si tratta di farmaci sempre pi mirati a colpire il vero bersaglio, cio le cellule tumorali, lasciando stare quelle sane. Il farmaco non nuovo ed stato finora utilizzato nelle fasi avanzate del tumore allovaio e alla mammella. AllIeo si sperimentato in fase preoperatoria, cio per ridurre la massa tumorale prima dellintervento, ma ora si cerca di proporlo anche nella fase post, cio come prevenzione della ripresa della malattia. Laltra terapia che verr sperimentata su scala nazionale la cosiddetta Iart, Radioterapia intraoperatoria con radiofarmaci. Si tratta di una procedura che sfrutta lattrazione fatale (cos la chiama Veronesi) esistente in natura fra due molecole, e che comincia gi al momento delloperazione. I vantaggi? Li spiega Giovanni Paganelli, direttore della medicina Nucleare Ieo: Permette di evitare il ciclo di terapia esterna di circa due mesi, non necessita di apparecchiature costose ma di una siringa da insulina, pu essere eseguita in regime ambulatoriale. Quando i medici scendono dal palco salgono le donne, con le loro mille storie di dolore e guarigione. Confessioni, esortazioni, racconti spiritosi. Veronesi se li ascolta tutti, inchiodato in prima fila. E quando torna sul palco a ringraziarle tutte, una standing ovation dopo laltra. E le si capisce. Il loro Professore stato candidato per la terza volta al Premio Nobel per la Medicina, ma a loro ha gi fatto vincere quello per la Vita. (fonte: lastampa.it)

Quelle ragazze arrabbiate schiave della sigaretta 31/05/2010 14:41
Fumano perch lo fanno gli amici uscendo da scuola, ma anche da sole, per stress e per rabbia. Sono le baby-fumatrici che paiono affezionarsi alla sigaretta come e pi dei loro coetanei maschi e che, avverte lOrganizzazione mondiale della sanit (Oms), insieme alle loro madri sono uno dei target principali dellindustria del tabacco, che necessita di reclutare nuovi consumatori, per rimpiazzare la quasi met di quelli attuali che morir prematuramente a causa di malattie correlate al fumo. E proprio a donne e mercato dei prodotti da fumo dedicata ledizione 2010 della Giornata mondiale senza tabacco del prossimo 31 maggio. MARKETING ROSA - Attualmente nel mondo sono donne 20 fumatori su cento (200 milioni circa), ma in diversi Paesi il tabagismo femminile in crescita (in Italia la prevalenza di fumatrici triplicata dagli anni 50 ad oggi, che si assesta intorno al 20 per cento). Inoltre, secondo il recente rapporto Oms Women and health: today's evidence, tomorrow's agenda le pubblicit di sigarette puntano sempre pi alle ragazze, che anche in Italia rischiano di abboccare in massa. LA SIGARETTA? UNABITUDINE PER UNA SU 5 - Se un ragazzo su tre afferma di fumare e uno su cinque si definisce un fumatore regolare, fra le ragazze proprio la regolarit sembra pi diffusa (22,3 per cento) e aumenta con let passando dal 9,3 per cento dei 14enni fino al 33,3 per cento dei 18enni. Questo evidenzia una ricerca condotta dallIstituto AstraRicerche sui ragazzi delle scuole superiori milanesi e promossa dalla Fondazione Veronesi e dallAssessorato alla Salute del Comune di Milano. Proprio al capoluogo lombardo spetta il deludente primato di citt con il pi alto numero di giovani fumatrici tra i 15 e i 19 anni. SI FUMA ANCHE PER RABBIA - Le sigarette fumate sono in media otto al giorno, soprattutto con gli amici al termine delle lezioni (77,2 per cento), ma anche da soli (52,2 per cento). Ma se il 68,4 per cento dei giovani afferma di avere iniziato per la compagnia, il 59,9 per cento indica anche lo stress e il 57,3 per cento la rabbia. FUMATRICI, IDENTIKIT DIFFICILE - Probabilmente le donne, adulte e ragazze, stanno entrando oggi in una fase di abitudine al fumo che gli uomini hanno toccato anni fa ipotizza Laura Carrozzi, pneumologa dell'Ambulatorio per la Cessazione del Fumo dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana che, con il collega Francesco Pistelli e con la psichiatra Fiammetta Cosci, risponde alle domande degli utenti sul forum Stop al fumo. Ma esiste un identikit della dipendenza femminile dal tabacco? Si sa ancora poco, si parla di una maggiore fragilit delle donne legata a caratteristiche genetiche e ormonali. Sono dati interessanti, ma mancano conferme risponde Laura Carrozzi -. E non che le donne smettano pi facilmente degli uomini di fumare. Certamente, dal punto di vista sociale e psicologico, le donne hanno pi responsabilit, si sentono un esempio per i figli, e per loro possono pi facilmente pensare di abbandonare la sigaretta. Anche se resta un dato grave che il 10 per cento delle fumatrici in attesa di un bimbo non smette. LA SIGARETTA SI PAGA, ECCOME - E quelle teenager con la sigaretta fra le dita alle 7.30 di mattina fuori del liceo? Le ragazze, e gli adolescenti in genere, sono una tipologia di fumatori complessa. A loro va ricordato quello che mettono sul piatto della bilancia: si perde lautonomia, dato che la dipendenza dal fumo di sigaretta una schiavit come quella da altre droghe, calano le prestazioni fisiche, si rovinano la pelle e i denti, si compromette anche la futura possibilit di procreare: tutte le cose meravigliose della loro et e degli anni a venire. (fonte: corriere.it)

Tra tumore a seno e demenza una proteina 23/05/2010 12:50
Una nuova era contro tumori e demenza. Al centro dellattenzione vi sono proteine solubili che agiscono come fattori di crescita. Si chiamano granuline e sono coinvolte in numerosi processi biologici, fisiologici e patologici, quali lo sviluppo embrionale, la rigenerazione cutanea, linfiammazione. In particolare una di queste, la progranulina, ha un possibile ruolo nella genesi dei tumori, e sta diventando importante anche in malattie apparentemente molto lontane proprio dai tumori. Studi genetici recenti hanno infatti messo in luce che mutazioni del suo gene sono responsabili di una malattia neurodegenerativa, la demenza frontotemporale familiare (FFTD). Il meccanismo attraverso cui la proteina interviene nella patogenesi di questa malattia sembra essere, contrariamente a quanto accade nella genesi del tumore, un ridotto livello di espressione della proteina stessa e quindi una perdita di funzione. Progranulina sembra quindi giocare un ruolo importante nella sopravvivenza neuronale a livello cerebrale. Per approfondire il ruolo di progranulina nella patogenesi di demenza e carcinoma mammario, lOsservatorio Nazionale sulla salute della Donna ha istituito un gruppo di studio composto da Giuliano Binetti, Roberta Ghidoni e Luisa Benussi (IRCCS Fatebenefratelli di Brescia); Emilio Trabucchi, Fabio Corsi ed Elena Piazza (Dipartimento Chirurgico-Onco Gastroenterologico, Polo Universitario Luigi Sacco di Milano) e Maria Antonietta Nosenzo (O.N.Da Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna, Milano). Lo studio, avviato lo scorso anno, si concludera nel 2011. (fonte: liquidarea.com)

Tumori alla laringe: con il fumo si decuplicano i casi 23/05/2010 12:48
I tumori della testa e del collo sono il 20% dei tumori che colpiscono luomo e di questi un quarto nascono nella laringe. In Italia, soprattutto nel Nord-Est sono piu frequenti e rispetto alla media mondiale, nel nostro Paese lincidenza e piu alta. I piu colpiti sono gli uomini, ma nellultimo decennio anche tra le donne si e registrato un leggero aumento. Riguardano la popolazione che va dai 60 ai 70 anni, ma qualche caso si registra anche tra i cinquantenni. E uno dei temi affrontati al 97 Congresso nazionale della Societa italiana di otorinolaringologia e chirurgia cervico facciale (Sioechcf), che si sta svolgendo a Riccione dal 19 al 22 maggio. Giuseppe Spriano, Direttore di Otorinolaringoiatria e chirurgia cervico-facciale dellIstituto nazionale tumori Regina Elena di Roma e presidente nazionale dellAssociazione otorinolaringologi ospedalieri italiani (Aooi), spiega quali possono essere i fattori che determinano linsorgenza dei tumori alla laringe: Il fattore principale, come per tutti i tumori della via respiratoria, e il fumo di sigaretta, che determina un rischio di ammalarsi 10 volte superiore. Anche lalcol e un importante fattore di rischio e, se associato al fumo, ne potenzia la pericolosita. Tra i principali sintomi con cui si manifesta sicuramente la disfonia, cioe labbassamento della voce che diventa rauca, e tra quelli piu evidenti. Ma dal cancro alla laringe si guarisce? Come per molti tumori questo dipende dallo stadio di malattia avverte Giuseppe Spriano e in uno stadio iniziale la guarigione si ottiene nel 90% dei casi. Ovviamente questa possibilita diminuisce al crescere dellestensione del tumore. Oggi globalmente siamo in grado di guarire circa il 60 % dei tumori della laringe. Levoluzione terapeutica degli ultimi anni ha eliminato quasi totalmente lintervento chirurgico. Fino a 30 anni fa lunico intervento possibile era la laringectomia totale, cioe lasportazione completa della laringe che provocava la perdita della voce e la tracheotomia definitiva per la respirazione prosegue il presidente Aooi Oggi questo intervento e riservato a casi molto estesi o a recidive di pregressi trattamenti. Ma la vera evoluzione terapeutica degli ultimi decenni, secondo lesperto, e la chirurgia endoscopica. Nonostante gli sviluppi della scienza lotorinolaringologo pero lancia un messaggio forte a favore della prevenzione: Levoluzione della chirurgia, radioterapia e chemioterapia e stata importante e ha portato a miglioramenti terapeutici, ma questo e niente al confronto di quello che si potrebbe ottenere con la prevenzione primaria, cioe eliminando i fattori di rischio. Un esempio per tutto questo: se nessuno fumasse invece di 100 tumori ve ne sarebbero solo 10″. (fonte: liquidarea.com)

Rischio recidiva di cancro al seno se la donna fuma 05/05/2010 15:01
Le donne che sono sopravvissute al cancro al seno in fase iniziale una prima volta possono svilupparne un secondo, sia nella stessa mammella che nellaltra, se fumano. La notizia giunge dai ricercatori statunitensi del Cancer Institute of New Jersey (CINJ), i quali hanno presentato la loro ricerca al meeting annuale della American Radium Society in corso a Cancun (Messico). Il dottor Robert Wood Johnson della Facolt di Medicina del CINJ e colleghi hanno cercato dindividuare i fattori di rischio per le recidive di tumori al seno nelle donne che ne avevano gi avuto episodio. Partendo dalla considerazione che queste donne corrono un rischio da due a sei volte maggiore di sviluppare un nuovo tumore rispetto alle donne che non hanno avuto diagnosi di cancro mammario, i ricercatori hanno identificato come fattori di potenziale aumentato rischio il fumo, il consumo di alcol e lobesit. Per stabilire gli eventuali legami, lo studio si concentrato sui dati di 796 donne fumatrici che avevano una diagnosi di carcinoma mammario in fase iniziale e che seguivano una terapia conservativa del seno atta tuttavia a rimuovere il tumore. I dati provenivano dalla Yale University School of Medicine e si riferivano ai trattamenti offerti tra il 1975 e il 2007. Questo tipo di terapia conservativa un trattamento standard che viene offerto a tutte le donne con la malattia in fase iniziale e consiste in una nodulectomia a cui segue una radioterapia al seno. Lanalisi dei dati ha permesso di stabilire che 15 anni dopo il trattamento il rischio di sviluppare un nuovo tumore allo stesso seno stato maggiore nelle donne fumatrici con un 25% rispetto a un 19% di quelle non fumatrici. Sempre nelle donne fumatrici il rischio di avere un nuovo cancro nellaltro seno, quello non ancora oggetto di malattia, era del 13% contro l8% delle donne non fumatrici. Il fattore fumo stato scoperto essere indipendente da altri fattori come let, la storia familiare, fattori ormonali e altri. Riteniamo che questo studio abbia esaminato il pi grande sottogruppo di donne fino ad oggi su questo tema. Questi nuovi dati sono significativi in quanto mostrano che le donne possono esercitare un controllo su un noto fattore di rischio per lo sviluppo di un nuovo secondo cancro, ha commentato il dottor Johnson. (fonte: lastampa.it)

Vaccino terapeutico contro il tumore alla prostata approvato negli Usa 05/05/2010 14:59
Per la prima volta la Food and Drug Administration statunitense ha approvato un vaccino terapeutico contro il cancro: vaccino, perch induce una risposta attiva e permanente del sistema immunitario, ma terapeutico, perch non serve a prevenire, ma a curare la malattia. Il Provenge, come si chiama, allunga in media di quattro mesi la sopravvivenza degli uomini con cancro alla prostata disseminato ad altre parti dellorganismo e resistente alle cure standard. Obiettivo che si pu raggiungere con una spesa di poco inferiore ai 100 mila dollari per paziente. S UNA STORIA COMINCIUATA 20 ANNI FA - Sono passati quasi ventanni da quando Edgar Engleman, dellUniversit di Stanford, in California, fond, insieme al collega e amico Samuel Strober, una piccola azienda di biotecnologie per sviluppare, grazie allapporto di finanziatori privati, lidea che avevano avuto in laboratorio: armare contro il tessuto del tumore le cellule dendritiche del malato, quella sfuggente frazione dei globuli bianchi che proprio in quegli anni si stava individuando come prima linea di difesa della risposta immunitaria. Isolare queste cellule difficilissimo spiega Michele Maio, responsabile del reparto di immunoterapia oncologica al Policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena. Per questo si preferisce generarle in laboratorio, a partire da un semplice campione di sangue del malato. Non per il laboratorio dellospedale, neppure se specializzato come quello di Siena, che pu svolgere questa operazione. Il campione di sangue deve infatti essere inviato ai produttori del vaccino, che, dopo aver ottenuto le cellule dendritiche (da cui il nome stesso dellazienda, la Dendreon), le caricano con una proteina caratteristica del tumore alla prostata, la fosfatasi acida prostatica, e unaltra capace di stimolare le difese immunitare. A questo punto le fiale possono essere rimandate ai medici del centro dove il malato in cura, che gliele inietteranno in tre dosi, a distanza di due settimane luna dallaltra. DIFFICOLT PRATICHE - Le difficolt pratiche sono evidenti: gi la Dendreon ha annunciato che per il momento potr offrire il trattamento solo ad alcuni dei pazienti in cura nei 50 centri in cui finora stata condotta la sperimentazione. Per ora per solo un contesto cos controllato pu garantire la qualit del procedimento commenta Maio, che ottimista sulla fattibilit di una produzione centralizzata del vaccino: Per un altro metodo simile che stiamo studiando, applicabile a diversi tumori, abbiamo calcolato che in Europa basterebbe un solo impianto di riferimento, in una posizione strategica come Francoforte, dove arrivano voli da ogni citt. PROSSIMI SVILUPPI - Lapprovazione del Provenge da parte dellagenzia statunitense apre la strada ad altri approcci simili a questo, che sono gi in fase avanzata di studio, da quelli rivolti contro il bersaglio MAGE-A3 del melanoma, su cui lavorano anche ricercatori italiani, al DCVax, gi approvato in Svizzera contro una particolare forma di tumore al cervello o allOncoPhage, che per ora ha avuto lok solo dalle autorit russe, per combattere la malattia a livello del rene. Il fatto che questi prodotti, come altri venduti in Canada e in alcuni Paesi in via di sviluppo, non abbiano ancora passato il vaglio delle due maggiori agenzie regolatorie del mondo, quella statunitense e quella europea, impone per prudenza commenta Maio. Anche perch gli effetti collaterali possono essere gravi: la sperimentazione di un promettente vaccino contro il tumore del polmone e della mammella, lo Stimuvax, stata recentemente interrotta per linsorgenza di encefalite in un malato che partecipava allo studio.Come sempre, bisogna quantificare i rischi e confrontarli con i benefici dice il ricercatore, tenendo conto che questi ultimi a volte si fanno vedere soltanto dopo un po. IL FATTORE TEMPO - come per una vaccinazione contro una malattia infettiva: ci vuole del tempo perch si instauri la protezione, ma poi questa dura a lungo. Allo stesso modo, leffetto delle terapie immunologiche pu essere meno immediato di quello di una chemioterapia. Ma diversamente da questo, non finisce quando si smette la cura, perch addestra lorganismo a tenere a bada da solo leventuale ricomparsa di cellule tumorali. proprio in questa trappola sui tempi che sono caduti gli sperimentatori del Provenge tre anni fa, quando lFDA, con una scelta che scaten le proteste di molte associazioni di malati, non concesse il suo via libera nonostante il parere positivo della maggioranza degli esperti consultati. La ricerca presentata dallazienda, infatti, che coinvolgeva pi di 500 malati di cancro alla prostata in fase avanzata, era stata impostata in modo da verificare prima di tutto la capacit della procedura di rallentare la progressione del tumore, un effetto che in un primo momento non appariva evidente. Emergeva per una maggiore sopravvivenza, che doveva tuttavia essere confermata nel tempo, in uno studio impostato in modo da accertare questo risultato, piuttosto che levoluzione della malattia in s. Ora che la conferma arrivata, lFDA non si tirata indietro. Alla luce di ci c da scommettere che al congresso annuale dellASCO, lAmerican Society of Clinical Oncology, che si terr a giugno a Chicago, le terapie immunologiche la faranno da padrone. (fonte: corriere.it)

Frutta e verdura non sono tutte ugualmente ricche di antiossidanti 05/05/2010 14:58
Per ridurre il rischio di alcune malattie come il cancro, il diabete o le cardiovascolari opportuno fare il pieno di sostanze antiossidanti. Vanno bene arance, carote, uva, pomodori, frutti di bosco, tuttavia per garantirsi il giusto apporto dei migliori e pi efficienti fitonutrienti sarebbe preferibile scegliere i frutti che ne sono pi ricchi. Un gruppo di studiosi del Nutrilite Health Institute ha analizzato non solo la costanza di assunzione di frutta e verdura, ma anche la scelta di ci che veniva consumato; pertanto, oltre ad aver evidenziato una quantit di fitonutrienti superiore in chi mangia regolarmente frutta e verdura, hanno riscontrato che se si mangiano lamponi piuttosto che fragole, cavolfiore invece che spinaci, patate dolci piuttosto che carote, ci si garantisce una maggiore quantit di fitonutrienti. Per esempio luva ricchissima di antocianina, ma lo ancora di pi il mirtillo, ha spiegato il coordinatore della ricerca Keith Randolph ai colleghi riuniti ad Anaheim, in California, in occasione dellExperimental Biology Meeting. (fonte: benessereblog.it)

Le terapie pi diffuse per smettere di fumare 05/05/2010 14:57
Non esiste al mondo un metodo che liberi in modo indolore dalla dipendenza dal fumo. La scelta di smettere di fumare deve essere vissuta serenamente, senza pensare di aver intrapreso una strada lunga e difficile, altrimenti le paure, i tumori e lansia porteranno al fallimento. Unalta percentuale di fumatori cerca di smettere dalloggi al domani tentando con le proprie forze, ma questo uno dei procedimenti pi difficili per rinunciare in modo durevole alla sigaretta. Nel caso della terapia di sostituzione della nicotina i fumatori assumono la sostanza che d la dipendenza attraverso cerotti, gomme, caramelle da succhiare o spray nasali. In tal modo il corpo riceve la sostanza, dissociandola dal comportamento di dipendenza precedente. Si pu ricorrere anche allorecchino e allagopuntura: lorecchino viene inserito da un agopuntore e dovrebbe ridurere lansia dellastinenza e la voglia di fumare. Lagopuntura prevede linserimento di sottilissimi aghi in precisi punto del corpo; si tratta di rimedi che derivano dalla cultura cinese. Attraverso la stimolazione del punto della dipendenza accanto alingresso dellorecchio vengono stimolate determinate regioni del cervello che riducono fortemente il desiderio e le crisi di astinenza e nello stesso tempo apportano un profondo rilassamento. Molto raccomandabile la terapia del comportamento. Il principio : come ci si abituati alla sigaretta nel corso della vita ci si pu disabituare. Intanto si pu fissare una data e quando questa arriva, eliminare sigarette, accendini, posacenere e qualsiasi altra cosa possa stimolare la voglia di fumare. Liberare lauto i vestiti e gli ambienti dallodore del fumo. E bene tenere mente e corpo impegnati affinche non abbiano la possibilit di reclamare o sentire il bisogno della sigaretta. Importantissimo il movimento: scarica lo stress e ossigena i polmoni. (fonte: takecareblog.it)

Il melone amaro per fermare il cancro al seno 28/02/2010 12:12
Sembra più un cetriolo che non un melone ed è un ortaggio piuttosto comune in paesi come il Sud America, la Cina e l’India dove, da tempi remoti, è un rimedio popolare per controllare e abbassare i livelli di zuccheri nel sangue, utilizzato soprattutto dai diabetici. In questo nuovo studio, i ricercatori della Saint Louis University (Usa) hanno scoperto che un suo estratto ha la capacità di uccidere le cellule cancerose del tumore al seno in vitro. Nella ricerca condotta su cellule coltivate in laboratorio i ricercatori hanno osservato che l’estratto di melone amaro attaccava le cellule cancerose lasciando intatte quelle sane del tessuto mammario. Poiché lo studio è stato condotto su cellule in laboratorio, nonostante i risultati positivi, i ricercatori non si sentono di affermare che possa essere efficace sugli esseri umani: «Quando abbiamo utilizzato l'estratto di melone amaro, abbiamo visto che uccide le cellule del cancro al seno. L’estratto ha ucciso solo le cellule tumorali, non le cellule sane della mammella. Ma il lavoro è stato fatto in un laboratorio, non sugli esseri umani», ha infatti commentato il dr. Ratna Ray, professore di patologia. Il tipo di estratto utilizzato è quello che si trova comunemente in commercio, anche su Internet, fanno notare i ricercatori. Il passo successivo è quello di procedere con una sperimentazione su modello animale e successivamente sugli esseri umani. Un commento interessato è giunto dall’American Cancer Society: «I risultati di questo studio di laboratorio sono intriganti. – ha commentato il Direttore Marji McCullough - «Ma prima di raccomandare gli integratori di estratto di melone amaro per la prevenzione del cancro, abbiamo bisogno di adeguati studi clinici per stabilire la sua sicurezza ed efficacia negli esseri umani», ha aggiunto. L’estratto di melone amaro può comunque avere effetti benefici sulla salute in generale grazie alla presenza di vitamine come la C e di flavonoidi antiossidanti. Una buona dieta che comprenda questi utili elementi è da sé un buon preventivo per le patologie tumorali. Così come il mantenere un peso adeguato, fare regolare esercizio, limitare alcol e fumo, fanno notare i ricercatori. (fonte: lastampa.it)

Dna: scoperti caratteri comuni a 26 tumori 28/02/2010 12:11
Era il 1953 quando il premio Nobel per la medicina James Watson, insieme al collega Francis Crick, pubblicò lo studio dove si descriveva per la prima volta il Dna e sono ormai passati 10 anni da quando, nel 2000, è stato completato il sequenziamento del genoma umano. Ora un team di ricercatori internazionali annuncia sull’ultimo numero di Nature di aver mappato (nel più vasto studio di questo genere) nel genoma di 26 differenti tipi di cancro le regioni più frequentemente sede di grosse alterazioni (duplicazioni di estese zone o ampie perdite di Dna), rivelando più di 100 aree del Dna in cui si potrebbero trovare importanti geni del cancro non ancora identificati. Una «caccia al tesoro» che prosegue ininterrottamente nei laboratori di ricerca di tutto al mondo. Ma cosa serve tutto questo, in concreto, nella lotta ai tumori? DNA E TUMORI, UN RAPPORTO CONCRETO – E a che punto siamo arrivati? Secondo gli addetti ai lavori siamo circa a metà strada del progetto Cancer genome atlas lanciato nel febbraio 2006 con l’obiettivo di tracciare un censimento dei geni coinvolti in tutti i tumori conosciuti. Grazie ai molti studi condotti in questi anni ora si sa che tutte le cellule cancerose hanno un elemento comune: un danno nel loro patrimonio genetico. E si iniziano a conoscere, dei circa 23mila geni che compongono il genoma umano, quali sono coinvolti nelle diverse forme di cancro (fra gli altri, Brca1 e Brca2 per i tumori del seno e dell’ovaio, Ras per il tumori di pancreas e colon, Pml-rar per la leucemia acuta, Bcr-abl per la leucemia mieloide cronica, del recettore Egfr per il polmone). IL NUOVO STUDIO - In pratica, gli scienziati stanno cercando d’individuare i geni-chiave responsabili dell’oncogenesi, ovvero dei processi che – a livello cellulare – portano alla formazione di una neoplasia attraverso lo studio sistematico delle alterazioni che riguardano ampie porzioni del Dna (migliaia-milioni di basi del codice genetico) in un numero molto grande di casi. «Il nostro studio ha rivelato che sono molte le alterazioni del Dna comuni in più tipi di tumori» spiega Matthew Meyerson, professore di Anatomopatologia al Dana-Farber Cancer Institute. Anomalie che sono sostanzialmente di due tipi: amplificazioni, quando nel tessuto tumorale sono presenti più copie di un pezzo di Dna, o delezioni, se invece un frammento di Dna manca del tutto. «Queste anomalie – continua Meyerson - si chiamano SCNAs, alterazioni somatiche del numero di copie del Dna e sono importanti perché possono segnalarci quali sono i geni responsabili della crescita del tumore». IN CHE DIREZIONE VA LA RICERCA - «Questo studio – spiega Liliana Varesco, responsabile del Centro Tumori Ereditari dell’Istituto nazionale per la ricerca sul cancro di Genova - rappresenta un’ulteriore dimostrazione di come sia oggi possibile “vedere” il Dna da punti di osservazione diversi (non solo la sequenza delle singole basi ma il numero di volte in cui una regione del Dna, piccola o grande, è presente in un particolare genoma), cosa fino a pochi anni fa impensabile». Paradossalmente il problema degli scienziati è ora capire quali, tra le migliaia di osservazioni, perseguire per individuare i geni ed i meccanismi genetici veramente importanti nello sviluppo del cancro. È lecito aspettarsi che le ricerche post-genomiche, cioè volte a descrivere e decifrare la complessità del genomi dei vari tipi di tumore, abbiano ricadute in tutti gli ambiti dell’oncologia (dalla diagnosi precoce ai farmaci mirati). TEST GENETICI PER LEGGERE IL FUTURO - L'esame del Dna, poi, permette di capire, se una persona ha più probabilità di sviluppare un tumore e sono ormai molti i centri italiani capaci di fornire consulenze specializzate per verificare se un individuo è o meno portatore di mutazioni che aumentano le probabilità di ammalarsi di una determinata forma di cancro. «Solo una minima parte dei casi di cancro può dirsi realmente ereditaria – chiarisce Varesco - e solo per alcuni rari tipi di tumore la percentuale dei casi ereditari è alta. Riguardo alle forme più comuni, sappiamo oggi che circa 2-5 per cento dei tumori dell’intestino o della mammella è legato alla presenza di una mutazione genetica ereditabile». Ma sia ben chiaro: non si eredita la malattia, solo un rischio più elevato di svilupparla. Se viene riconosciuta la presenza di un rischio genetico è possibile affrontare la situazione, è bene rivolgersi a un centro specializzato nella consulenza genetica oncologica, dove lavorano specialisti capaci di aiutare le persone non solo a conoscere quanto la medicina oggi propone, ma anche a prendere le decisioni più vicine al proprio modo di essere e a superare i momenti più difficili. (fonte: corriere.it)